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Approvazione delle norme per l'esecuzione, il collaudo e l'esercizio degli impianti tecnici che interessano gli edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni ed oggetti d'interesse culturale.

rd 07/11/1942 n. 00001564

CULTURA E BENI CULTURALI
Regio decreto 7 novembre 1942, n. 1564 (in Gazz. Uff., 12 gennaio, n.
8). — Approvazione delle norme per l’esecuzione, il collaudo e
l’esercizio degli impianti tecnici che interessano gli edifici
pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere
biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni ed oggetti
d’interesse culturale.

Veduto l’art. 18 del regio decreto-legge 25 giugno 1937-XV, n.
1114, convertito nella legge 11 aprile 1938- XVI, n. 569;
Veduto il regio decreto-legge 5 settembre 1938-XVI, n. 1787,
convertito nella legge 5 gennaio 1939-XVII, n. 388;
Veduto l’art. 3, n. 1, della legge 31 gennaio 1926-IV, n. 100;
Sentito il consiglio dei ministri;
Sulla proposta del Duce del fascismo, Capo del governo e ministro
per l’interno, d’intesa col ministro per l’educazione nazionale;

Abbiamo decretato e decretiamo:

Sono approvate e rese obbligatorie le annesse <<Norme per
l’esecuzione, il collaudo e l’esercizio degli impianti tecnici che
interessano gli edifici pregevoli per arte o storia e quelli
destinati a contenere biblioteche, archivi, musei, gallerie,
collezioni e oggetti d’interesse culturale>> compilate dal consiglio
nazionale delle ricerche.
Dette norme saranno firmate, d’ordine nostro, dal Duce del
fascismo, Capo del governo, proponente.
Sono abrogate tutte le norme contrarie o comunque incompatibili con
quelle approvate dal presente decreto, le quali entreranno in vigore
centottanta giorni dopo la loro pubblicazione.
Le modifiche e le sostituzioni degli impianti preesistenti,
richieste dalle annesse norme, saranno attuate secondo un piano
progressivo, approvato dai competenti organi tecnici delle
amministrazioni pubbliche interessate, ed entro un termine stabilito
in ogni singolo caso dagli organi medesimi.

NORME
Capo I.
Disposizioni preliminari.

Art. 1.

Limiti di applicabilità delle norme.

Le norme contenute negli articoli seguenti si applicano per
l’esecuzione, il collaudo e l’esercizio degli impianti termici,
elettrici e idraulici che interessano gli edifici pubblici e privati
pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere
biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni o comunque oggetti
d’interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello Stato.
Le dette norme hanno per fine la sicurezza degli edifici e la buona
conservazione dei materiali in essi contenuti.

Capo II.
Norme per gli edifici e l’attrezzatura antincendi.

Art. 2.

Materiali da costruzione.

Gli edifici di nuova costruzione, o nuova destinazione, pregevoli
ai sensi dell’art. 1, o che debbono contenere le collezioni e gli
oggetti di cui allo stesso articolo, debbono essere costruiti in
tutte le loro parti con materiali resistenti al fuoco.
é ammesso l’impiego del legno per pavimenti, purché applicato
direttamente ad aggreganti resistenti al fuoco, senza intercapedine,
e per i serramenti che non abbiano funzione di separazione resistente
al fuoco.

Art. 3.

Isolamento degli edifici e strutture antincendi.

Gli edifici indicati nell’art. 1 devono essere isolati, o , quando
ciò non sia possibile, separati dagli edifici eventualmente contigui
mediante muri pieni atti a funzionare da tagliafuoco.
I detti edifici devono inoltre essere divisi in più sezioni
separate completamente fra loro mediante tagliafuoco, o con altri
opportuni accorgimenti, in modo che l’incendio, eventualmente
sviluppatosi in una parte, non possa propagarsi alle altre.
Qualora, trattandosi di edifici già costruiti od aventi carattere
monumentale, non sia possibile attuare completamente questo sistema,
non sono ammesse le deroghe previste nei seguenti art. 9, 11, 12, 20
e 25 per quanto riguarda gli impianti termici ed elettrici.
Tuttavia negli edifici esistenti in centri urbani molto densi, per
i quali non si trovi il modo di ottemperare alle prescrizioni
dell’art. 10 e non risulti possibile o conveniente il riscaldamento
elettrico a bassa tensione, può essere consentita l’installazione
della centrale termica nell’interno degli edifici con opportuni
dispositivi di protezione, purché i depositi di combustibile siano
collocati fuori degli edifici stessi.

Art. 4.

Opere sotterranee.

