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Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio di impianti sportivi.

dm 25/08/1989

SPORT
Decreto Ministeriale 25 agosto 1989 (in Gazz. Uff., 4 settembre, n.
206). – Norme di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di
impianti sportivi.

Il Ministro dell’interno:
Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570; Vista la legge 13 maggio
1961, n. 469, art. 1; Vista la legge 26 luglio 1965, n. 966, art. 2;
Visto il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e relativo regolamento
di esecuzione; Viste le norme di sicurezza per la costruzione,
l’esercizio e la vigilanza dei teatri, cinematografi ed altri locali
di pubblico spettacolo o trattenimento contenute nella circolare del
Ministero dell’interno n. 16 del 15 febbraio 1951; Visto il decreto
ministeriale 10 settembre 1986, come integrato dal successivo decreto
ministeriale 22 gennaio 1987; Rilevata la necessità di apportare al
predetto decreto modificazioni ed integrazioni specificatamente in
ordine alla sicurezza degli spettatori durante lo svolgimento di
manifestazioni sportive; Ravvisata l’opportunità di esaminare un
testo coordinato delle norme di sicurezza per la costruzione e
l’esercizio di impianti sportivi;
Decreta:

Articolo unico. – é approvato l’allegato testo contenente <<norme
di sicurezza per la costruzione e l’esercizio di impianti sportivi>>.

NORME DI SICUREZZA PER LA COSTRUZIONE E L’ESERCIZIO
DI IMPIANTI SPORTIVI

Articolo 1.

Campo di applicazione.

Gli impianti soggetti alle presenti norme, nel seguito indicati
<<impianti>>, sono gli impianti sportivi ove è prevista la presenza
di spettatori, praticanti, addetti, in un numero complessivo
superiore a 100; per gli impianti ove è prevista la presenza non
superiore a 100 persone valgono norme specifiche di cui al successivo
art. 19.
Articolo 2.

Definizioni.

Per impianto sportivo si intende lo spazio al chiuso o all’aperto,
<<impianto al chiuso o all’aperto>>, nel quale si praticano
discipline sportive, regolate da norme, approvate dalle federazioni
sportive nazionali riconosciute dal CONI.
Viene considerato impianto all’aperto anche l’impianto provvisto di
copertura sulle tribune purchè completamente privo di chiusure verso
le zone ove si svolge l’attività sportiva.
Si fa riferimento ai termini e alle definizioni generali di cui al
decreto ministeriale 30 novembre 1983.

Articolo 3.

Ubicazione.

L’ubicazione dell’impianto deve essere tale da consentire
l’avvicinamento e la manovra dei mezzi di soccorso e la possibilità
di sfollamento verso aree adiacenti.
In particolare, gli accessi e gli spazi riservati alle manovre dei
mezzi di soccorso devono avere i seguenti requisiti:
altezza libera: non inferiore a 4 m;
larghezza: non inferiore a 3,50 m;
pendenza: non superiore a 10%;
resistenza al carico: per automezzi di peso complessivo non
inferiore a 20 t.
Le strade per l’allontanamento del pubblico devono avere una
larghezza globale pari alla metà della larghezza complessiva delle
uscite dell’impianto se l’allontanamento è possibile in due sensi, o
pari alla larghezza complessiva delle uscite, se l’allontanamento è
possibile in un solo senso.
In caso contrario, devono essere previsti spazi scoperti di
superficie tale da poter contenere il pubblico, entro un raggio di 50
m dalle uscite dell’impianto, presupponendo una densità di
affollamento di 1 persona/m2.
Gli impianti al chiuso possono essere ubicati nel volume di altri
edifici ove si svolgano attività soggette ai controlli antincendi di
cui ai punti 64, 83, 84, 85, 86, 87, 89, 90, 91, 92, 94 e 95 del
decreto ministeriale 16 febbraio 1982 mentre non possono essere
ubicati in edifici ove si svolgono le attività di cui ai rimanenti
punti del decreto ministeriale citato.
La separazione con gli ambienti ove si svolgono le attività di cui
ai suddetti punti del decreto ministeriale 16 febbraio 1982 deve
essere realizzata con strutture REI 90; eventuali comunicazioni sono
ammesse tramite filtri a prova di fumo come definiti dal decreto
ministeriale 30 novembre 1983.
Resta valido quanto previsto dalle norme vigenti per le specifiche
attività di cui ai citati punti del decreto ministeriale 16 febbraio
1982.
Gli impianti al chiuso non possono essere ubicati oltre il primo
interrato e comunque a quota non inferiore a 7,50 m.

Articolo 4.

Area dell’impianto.

