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Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi.

dm 26/06/1984

Decreto Ministeriale 26 giugno 1984 (in Suppl. ordinario alla Gazz.
Uff. n. 234, del 25 agosto). — Classificazione di reazione al fuoco
ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi.

Il Ministro dell’interno:
Vista la legge 27 dicembre 1941, n. 1570;
Vista la legge 13 maggio 1961, n. 469, art. 1;
Vista la legge 26 luglio 1965, art. 2;
Vista la circolare del Ministero dell’interno del 17 maggio 1980,
n. 12 avente per oggetto la reazione al fuoco dei materiali impiegati
nell’edilizia – Specifiche e modalità di prova e classificazione;
Rilevata la necessità di aggiornare le disposizioni contenute nella
predetta circolare, al fine di armonizzarle con la evoluzione della
normativa tecnica sul comportamento al fuoco dei materiali;
Viste le norme aggiornate dal comitato centrale tecnico scientifico
per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del decreto del
Presidente della Repubblica del 29 luglio 1982, n. 577 sulla
classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai
fini della prevenzione incendi;
Visto l’art. 11 del citato decreto del Presidente della Repubblica
29 luglio 1982, n. 577;
Decreta:
Art. 1.

Scopo.

Il presente decreto ha lo scopo di stabilire norme, criteri e
procedure per la classificazione di reazione al fuoco e
l’omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi con
esclusione dei rischi derivanti dai fumi emessi, in caso d’incendio,
dai suddetti materiali.

Art. 2.

Definizioni.

2.1. – Materiale.
Il componente (o i componenti variamente associati) che può (o
possono) partecipare alla combustione in dipendenza della propria
natura chimica e delle effettive condizioni di messa in opera per
l’utilizzazione.
2.2. – Reazione al fuoco.
Grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al
quale è sottoposto. In relazione a ciò i materiali sono assegnati
alle classi 0, 1, 2, 3, 4, 5 con l’aumentare della loro
partecipazione alla combustione; quelli di classe 0 sono non
combustibili.
2.3. – Omologazione di materiale ai fini della prevenzione incendi.
Procedura tecnico-amministrativa con la quale viene provato il
prototipo di materiale, certificata la sua classe di reazione al
fuoco ed emesso da parte del Ministero dell’Interno il provvedimento
di autorizzazione alla riproduzione del prototipo stesso prima della
immissione del materiale sul mercato per la utilizzazione nelle
attività soggette alle norme di prevenzione incendi.
2.4. – Certificato di prova.
Rapporto rilasciato dal Centro Studi ed Esperienze del Ministero
dell’Interno (C.S.E.), o da altro Laboratorio legalmente riconosciuto
dal Ministero stesso, nel quale si certifica la classe di reazione al
fuoco del campione sottoposto ad esame.
2.5 – Produttore.
Fabbricante del materiale, nonché ogni persona che, apponendo il
proprio nome, marchio o segno distintivo sul materiale, si presenti
come produttore dello stesso. Si considera altresì produttore chi
importa e/o commercializza un materiale di importazione.
2.6. – Marchio di conformità.
Indicazione permanente ed indelebile apposta dal produttore sul
materiale riportante i seguenti dati:
— nome od altro segno distintivo del produttore;
— anno di produzione;
— classe di reazione al fuoco;
— estremi dell’omologazione.
2.7. – Dichiarazione di conformità.
Dichiarazione del produttore con cui attesta la conformità del
materiale al prototipo omologato. Tale dichiarazione dovrà riportare
tra l’altro gli estremi dell’omologazione.
2.8. – Campionatura testimone.
Materiale opportunamente contrassegnato depositato presso il Centro
Studi ed Esperienze del Ministero dell’Interno in quantità tale da
permettere l’esecuzione delle prove necessarie per la loro
classificazione.
La campionatura testimone può essere eliminata dopo 5 anni
dall’ottenimento dell’omologazione del materiale.

Art. 3.

Metodi di prova.

I metodi di prova per la determinazione della classe di reazione al
fuoco dei materiali sono i seguenti:
— ISO/DIS 1182. 2 – Materiali da costruzione – Prova di non
combustibilità.
— CSE RF 1/75/A – Reazione al fuoco dei materiali sospesi e
suscettibili di essere investiti da una piccola fiamma su entrambe le
facce.
— CSE RF 2/75/A – Reazione al fuoco dei materiali che possono
essere investiti da una piccola fiamma su una sola faccia.
— CSE RF 3/77 – Reazione al fuoco dei materiali sottoposti alla
azione di una fiamma d’innesco in presenza di calore radiante.
— CSE RF 4/83 – Reazione al fuoco dei mobili imbottiti sottoposti
all’azione di una piccola fiamma.
Essi sono riportati negli allegati n. A1.1, A1.2, A1.3, A1.4, A1.5.
In relazione alle conclusioni alle quali perverranno gli studi, le
ricerche e le sperimentazioni in corso a livello nazionale ed
internazionale, saranno definiti i metodi di prova per la valutazione
della opacità e della tossicità dei prodotti della combustione.
I metodi di preparazione dei materiali per l’accertamento delle
caratteristiche di reazione al fuoco a seguito delle operazioni di
manutenzione sono riportati nell’allegato A1.6.
A cura del Ministero dell’interno sarà pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale l’elenco dei materiali di classe 0, che possono essere
considerati tali senza essere sottoposti alla prova ISO/DIS 1182.2.

