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Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l'accessibilità, l'adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche.

dm 14/06/1989 n. 00000236

PORTATORI DI HANDICAP
Decreto Ministeriale 14 giugno 1989, n. 236 (in Suppl. ordinario alla
Gazz. Uff., n. 145, del 23 giugno). – Prescrizioni tecniche
necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la
visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale
pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e
dell’eliminazione delle barriere architettoniche.

Il Ministro dei lavori pubblici:
Visto l’art. 1 della legge 9 gennaio 1989, n. 13; Visto l’art. 27
della legge 30 marzo 1971, n. 118; Visto il decreto del Presidente
della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384; Visto l’art. 32 della legge
28 febbraio 1986, n. 41; Visto l’art. 31 della legge 5 agosto 1978,
n. 457; Udito il parere del Consiglio di Stato, ai sensi dell’art. 17
della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Emana il seguente decreto:

REGOLAMENTO

di attuazione dell’art. 1 della legge 9 gennaio 1989, n. 13.

Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità,
l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia
residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata.

Capo I
GENERALITA’

Art. 1.

Campo di applicazione.

Le norme contenute nel presente decreto si applicano:
1) agli edifici privati di nuova costruzione, residenziali e non,
ivi compresi quelli di edilizia residenziale convenzionata;
2) agli edifici di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata
ed agevolata, di nuova costruzione;
3) alla ristrutturazione degli edifici privati di cui ai
precedenti punti 1) e 2), anche se preesistenti alla entrata in
vigore del presente decreto;
4) agli spazi esterni di pertinenza degli edifici di cui ai punti
precedenti.

Art. 2.

Definizioni.

Ai fini del presente decreto:
A) Per barriere architettoniche si intendono:
a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità
di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa,
hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o
temporanea;
b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e
sicura utilizzazione di parti, attrezzature o componenti;
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono
l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di
pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli
ipovedenti e per i sordi.
B) Per unità ambientale si intende uno spazio elementare e
definito, idoneo a consentire lo svolgimento di attività compatibili
tra loro.
C) Per unità immobiliare si intende una unità ambientale
suscettibile di autonomo godimento ovvero un insieme di unità
ambientali funzionalmente connesse, suscettibile di autonomo
godimento.
D) Per edificio si intende una unità immobiliare dotata di
autonomia funzionale, ovvero un insieme autonomo di unità immobiliari
funzionalmente e/o fisicamente connesse tra loro.
E) Per parti comuni dell’edificio si intendono quelle unità
ambientali che servono o che connettono funzionalmente più unità
immobiliari.
F) Per spazio esterno si intende l’insieme degli spazi aperti,
anche se coperti, di pertinenza dell’edificio o di più edifici ed in
particolare quelli interposti tra l’edificio o gli edifici e la
viabilità pubblica o di uso pubblico.
G) Per accessibilità si intende la possibilità, anche per persone
con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di raggiungere
l’edificio e le sue singole unità immobiliari e ambientali, di
entrarvi agevolmente e di fruirne spazi e attrezzature in condizioni
di adeguata sicurezza e autonomia.
H) Per visitabilità si intende la possibilità, anche da parte di
persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale, di
accedere agli spazi di relazione e ad almeno un servizio igienico di
ogni unità immobiliare. Sono spazi di relazione gli spazi di
soggiorno o pranzo dell’alloggio e quelli dei luoghi di lavoro,
servizio ed incontro, nei quali il cittadino entra in rapporto con la
funzione ivi svolta.
I) Per adattabilità si intende la possibilità di modificare nel
tempo lo spazio costruito a costi limitati, allo scopo di renderlo
completamente ed agevolmente fruibile anche da parte di persone con
ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
L) Per ristrutturazione di edifici si intende la categoria di
intervento definita al titolo IV art. 31 lettera d) della legge n.
457 del 5 agosto 1978.
M) Per adeguamento si intende l’insieme dei provvedimenti necessari
a rendere gli spazi costruiti o di progetto conformi ai requisiti del
presente decreto.
N) Per legge si intende la legge 9 gennaio 1989, n. 13 e successive
modificazioni.

Capo II
CRITERI DI PROGETTAZIONE

Art. 3.

Criteri generali di progettazione.

