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Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità d...

Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di qualità delle acque destinate al consumo umano.

dm 07/07/1997

ACQUE POTABILI E ACQUEDOTTI
Decreto Ministeriale 7 luglio 1997 (in Gazz. Uff., 14 luglio, n.
162). – Disciplina concernente le deroghe alle caratteristiche di
qualità delle acque destinate al consumo umano.

Il Ministro della sanità, di concerto con il Ministro
dell’ambiente:
Visti gli articoli 16, 17 e 18 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 maggio 1988, n. 236, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 152
del 30 giugno 1988; Vista la motivata richiesta avanzata dalla
Regione Campania per la fissazione di un valore massimo ammissibile
per il parametro fluoro; Ritenuto che per il completamento e/o la
realizzazione degli interventi atti a riportare a norma la situazione
possa essere consentito un ulteriore, limitato tempo per la
concessione di deroga per il parametro fluoro; Su conforme parere
della terza sezione del Consiglio superiore di sanità, che si è
espressa in data 18 dicembre 1996;
Decreta:

Art. 1. 1. La deroga ai requisiti di qualità delle acque destinate
al consumo umano che può essere disposta dalla Regione Campania ai
sensi degli articoli 17 e 18 del decreto del Presidente della
Repubblica 2 maggio 1988, n. 236, non può superare il valore massimo
ammissibile (VMA) indicato nel successivo art. 2.
2. La deroga di cui al comma 1 non può essere disposta per acque
destinate al consumo umano che vengano attinte, in tutto o in parte,
da captazioni che entrino in funzione dopo la data di pubblicazione
del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

Art. 2. 1. Il parametro, con il rispettivo valore massimo
ammissibile e le relative osservazioni, individuato ai sensi
dell’art. 16 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio
1988, n. 236, è il seguente:
Fluoro (mg/l) F – 3-1,4 – VMA variabile secondo la temperatura
media dell’aria (da 8 fino a 30 °C) nella zona geografica
considerata.

Art. 3. 1. Fermo restando il valore massimo ammissibile di cui
all’art. 2, nell’esercizio dei poteri di deroga di cui all’art. 18
del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236,
la Regione di cui all’art. 1 è tenuta, in relazione alle specifiche
situazioni locali, ad adottare i valori che assicurino l’erogazione
di acqua della migliore qualità possibile ed il rientro tempestivo
nella norma.

Art. 4. 1. L’esercizio della deroga, comunque limitata nell’ambito
delle prescrizioni di cui all’articoli 1 e 2 è subordinato alla
osservanza delle disposizioni di cui all’art. 18, comma 3, del
decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236.
2. La deroga può essere concessa per attuare e/o completare gli
interventi necessari per riportare a norma la situazione
dell’approvvigionamento idrico-potabile dell’Acquedotto vesuviano –
nei comuni di Torre del Greco, San Giorgio a Cremano, Portici,
Ercolano, Somma Vesuviana, Ottaviano e San Giuseppe Vesuviano – nel
minor tempo possibile e comunque non oltre il 31 dicembre 1997.

Art. 5. 1. Il provvedimento di deroga ed il relativo piano di
intervento è trasmesso nel rispetto delle modalità previste dall’art.
18 del decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
236.
2. I Ministeri della sanità e dell’ambiente, effettuano
congiuntamente una ricognizione trimestrale dello stato di attuazione
dei piani di intervento, anche con l’ausilio dell’Istituto superiore
di sanità.

Il presente decreto entra in vigore il giorno della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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