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Ordinamento dei servizi antincendi e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e stato giuridico e trattamento economico del personale dei sottufficiali, vigili scelti e vigili del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

l 13/05/1961 n. 00000469 [MOD]

VIGILI DEL FUOCO
Legge 13 maggio 1961, n. 469 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n.
145, del 15 giugno). — Ordinamento dei servizi antincendi e del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco e stato giuridico e trattamento
economico del personale dei sottufficiali, vigili scelti e vigili del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

TITOLO I
Ordinamento dei servizii antincendi.

Art. 1. Sono attribuiti al Ministero dell’interno:
a) i servizi di prevenzione ed estinzione degli incendi e, in
genere, i servizi tecnici per la tutela della incolumità delle
persone e la preservazione dei beni anche dai pericoli derivanti
dall’impiego dell’energia nucleare;
b) il servizio antincendi nei porti, di cui alla legge 13 maggio
1940, n. 690;
c) i servizi relativi all’addestramento ed all’impiego delle
unità preposte alla protezione della popolazione civile, sia in caso
di calamità, sia in caso di eventi bellici.
Il Ministero dell’interno concorre, inoltre, a mezzo del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, alla preparazione di unità antincendi
per le Forze armate.

Art. 2. Spetta al Ministero dell’interno provvedere:
a) all’organizzazione centrale e periferica dei servizi di cui al
precedente articolo;
b) agli studi ed agli esami sperimentali e tecnici nelle materie
relative ai servizi stessi;
c) alla determinazione degli stabilimenti industriali, depositi e
simili tenuti ad istituire un proprio servizio di prevenzione e di
estinzione incendi, specificando la dotazione minima di personale e
di materiale per detto servizio, nonchè le relative caratteristiche
tecniche.

Art. 3. I Corpi dei vigili del fuoco e la Cassa sovvenzioni
antincendi di cui agli articoli 2 e 35 della legge 27 dicembre 1941,
n. 1570, sono soppressi. I rispettivi patrimoni sono devoluti allo
Stato.

Art. 4. A carico delle imprese di assicurazione è previsto un
contributo a favore dello Stato in misura pari al cinque per cento
dell’ammontare totale dei premi per polizze contro i rischi
dell’incendio, con divieto di qualsiasi rivalsa sugli assicurati. I
contributi a carico delle singole imprese sono fissati, al principio
di ogni anno, con decreto del Ministro per l’industria e per il
commercio di intesa con quello per il tesoro sulla base dei premi
riscossi durante l’anno precedente. Lo stesso decreto stabilisce le
modalità ed i termini per il versamento di detti contributi
all’entrata dello Stato.
Non sono soggette al contributo stabilito dal presente articolo le
assicurazioni contro i danni per incendio concernenti i beni situati
nella regione Trentino-Alto Adige, soggette a contributo a favore
della Cassa antincendi di detta regione, ai sensi dell’art. 32 della
legge regionale 20 agosto 1954, n. 24.

Art. 5. In deroga al primo comma dell’art. 5 ed al secondo comma
dell’art. 6 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, i progetti
di contratto devono essere comunicati al Consiglio di Stato, per
averne il parere, quando l’importo previsto superi le lire 60 milioni
se si tratta di contratti da stipulare dopo pubblici incanti; le lire
30 milioni se da stipularsi dopo licitazioni private od
appalti-concorso; le lire 15 milioni se da stipularsi dopo trattativa
privata.
Ove il contratto riguardi materia per la quale esistano capitolati
d’oneri approvati dopo sentito il Consiglio di Stato, e le condizioni
del contratto siano conformi a quelle di detti capitolati, i limiti
di somma stabiliti dal precedente comma sono raddoppiati, salvo che
trattisi di progetti di contratto riguardanti l’acquisto di automezzi
aventi caratteristiche tecniche attinenti all’espletamento dei
servizi di cui all’art. 1, nel qual caso i predetti limiti sono
decuplicati.

