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Norme per interventi straordinari di emergenza per l'attivita' edilizi...

Norme per interventi straordinari di emergenza per l'attivita' edilizia.

l 27/05/1975 n. 00000166

EDILIZIA RESIDENZIALE
Legge 27 maggio 1975, n. 166 (in Gazz.Uff., 7 giugno, n.148) – Norme
per interventi straordinari di emergenza per l’attivita’ edilizia.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art. 1. In relazione al provvedimento legislativo concernente il
piano triennale per l’edilizia residenziale pubblica è autorizzata
l’assegnazione anticipata, anche in deroga alle vigenti disposizioni,
agli istituti autonomi per le case popolari, o loro consorzi, di L.
1.062 miliardi ai fini della realizzazione di edilizia sovvenzionata
ai sensi della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
Le regioni, sulla base degli importi loro attribuiti secondo le
percentuali stabilite dalla delibera del Comitato interministeriale
per la programmazione economica del 16 marzo 1972, formulano, entro
trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, un
programma di localizzazione degli interventi di ammontare non
inferiore a L. 500 milioni, anche per blocchi specie per le aree
metropolitane in cui rilevino più intensamente fenomeni di
immigrazione o di concentrazione demografica, nonchè per investimenti
da destinare al risanamento di complessi edilizi compresi nei centri
storici o di proprietà dello Stato o degli istituti autonomi per le
case popolari, dandone comunicazione al comitato per l’edilizia
residenziale, agli istituti autonomi per le case popolari ed ai
comuni interessati. I fondi destinati al risanamento di complessi
edilizi compresi nei centri storici sono assegnati direttamente ai
comuni interessati.
Il programma di localizzazione è approvato dagli organi regionali
competenti anche se i consigli regionali hanno cessato le loro
funzioni ai sensi dell’art. 3 della legge 17 febbraio 1968, n. 108.

Art. 2. Entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al secondo
comma dell’art. 1 della presente legge, il comune interessato
all’intervento, o il competente consorzio di comuni, indica le aree
da destinare alla realizzazione del programma nell’ambito dei piani
approvati od adottati ai sensi della legge 18 aprile 1962, n. 167, e
successive modificazioni ed integrazioni.
Il comune o il consorzio di comuni provvedono alla indicazione ed
all’assegnazione delle aree sentito l’istituto autonomo per le case
popolari competente o il consorzio degli istituti autonomi per le
case popolari e deliberano la convenzione prevista dall’art. 35 della
legge 22 ottobre 1971, n. 865, nonchè la eventuale delega allo stesso
istituto autonomo per le case popolari o al consorzio degli istituti
autonomi per le case popolari per la graduale acquisizione delle aree
e la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e
secondaria, qualora tali opere non esistano ed il comune non preveda
di attuarle direttamente in armonia con le finalità del programma di
intervento.
Nel periodo di sospensione dell’attività dei consigli comunali,
fino al quarantacinquesimo giorno successivo alla elezione, le
deliberazioni previste dalle leggi 18 aprile 1962, n. 167 e 22
ottobre 1971, n. 865, e successive loro modificazioni ed
integrazioni, di competenza del consiglio comunale, sono adottate
dalla giunta comunale.
Decorso il termine previsto nel primo comma del presente articolo,
il presidente della giunta regionale emana entro trenta giorni, in
via sostitutiva, i provvedimenti necessari ovvero provvede a
localizzare l’intervento in altro comune.

Art. 3. I singoli istituti autonomi per le case popolari, sulla
base dell’attribuzione prevista dal secondo comma dell’art. 1, sono
autorizzati ad assumere impegni fino a concorrenza dell’importo
assegnato nel programma di cui allo stesso comma ed a provvedere a
tutte le operazioni relative all’acquisizione delle aree ed
all’appalto delle opere da realizzare.
La somministrazione dei fondi agli istituti autonomi per le case
popolari avrà luogo in relazione ai pagamenti da effettuare in base
all’andamento dei lavori da realizzare, ai sensi dell’art. 24-bis del
decreto-legge 2 maggio 1974, n. 115, convertito, con modificazioni,
nella legge 27 giugno 1974, n. 247.
Ai fini del comma precedente, per gli eventuali pagamenti da
effettuare nell’anno 1975, sono autorizzati i necessari prelievi sui
conti correnti istituiti presso la Cassa depositi e prestiti ai sensi
dell’art. 5 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
Per gli appalti delle opere finanziate con i fondi di cui all’art.
1 e per quelli relativi ai programmi di edilizia sovvenzionata in
corso, indetti entro il 30 settembre 1975, si applicano le norme
stabilite dall’art. 17 del decreto-legge 2 maggio 1974, n. 115,
convertito nella legge 27 giugno 1974, n. 247, e successive
modificazioni ed intcgrazioni.
Il termine stabilito dall’art. 2 del decreto-legge 14 dicembre
1974, n. 658, convertito nella legge 15 febbraio 1975, n. 7, è
prorogato al 30 settembre 1975.

