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Disciplina dei complessi ricettivi complementari a carattere turi...

Disciplina dei complessi ricettivi complementari a carattere turistico-sociale (1).

L 21/03/1958 n. 00000326 VIGENTE

TURISMO
Legge 21 marzo 1958, n. 326 (in Gazz. Uff., 16 aprile 1958, n. 92).
— Disciplina dei complessi ricettivi complementari a carattere
turistico-sociale (1).

(1) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

Art. 1.

Agli effetti della presente legge sono complessi ricettivi
complementari a carattere turistico sociale gli allestimenti gestiti
da enti o da privati che non abbiano finalità di lucro, attuati per
soddisfare le esigenze del turismo sociale e giovanile, come gli
alberghi od ostelli per la gioventù, i campeggi, i villaggi
turistici, le case per ferie, e in genere gli altri allestimenti
concernenti il turismo sociale che non abbiano le caratteristiche
volute dal R.D.L. 18 gennaio 1937, n. 975, convertito nella L. 30
dicembre 1937, n. 2651, e successive modificazioni.
Sono alberghi o ostelli per la gioventù i complessi ricettivi
sommariamente attrezzati per ospitare, per un periodo di tempo
limitato, i giovani turisti in transito ed i loro accompagnatori che
siano soci di enti costituiti per contribuire al miglioramento
morale, intellettuale e fisico della gioventù attraverso la pratica
del turismo e del viaggio individuale o di gruppo.
Sono campeggi i parchi attrezzati per sosta di turisti provvisti di
tenda o di altri mezzi di pernottamento autonomi e accessoriamente
dotati di mensa o spaccio.
Sono villaggi turistici i centri di ospitalità, sommariamente
attrezzati per il soggiorno di turisti, realizzati in tende od anche
in allestimenti stabili minimi.
Sono case per ferie i complessi ricettivi stabili sommariamente
attrezzati per ospitare, in periodi determinati, i dipendenti di
amministrazioni o aziende pubbliche o private e i soci di
associazioni ed organizzazioni aventi esclusivo fine di assistenza
sociale.
Sono autostelli i posti di sosta istituiti lungo le vie di
comunicazione per permanenze di riposo e ristoro ed assistenza
tecnica a favore dei turisti motorizzati in transito.
I complessi ricettivi complementari che non rispondono alle
caratteristiche di cui ai precedenti commi sono assoggettati alla
disciplina delle aziende alberghiere.

Art. 2.

L’apertura e l’esercizio di uno dei complessi indicati nell’art. 1
sono subordinati ad autorizzazione, da richiedersi preventivamente su
presentazione di idoneo progetto, e da concedersi dal prefetto, su
parere conforme dell’Ente provinciale per il turismo, competente per
territorio, in relazione all’opportunità turistico-ricettiva della
iniziativa, alle caratteristiche e alla ubicazione del complesso,
alla disposizione e al funzionamento dei servizi comuni.
Qualora l’attività dei complessi abbia durata stagionale,
nell’autorizzazione è indicato il periodo di esercizio annualmente
consentito.
L’autorizzazione prevista nei precedenti commi può comprendere,
sempre previo conforme parere dell’Ente provinciale per il turismo,
oltre l’esercizio propriamente ricettivo, anche l’esercizio delle
attività di vendita di bevande analcooliche ed alcooliche – esclusi i
superalcoolici – nonché di mensa, ed autorimessa, limitatamente alle
persone ospitate.
Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai complessi
ricettivi, riservati ai giovani che frequentano scuole di ogni ordine
e grado, organizzati e condotti direttamente dal Ministero della
pubblica istruzione, di intesa con il Commissariato per il turismo
(1) e con l’Alto Commissariato per l’igiene e la sanità pubblica (2).

(1) Ora, Ministero per i beni e le attività culturali.
(2) Ora, Ministero della sanità.

Art. 3.

Il parere dell’Ente provinciale per il turismo è espresso entro
trenta giorni, con deliberazione motivata dal Consiglio dell’ente,
alle cui sedute sono chiamati a partecipare il Sindaco del Comune nel
quale deve sorgere il complesso, il Provveditore agli studi, il
Sovrintendente ai monumenti, il Medico provinciale, il capo
dell’Ispettorato dipartimentale delle foreste e il Comandante dei
VV.FF., o loro rappresentanti.

Art. 4.

Entro trenta giorni dalla comunicazione del parere dell’Ente
provinciale per il turismo competente per territorio, il Prefetto
deve decidere sulla richiesta di autorizzazione.
L’autorizzazione deve essere pubblica entro quindici giorni nel
Foglio annunzi legali della Provincia.
Contro il provvedimento del Prefetto è ammesso ricorso, entro
trenta giorni, al Ministro per l’interno il quale, di concerto con il
Commissario per il turismo (1), decide in via definitiva.

