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Approvazione del testo unico delle disposizioni sull'edilizia popolare ed economica (1) (2) (3).

RD 28/04/1938 n. 00001165 VIGENTE

EDILIZIA RESIDENZIALE
Regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165 (in Gazz. Uff., 5 agosto 1938,
n. 177, s.o.). — Approvazione del testo unico delle disposizioni
sull’edilizia popolare ed economica (1) (2) (3).

(1) Vedi, ora, d.p.r. 30 dicembre 1972, n. 1035 e d.p.r. 30
dicembre 1972, n. 1036.
(2) Il d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51, ha soppresso l’ufficio del
pretore e, fuori dai casi espressamente previsti dal citato decreto,
le relative competenze sono da intendersi trasferite al tribunale
ordinario. Lo stesso decreto ha soppresso l’ufficio del pubblico
ministero presso la pretura circondariale e ha provveduto a
trasferirne le relative funzioni all’ufficio del pubblico ministero
presso il tribunale ordinario. Pertanto, i riferimenti a pretore ed a
pretura sono sostituiti, rispettivamente, dai riferimenti al
presidente del tribunale e al tribunale. Inoltre, qualora il presente
provvedimento attribuisca funzioni amministrative alternativamente al
pretore e ad organi della P.A., le attribuzioni pretorili si
intendono soppresse; sono altresì soppresse le funzioni
amministrative di altre autorità giurisdizionali, eccezion fatta per
il giudice di pace, se attribuite in via alternativa tanto al pretore
che ad organi della P.A.
(3) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.

(Omissis).

Art. unico

é approvato l’annesso testo unico delle disposizioni sull’edilizia
popolare ed economica, visto, d’ordine nostro, dal ministro
proponente.

TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI SULL’EDILIZIA POPOLARE ED ECONOMICA

TITOLO I
MUTUI PER LA COSTRUZIONE O L’ACQUISTO DI CASE POPOLARI OD ECONOMICHE
Capo I
ENTI MUTUANTI

Art. 1.

I prestiti per la costruzione o l’acquisto di case popolari od
economiche possono, oltre che da privati e da società, essere
consentiti dai seguenti istituti ed enti, anche in deroga alle leggi
speciali ed agli statuti che li regolano:
1) tutte indistintamente le Casse di risparmio ordinarie;
2) le Banche popolari e le Società ordinarie e cooperative di
credito;
3) [i Monti di pegno] (1);
4) le Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza;
5) gli Enti morali legalmente riconosciuti;
6) le Società di mutuo soccorso legalmente costituite;
7) l’Istituto nazionale della previdenza sociale e l’Istituto
nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro;
8) gli Istituti di credito fondiario;
9) l’Istituto nazionale delle assicurazioni;
1) la Sezione autonoma di credito fondiario della Banca nazionale
del lavoro, anche con emissione di obbligazioni, in conformità al
R.D.L. 2 dicembre 1923, n. 2688, e al R.D.L. 8 gennaio 1925, n. 37,
convertiti rispettivamente nelle LL. 17 aprile 1925, n. 473 e 18
dicembre 1927, n. 2416;
11) l’Istituto nazionale di previdenza e credito delle
comunicazioni di cui al R.D.L. 22 dicembre 1927, n. 2574, convertito
nella L. 31 maggio 1928, n. 1351;
12) l’Istituto nazionale di credito edilizio di cui al R.D.L. 2
maggio 1920, n. 698, convertito nella L. 17 aprile 1925, n. 473;
13) gli Istituti e le Società di credito edilizio di cui al
R.D.L. 4 maggio 1924, n. 993, convertito nella L. 11 febbraio 1926,
n. 255.

(1) Vedi ora artt. 48 e 152, d.p.r. 1 settembre 1993, n. 385.

Art. 2.

L’Istituto nazionale della previdenza sociale può erogare in
prestiti per case popolari od economiche ed in conferimenti al
capitale della Sezione autonoma di credito fondiario della Banca
nazionale del lavoro, somme sino al limite stabilito dalle norme che
regolano l’Istituto medesimo.
Il predetto Istituto può concedere mutui ai comuni per la
costruzione di case popolari, anche per conto di istituti autonomi,
con le garanzie e con i privilegi stabiliti per i mutui consentiti
dalla Cassa depositi e prestiti.

Art. 3.

L’Istituto di emissione e le Casse di risparmio ordinarie possono
fare anticipazione sulle obbligazioni emesse dalla Sezione di credito
fondiario della Banca nazionale del lavoro.
Le Casse di risparmio ordinarie, la Cassa depositi e prestiti e
tutti gli istituti elencati nell’art. 1, singolarmente o riuniti in
consorzio, possono acquistare le dette obbligazioni.
Gli enti morali, le società e gli istituti cui è fatto obbligo, per
legge, di impiegare in tutto o in parte il proprio patrimonio in
titoli emessi o garantiti dallo Stato, sono autorizzati ad
acquistare, come impiego, le obbligazioni emesse dalla Sezione.
Queste possono essere accettate come deposito cauzionale dalle
pubbliche Amministrazioni un valore non superiore ai nove decimi del
valore di borsa.

