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Approvazione delle norme di sicurezza per la lavorazione, l'immagazzinamento, l'impiego o la vendita di olii minerali, e per il trasporto degli olii stessi.

dm 31/07/1934 [MOD]

OLI MINERALI, IDROCARBURI E GAS
Decreto ministeriale 31 luglio 1934 (in Gazz. Uff., 28 settembre, n.
228). — Approvazione delle norme di sicurezza per la lavorazione,
l’immagazzinamento, l’impiego o la vendita di olii minerali, e per il
trasporto degli olii stessi.

Il capo del governo primo ministro segretario di Stato, ministro
per gli affari dell’interno.
Visto l’art. 63 della legge di pubblica sicurezza, testo unico 18
giugno 1931, n. 773;
Visto l’art. 23 del Regio Decreto-legge 2 novembre 1933, n. 1741,
contenente disposizioni per la disciplina dell’importazione, della
lavorazione, del deposito e della distribuzione degli olii minerali e
dei carburanti;
Decreta:

Art. 1.
— Sono approvate le seguenti norme di sicurezza riferibili agli
stabilimenti per la lavorazione, ai depositi per l’immagazzinamento,
per l’impiego o per la vendita di olii minerali ed al trasporto degli
olii stessi.

Decreto ministeriale 31 luglio 1934 (in Gazz. Uff., 28 settembre, n.
228). — Approvazione delle norme di sicurezza per la lavorazione,
l’immagazzinamento, l’impiego o la vendita di olii minerali, e per il
trasporto degli olii stessi.

TITOLO I

Avvertenze generali

I. — Alla direzione degli stabilimenti in cui si lavorano olii
minerali e loro derivati devono essere preposti dottori in ingegneria
o in chimica abilitati all’esercizio della professione. La direzione
dei depositi di tali sostanze, a qualsiasi scopo costituiti, deve
essere affidata a persona tecnicamente idonea.

II. — Gli stabilimenti dove si lavorano, o comunque si manipolano
olii minerali e loro derivati infiammabili e combustibili, nonchè i
depositi di tali sostanze e i magazzini di vendita, devono essere
custoditi da guardie particolari giurate.
Sono dispensati dall’osservanza di questa norma: i depositi di
minore entità (classi 6ª, 7ª e 10ª), i distributori stradali, le
rivendite e le piccole rivendite.

III. — é fatto divieto di fumare, portare fiammiferi o armi
cariche, o comunque far fuoco o illuminare a fiamma libera, negli
ambienti e nei locali dove si producono, manipolano o conservano olii
minerali e loro derivati, tanto se tali sostanze sono racchiuse in
recipienti, quanto se possono venire a trovarsi, per il genere del
lavoro compiuto sia pure accidentalmente, nel campo di esplodibilità
o di infiammabilità delle loro miscele coll’aria ambiente. Gli stessi
divieti devono essere osservati durante il travaso (anche all’aperto)
da serbatoi, o da carri serbatoi ferroviari, o da veicoli, o da
distributori, o da fusti, bidoni e simili.
Nei sopradetti ambienti e locali devono essere costantemente
affissi cartelli o scritte ricordanti il divieto di fumare, di
impiegare fiamme libere e di portare fiammiferi.

IV. — All’ingresso degli stabilimenti, dei depositi o dei grandi
magazzini devono essere deposte le armi, gli speroni, le scatole di
fiammiferi, gli accendisigari e simili. I guardiani, durante il
servizio di sorveglianza esterna ai locali, possono andare armati.
Gli operai e i lavoratori devono essere saltuariamente sottoposti a
visite di controllo. La vigilanza più scrupolosa deve essere
esercitata, di continuo, dai dirigenti e dai sorveglianti,
nell’interno dello stabilimento, del deposito o del magazzino.
Le punizioni disciplinari, in caso di inosservanza delle cautele
prescritte, debbono essere pronte ed esemplari.
é vietato calzare scarpe ferrate negli ambienti dove sono da temere
miscele esplosive coll’aria.

V. — Debbono essere curati il massimo ordine e la maggiore pulizia
ovunque sono depositate, manipolate o lavorate sostanze che possono
dar luogo a scoppio od incendio.
All’uopo, in ogni stabilimento o deposito, deve esistere un
regolamento interno, affisso in portineria, contenente, tra le altre
norme cautelative, tassative disposizioni al riguardo, sul rispetto
delle quali non si deve assolutamente transigere.
Tutto il personale deve prendere conoscenza di tale regolamento,
all’atto dell’assunzione in servizio.

VI. — Sono formalmente vietati, nel recinto degli stabilimenti e
dei depositi, specialmente vicino ai laboratori, serbatoi, locali di
travaso o magazzini, e nei cortili fra i medesimi, i mucchi di casse
vecchie, di rottami di legno, di segatura, di trucioli, di stracci,
di carta e simili, tanto più se imbrattati di sostanze infiammabili o
grasse. é altresì vietata la sosta di carri carichi di materie
pericolose. I carri debbono essere prontamente scaricati e le materie
suddette essere subito eliminate o tenute in osservazione, per poter
intervenire prontamente in caso di bisogno.
L’isolamento è necessario anche per le riserve di materie che
possono andare soggette a combustione spontanea, per riscaldamento
interno della massa.
Gli stracci puliti e quelli usati e unti devono stare
separatamente: i primi, nell’interno delle officine e dei laboratori,
gli altri fuori, entro apposite, cassette (preferibilmente
metalliche), con coperchio ed iscrizione. Gli stracci impregnati di
liquidi infiammabili o di vernici, devono stare in speciali cassette
metalliche munite di coperchio, situate all’esterno dai laboratori e
discoste dai medesimi.

