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Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, concernente il regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della strada.

dpr 16/09/1996 n. 00000610 [MOD]

AUTOVEICOLI E
CIRCOLAZIONE STRADALE
Decreto del Presidente della Repubblica 16
settembre 1996, n. 610 (in
Suppl. ordinario n. 212, alla Gazz.
Uff. n. 284, del 4 dicembre
1996). — Regolamento recante
modifiche al decreto del Presidente
della Repubblica 16 dicembre 1992,
n. 495, concernente il regolamento
di esecuzione e di attuazione del
nuovo Codice della strada.

Il Presidente della Repubblica:

Visto
l’art. 87, quinto comma, della Costituzione; Vista la legge
13
giugno 1991, n. 190, ed in particolare l’art. 3, il quale prevede
che,
con decreto del Presidente della Repubblica, sono emanate
norme
regolamentari per l’esecuzione e l’attuazione del codice
della
strada; Visto l’art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso
nell’adunanza
generale del 6 luglio 1995; Ritenuto di disattendere
il parere del
Consiglio di Stato in taluni punti concernenti gli
articoli 148 e
223, dovendosi ritenere prevalenti le esigenze, nel
primo caso, di
snellire le procedure e, nel secondo caso, di evitare
il rischio di
sottrazione del bene alle procedure di
confisca; Vista la
deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del
2 agosto 1996; Sulla proposta del
Ministro dei lavori pubblici e del
Ministro dei trasporti e della
navigazione;

Emana il seguente regolamento:

Art. 1. 1.
All’articolo 2 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, sono
apportate le
seguenti modificazioni:

a) I commi 1, 2 e 3 sono sostituiti dai
seguenti:
<<1. Il decreto del Ministro dei lavori
pubblici, di cui
all’art. 2, comma 8, del codice, per la
classificazione
amministrativa delle strade statali esistenti
alla data del 1°
gennaio 1993, è predisposto dall’Ispettorato
generale per la
circolazione e la sicurezza stradale, sulla
base degli elenchi
previsti dalla legge 21 aprile 1962, n. 181,
modificati ed aggiornati
secondo i criteri di cui all’art. 2, commi
5, 6 e 7, del codice. Le
strade statali, costruite successivamente
all’entrata in vigore del
codice, sono classificate con decreto
del Ministro dei lavori
pubblici – Ispettorato generale per la
circolazione e la sicurezza
stradale, secondo i medesimi criteri.

2. Per la classificazione amministrativa delle strade
statali
esistenti, l’Ispettorato generale per la circolazione e la
sicurezza
stradale, riceve dall’Azienda Nazionale Autonoma
delle Strade
(A.N.A.S.) i dati necessari, predispone l’elenco
aggiornato delle
strade statali esistenti alla data del 1° gennaio
1993 e trasmette lo
stesso agli enti tenuti al parere, ai sensi
dell’art. 2, comma 8, del
codice, entro ventiquattro mesi dalla data
di entrata in vigore del
codice. Gli enti suddetti trasmettono il
loro parere all’Ispettorato
generale per la circolazione e la
sicurezza stradale nei sei mesi
successivi. Il decreto di cui al comma
1, è pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica e le strade
dallo stesso individuate sono
inserite nell’archivio nazionale delle
strade di cui all’art. 226 del
codice. Le strade già comprese negli
elenchi previsti dalla legge 21
aprile 1962, n. 181, e non ricomprese
nel decreto di classificazione
amministrativa delle strade statali,
sono classificate tra le strade
non statali.
3. Per le strade
statali di nuova costruzione viene rispettata la
procedura indicata
dal comma 2; i termini previsti, ridotti
rispettivamente ad
un mese ed a due mesi, decorrono dalla
trasmissione della
documentazione da parte dell’A.N.A.S.
all’Ispettorato generale
per la circolazione e la sicurezza stradale.
Tale trasmissione è
effettuata entro un mese dalla definizione del
collaudo della
strada. Prima che siano completate le procedure di
classificazione,
l’A.N.A.S. può prendere in carico la strada,
semprechè sia
intervenuta la definizione del collaudo, previa
classificazione
amministrativa provvisoria effettuata dal Ministero
dei lavori
pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la
sicurezza
stradale, secondo i criteri di cui all’art. 2, commi 5, 6 e
7, del
codice.>>;
b) Al comma 4 dopo le parole: <<di
classificazione>> è aggiunta
la seguente:
<<amministrativa>>; le parole: <<comma 8>>
sono
sostituite dalle seguenti: <<comma 5>> e le parole:
<<trenta giorni>>
sono sostituite dalle seguenti:
<<un mese>>;
c) Ai commi 5 e 6 dopo le parole:
<<La classificazione>> è
inserita ogni volta la seguente:
<<amministrativa>>;
d) Al comma 8 le parole:
<<all’art. 2, comma 8,>> sono sostituite
dalle seguenti:
<<all’art. 13, comma 5,>> e dopo le parole:
<<alla
classificazione>> sono aggiunte le seguenti:
<<tecnico-funzionale>>;
e) Al comma 9, al secondo
periodo, le parole: <<comma 8>> sono
sostituite dalle
seguenti: <<comma 5>>;
f) é aggiunto in fine il
seguente comma:
<<10. I divieti e le prescrizioni,
previste dal codice e dal
presente regolamento per le strade
inserite negli itinerari
internazionali, si applicano unicamente
a quelle già in possesso
delle caratteristiche richieste dagli
accordi internazionali per tale
classificazione.>>.