Art. 4. Allo scopo di rendere operanti gli interventi di emergenza
previsti dalla presente legge, qualora gli organi regionali non siano
stati in grado di provvedere entro i termini loro assegnati, il
Ministro per i lavori pubblici emana in via sostitutiva i
provvedimenti necessari.
Il Ministro per i lavori pubblici può esercitare tale facoltà sino
ad un mese dopo la ricostituzione, in ciascuna regione, degli organi
regionali di cui all’art. 121, primo comma, della Costituzione.

Art. 5. é consentita l’anticipata erogazione dei mutui concessi
dalla Cassa depositi e prestiti per far fronte alla corresponsione
alle imprese della anticipazione di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 30 giugno 1972, n. 627, anche nel caso in cui sia
stata concessa l’anticipazione prevista dall’art. 23 della legge 22
ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni e integrazioni.
Per gli atti della Cassa depositi e prestiti relativi alla
concessione ed erogazione dei mutui per interventi di edilizia
residenziale pubblica, dei mutui previsti dalla legge 29 settembre
1964, n. 847, e dall’art. 45 della legge 22 ottobre 1971, n. 865,
nonchè delle anticipazioni di cui all’art. 23 della legge 22 ottobre
1971, n. 865, e successive modificazioni il riscontro di legittimità
della Corte dei conti è successivo.

Art. 6. Al finanziamento dell’anticipata assegnazione di fondi
prevista dall’art. 1 si provvede mediante:
a) i proventi relativi ai contributi di cui al primo comma,
lettere a), b) e c), dell’art. 10 della legge 14 febbraio 1963, n.
60, che sono versati sino al 31 dicembre 1977;
b) le somme relative alle anticipazioni autorizzate dal
decreto-legge 1° maggio 1970, n. 210, convertito nella legge 3 luglio
1970, n. 419, e dall’art. 67, lettera d), della legge 22 ottobre
1971, n. 865, nonchè l’ulteriore anticipazione per la quale è
autorizzata la spesa di L. 38 miliardi da ripartire in ragione di L.
10 miliardi nell’anno 1976, di L. 20 miliardi nell’anno 1977 e di L.
8 miliardi nell’anno 1978;
c) i rientri, gli interessi, le rate di ammortamento, nonchè le
altre attività derivanti dall’impiego dei fondi di cui all’art. 5
della citata legge 22 ottobre 1971, n. 865;
d) l’ulteriore apporto dello Stato di L. 600 miliardi. Detta
somma sarà iscritta nello stato di previsione del Ministero del
tesoro in ragione di L. 200 miliardi nell’anno 1976, di L. 300
miliardi nell’anno 1977, e di L. 100 miliardi nell’anno 1978.
Con la legge di approvazione del bilancio dello Stato, in ciascuno
degli anni finanziari dal 1976 al 1978, sarà stabilita la quota parte
degli stanziamenti di cui alla lettera d) del precedente comma, che
sarà coperta con operazioni di indebitamento sul mercato che il
Ministro per il tesoro è autorizzato ad effettuare alle condizioni e
modalità che saranno, con la stessa legge di approvazione del
bilancio, di volta in volta stabilite.
I finanziamenti di cui al presente articolo affluiranno ad apposito
conto corrente, presso la Cassa depositi e prestiti da istituire ai
sensi dell’art. 5 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
Qualora il conto corrente istituito ai sensi del comma precedente
non presenti sufficienti disponibilità potranno essere
temporaneamente utilizzati, salvo reintegro, i fondi depositati sui
conti correnti istituiti ai sensi delle lettere a) e b) dell’art. 5
della legge 22 ottobre 1971, n. 865.

Art. 7. Il fondo di dotazione istituito dall’art. 45 della legge 22
ottobre 1971, n. 865, è elevato a L. 450 miliardi.
Il Tesoro dello Stato è autorizzato ad apportare alla Cassa
depositi e prestiti, per le finalità di cui al primo comma, la somma
di L. 150 miliardi.
Detta somma sarà iscritta nello stato di previsione del Ministero
del tesoro in ragione di L. 50 miliardi per ciascuno degli anni 1976,
1977 e 1978. Ai fini della copertura dell’onere si applicano le
disposizioni di cui all’art. 46 della legge 22 ottobre 1971, n. 865.
Alle richieste di mutuo a valere sul fondo speciale istituito dal
citato art. 45, presentate dai comuni interessati ad interventi per
blocchi in aree metropolitane in cui si rilevino più intensamente
fenomeni di immigrazione e di concentrazione demografica non si
applica, su determinazione del comitato per l’edilizia residenziale,
il limite stabilito dall’art. 3 della legge 29 settembre 1964, n.
847.
Qualora il comune deleghi l’istituto autonomo per le case popolari
alla esecuzione delle opere di urbanizzazione da finanziare con i
mutui previsti dall’art. 45 della legge 22 ottobre 1971, n. 865, il
mutuo relativo alle opere da ese…

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