VII. — I mezzi di estinzione, di cui deve essere conosciuta
perfettamente l’esistenza, l’ubicazione e l’uso, da tutti gli addetti
ai depositi e agli stabilimenti nei quali si conservano o si
manipolano sostanze pericolose di scoppio o di incendio, devono
essere tenuti in evidenza. Tali mezzi devono essere preferibilmente
tinti in rosso, perchè risultino più appariscenti. Gli estintori, i
recipienti e le carriole con sabbia, i secchielli, gli attrezzi, ecc.
debbono essere posti preferibilmente all’esterno dell’ingresso degli
ambienti e dei locali dello stabilimento o del deposito, e nei luoghi
di passaggio, perchè siano prontamente sotto mano. Se tali mezzi
debbono rimanere all’aperto, occorre che siano ripartiti in apposite
nicchie, armadietti, tettoiette e simili.
Contro cavi percorsi da corrente elettrica, contro motori elettrici
e simili, non deve farsi uso di estintori portatili a getto continuo;
occorre invece adoperare sabbia (o terra), o neve carbonica, ovvero
un apparecchio a nebulizzazione, o altro simile, che produca un getto
non continuo, ma suddiviso e di natura isolante (dielettrico).
Negli ambienti chiusi non si devono impiegare estintori caricati
con sostanze che, al momento dell’uso, sviluppino gas tossici. Gli
estintori stessi possono essere impiegati se le cariche contengono
sostanze capaci di neutralizzare i gas tossici.

VIII.
— Per provvedere efficacemente, mediante sabbia, alla estinzione di
incendi di materie infiammabili, è necessario disporne di congrui
quantitativi, che possono variare da almeno 10 chilogrammi per ogni
distributore di benzina (fisso o a carrello) sino a 200, 300
chilogrammi, e anche un metro cubo o più, per le officine, i
laboratori, i magazzini e simili, secondo l’ampiezza dei medesimi e i
quantitativi di sostanze infiammabili in essi depositate, oppure in
lavorazione, o in manipolazione. Per assicurare la prontezza
dell’intervento, il quantitativo totale della sabbia deve essere
diviso in due parti: la prima, suddivisa in un conveniente numero di
secchielli, o bidoni con manico, possibilmente appesi a lunghi ganci
nelle pareti esterne (o interne) dei locali, per avere subito
disponibile il mezzo atto a soffocare fiammate improvvise o un
principio d’incendio; l’altra parte, concentrata in alcune posizioni
centrali dello stabilimento o del deposito, opportunamente scelte,
conservando la sabbia entro carriole con coperchio, vicino alla quale
debbono stare, appesi al muro, in numero uguale alle carriole, pale a
lungo manico e a ferro leggermente concavo, da adoperarsi per il
lancio a distanza della sabbia sopra una superficie anche larga di
materie in fiamme.
La sabbia deve essere fine e, per la benzina, le miscele
carburanti, il petrolio e gli idrocarburi in genere, deve essere
umida.
In mancanza di sabbia, possono servire la terra, la cenere, il
gesso. La terra deve essere umida per le sostanze grasse.

IX. — Le sostanze che, incendiandosi, possono dar luogo ad
esplosione, non devono di massima essere immagazzinate in
sotterranei, né in ambienti coperti a volta reale, o comunque a volte
troppo resistenti, a meno che non esista un adeguamento compenso in
numerose ed ampie aperture laterali.
Se nel fabbricato non esistono lucernari, le coperture devono
essere leggere e facilmente sfondabili sotto l’impulso dei gas che si
sviluppano nello incendio.
In qualche caso eccezionale, trattandosi di vecchi fabbricati
(specialmente se adattati in via provvisoria), potrà essere lasciato
il tetto colla propria ossatura di legno, costruendo sotto l’ossatura
stessa un soffitto di rete metallica intonacata.

X. — I montacarichi di legno devono essere gradualmente soppressi
e sostituiti con altri di metallo, chiusi in gabbia di muratura,
resistente al fuoo e isolata, a tenuta di fuoco e di fumo, e con
serramenti di ferro.

XI. — Il personale adibito a deposito o a stabilimenti nei quali
si conservano o si lavorano olii minerali e loro derivati, deve
essere istruito sulle cautele da osservare per ovviare a incendi e a
scoppi, e per intervenire prontamente ed efficacemente in caso di
bisogno.
é opportuno che siano fatte frequenti prove collettive, durante le
quali si dovrà sperimentare l’opportunità delle disposizioni
particolari stabilite (se occorre, di concerto coi civici pompieri)
per i locali pericolosi.

XII….

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