Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Approvazione del testo organico delle norme sulla disciplina dei rifug...

Approvazione del testo organico delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini.

dpr 04/08/1957 n. 00000918

ALPINISMO
Decreto del Presidente della Repubblica 4 agosto 1957, n. 918 (in
Gazz. Uff., 19 ottobre, n. 260). — Approvazione del testo organico
delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini.

Il Presidente della Repubblica:
Visto l’art. 2 della legge 18 giugno 1954, n. 343;
Visto l’art. 87, comma quinto, della Costituzione;
Udito il parere del Consiglio di Stato;
Sentito il Consiglio dei Ministri;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di
concerto con i Ministri per l’interno, per la grazia e la giustizia,
per le finanze e per la difesa;
Decreta:

Articolo unico. É approvato il testo organico delle norme in vigore
sulla disciplina dei rifugi alpini, che, firmato dal Presidente del
Consiglio dei Ministri e dai Ministri interessati, viene pubblicato
in allegato al presente decreto.

Decreto del Presidente della Repubblica 4 agosto 1957, n. 918 (in
Gazz. Uff., 19 ottobre, n. 260). — Approvazione del testo organico
delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini.

Testo organico delle norme sulla disciplina dei rifugi alpini

Art. 1.

(Art. 27 del decreto del Presidente della Repubblica
28 giugno 1955, n. 630).

Chiunque intenda costruire un rifugio deve chiedere la preventiva
autorizzazione all’Ente provinciale per il turismo, unendo all’uopo i
disegni debitamente quotati del prospetto esterno, della pianta o di
almeno una sezione, oltre una sommaria descrizione dei lavori e le
indicazioni delle notizie di cui all’art. 2 del presente testo
organico.
Sulla richiesta di autorizzazione provvede l’Ente provinciale per
il turismo, secondo le direttive di carattere generale emanate, con
suo decreto, dal Commissario per il turismo ai sensi dell’art. 4
della legge 11 marzo 1953, n. 150.
La nomina dei gestori e delle persone incaricate della custodia del
rifugio deve essere approvata dall’Ente provinciale per il turismo.
Avverso i provvedimenti di diniego adottati dall’Ente provinciale
per il turismo è ammesso ricorso, nel termine di trenta giorni, al
Commissariato per il turismo, il quale decide in via definitiva. Il
Commissariato per il turismo ha in ogni caso il potere di annullare i
provvedimenti adottati dall’Ente provinciale per il turismo, quando
siano in contrasto con le direttive emanate dallo stesso
Commissariato.

Art. 2.

(Art. 3 del regio decreto-legge 31 ottobre 1935, n. 2024).

Le domande di cui all’art. 1 del presente testo organico debbono
contenere le indicazioni concernenti la località ove si trova il
rifugio, l’altitudine sul mare, se si tratta di costruzione di legno
o in muratura, le vie d’accesso, aggiungendo, se si tratta di via
carrozzabile, carreggiabile, o mulattiera e se esista un servizio di
alberghetto.
Inoltre, dev’essere precisato se il rifugio possieda letti,
cuccette, tavolati, coperte ed in quale numero, acqua ed il mezzo di
riscaldamento.
Devono essere anche indicati i periodi di apertura del rifugio
nonchè le tariffe praticate per la somministrazione dei viveri e per
il pernottamento.
Alla domanda devono essere unite le generalità del gestore o
custode del rifugio con l’indicazione dell’attuale residenza.

Art. 3.

(Art. 28 del decreto del Presidente della Repubblica
28 giugno 1955, n. 630).

Chiunque costruisce o fa funzionare un rifugio senza avere ottenuto
la preventiva autorizzazione dell’Ente provinciale per il turismo,
oppure custodisce o fa custodire il rifugio senza avere ottenuto
l’approvazione dell’Ente provinciale per il turismo, è punito con
l’ammenda fino a lire duemila e con l’arresto fino a tre mesi.

Art. 4.

(Art. 25 del decreto del Presidente della Repubblica
28 giugno 1955, n. 630).

Agli Enti provinciali per il turismo sono attribuite le facoltà:
a) di esercitare la vigilanza sui rifugi e sui locali simili dove
convengono o trovano ricetto i turisti escursionisti di montagna;
b) di regolare il funzionamento di tali locali;
c) di promuovere la costruzione di rifugi nonchè di alberghi a
carattere turistico e di transito.
Sono esclusi dalla disposizione di cui alla lettera a) i rifugi o
simili dell’Azienda di Stato per le foreste demaniali.

Art. 5.

(Art. 26 del decreto del Presidente della Repubblica
28 giugno 1955, n. 630).

La vigilanza sui rifugi è esercitata, secondo direttive di
carattere generale emanate, con suo decreto, dal Commissario per il
turismo ai sensi dell’art. 4 della legge 11 marzo 1953, n. 150, dai
funzionari degli Enti provinciali per il turismo nonchè dagli
ufficiali e agenti della Forza pubblica.

Art. 6.

(Art. 8 della legge 1° giugno 1931, n. 886.
Legge 27 gennaio 1941, n. 285).

In tutti i territori determinati dalla tabella A della legge 27
gennaio 1941, n. 285, e nei territori che, essendo compresi fra
quelli determinati dalla tabella B della legge stessa, si trovano ad
altitudine superiore ai 1500 metri sul livello del mare, la
costruzione dei rifugi alpini di qualsiasi dimensione e la loro
apertura all’esercizio è subordinata alla autorizzazione
dell’autorità militare.
In difetto di tale autorizzazione, può essere in ogni tempo
ordinata la demolizione o la chiusura del rifugio.

Art. 7.

(Art 9 della legge 1° giugno 1931, n. 886.
Art. 2 della legge 25 settembre 1940, n. 1424).

Oltre l’autorizzazione prevista nel precedente articolo, sono
necessarie quelle del direttore superiore della Circoscrizione
doganale e del Comando di legione della Guardia di finanza,
territorialmente competenti, qualora si tratti di rifugi da
costruirsi in prossimità della linea doganale.

Art. 8.

(Art. 10 della legge 1° giugno 1931, n. 886).

Dei rifugi alpini indicati all’art. 6, può essere disposta in ogni
tempo l’espropriazione dall’autorità militare, secondo le norme
speciali per le espropriazioni delle opere militari stabilite dalla
legge 26 giugno 1865, n. 2359.

Art. 9.

(Numero 85, penultimo comma, della tabella A allegata
al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1953, n. 112).

I rifugi alpini non sono tenuti a munirsi della licenza di pubblica
sicurezza, nè a corrispondere la tassa per la somministrazione di
bevande alcooliche e superalcooliche.

Art. 10.

(Art. 7, terzo comma, del regio decreto-legge 31 ottobre 1935, n.
2024.
Art. 37 del decreto del Presidente della Repubblica
28 giugno 1955, n. 630).

Nulla è innovato alle disposizioni della legge di pubblica
sicurezza ed ai poteri attribuiti al Commissariato per il turismo
dall’art. 2, n. 5, del decreto legislativo del Capo provvisorio dello
Stato 12 settembre 1947, n. 941.

Art. 11.

(Art. 38 del decreto del Presidente della Repubblica
28 giugno 1955, n. 630).

Resta salva la competenza attribuita nella materia disciplinata dal
presente testo organico alle Regioni a statuto speciale, ai sensi o
nei limiti dei rispettivi statuti.

Architetto.info