L’area per la realizzazione di un impianto, oltre che corrispondere
ai requisiti di cui all’articolo precedente, deve essere scelta in
modo che la viabilità garantisca, ai fini della sicurezza, il rapido
sfollamento; in particolare l’area dovrà consentire la sistemazione,
in prossimità o a confine dell’impianto, di uno o più parcheggi
calcolati in base ai regolamenti esistenti e alla capienza globale
dell’impianto.
L’area minima complessiva del parcheggio dovrà essere conforme al
regolamento edilizio vigente e comunque non inferiore ad un m2 per
ogni spettatore.
Non vanno computati nell’area di parcheggio gli automezzi di
servizio muniti di apposita autorizzazione.

Articolo 5.

Strutture e materiali.

Per quanto riguarda le caratteristiche di comportamento al fuoco
delle strutture, dei materiali e degli arredi si rimanda alle
specifiche norme del Ministero dell’interno sui locali di pubblico
spettacolo.
Non è consentito l’uso di coperture pressostatiche salvo quanto
previsto all’art. 19.
Per quanto concerne il dimensionamento delle strutture si rimanda
alle specifiche norme emanate dal Ministero dei lavori pubblici.

Articolo 6.

Impianti elettrici e tecnologici.

Gli impianti elettrici devono essere eseguiti secondo la legge 1°
marzo 1968, n. 186.
Per gli impianti tecnologici (produzione e utilizzazione del
calore, condizionamento, ecc.) si rimanda alle specifiche del
Ministero dell’interno.

Articolo 7.

Capienza.

A) Zona spettatori.
La capienza (massimo affollamento ipotizzabile) della zona
spettatori è ottenuta dividendo lo sviluppo in metri lineari dei
gradoni per 0,48.
Per gli impianti all’aperto, con capienza superiore a 10.000
spettatori, in occasione di manifestazioni calcistiche, e per quelli
al chiuso con capienza superiore a 4.000 spettatori non sono
consentiti posti in piedi; i suddetti impianti devono avere solo
posti a sedere numerati e di larghezza non inferiore a 0,45 m.
La capienza, determinata secondo quanto sopra indicato, è
comprensiva di coloro che entrano nell’impianto, in quanto vi abbiano
diritto, per i quali devono essere riservate apposite zone con posti
a sedere.
B) Zona attività sportive.
La capienza della zona delle attività sportive è in funzione delle
attività previste ed è costituita dal numero dei praticanti e degli
addetti.

Articolo 8.

Settori.

Gli impianti all’aperto con un numero di spettatori superiore a
10.000 e quelli al chiuso con un numero di spettatori superiore a
4.000 devono avere la zona destinata agli spettatori suddivisa in
settori.
La capienza di ciascun settore non può essere superiore a 20.000
spettatori per impianto all’aperto e a 4.000 per quelli al chiuso.
Per gli impianti all’aperto deve essere previsto, in occasione di
manifestazioni calcistiche, almeno un settore opportunamente
dimensionato, destinato ai tifosi della squadra ospite.
Ogni settore deve avere servizi e sistemi di vie di uscita
indipendenti chiaramente identificabili con segnaletica conforme al
decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 1982, n. 524, e deve
essere separato da quello adiacente con setti di materiale non
combustibile di altezza non inferiore a 2,20 m in grado di sopportare
una spinta orizzontale non inferiore a 80 kg/m applicata a 2,20 m; è
consentita la comunicazione tra i settori attraverso vani provvisti
di porte realizzate con materiali non combustibili.
Per i predetti impianti all’aperto la zona spettatori deve essere
separata dalla zona attività sportive con fossato, di almeno 2,50 m
di profondità e di larghezza, ovvero con setti realizzati come
previsto al comma precedente.
La separazione suddetta deve avere almeno due varchi per ogni
settore muniti di serramenti che in caso di necessità possano essere
aperti su disposizione dell’autorità di pubblica sicurezza verso la
zona attività sportive. Ogni varco deve avere larghezza minima di
2,40 m.
In presenza di fossati potranno essere previste soluzioni tecniche
che comportano l’impiego di meccanismi di semplice funzionamento atti
a consentire il superamento dei fossati stessi solo in caso di
necessità.

Articolo 9.

Sistema di vie d’uscita.

Il sistema di vie di uscita per la zona destinata agli spettatori
deve essere indipendente da quello della zona destinata alle attività
sportive. La separazione deve essere realizzata in conformità a
quanto previsto nel precedente art. 8. é consentita la comunicazione
tra i suddetti sistemi di vie di uscita attraverso porte metalliche.
La larghezza complessiva delle uscite deve essere dimensionata per
una capacità di deflusso non superiore a 250 per gli impianti
all’aperto ed a 50 per gli impianti al chiuso indipendentemente dalle
quote.
La larghezza di ogni uscita deve essere non inferiore a 2 moduli.
Le scale e le rampe per…

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