Art. 2.
1. Il testo dell’art. 3 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n.
495, è
sostituito dal seguente:

<<1. Successivamente alla
classificazione di tutte le strade
statali e non statali,
effettuata con le procedure previste all’art.
2, qualora alcune di
esse rientrino nei casi previsti dall’art. 2,
comma 9, del codice, si
provvede alla declassificazione delle stesse,
intendendosi come tale
il passaggio da una all’altra delle classi
previste dall’art. 2,
comma 6, del codice.
2. Per le strade statali la
declassificazione è disposta con
decreto del Ministro dei lavori
pubblici, su proposta dell’A.N.A.S. o
della regione interessata per
territorio, secondo le procedure
individuate all’art. 2,
comma 2. A seguito del decreto di
declassificazione, il
Presidente della regione, sulla base dei pareri
già espressi nella
procedura di declassificazione, provvede, con
decreto, ad una
nuova classificazione della strada, secondo le
procedure
individuate all’art. 2, commi 4, 5 e 6. La decorrenza di
attuazione
è la medesima per entrambi i provvedimenti.
3. Per le strade non
statali la declassificazione è disposta con
decreto del Presidente
della regione, su proposta dei competenti
organi regionali o
delle province o dei comuni interessati per
territorio, secondo le
procedure indicate all’art. 2, commi 4, 5 e 6,
in relazione alla
classifica della strada. Con il medesimo decreto il
Presidente della
regione, sulla base dei pareri già espressi nella
procedura di
declassificazione, provvede alla nuova classificazione
della strada.
Il provvedimento ha effetto dall’inizio del secondo
mese successivo
a quello nel quale esso è pubblicato.
4. I provvedimenti di cui ai
commi precedenti sono pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale della
Repubblica o nel Bollettino regionale, e
trasmessi entro un mese
all’Ispettorato generale per la circolazione
e la sicurezza
stradale, che li registra nell’archivio nazionale
delle strade di
cui all’art. 226 del codice.
5. I provvedimenti di
declassificazione hanno effetto dall’inizio
del secondo mese
successivo a quello nel quale essi sono pubblicati
nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica o nel Bollettino regionale.
6. Per le
strade militari si applicano le procedure
di
declassificazione previste per le strade statali, mediante
emanazione
di decreto da parte del Ministro della difesa su proposta
del Comando
Regione Militare territoriale, previo parere
dell’organo tecnico
militare competente.>>.

Art. 3. 1.
All’art. 4 del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, sono
apportate le
seguenti modificazioni:

a) Al comma 1 le parole da:
<<ovvero per esigenze
socio-economiche>> a: <<art.
2, comma 6, del codice>> sono soppresse;
b) Al comma 2 le
parole: <<dei compartimenti ANAS competenti>>
sono
sostituite dalle seguenti: <<di uno degli enti
interessati,
previo parere degli altri enti competenti>> ed è
aggiunto in fine il
seguente periodo: <<Le variazioni di
classifica conseguenti
all’emanazione dei decreti precedenti, da
pubblicarsi sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica o sul
Bollettino regionale, sono
comunicate all’archivio nazionale
delle strade di cui all’art. 226
del codice.>>;
c) Il comma
4 è sostituito dai seguenti commi:

<<4. I tratti di
strade statali, regionali o provinciali, che
attraversano i centri
abitati con popolazione superiore a diecimila
abitanti, individuati
a seguito della delimitazione del centro
abitato prevista
dall’art. 4 del codice, sono classificati quali
strade comunali
con la stessa deliberazione della giunta municipale
con la quale si
procede alla delimitazione medesima.
5. Successivamente
all’emanazione dei provvedimenti di
classificazione e di
declassificazione delle strade previsti agli
articoli 2 e 3,
all’emanazione dei decreti di passaggio di proprietà
ed alle
deliberazioni di cui ai commi precedenti, si provvede alla
consegna
delle strade o dei tronchi di strade fra gli
enti
proprietari.
6. La consegna all’ente nuovo proprietario della
strada è oggetto
di apposito verbale da redigersi in tempo utile per
il r…

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