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Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro in sott...

Norme per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro in sotterraneo (1) (2).

DPR 20/03/1956 n. 00000320 VIGENTE

SICUREZZA SOCIALE (GENERALITA’)
Decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320 (in
Gazz. Uff., 5 maggio 1956, n. 109, s.o.). — Norme per la prevenzione
degli infortuni e l’igiene del lavoro in sotterraneo (1) (2).

(1) Vedi l. 12 febbraio 1955, n. 51 di delega.
(2) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Campo di applicazione.

Le norme di prevenzione degli infortuni e di igiene del lavoro
contenute nel presente decreto si applicano ai lavori eseguiti in
sotterraneo per costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie,
caverne, pozzi e opere simili, a qualsiasi scopo destinati, ai quali
siano addetti lavoratori subordinati ai sensi dell’art. 3 del decreto
del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.
Per le gallerie di lunghezza non superiore ai metri 50, si
applicano solamente le norme dei capi II, VII, VIII e X.
Le disposizioni contenute nei capi XI, XII e XIII si applicano
anche ai lavori esterni connessi a quelli in sotterraneo, in
sostituzione delle norme previste, per la stessa materia, del decreto
del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 303, contenente
norme generali per l’igiene del lavoro.

Art. 2.

Esclusioni.

Sono escluse dal campo di applicazione delle presenti norme, in
quanto vi provvedono altre disposizioni:
a) le miniere, cave e torbiere;
b) i comuni pozzi idrici;
c) gli altri pozzi, i cunicoli e i vani sotterranei facenti parte
o costituenti opere complementari od accessorie degli edifici;
d) le fondazioni di opere di qualsiasi specie.

Art. 3.

Applicazione delle altre disposizioni per la prevenzione degli
infortuni e per l’igiene del lavoro.

Nella esecuzione dei lavori indicati nell’art. 1 devono essere
osservate, in quanto aventi per oggetto argomenti non espressamente
disciplinati dal presente decreto, anche le disposizioni dettate:
a) nel decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547, contenente norme generali per la prevenzione degli infortuni sul
lavoro, e successive modificazioni ed integrazioni;
b) nel decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n.
164, contenente norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro
nelle costruzioni;
c) nel decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n.
303, contenente norme generali per l’igiene del lavoro.

Art. 4.

Agli effetti dell’applicazione delle disposizioni del titolo VII del
decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.

547, concernente le installazioni e gli impianti elettrici, il
sotterraneo è da considerarsi <<ambiente bagnato>>.

Art. 5.

Soggetti tenuti all’osservanza delle norme.

Alla osservanza delle norme del presente decreto sono tenuti, per
quanto loro spetti e competa, coloro che esercitano le attività ed
eseguono i lavori indicati nell’art. 1, i dirigenti, i preposti ed i
lavoratori.

Art. 6.

Direzione e sorveglianza dei lavori.

La direzione e la sorveglianza dei lavori soggetti alle norme del
presente decreto devono essere affidate a persone competenti, che
abbiano una esperienza diretta dei lavori in sotterraneo.

Art. 7.

Notifica dei lavori.

L’imprenditore ha l’obbligo di notificare alla direzione regionale
del lavoro competente per territorio i lavori indicati nell’art. 1,
prima del loro inizio.
La notifica deve contenere le seguenti indicazioni:
a) nominativo e indirizzo dell’imprenditore, del direttore dei
lavori e del capo cantiere;
b) nominativo e indirizzo dell’eventuale appaltante;
c) Provincia, Comune e località precisa dei lavori;
d) durata presuntiva dei lavori;
e) numero massimo presumibile dei lavoratori che saranno
occupati;
f) descrizione sommaria dei lavori, dei mezzi di difesa e degli
impianti assistenziali e sanitari;
g) cenni sulla prevedibile natura geologica del terreno e sulle
indagini compiute a tal fine.

Art. 8.

Lavoratori di primo impiego.

I lavoratori mai precedentemente occupati in sotterraneo devono
lavorare sotto la guida di altri già pratici, almeno per un periodo
di due settimane.

Art. 9.

Lavoratori presenti in sotterraneo.