(1) Ora, Ministero per i beni e le attività culturali.

Art. 5.

L’autorizzazione a favore di enti, organizzazioni, associazioni o
aziende, può concedersi solo quando sia dagli stessi designato un
gestore dell’esercizio che deve essere indicato nell’atto di
autorizzazione.
Il titolare e, nel caso di cui al comma precedente, il gestore
dell’esercizio sono responsabili dell’osservanza nel complesso
ricettivo delle disposizioni previste nelle leggi e nel regolamento
di pubblica sicurezza e in ogni altra legge o regolamento dello Stato
o di enti pubblici territoriali; sono, altresì, soggetti alle
disposizioni di cui all’art. 109 del testo unico delle leggi di
pubblica sicurezza approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773, e
relativo regolamento.
Una copia a ricalco delle schede di notifica delle persone ospitate
viene conservata presso l’esercizio e sostituisce il registro
indicato nel terzo comma dell’art. 109 del testo unico predetto. Per
i complessi situati in località isolate le schede di notifica devono
pervenire alle autorità di pubblica sicurezza nel più breve tempo
possibile.

Art. 6.

Il titolare o il gestore dell’esercizio, possono nominare un
proprio rappresentante, previa autorizzazione del Prefetto, da
concedersi su conforme parere del Consiglio dell’Ente provinciale per
il turismo, integrato ai sensi dell’art. 3.
Il rappresentante ha gli stessi obblighi del titolare o del
gestore.

Art. 7.

La vigilanza sui complessi di cui all’art. 1 è esercita dal
Commissariato per il turismo (1), dai prefetti, dalle autorità di
pubblica sicurezza e dagli Enti provinciali per il turismo, ognuno
per la parte di propria competenza, ai sensi delle disposizioni
vigenti.
Resta ferma la competenza delle autorità sanitarie per quanto
attiene alla vigilanza igienico-sanitaria.

(1) Ora, Ministero per i beni e le attività culturali.

Art. 8.

Il titolare dell’autorizzazione prevista all’articolo 2 deve essere
in grado di far funzionare l’esercizio entro il termine che, all’atto
della concessione dell’autorizzazione preventiva, gli verrà assegnato
dal Prefetto. L’inizio dell’attività è subordinata al controllo degli
impianti e delle attrezzature ai fini dell’accertamento della loro
rispondenza al progetto.
Qualora l’autorizzazione non abbia carattere stagionale, il
titolare che intenda procedere alla chiusura temporanea del
complesso, ne deve informare, indicandone la durata, la Prefettura e
l’Ente provinciale per il turismo.
Il periodo di chiusura non può essere superiore a sei mesi; è
ammessa tuttavia, per fondate ragioni da vagliarsi dall’Ente
provinciale per il turismo, una sola proroga di durata non superiore
a sei mesi.
Qualora il gestore dell’esercizio venga a cessare, per qualsiasi
causa, gli enti, le organizzazioni, associazioni od aziende, di cui
all’art. 5, primo comma, devono darne immediato avviso alla
Prefettura e all’Ente provinciale per il turismo, provvedendo a
designare entro un mese altro gestore responsabile, che potrà essere
autorizzato dal Prefetto a condurre l’esercizio, sentito il parere
del Consiglio dell’Ente provinciale per il turismo, integrato ai
sensi dell’art. 3. Se la designazione non è fatta nel termine
suddetto, l’autorizzazione è revocata di diritto.

Art. 9.

[Le autorizzazioni, di cui agli articoli 2 e 8, comma quarto della
presente legge, sono soggette, all’atto del rilascio e
successivamente per ciascun anno solare, al pagamento – in modo
ordinario – della tassa di concessione governativa nelle seguenti
misure:
a) alberghi od ostelli per la gioventù: L. 2.000;
b) campeggi: L. 4.000;
c) villaggi turistici: L. 5.000;
d) case per ferie: L. 6.000;
e) altri allestimenti in genere che non abbiano le
caratteristiche volute dal R.D.L. 18 gennaio 1937, n. 975, convertito
nella L. 30 dicembre 1937, n. 2651, e successive modificazioni: L.
3.000;
f) autostelli: L. 2.000.
Qualora le autorizzazioni, di cui al precedente comma, comprendano
anche l’esercizio dell’attività di vendita di bevande alcooliche e
analcooliche, di mensa, ed autorimmessa, sono altresì dovute le
tasse, rispettivamente previste …

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