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Disposizioni per la tutela del titolo e dell'esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti.

l 24/06/1923 n. 00001395

Legge 24 giugno 1923, n. 1395 (in Gazz. Uff., 5 luglio, n. 157). —
Disposizioni per la tutela del titolo e dell’esercizio professionale
degli ingegneri e degli architetti.

Art. 1.

Il titolo d’ingegnere e quello di architetto spettano
esclusivamente a coloro che hanno conseguito i relativi diplomi dagli
istituti di istruzione superiore autorizzati per legge a conferirli,
salva la disposizione dell’art. 12.

Art. 2.

é istituito l’ordine degli ingegneri e degli architetti inscritti
nell’albo in ogni provincia.
Per ciascun inscritto nell’albo sarà indicato il titolo in base al
quale è fatta l’inscrizione.

Art. 3.

Sono inscritti nell’albo coloro ai quali spetta il titolo di cui
all’art. 1, che godono dei diritti civili e non sono incorsi in
alcuna delle condanne di cui all’art. 28 della legge 28 giugno 1874,
n. 1938.
Potranno essere iscritti nell’albo anche gli ufficiali generali e
superiori dell’arma del genio che siano abilitati all’esercizio della
professione a senso del regio decreto n. 485, in data 6 settembre
1902.

Art. 4.

Le perizie e gli altri incarichi relativi all’oggetto della
professione d’ingegnere e di architetto sono dall’autorità
giudiziaria conferiti agli iscritti nell’albo.
Le pubbliche amministrazioni, quando debbano valersi dell’opera di
ingegneri o architetti esercenti la professione libera, affideranno
gli incarichi agli inscritti nell’albo.
Tuttavia, per ragioni di necessità o di utilità evidente, possono
le perizie e gli incarichi di cui nei precedenti commi essere
affidati a persone di competenza tecnica, anche non inscritte
nell’albo, nei limiti e secondo le norme che saranno stabilite col
regolamento.

Art. 5.

Gli inscritti nell’albo eleggono il proprio consiglio dell’ordine,
che esercita le seguenti attribuzioni:
1° procede alla formazione e all’annuale revisione e
pubblicazione dell’albo, dandone comunicazione all’autorità
giudiziaria e alle pubbliche amministrazioni;
2° stabilisce il contributo annuo dovuto dagli inscritti per
sopperire alle spese di funzionamento dell’ordine; amministra i
proventi e provvede alle spese, compilando il bilancio preventivo e
il conto consuntivo annuale;
3° dà, a richiesta, parere sulle controversie professionali e
sulla liquidazione di onorari e spese;
4° vigila alla tutela dell’esercizio professionale, e alla
conservazione del decoro dell’ordine, reprimendo gli abusi e le
mancanze di cui gli iscritti si rendessero colpevoli nell’esercizio
della professione con le sanzioni e nelle forme di cui agli articoli
26, 27, 28 e 30 della legge 28 giugno 1874, n. 1938, in quanto siano
applicabili.

Art. 6.

Contro le deliberazioni del consiglio dell’ordine relative alla
mancata iscrizione nell’albo è ammesso ricorso all’autorità
giudiziaria con le norme da stabilirsi nel regolamento.

Art. 7.

Le norme relative alla determinazione dell’oggetto e dei limiti
delle due professioni alla composizione e funzionamento del consiglio
dell’ordine, alla formazione e annuale revisione dell’albo e per le
impugnative contro provvedimenti disciplinari, nonché quelle di
coordinamento con le disposizioni vigenti nelle nuove provincie, e
tutte le altre per l’attuazione della presente legge e di
coordinamento, saranno emanate con regolamento, sulla proposta dei
ministri della giustizia, dell’interno, dell’istruzione, e dei lavori
pubblici, udito il parere di una commissione di nove componenti, da
nominare con decreto reale, su proposta del ministro della giustizia,
d’accordo con gli altri ministri interessati. Cinque di tali
componenti saranno scelti tra coloro che posseggono i requisiti per
l’iscrizione nell’albo.
Saranno pure formati in ogni provincia dalle autorità indicate
all’art. 11 albi speciali per i periti agrimensori (geometri) e per
altre categorie di periti tecnici.
Potranno essere inscritti in tali albi coloro ai quali spetti il
relativo titolo professionale rilasciato da scuole regie pareggiate o
parificate.
Con apposito regolamento, sulla proposta dei ministri dell’interno,
della giustizia, dell’istruzione e dei lavori pubblici, udito il
parere della stessa commissione di cui alla prima parte del presente
articolo, alla quale saranno aggiunti due rappresentanti della
categoria interessata, saranno emanate le norme per la formazione
degli albi speciali, la costituzione, il funzionamento e le
attribuzioni dei relativi collegi, la determinazione dell’oggetto e
dei limiti dell’esercizio professionale e le disposizioni
transitorie, di coordinamento e di attuazione.

Art. 8.

Disposizioni transitorie.

Ferma la condizione di cui all’art. 3, possono essere inscritti
nell’albo, pur non possedendo il requisito di cui all’art. 1, coloro
i quali, anteriormente alla pubblicazione della presente legge, siano
stati abilitati all’esercizio della professione dalle disposizioni
vigenti.

Art. 9.

Possono essere inscritti nell’albo coloro i quali, entro sei mesi
dalla pubblicazione del regolamento, dimostrino con titoli di avere
esercitato lodevolmente per dieci anni la professione di ingegnere o
di architetto e di avere coltura sufficiente per il detto esercizio.
Sui titoli presentati giudicheranno due apposite commissioni,
nominate dal ministro dell’istruzione, composte ciascuna di sette
membri, quattro scelti tra i docenti negli istituti superiori e tre
fra i liberi professionisti delle rispettive professioni.
A ciascuna di dette commissioni saranno aggregati inoltre, con voto
consultivo, altri due liberi professionisti appartenenti alla
categoria e alla regione cui appartengono i singoli aspiranti.
Le spese per il funzionamento delle commissioni saranno sostenute
dall’erario. Ciascun candidato dovrà pagare una tassa di lire 500
secondo le norme da stabilire per regolamento.

Art. 10.

Entro il 31 dicembre 1926 coloro che, possedendo la licenza di
professore di disegno architettonico conseguita da una accademia o
istituto di belle arti nel regno, abbiano esercitato lodevolmente per
cinque anni la professione di architetto, potranno essere inscritti
nell’albo come architetti.
Il giudizio sul lodevole esercizio è dato dalla commissione di cui
all’articolo precedente.

Art. 11.

Entro tre mesi dalla pubblicazione del regolamento, nel capoluogo
di ogni provincia, il presidente della corte d’appello, o, nelle
provincie dove non è sede di corte d’appello, il presidente del
tribunale avente giurisdizione sul capoluogo, procede alla formazione
dell’albo.

Art. 12.

Agli inscritti nell’albo a norma degli articoli 8, 9 e 10 spetta
rispettivamente il titoli di architetto o di abilitato all’esercizio
della professione di ingegnere.

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