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Misure urgenti per il contenimento dell'inquinamento atmosferico e del...

Misure urgenti per il contenimento dell'inquinamento atmosferico e del rumore nel comune di Milano.

om 20/11/1991 [MOD]

INQUINAMENTO
Ordinanza Ministeriale 20 novembre 1991 (in Suppl. ordinario alla
Gazz. Uff. n. 279, del 28 novembre). — Misure urgenti per il
contenimento dell’inquinamento atmosferico e del rumore nel comune di
Milano.

Il Ministro dell’ambiente, di concerto con il Ministro per i
problemi delle aree urbane:

Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349; Visto l’art. 8 della legge 3
marzo 1987, n. 59; Vista la legge 28 agosto 1989, n. 305, ed in
particolare l’art. 7 che individua fra le priorità dell’azione
pubblica per l’ambiente gli interventi urgenti di risanamento
atmosferico ed acustico nelle aree metropolitane; Vista la legge 8
giugno 1990, n. 142; Vista la circolare 28 maggio 1991, n. 1196, del
Ministro per i problemi delle aree urbane; Visto il decreto
ministeriale 20 maggio 1991 che fissa i <<Criteri per la raccolta dei
dati inerenti la qualità dell’aria>> ed in particolare l’art. 6 che
prefigura in via generale l’individuazione di livelli di attenzione e
di allarme; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 28 marzo 1983 e successive modifiche con il quale sono stati
fissati i limiti massimi inderogabili di accettabilità delle
concentrazioni e di esposizione relativi ad inquinanti dell’aria
nell’ambiente esterno; Considerato che nel periodo invernale nel
comune di Milano le concentrazioni degli inquinanti individuati nel
decreto del Presidente della Repubblica n. 203/1988 superano, nel
corso degli ultimi anni, frequentemente i limiti stabiliti;
Considerato in particolare che le osservazioni disponibili consentono
di rilevare che sono stati superati, in molte postazioni di misura
nei periodi di esercizio, i valori di legge per gli ossidi di azoto,
il monossido di carbonio, le particelle sospese; Considerati inoltre
i rischi di esposizione, della popolazione a benzene e idrocarburi
policiclici aromatici emessi nei gas di scarico degli autoveicoli;
Visti il parere della commissione consultiva tossicologica nazionale
del 5 luglio 1990 e la nota del Ministro della sanità del 20 luglio
1991, relativamente ai contenuti di benzene e idrocarburi policiclici
aromatici nelle benzine senza piombo; Considerata la necessità di
adottare misure atte a contenere le concentrazioni di inquinanti
entro i limiti di accettabilità, nonchè individuare livelli di
attenzione e di allarme e tipologie graduabili di misure ed
interventi in riferimento a tutte le aree interessate dal fenomeno;
Visti i dati relativi alla qualità e quantità delle benzine prodotte
in Italia, elaborati dagli organi di controllo della convenzione del
12 luglio 1989 tra Ministero dell’ambiente, Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, Agip petroli, Unione petrolifera e
Fiat; Visto, inoltre, il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 1° marzo 1991 che fissa limiti massimi di esposizione al
rumore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno; Considerata
la necessità di avviare la concreta applicazione dello stesso anche
in relazione alle fonti mobili di inquinamento acustico, sia pure
limitatamente alla zona A di cui all’art. 2 del decreto ministeriale
2 aprile 1968; Vista la relazione del servizio dalla quale risulta la
situazione di rischio di effetti nocivi sull’ambiente e sulla
popolazione in dipendenza dell’inquinamento acustico ed atmosferico;

Ordina:

Art. 1. La presente ordinanza si applica dal 1° gennaio 1992 al 30
aprile 1992 nel comune di Milano.

Art. 2. Nel comune di Milano:

a) il gasolio per autotrazione immesso sul mercato non può avere
un contenuto di zolfo superiore allo 0,1% in peso;
b) la benzina contenente piombo e quella priva di piombo non
possono avere un contenuto di benzene superiore al 2,5% in volume ed
un contenuto di aromatici non superiore al 33% in volume;

c) il combustibile denominato biodiesel, avente le
caratteristiche merceologiche di cui all’allegato A al presente
decreto, può essere destinato all’autotrazione per autoveicoli dotati
di motore ad accensione spontanea.

Art. 3. Negli impianti di combustione per uso industriale e civile
di potenza termica nominale inferiore a 1 MW ubicati nel territorio
comunale di cui all’art. 1 è consentito esclusivamente l’utilizzo di
metano, gas di petrolio liquefatto, gasolio, biodiesel e legna nonchè
olio combustibile o altri combustibili consentiti aventi un tenore di
zolfo inferiore allo 0,2% in peso.

Art. 4. Il sindaco del comune ed il presidente della
amministrazione provinciale, titolari degli interventi individuati
nell’ambito dei progetti DISIA, previsti dalla legge del 28 agosto
1989 n. 305, già approvati tramite le intese tra il Ministero
dell’ambiente e la regione, sono autorizzati a provvedere, in via di
urgenza, alla realizzazione di quanto previsto nelle intese stesse.
Il sindaco, qualora non disponga di una rete di monitoraggio degli
inquinanti atmosferici può requisire in uso un numero adeguato di
stazioni di rilevamento mobili preposte al controllo per il periodo
di applicazione della presente ordinanza.
Se nell’ambito del territorio comunale non vi è disponibilità di
stazioni mobili di rilevamento, il sindaco richiede al prefetto
l’adozione dei necessari provvedimenti.

Art. 5. Qualora vengano raggiunti i livelli di attenzione e di
allarme di cui all’allegato B al presente decreto, il sindaco adotta
i provvedimenti di prevenzione e tutela dell’ambiente relativi al
traffico autoveicolare, al riscaldamento ed alle attività industriali
individuati nell’allegato C.

Art. 6. A partire dal 15 dicembre 1991 i limiti di esposizione al
rumore previsti per le zone A dall’art. 6 del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 1° marzo 1991 si applicano anche con
riferimento alle sorgenti sonore mobili.

(Si omettono gli allegati).

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