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Norme di polizia delle miniere e delle cave (1)....

Norme di polizia delle miniere e delle cave (1).

DPR 09/04/1959 n. 00000128 VIGENTE

MINIERE, CAVE E TORBIERE
Decreto del Presidente della Repubblica 9 aprile 1959, n. 128 (in
Gazz. Uff., 11 aprile 1959, n. 87, s.o.). — Norme di polizia delle
miniere e delle cave (1).

(1) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo I
CAMPO DI APPLICAZIONE

Art. 1.

Le norme di polizia delle miniere e delle cave provvedono a
tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori, ad assicurare il
regolare svolgimento delle lavorazioni nel rispetto della sicurezza
dei terzi e delle attività di preminente interesse generale ed a
garantire il buon governo dei giacimenti minerari in quanto
appartenenti al patrimonio dello Stato.
Tali norme si applicano:
a) ai lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle
sostanze minerali;
b) ai lavori svolti negli impianti connessi alle attività
minerarie, esistenti entro il perimetro dei permessi di ricerca e
delle concessioni;
c) ai lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze
della miniera ai sensi dell’art. 23 del regio decreto 29 luglio 1927,
n. 1443, anche se ubicati fuori del perimetro delle concessioni;
d) ai lavori di frantumazione, vagliatura, squadratura e
lizzatura dei prodotti delle cave ed alle operazioni di caricamento
di tali prodotti dai piazzali.
Non sono soggetti alle disposizioni del presente decreto:
a) i lavori negli stabilimenti non compresi nel ciclo produttivo
minerario aventi per oggetto la utilizzazione dei prodotti minerari;
b) le escavazioni di sabbie e ghiaie effettuate in base ad
autorizzazione dei competenti organi dello Stato nell’alveo dei corsi
d’acqua e nelle spiagge del mare e dei laghi, sempre che i giacimenti
di tali sabbie e ghiaie non formino oggetto di permesso di ricerca o
concessione ai sensi del regio decreto 29 luglio 1927, n. 1443,
modificato con la legge 7 novembre 1941, n. 1360.
Nulla è innovato circa la competenza del Ministero dell’interno in
materia di tutela della pubblica incolumità ai sensi del testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, e del relativo regolamento di esecuzione 6
maggio 1940, n. 635.

Art. 2.

Nei lavori che si svolgono negli impianti di trattamento dei
minerali e in quelli connessi con le miniere e con le cave, di cui
all’ultimo capoverso dell’art. 1 della legge 4 marzo 1958, n. 198,
nonché nei lavori che si svolgono nelle pertinenze delle miniere, di
cui al comma c) dell’articolo l del presente decreto, si applicano,
ove non diversamente disposto, le norme emanate in esecuzione della
legge 12 febbraio 1955, n. 51, contenente delega al potere esecutivo
ad emanare norme generali e speciali in materia di prevenzione degli
infortuni e di igiene del lavoro e successive aggiunte o
modificazioni.
L’applicazione delle norme predette è di competenza del Ministero
dell’industria e del commercio e le attribuzioni ivi demandate
all’Ispettorato del lavoro sono devolute al Corpo delle miniere (1).

(1) In luogo di ispettorato del lavoro leggasi direzione regionale
del lavoro.

Art. 3.

Per gli impianti installati nei sotterranei delle miniere e delle
cave, qualora non sia diversamente disposto, si applicano le norme di
cui:
a) al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n.
547, contenente norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro,
limitatamente ai seguenti titoli, capi o articoli:
titolo III, capi I, II, con esclusione dell’articolo 54, e III;
titolo IV, capo I, con esclusione degli articoli 84 e 94; capo
V, limitatamente agli artt. 107, 108, 109, 110; capo VII e capo XIII,
limitatamente all’art. 167;
titolo V, capo I, limitatamente agli articoli 168, 169, 170,
171, 172, 173, 174, 175, 176, 177 e 178;
titolo VI, capo IV;
titolo XI per quanto pertinente;
b) al decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n.
302, contenente norme integrative di prevenzione degli infortuni sul
lavoro, limitatamente al titolo IV e al titolo V, per quest’ultimo
per quanto pertinente.
L’applicazione delle norme predette è di competenza del Ministero
dell’industria e del commercio e le attribuzioni ivi demandate
all’Ispettorato del lavoro sono devolute al Corpo delle miniere (1).

(1) In luogo di ispettorato del lavoro leggasi direzione regionale
del lavoro.