TITOLO I
MUTUI PER LA COSTRUZIONE O L’ACQUISTO DI CASE POPOLARI OD ECONOMICHE
Capo II
MUTUI DELLA CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Art. 4.

La Cassa depositi e prestiti è autorizzata a concedere mutui ai
comuni che intraprendano direttamente la costruzione di case
popolari, nonché agli istituti autonomi per case popolari, a
condizione che gli alloggi siano dati esclusivamente in affitto. I
mutui concessi agli istituti per case popolari debbono essere assunti
e garantiti dal comune interessato ai sensi delle leggi che
disciplinano la Cassa.
I mutui contratti dai comuni con la Cassa depositi e prestiti e con
gli istituti indicati nell’articolo 1, per conto proprio o per conto
di istituti autonomi per case popolari, sono soggetti alle modalità e
limitazioni previste dalle disposizioni della legge comunale e
provinciale.
La Cassa depositi e prestiti può, altresì, concedere mutui
all’Istituto nazionale per le case degli impiegati dello Stato di cui
al Titolo IV della Parte seconda, con le norme vigenti per tale
istituto, nonché alle cooperative per costruzione di case popolari od
economiche a proprietà individuale od indivisa, composte di impiegati
e pensionati dello Stato ed ai loro soci, purché i prestiti siano
garantiti con prima ipoteca.
Per la concessione dei mutui non occorre la formale deliberazione
di accettazione da parte dell’ente mutuatario se quella di
contrattazione contenga tutti gli elementi prescritti per i mutui
della Cassa. Salvo accertamento della proprietà e libertà degli
immobili ipotecati dagli enti che hanno ottenuto od otterranno mutui
ipotecari dalla Cassa, l’accettazione delle ipoteche da parte di
questa è rappresentata dal provvedimento di concessione del mutuo.
I mutui di cui al presente articolo, da ammortizzarsi in un periodo
non superiore ad anni 50, sono concessi in base alle disposizioni che
regolano quelli della Cassa depositi e prestiti, al saggio di
interesse stabilito annualmente dal Ministro per le finanze pei mutui
di favore col concorso dello Stato, ivi compresi i contributi
erariali ai sensi del presente testo unico.

Art. 5.

L’ammortamento dei mutui concessi dalla Cassa depositi e prestiti a
cooperative edilizie a proprietà individuale, ha inizio dal 1°
gennaio o dal 1° luglio immediatamente successivo alla data in cui il
fabbricato sia dichiarato abitabile.

Art. 6.

(Omissis) (1).

(1) Il presente articolo conteneva disposizioni legislative sulle
ex colonie.

Art. 7.

Qualora da parte di cooperative mutuatarie della Cassa depositi e
prestiti siasi proceduto alla costruzione di più fabbricati il cui
fabbisogno, in seguito ad ampliamento del programma costruttivo o per
effetto di simultaneo inizio delle costruzioni e della conseguente
maggiore spesa occorsa, non trovi copertura nei mutui concessi e per
l’ultimazione dei fabbricati stessi si rendano necessari ulteriori
cospicui finanziamenti da parte della Cassa predetta, può disporsi,
con provvedimento insindacabile dei Ministri per le finanze e pei
lavori pubblici, la devoluzione di uno o più dei fabbricati
all’Istituto nazionale per le case degli impiegati dello Stato in
Roma ovvero ad istituti autonomi per case popolari.
In tal caso resta salvo il diritto dei soci delle cooperative ad
ottenere in locazione, secondo l’ordine rispettivo di prenotazione,
gli appartamenti compresi nei fabbricati come sopra devoluti, con
assoluta preferenza nei confronti di qualsiasi altro aspirante ad
alloggio dell’istituto cessionario.

Art. 8.

Le cooperative mutuatarie della Cassa depositi e prestiti che
abbiano venduto o vendano, nei modi di legge, aree esuberanti o
locali non destinati ad uso di abitazione, oltre all’obbligo di
versare alla Cassa medesima la somma corrispondente al prezzo di
acquisto delle aree od al costo di costruzione dei locali venduti,
devono, altresì, versarle il maggior provento ricavato dalla vendita.
Tuttavia è data facoltà alle cooperative di destinare il maggior
provento alla esecuzione dei lavori approvati dal Ministero dei
lavori pubblici ovvero ad altre spese necessarie alla gestione
sociale, previa autorizzazione dello stesso Ministero d’intesa con la
Cassa depositi e prestiti.
Le norme del precedente comma sono applicabili ad altri proventi
quali quelli ricavati o ricavabili da vendita di beni mobili, come
materiali esuberanti o di rifiuto.
Le somme che, per effetto d…

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