3. 1.In relazione alle finalità delle presenti norme si considerano
tre livelli di qualità dello spazio costruito.
L’accessibilità esprime il più alto livello in quanto ne consente
la totale fruizione nell’immediato.
La visitabilità rappresenta un livello di accessibilità limitato ad
una parte più o meno estesa dell’edificio o delle unità immobiliari,
che consente comunque ogni tipo di relazione fondamentale anche alla
persona con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale.
La adattabilità rappresenta un livello ridotto di qualità,
potenzialmente suscettibile, per originaria previsione progettuale,
di trasformazione in livello di accessibilità; l’adattabilità è,
pertanto, un’accessibilità differita.
3. 2. L’accessibilità deve essere garantita per quanto riguarda:
a) gli spazi esterni; il requisito si considera soddisfatto se
esiste almeno un percorso agevolmente fruibile anche da parte di
persone con ridotte o impedite capacità motorie o sensoriali;
b) le parti comuni.
Negli edifici residenziali con non più di tre livelli fuori terra è
consentita la deroga all’installazione di meccanismi per l’accesso ai
piani superiori, ivi compresi i servoscala, purchè sia assicurata la
possibilità della loro installazione in un tempo successivo.
L’ascensore va comunque installato in tutti i casi in cui l’accesso
alla più alta unità immobiliare è posto oltre il terzo livello, ivi
compresi eventuali livelli interrati e/o porticati.
3. 3. Devono inoltre essere accessibili:
a) almeno il 5% degli alloggi previsti negli interventi di
edilizia residenziale sovvenzionata, con un minimo di 1 unità
immobiliare per ogni intervento. Qualora le richieste di alloggi
accessibili superino la suddetta quota, alle richieste eccedenti si
applicano le disposizioni di cui all’art. 17 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384;
b) gli ambienti destinati ad attività sociali, come quelle
scolastiche, sanitarie, assistenziali, culturali, sportive;
c) gli edifici sedi di aziende o imprese soggette alla normativa
sul collocamento obbligatorio, secondo le norme specifiche di cui al
punto 4.5.
3.4. Ogni unità immobiliare, qualsiasi sia la sua destinazione,
deve essere visitabile, fatte salve le seguenti precisazioni:
a) negli edifici residenziali non compresi nelle precedenti
categorie il requisito di visitabilità si intende soddisfatto se il
soggiorno o il pranzo, un servizio igienico ed i relativi percorsi di
collegamento interni alle unità immobiliari sono accessibili;
b) nelle unità immobiliari sedi di riunioni o spettacoli
all’aperto o al chiuso, temporanei o permanenti, compresi i circoli
privati, e in quelle di ristorazione, il requisito della visitabilità
si intende soddisfatto se almeno una zona riservata al pubblico,
oltre a un servizio igienico, sono accessibili; deve essere garantita
inoltre la fruibilità degli spazi di relazione e dei servizi
previsti, quali la biglietteria e il guardaroba;
c) nelle unità immobiliari sedi di attività ricettive il
requisito della visitabilità si intende soddisfatto se tutte le parti
e servizi comuni ed un numero di stanze e di zone all’aperto
destinate al soggiorno temporaneo determinato in base alle
disposizioni di cui all’art. 5, sono accessibili;
d) nelle unità immobiliari sedi di culto il requisito della
visitabilità si intende soddisfatto se almeno una zona riservata ai
fedeli per assistere alle funzioni religiose è accessibile;
e) nelle unità immobiliari sedi di attività aperte al pubblico,
il requisito della visitabilità si intende soddisfatto se, nei casi
in cui sono previsti spazi di relazione nei quali il cittadino entra
in rapporto con la funzione ivi svolta, questi sono accessibili; in
tal caso deve essere prevista l’accessibilità anche ad almeno un
servizio igienico.
Nelle unità immobiliari sedi di attività aperte al pubblico, di
superficie netta inferiore a 250 mq, il requisito della visitabilità
si intende soddisfatto se sono accessibili gli spazi di relazione,
caratterizzanti le sedi stesse, nelle quali il cittadino entra in
rapporto con la funzione ivi svolta;
f) nei luoghi di lavoro sedi di attività non aperte al pubblico e
non soggette alla normativa sul collocamento obbligatorio, è
sufficiente che sia soddisfatto il solo requisito dell’adattabilità;
g) negli edifici residenziali unifamiliari ed in quelli
plurifamiliari privi di parti comuni, è sufficiente che sia
soddisfatto il solo requisito dell’adattabilità.
3.5. Ogni unità immobil…

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