Capo II
COMPETENZA DELL’AUTORITA’ MINERARIA

Art. 4.

La vigilanza sull’applicazione delle norme del presente decreto
spetta al Ministero dell’industria e del commercio che la esercita a
mezzo dei prefetti e del Corpo delle miniere.
L’ingegnere capo del distretto minerario e l’ingegnere capo della
sezione dell’ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e la
geotermia (che nel testo saranno indicati con la denominazione di
<<ingegnere capo>>) provvedono alle attività di prevenzione degli
infortuni sul lavoro e di tutela dell’igiene del lavoro negli
impianti e nella lavorazioni soggetti alle norme di polizia delle
miniere, avvalendosi per le incombenze di ordine igienico-sanitario
dei medici delle unità sanitarie locali di cui alla legge 23 dicembre
1978, n. 833, e successive modificazioni ed integrazioni (1).
I sanitari suddetti non possono rifiutare la loro opera e gli Enti,
da cui i sanitari stessi dipendono, sono tenuti ad agevolare
all’ingegnere capo l’esecuzione dei compiti predetti.

(1) Comma così sostituito dall’art. 11, l. 30 luglio 1990, n. 221.

Art. 5.

Gli ingegneri ed i periti del Corpo delle miniere, i medici
nell’espletamento dei compiti loro affidati ai sensi dell’articolo
precedente, e, quando appositamente incaricati dal Ministro per
l’industria ed il commercio, i geologi e i chimici del Corpo stesso
hanno diritto di visitare le miniere e le cave. I direttori delle
miniere e delle cave e il personale dipendente hanno l’obbligo di
agevolare tali visite e, quando richiesti, devono fornire ai suddetti
funzionari le notizie ed i dati necessari.
Gli ingegneri ed i periti del Corpo delle miniere, nei limiti del
servizio cui sono destinati e secondo le attribuzioni ad essi
conferite dal presente decreto, sono ufficiali di polizia
giudiziaria.
Nell’esercizio delle loro funzioni gli ingegneri ed i periti del
Corpo delle miniere hanno facoltà di richiedere l’assistenza della
Forza pubblica.

Capo III
OBBLIGHI DEGLI IMPRENDITORI, DEI DIRETTORI, DEI CAPI SERVIZIO E DEI
SORVEGLIANTI. OBBLIGHI DEI LAVORATORI

Art. 6.

Il titolare deve nominare un direttore responsabile in possesso
delle capacità e delle competenze necessarie all’esercizio di tale
incarico sotto la cui responsabilità ricadono costantemente i luoghi
di lavoro.
Spetta al direttore responsabile l’obbligo di osservare e far
osservare le disposizioni normative e regolamentari in materia di
tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori (1).

(1) Articolo così sostituito dall’art. 20, d.lg. 25 novembre 1996,
n. 624.

Art. 7.

Gli imprenditori di miniere o di cave in quanto dirigano
personalmente i lavori, i direttori, i capi servizio, i sorveglianti,
nell’ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, oltre ad
attuare le misure di sicurezza previste dal presente decreto, devono:
a) rendere edotti i lavoratori dei rischi specifici cui sono
esposti e portare a loro conoscenza le norme essenziali di polizia
mineraria mediante affissione, negli ambienti di lavoro, di estratti
delle presenti norme e, quando non sia possibile l’affissione, con
altri mezzi;
b) fornire, mantenere in buono stato, rinnovare e, quando ciò
venga riconosciuto necessario dall’ingegnere capo, aggiornare con i
progressi della tecnica i mezzi di protezione individuale previsti
dal presente decreto;
c) disporre ed esigere che i lavoratori osservino le norme di
sicurezza e facciano uso dei mezzi di protezione individuale messi a
loro disposizione, adottando, quando ne abbiano i poteri, o
proponendo i provvedimenti disciplinari del caso, fino al
licenziamento in tronco, nei confronti dei lavoratori inadempienti.

Art. 8.

La coltivazione delle miniere deve essere eseguita secondo le
regole della tecnica in modo da non pregiudicare l’ulteriore
sfruttamento del giacimento.
Qualora la coltivazione della miniera non venga condotta nei modi
di cui al comma precedente, il Ministro per l’industria ed il
commercio, su proposta dell’Ingegnere capo, può imporre le
prescrizioni del caso (1).
Ai fini anzidetti è in facoltà dell’Ingegnere capo di prescrivere
per determinate miniere la redazione di programm…

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