Art. 4.

Materiali e relativi metodi di prova.

Nell’elenco allegato A2.1. sono riportati i materiali con a fianco
di ciascuno di essi i relativi metodi di prova atti a classificarli.
Ulteriori specificazioni sono riportate per i materiali isolanti
nell’allegato A2.2.

Art. 5.

Classificazione dei materiali.

Nell’allegato A3.1. sono riportati i criteri per la determinazione
della classe di reazione al fuoco dei materiali sulla base dei
risultati ottenuti dalle prove effettuate.

Art. 6.

Impiego dei materiali.

La classe di reazione al fuoco richiesta per l’impiego dei suddetti
materiali in relazione alla specifica destinazione degli edifici ed
all’uso dei materiali stessi, sarà prescritta dalle norme particolari
di prevenzione incendi disciplinati le singole attività soggette.
Le suddette norme dovranno fissare le prescrizioni transitorie in
ordine all’impiego dei materiali e prevedere, nel caso di materiali
per i quali è richiesto l’obbligo della omologazione, l’apposizione
sui materiali stessi e/o sulle relative schede tecniche nonché sugli
opuscoli pubblicitari della dicitura: <<é stata presentata istanza di
omologazione per questo materiale al Ministero dell’interno il . . .
. . . . . .

Art. 7.

Certificazione.

Il C.S.E. ed i Laboratori legalmente riconosciuti dal Ministero
provvedono all’emissione dei certificati di prova. Con provvedimento
del Ministero stesso si stabiliranno i requisiti cui debbono
rispondere i Laboratori suddetti. I modelli occorrenti per le
certificazioni saranno conformi a quelli predisposti dal C.S.E.

Art. 8.

Procedure per l’omologazione dei materiali.

8.1 – Classificazione dei materiali ai fini dell’omologazione.
Per la classificazione dei materiali ai fini dell’omologazione del
prototipo il produttore deve inoltrare al C.S.E. o ad altro
laboratorio legalmente riconosciuto dal Ministero dell’interno
domanda corredata di relativa scheda tecnica.
8.1.1 – Qualora la classificazione venga effettuata dal C.S.E. si
adotterà la seguente procedura:
entro 30 giorni dalla data di ricevimento dell’istanza il C.S.E.
richiederà la campionatura necessaria per la esecuzione delle prove e
quella <<testimone>> nonché gli importi previsti dalle vigenti
disposizioni per l’esecuzione delle prove medesime.
L’interessato deve inviare le campionature richieste e la ricevuta
del versamento di cui sopra entro 60 giorni dalla data della
comunicazione da parte del C.S.E., il quale ricevuto quanto
specificato, iscriverà la pratica entro i successivi 15 giorni nello
specifico elenco cronologico contraddistinguendola con una sigla, che
costituirà il riferimento di omologazione e che dovrà essere
riportata su tutti i documenti relativi alla pratica e sui campioni
ricevuti.
Decorsi i 60 giorni senza che l’interessato abbia provveduto in
merito, la pratica viene archiviata per decorrenza dei termini.
Entro 90 giorni dall’iscrizione della pratica C.S.E. provvede al
rilascio del certificato di prova.
8.1.2 – Qualora la classificazione per l’omologazione sia
effettuata dai Laboratori legalmente riconosciuti, questi seguiranno
le procedure stabilite dal C.S.E. Detti laboratori invieranno al
C.S.E., contestualmente al rilascio del certificato di prova al
richiedente, copia della scheda tecnica e del certificato di prova,
nonché campionatura testimone.
8.2 – Domanda di omologazione.
Per ottenere la omologazione di un materiale, il produttore deve
inoltrare al Ministero dell’interno apposita domanda corredata della
scheda tecnica e del certificato di prova del materiale medesimo.
8.3 – Autorizzazione ministeriale.
Il Ministero dell’interno, valutata la documentazione presentata,
provvederà a rilasciare, entro 30 giorni dalla data di ricevimento
dell’istanza, l’autorizzazione a riprodurre il prototipo prima della
immissione del materiale sul mercato.
L’intestatar…

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