Ai posti di lavoro in sotterraneo devono essere adibiti almeno due
lavoratori, salvo che i lavori siano eseguiti entro il campo visuale
diretto di altra persona.

Art. 10.

Divieto di permanenza in sotterraneo oltre l’orario di lavoro.

Il lavoratore non può rimanere in sotterraneo oltre il proprio
orario di lavoro, salvo giustificati motivi di carattere eccezionale.

Art. 11.

Dispositivi di segnalazione.

In prossimità dei posti di lavoro in galleria situati a più di 300
metri dall’imbocco esterno e di quelli in pozzi profondi oltre 30
metri, devono essere installati dispositivi di segnalazione atti ad
assicurare il collegamento con l’esterno.

Art. 12.

Caschi di protezione.

I lavoratori addetti al sotterraneo o che per qualsiasi ragione vi
accedano, devono essere forniti e fare uso di casco di protezione
costituito di materiale leggero e resistente.
Il casco e dato in dotazione personale, a meno che il lavoratore
acceda al sotterraneo solo occasionalmente.

Capo II
SCAVI ED ARMATURE

Art. 13.

Sistemi di scavo.

I sistemi di scavo devono essere adeguati alla natura dei terreni
attraversati ed offrire garanzie di sicurezza.
Se la natura del terreno lo richiede, devono essere adottati
sistemi preventivi di consolidamento o di sostegno.

Art. 14.

Armature e rivestimenti.

Ogni scavo deve, di norma, essere provvisto di sostegni e
rivestimenti per impedire franamenti o caduta di materiali.
Le armature di sostegno ed i rivestimenti provvisori devono essere
messi in opera di pari passo con l’avanzamento dello scavo e
mantenuti sino alla costruzione del rivestimento definitivo.

Art. 15.

Scavi in terreni stabili.

Le armature di sostegno ed i rivestimenti provvisori possono
omettersi quando lo scavo sia eseguito in terreni che non presentino
sicuramente pericoli di franamento o di caduta di materiali.
Nelle condizioni previste dal comma precedente, lo stato di
sicurezza dello scavo deve essere tuttavia controllato, allo scopo di
provvedere tempestivamente all’armatura o al puntellamento dei tratti
o punti risultanti non sicuri.
Le pareti e la calotta degli scavi non armati, in prossimità dei
luoghi ove si abbatte la roccia per mezzo di esplosivi, devono essere
controllate dopo ogni brillamento di mine.

Art. 16.

Resistenza delle armature.

Il tipo di armatura e le dimensioni, la disposizione ed il numero
dei suoi elementi, devono essere scelti in relazione alla natura,
alle condizioni ed alla spinta dei terreni da attraversare, ed in
modo che le strutture resistenti lavorino con un adeguato margine di
sicurezza.

Art. 17.

Spinte eccezionali del terreno.

Quando, per effetto del rigonfiamento del terreno, del distacco di
blocchi, della esistenza di frane, o per altre cause anormali, non
sia possibile garantire la resistenza delle armature, queste devono
essere sottoposte ad una particolare sorveglianza onde seguirne la
deformazione e l’eventuale spostamento.
Quando le sollecitazioni determinate dalla pressione del terreno
tendano a deformare le strutture di sostegno o a provocare lo
scardinamento delle armature si deve provvedere alla tempestiva
sostituzione degli elementi compromessi o all’adozione di altre
misure di emergenza. A tal fine deve essere tenuto pronto per la
messa in opera, un numero sufficiente di elementi di armatura di
rimpiazzo.

Art. 18.

Rivestimento definitivo degli scavi.

Il rivestimento definitivo degli scavi, se fa parte dell’opera di
costruzione, deve seguire l’avanzamento dello scavo compatibilmente
con le esigenze della sicurezza e delle altre fasi di lavoro.

Art. 19.

Cautele in particolari fasi del lavoro di armatura.

La posa in opera e la rimozione delle armature di sostegno dello
scavo e del rivestimento murario definitivo sono eseguite sotto la
sorveglianza di assistenti o di capisquadra esperti.
Questa norma si applica anche quando si tratta di rimu…

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