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Modificazioni alle attività industriali esistenti assoggettate...

Modificazioni alle attività industriali esistenti assoggettate all'obbligo di notifica che comportano implicazioni per i rischi di incidenti rilevanti.

dm 13/05/1996

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
Decreto Ministeriale 13 maggio 1996 (in Gazz. Uff., 3 luglio, n.
154). — Modificazioni alle attività industriali esistenti
assoggettate all’obbligo di notifica che comportano implicazioni per
i rischi di incidenti rilevanti.

Il Ministro dell’ambiente:

Visto il comma 2, dell’art. 12 del decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, come modificato dall’art. 7 del
decreto-legge 3 maggio 1996, n 245, che prevede la definizione dei
criteri per l’individuazione delle modifiche alle attività
industriali che possono avere implicazioni per i rischi di incidenti
rilevanti; Visto il comma 3, dell’art. 4 del decreto del Presidente
della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, come modificato dall’art. 1
del decreto-legge 3 maggio 1996, n. 245, che, per le modifiche di
attività esistenti che non comportano implicazioni per i rischi di
incidenti rilevanti, prevede che il fabbricante, non è tenuto alla
presentazione del rapporto di sicurezza allegato alla notifica purchè
fornisca documentata dichiarazione che la modifica non costituisce
aggravio del preesistente livello di rischio, ma deve tenere conto
della suddetta modifica in occasione dell’aggiornamento triennale del
rapporto di sicurezza; Visto il comma 1, dell’art. 13 del decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, come modificato
dall’art. 7 del decreto-legge 3 maggio 1996, n. 245, che disciplina
l’esercizio delle funzioni di indirizzo delle attività connesse
all’applicazione del decreto stesso; Considerato in particolare che
ai sensi del predetto articolo le norme generali di sicurezza nonchè
i criteri per l’individuazione delle modifiche alle attività
industriali che possono aver implicazioni per rischi di incidenti
rilevanti, sono stabiliti dal Ministero dell’ambiente in conformità
alle proposte della conferenza di servizi di cui all’art. 14 del
decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175; Viste
le proposte della conferenza di servizi di cui al citato art. 14 in
data 15 gennaio 1996 e in data 1° marzo 1996;

Art. 1. 1. Le modifiche delle attività industriali assoggettate
all’obbligo di notifica ai sensi degli articoli 4 e 8, comma 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, sono
individuate nell’allegato al presente decreto.

Art. 2. 1. Il fabbricante che intende introdurre modifiche non
ricomprese tra quelle di cui all’art. 1 deve presentare
all’ispettorato regionale o interregionale e al comando provinciale
del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco competenti per territorio
una dichiarazione resa ai sensi e per gli effetti della legge 4
gennaio 1968, n. 15, attestante che la modifica è progettata ed
eseguita a regola d’arte e che non costituisce aggravio del
preesistente livello di rischio.

2. La dichiarazione di cui al comma 1 deve in particolare indicare:

a) se la modifica modifica comporta l’incremento della quantità
di sostanze pericolose o categorie di sostanze o preparati pericolosi
inferiore al 10% nell’intero impianto o deposito, ovvero inferiore al
20% nella singola apparecchiatura o serbatoio già evidenziata come
possibile fonte di incidente rilevante nel più recente rapporto di
sicurezza;
b) se la modifica comporta il cambio di destinazione di serbatoi
di liquidi <<estremamente infiammabili>> o <<facilmente
infiammabili>> in impianti o depositi con sostanze o preparati
rientranti nella stessa categoria di pericolosità o in categoria
inferiore;
c) se la modifica comporta il cambio di destinazione di un
serbatoio di stoccaggio di sostanze pericolose o preparati pericolosi
nell’ambito della stessa classe o di classe di pericolosità
inferiore;
d) se la modifica comporta l’incremento della quantità della
sostanza pericolosa o categoria di sostanze o preparati pericolosi
superiore al 10% ed inferiore al 25% sull’intero impianto o deposito.

3. Il fabbricante è tenuto a conservare ed a rendere disponibile ad
ogni richiesta dell’autorità competente la documentazione comprovante
il non aggravio di rischio conseguente alle modifiche di cui al comma
2, lettera d).

Art. 3. 1. Le disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 non si
applicano agli interventi di ripristino e sostituzione di recipienti
e apparecchiature (serbatoi, colonne, vessel, reattori, forni, etc.),
macchine o altri componenti, con altri di capacità non superiore e
aventi le medesime caratteristiche di processo, strutturali e
funzionali, ivi comprese le tubazioni di collegamento, la
strumentazione, i sistemi di controllo e di sicurezza,
l’accessibilità dell’area.

2. Il fabbricante deve comunque tenere conto delle modifiche delle
attività in occasione dell’aggiornamento triennale del rapporto di
sicurezza ai sensi del comma 1, dell’art. 8, del decreto del
Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175.

Allegato

MODIFICAZIONI ALLE ATTIVITA’ ESISTENTI CHE
COMPORTANO IMPLICAZIONI PER I RISCHI DI INCIDENTI ILEVANTI

La modifica comporta, rispetto al più recente rapporto di sicurezza
presentato:

1) Incremento della quantità della sostanza pericolosa o
categoria di sostanze o preparati pericolosi, superiore al 25%,
inteso sull’intero impianto o deposito, ovvero superiore al 20% sulla
singola apparecchiatura o serbatoio già evidenziata come possibile
fonte di incidente rilevante nel più recente rapporto di sicurezza
presentato;
2) Introduzione di una sostanza pericolosa o categoria di
sostanze o preparati pericolosi al di sopra delle soglie previste
negli allegati II e III del decreto del Presidente della Repubblica
n. 175/1988 e successive modificazioni;
3) Introduzione di nuove tipologie, o modalità di accadimento, di
incidenti ipotizzabili che risultino più gravose per verosimiglianza
(classe di probabilità di accadimento) e/o per distanze di danno
associate con conseguente ripercussione sulle azioni di emergenza
esterna e/o sull’informazione alla popolazione;
4) Smantellamento o riduzione della funzionalità o della capacità
di stoccaggio di apparecchiature e/o sistemi ausiliari o di sicurezza
critici.

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