Art. 6. In deroga all’art. 56 del regio-decreto 18 novembre 1923,
n. 2440, l’Amministrazione dell’interno può autorizzare aperture di
credito a favore di comandanti provinciali del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco per il pagamento:
a) delle spese per il vitto, la vestizione, il materiale
sanitario e quello per l’attrezzatura degli immobili destinati ai
servizi dei vigili del fuoco e degli uffici e di ogni altra spesa
occorrente per il mantenimento dei sottufficiali, vigili scelti e
vigili, fermo restando quanto disposto dall’art. 14, commi primo e
secondo, della legge 28 settembre 1942, n. 1140, per l’acquisto di
mobili, soprammobili, tappezzerie, oggetti di cancelleria, macchine;
b) delle spese per il servizio, la manutenzione e la riparazione
degli automezzi;
c) delle spese generali degli Ispettorati di zona e dei Comandi
provinciali;
d) delle spese inerenti alle esercitazioni e manovre, ai servizi
dei Comandi provinciali, all’istruzione ed all’assistenza religiosa e
morale del personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco,
all’assistenza sanitaria dei vigili ausiliari di leva e del personale
permanente o volontario colpito da infermità dipendente da causa di
servizio, ed ai trasporti;
e) delle spese per l’educazione fisica e per le attività sportive
degli appartenenti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
f) dei canoni per provviste d’acqua agli immobili destinati ai
servizi dei vigili del fuoco.
Per il pagamento delle spese occorrenti al funzionamento delle
scuole centrali antincendi e del Centro studi ed esperienze sarà,
parimenti, provveduto con aperture di credito a favore del comandante
delle scuole stesse e del direttore del predetto Centro.

Art. 7. Il limite di cui al secondo comma dell’art. 8 del regio
decreto 1° novembre 1923, n. 2440, è aumentato a lire 3.000.000.

Art. 8. Nei casi di intervento del Corpo nazionale dei vigili del
fuoco, determinati da eventi calamitosi, di cui all’art. 1 del
decreto legislativo 12 aprile 1948, n. 1010, il Ministero
dell’interno è autorizzato a provvedere alle spese di carattere
urgente ed indifferibile, in deroga alle disposizioni di cui agli
articoli 5, 6, 7, 8, 9, 13, 14 e 15 del regio decreto 18 novembre
1923, n. 2440.

TITOLO II
Ordinamento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

Art. 9. Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco ha carattere civile
ed organizzazione e disciplina rispondenti ai propri compiti
istituzionali.

Art. 10. I servizi antincendi comprendono:
a) le scuole centrali;
b) il Centro studi ed esperienze;
c) il Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco è ripartito in Comandi
provinciali, distaccamenti e posti di vigilanza.
Possono essere istituiti Ispettorati di zona per il coordinamento
dei Comandi provinciali.

Art. 11. I Comandi provinciali hanno sede nei capoluoghi di
provincia e comprendono i reparti dei vigili del fuoco del capoluogo
e quelli dei distaccamenti e posti di vigilanza della provincia.
Il numero, le sedi e le circoscrizioni territoriali degli
Ispettorati di zona sono determinati con decreto del Ministro per
l’interno.
Il numero, le sedi e le circoscrizioni territoriali dei
distaccamenti e dei posti di vigilanza sono determinati con decreto
del Ministro per l’interno, in relazione alle esigenze delle zone
interessate, tenuto conto dello sviluppo industriale, della distanza
da altre sedi dei servizi antincendi, della natura dei luoghi e degli
interventi effettuati nell’ultimo quinquennio.
Ai Comandi provinciali possono essere affidati dai prefetti, in via
eccezionale, particolari servizi di carattere tecnico, per i quali il
personale abbia attitudini in dipendenza dei compiti di istituto.

Art. 12. I comandanti provinciali:
a) hanno la diretta responsabilità della organizzazione dei
servizi antincendi e dei soccorsi tecnici in genere della rispettiva
provincia;
b) rispondono del funzionamento del Comando provinciale cui sona
preposti e della disciplina del dipendente personale;
c) adottano i provvedimenti disciplinari loro deferiti dal
regolamento di disciplina del Corpo nazionale dei vigili del fuoco;
d) provvedono, in qualità di funzionari delegati, alla gestione
del Comando provinciale in conformità delle norme stabilite
dall’apposito regolamento amministrativo-contabile;
e) dispongono le visite ed i controlli ai locali adibiti a
depositi ed industrie pericolosi prima della concessione della
licenza di esercizio da parte delle autorità competenti, nonchè le
visite ed i controlli ai locali adibiti a pubblici spettacoli;
f) provvedono al controllo periodico sullo stato di manutenzione
delle bocche da incendio e degli impianti aventi, comunque, attinenza
con la prevenzione incendi, nonchè al controllo della osservanza
delle disposizioni in materia di prevenzione degli incendi;
g) fanno parte, come membri di diritto delle Commissioni edilizie
comunali;
h) formulano al Ministero dell’interno proposte per la
istituzione di distaccamenti e posti di vigilanza;
i) propongono al Ministero dell’interno quali stabilimenti
industriali, depositi e simili debbano avere servizi propri di
prevenzione e di estinzione degli incendi, ed esercitano la vigilanza
ed il controllo su detti servizi al fine di assicurarne l’efficienza
ed il normale funzionamento;
l) curano la preparazione tecnica delle squadre antincendi delle
ditte comunque tenute all’istituzione di un proprio servizio di
prevenzione ed estinzione degli incendi.

Art. 13. Entro un anno dall’entrata in vigore della presen…

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