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Disposizioni per l'attuazione del Codice di procedura civile e disposi...

Disposizioni per l'attuazione del Codice di procedura civile e disposizioni transitorie (1) (2) (3).

RD 18/12/1941 n. 00001368 VIGENTE

CODICE DI PROCEDURA CIVILE
Regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368 (in Gazz. Uff., 24 dicembre
1941, n. 302, s.o.). — Disposizioni per l’attuazione del Codice di
procedura civile e disposizioni transitorie (1) (2) (3).

(1) L’originaria espressione <<conciliatore>> deve intendersi
sostituita con <<giudice di pace>> a far data dal 1 maggio 1995 ai
sensi dell’art. 39, l. 21 novembre 1991, n. 374.
(2) Il termine <<procuratore legale>> contenuto nel presente codice
si intende sostituito con il termine <<avvocato>> ai sensi dell’art.
3, l. 24 febbraio 1997, n. 27.
(3) Per l’entrata in vigore delle disposizioni sul giudice unico di
primo grado, vedi artt. 42, 43, 47, 48, 132 ss., 219 ss., 244 ss.,
d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51.

(Omissis).

Art. unico

Regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368 (in Gazz. Uff., 24 dicembre
1941, n. 302, s.o.). — Disposizioni per l’attuazione del Codice di
procedura civile e disposizioni transitorie (1) (2) (3).

(1) L’originaria espressione <<conciliatore>> deve intendersi
sostituita con <<giudice di pace>> a far data dal 1 maggio 1995 ai
sensi dell’art. 39, l. 21 novembre 1991, n. 374.
(2) Il termine <<procuratore legale>> contenuto nel presente codice
si intende sostituito con il termine <<avvocato>> ai sensi dell’art.
3, l. 24 febbraio 1997, n. 27.
(3) Per l’entrata in vigore delle disposizioni sul giudice unico di
primo grado, vedi artt. 42, 43, 47, 48, 132 ss., 219 ss., 244 ss.,
d.lg. 19 febbraio 1998, n. 51.

DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE DEL CODICE
DI PROCEDURA CIVILE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

TITOLO I
DEL PUBBLICO MINISTERO

Art. 1.

Richiesta di comunicazione degli atti.

In ogni stato e grado del processo il pubblico ministero può
richiedere al giudice la comunicazione degli atti per l’esercizio dei
poteri a lui attribuiti dalla legge [c.p.c. 69 ss.].

Art. 2.

Intervento davanti all’istruttore.

L’intervento del pubblico ministero davanti all’istruttore avviene
nei modi previsti nell’art. 267 del Codice [c.p.c. 70] (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 15, d.p.r. 17 ottobre 1950,
n. 857.

Art. 3.

Intervento davanti al collegio.

Il pubblico ministero può spiegare il suo intervento anche quando
la causa si trova davanti al collegio [c.p.c. 267, 268, 275],
mediante comparsa da depositarsi in cancelleria o all’udienza [c.p.c.
70, 125].
Il pubblico ministero che interviene all’udienza prende oralmente
le sue conclusioni, che sono inserite nel ruolo di udienza [31, 117].
Se il pubblico ministero che interviene davanti al collegio non si
limita ad aderire alle conclusioni di una delle parti, ma prende
proprie conclusioni, produce documenti o deduce prove, il presidente,
d’ufficio o su istanza di parte, può rimettere con ordinanza la causa
al giudice istruttore per l’integrazione dell’istruzione [c.p.c. 279,
280].

TITOLO II
DEGLI ESPERTI E DEGLI AUSILIARI DEL GIUDICE
Capo I
DEGLI ESPERTI DELLA MAGISTRATURA DEL LAVORO (1)
(1) Le disposizioni di questo capo, eccetto quelle di cui all’art.
5, devono ritenersi abrogate a seguito dell’entrata in vigore del
d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369, di soppressione dell’ordinamento
corporativo.

Art. 4.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato a seguito dell’entrata in vigore del
d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369, di soppressione dell’ordinamento
corporativo.

Art. 5.

Formazione dell’albo.

L’albo è tenuto dal primo presidente della corte d’appello ed è
formato da un comitato da lui presieduto e composto dal procuratore
generale della Repubblica (1) e dal presidente della sezione della
corte funzionante come magistratura del lavoro.
Le funzioni di segretario del comitato sono esercitate dal
cancelliere della corte.

(1) Denominazione così modificata dall’art. 1, d.lg.c.p.s. 2 agosto
1946, n. 72, ratificato con l. 10 febbraio 1953, n. 73.