Entro il perimetro e nelle adiacenze degli edifici, che poggino su
terreno non roccioso ed abbiano carattere monumentale o contengano
opere d’arte stabilmente applicate alle murature, non possono
compiersi opere che perturbino il regime delle acque sotterranee.
Non possono inoltre costruirsi condotti di fognatura per acque nere
o miste o bianche correnti parallelamente agli edifici predetti ad
una distanza minore di m. 5.
La costruzione di tali condotti parallelamente ai muri di
fondazione degli edifici, a distanza fra m. 10 e m. 5, è subordinata
alla condizione che sia assicurata, con opportuni provvedimenti
costruttivi e con periodica ispezione e manutenzione,
l’impermeabilità dei condotti medesimi.
Le condotte in pressione trasportanti acqua di qualsiasi genere
devono, ove sia possibile, essere collocate a distanza non inferiore
a m. 5 dai muri di fondazione degli edifici indicati nel primo comma.
Le condotte di cui nel precedente comma, distanti meno di m. 10,
debbono essere racchiuse in cunicolo murario praticabile, a pareti
impermeabili e atto a lasciare liberamente defluire agli opportuni
scarichi le eventuali acque di perdita delle tubazioni stesse.
Le diramazioni dei condotti di fognatura e di acqua in pressione,
traversanti o sottopassanti muri di fondazione degli edifici
predetti, debbono essere contenute in cunicolo murario a pareti
impermeabili e munito di proprio scarico a distanza adeguata.

Art. 5.

Distanze degli impianti per materiali infiammabili.

é vietato d’installare ad una distanza inferiore ai trenta metri
dagli edifici indicati nell’art. 1 industrie, imprese ed esercizi
relativi a materie infiammabili, nonché depositi o distributori delle
materie medesime.

Art. 6.

Locali per abitazione.

é vietato di concedere a chiunque, per abitazione, locali negli
edifici di cui all’art. 1, quando tali locali non siano, allo scopo,
convenientemente predisposti e premuniti.
Condizione necessaria per la concessione è che i locali per
abitazione non abbiano diretta comunicazione con gli altri, e siano
da questi separati mediante muri, pavimenti e soffitti costruiti
interamente con materiali resistenti al fuoco.

Art. 7.

Attrezzature antincendi.

Gli edifici di cui all’art. 1 debbono essere provvisti di idranti
da incendio in numero sufficiente e posizioni adatte a servire
agevolmente ogni parte dell’edificio.
Negli edifici aventi strutture di legname o di altro materiale
combustibile o contenenti materiale combustibile il collegamento
degli idranti con le condotte di alimentazione dev’essere di regola
eseguito secondo uno schema di anello o a maglia chiusa, sui cui
tronchi debbono essere inserite saracinesche in modo che anche nel
caso di interruzione di una qualsiasi condotta risulti assicurata
l’alimentazione di tutti gli idranti.
Gli edifici di cui nell’art. 1 debbono inoltre disporre di impianti
di segnalatori d’incendio, di avvisatori o di telefoni di
comunicazione diretta coi vigili del fuoco, nonché di apparecchi di
estinzione distribuiti nei vari locali.
Nei casi nei quali gli oggetti da proteggere possano essere
gravemente danneggiati dal contatto dell’acqua, come accade
specialmente per i libri e per le carte, sono da adottare negli
ambienti interni gli estintori a secco. Batterie di estintori debbono
essere inoltre disposte in più luoghi di facile accesso, quali i
ripiani delle scale.

Capo III.
Impianti termici.

Art. 8.

Impianti ammessi.

Salvo le disposizioni del seguente articolo, negli edifici indicati
nell’art. 1 sono ammessi esclusivamente come mezzi di riscaldamento:
a) i sistemi ad acqua calda a bassa pressione;
b) i sistemi a vapore a bassa pressione;
c) i sistemi ad aria calda, riscaldata indirettamente con vapore o
acqua, mediante apparecchi esterni ai locali da riscaldare;
d) i sistemi a vapore o ad acqua calda ad alta pressione, purché
questa sia limitata alle distribuzioni principali, le quali devono
essere installate fuori dei locali indicati alla lettera c).

Art. 9.

Deroghe relative ai sistemi di riscaldamento.

Negli edifici già esistenti può essere eccezionalmente consentito
l’impiego di apparecchi elettrici di riscaldamento.
Negli edifici predetti che non siano sede di biblioteche o archivi,
può essere ammesso, sempre in via eccezionale e limitatamente agli
ambienti nei quali non sia contenuto materiale di particolare valore,
anche l’uso di apparecchi locali di riscaldamento a combustione
libera, completamente chiusi e non soggetti a soprariscaldamento.
La disposizione degli apparecchi indicati nei precedenti commi e
delle canne destinate ai prodotti di combustione dev’essere fatta con
le limitazioni e le cautele ritenute idonee nei singoli casi…

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