Art. 6.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato a seguito dell’entrata in vigore del
d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369, di soppressione dell’ordinamento
corporativo.

Art. 7.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato a seguito dell’entrata in vigore del
d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369, di soppressione dell’ordinamento
corporativo.

Art. 8.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato a seguito dell’entrata in vigore del
d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369, di soppressione dell’ordinamento
corporativo.

Art. 9.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato a seguito dell’entrata in vigore del
d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369, di soppressione dell’ordinamento
corporativo.

Art. 10.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato a seguito dell’entrata in vigore del
d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369, di soppressione dell’ordinamento
corporativo.

Art. 11.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato a seguito dell’entrata in vigore del
d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369, di soppressione dell’ordinamento
corporativo.

Art. 12.

(Omissis) (1).

(1) Articolo abrogato a seguito dell’entrata in vigore del
d.lg.lgt. 23 novembre 1944, n. 369, di soppressione dell’ordinamento
corporativo.

TITOLO II
DEGLI ESPERTI E DEGLI AUSILIARI DEL GIUDICE
Capo II
DEI CONSULENTI TECNICI DEL GIUDICE
Sezione I
DEI CONSULENTI TECNICI NEI PROCEDIMENTI ORDINARI

Art. 13.

Albo dei consulenti tecnici.

Presso ogni tribunale è istituito un albo dei consulenti tecnici
[c.p.c. 61 ss.].
L’albo è diviso in categorie.
Debbono essere sempre comprese nell’albo le categorie: 1)
medico-chirurgica; 2) industriale; 3) commerciale; 4) agricola; 5)
bancaria; 6) assicurativa [146; c.p.c. 424, 445].

Art. 14.

Formazione dell’albo.

L’albo è tenuto dal presidente del tribunale ed è formato da un
comitato da lui presieduto e composto dal procuratore della
Repubblica e da un professionista, iscritto nell’albo professionale,
designato dal Consiglio dell’ordine o del collegio della categoria a
cui appartiene il richiedente la iscrizione nell’albo dei consulenti
tecnici.
Il consiglio predetto ha facoltà di designare, quando lo ritenga
opportuno, un professionista iscritto nell’albo di altro ordine o
collegio, previa comunicazione al consiglio che tiene l’albo a cui
appartiene il professionista stesso.
Quando trattasi di domande presentate da periti estimatori, la
designazione è fatta dalla camera di commercio, industria e
agricoltura.
Le funzioni di segretario del comitato sono esercitate dal
cancelliere del tribunale (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. unico, d.lg.lgt. 12 ottobre
1945, n. 700.

Art. 15.

Iscrizione nell’albo.

Possono ottenere l’iscrizione nell’albo coloro che sono forniti di
speciale competenza tecnica in una determinata materia, sono di
condotta morale [e politica] (1) specchiata [e sono iscritti nelle
rispettive associazioni professionali] (2).
Nessuno può essere iscritto in più di un albo.
Sulle domande di iscrizione decide il comitato indicato
nell’articolo precedente.
Contro il provvedimento del comitato è ammesso reclamo, entro
quindici giorni dalla notificazione, al comitato previsto nell’art. 5
(3).

(1) Vedi, ora, artt. 3 e 22 Cost.
(2) Le associazioni professionali sono state abrogate dal d.lg.lgt.
23 novembre 1944, n. 369.
(3) Il comitato è presieduto dal presidente della corte di appello
ed è composto dal procuratore generale della Repubblica e da un
presidente di sezione.

Art. 16.

Domande d’iscrizione.

Coloro che aspirano all’iscrizione nell’albo debbono farne domanda
al presidente del tribunale.
La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti:
1) estratto dell’atto di nascita;
2) certificato generale del casellario giudiziario di data non
anteriore a tre mesi dalla presentazione;
3) certificato di residenza nella circoscrizione del tribunale;
4) certificato di iscrizione all’associazione professionale;
5) i titoli e i documenti che l’aspirante crede di esibire per
dimostrare la sua speciale capacità tecnica.

Art. 17.

Informazioni.

A cura del presidente del tribunale debbono essere assunte presso
le autorità [politiche e] (1) di polizia specifiche informazioni
sulla condotta pubblica e privata dell’aspirante.

(1) Vedi, ora, artt. 3 e 22 Cost.

Art. 18.

Revisione dell’albo.

L’albo è permanente. Ogni quattro anni il comitato di cui all’art.
14 deve provvedere alla revisione dell’albo per eliminare i
consulenti per i quali è venuto meno alcuno dei requisiti previsti
nell’art. 15 o è sorto un impedimento a esercitare l’ufficio.

Art…

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