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Disposizioni in materia di appalti di opere pubbliche (1)....

Disposizioni in materia di appalti di opere pubbliche (1).

L 21/06/1964 n. 00000463 VIGENTE

OPERE PUBBLICHE
Legge 21 giugno 1964, n. 463 (in Gazz. Uff., 4 luglio 1964, n. 162).
— Disposizioni in materia di appalti di opere pubbliche (1).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112 sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le funzioni amministrative inerenti
alla materia delle opere pubbliche, ad eccezione di quelle
espressamente mantenute allo Stato.

(Omissis).

Art. 1.

Per i lavori di qualunque natura da appaltarsi, concedersi o
affidarsi, dopo l’entrata in vigore della presente legge, dalle
Amministrazioni e dalle Aziende dello Stato anche con ordinamento
autonomo, dagli Enti locali o dagli Enti pubblici di cui all’art. 1
del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 6 dicembre
1947, n. 1501, modificato con L. 9 maggio 1950, n. 329, comprese le
Amministrazioni indicate nel secondo comma dell’art. 1 della L. 23
ottobre 1963, n. 1481, alla determinazione dell’importo revisionale
si procede secondo le norme seguenti (1).
Il Ministro per i lavori pubblici, su parere del Consiglio
superiore dei lavori pubblici, stabilisce con proprio decreto,
distintamente per le principali categorie di lavori, le quote
percentuali d’incidenza sul costo complessivo dell’opera tanto della
mano d’opera quanto dei materiali, dei trasporti e dei noli, in modo
che la loro somma sia eguale a 100, nonché la composizione della
squadra tipo di cui al sesto comma del presente articolo (2).
Per i materiali, i trasporti e i noli il decreto ministeriale
assume ad indici, determinandone l’incidenza, gli elementi di costo,
in numero complessivo non superiore a dieci, più rappresentativi
secondo la natura dei lavori rientranti in ciascuna categoria (2).
Per ogni lavoro da appaltare, concedere o affidare,
l’amministrazione assume le quote di incidenza dei costi e la squadra
tipo stabilite dal decreto ministeriale per la categoria di
appartenenza dell’opera, salvo che, in considerazione della
particolare natura dei lavori, essa non intenda determinare
specificamente in sede di progettazione le quote di incidenza e la
squadra tipo, ricavandole dalle analisi di progetto (2).
Il bando d’asta, l’invito per licitazione o per appalto-concorso o
lo schema di contratto a trattativa privata o di cottimo fiduciario
devono comunque contenere la indicazione delle quote di incidenza e
della squadra tipo. Nel caso di appalto-concorso, quando
l’amministrazione si sia avvalsa della facoltà di cui all’ultima
parte del precedente comma, le quote di incidenza e la squadra tipo
determinate nel progetto prescelto sono confermate espressamente
dall’amministrazione (2).
Per determinare le variazioni di costo della mano d’opera si tiene
conto delle variazioni percentuali del costo di una squadra tipo, la
cui composizione è stabilita ai sensi dei precedenti commi,
comprensivo di tutti gli elementi della retribuzione e di tutti gli
oneri previdenziali ed assistenziali, posti a carico
dell’imprenditore dalle leggi, dai regolamenti e dagli accordi e
contratti collettivi di lavoro (2).
Le variazioni di costo dei materiali, dei trasporti e dei noli è
data dalla media ponderale, riferita ai periodi in cui si sono
verificate le variazioni e alla quantità di lavori effettuati in
rapporto alle rispettive incidenze, delle variazioni percentuali dei
singoli elementi di costo assunti ad indici, applicata all’intera
quota di incidenza dei materiali, trasporti e noli.
La variazione del costo complessivo dell’opera è rappresentata
dalla somma algebrica delle variazioni, in valore assoluto, del costo
della mano d’opera e di quelle del costo dei materiali, trasporti e
noli, determinato secondo i criteri indicati ai precedenti commi.
Sull’importo revisionale al netto dell’alea si applica il ribasso o
l’aumento offerto dall’aggiudicatario.

(1) Vedi anche la l. 10 giugno 1964, n. 664.
(2) Gli attuali commi dal secondo al sesto così sostituiscono gli
originari corrispondenti commi per effetto dell’art. 1, l. 17
febbraio 1968, n. 93. Vedi, anche, d.m. 22 giugno 1968.

Art. 2.

La misura degli acconti per revisione dei prezzi, sia in corso
d’opera che a lavori ultimati, può essere elevata fino all’85 per
cento dell’ammontare dell’importo revisionale determinato a norma del
precedente articolo.
L’ammontare dell’acconto è aggiunto a quello dovuto all’impresa per
i lavori eseguiti, accertati in ciascun stato di avanzamento (1).

(1) Vedi, anche, la l. 21 dicembre 1974, n. 700.

Art. 3.

Per i lavori di qualunque natura appaltati, concessi o affidati
prima dell’entrata in vigore della presente legge dalle
Amministrazioni e dalle Aziende dello Stato anche con ordinamento
autonomo, dagli Enti locali o dagli altri Enti pubblici di cui
all’art. 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 6
dicembre 1947, n. 1501, modificato con L. 9 maggio 1950, n. 329,
comprese le Amministrazioni indicate nel secondo comma dell’art. 1
della L. 23 ottobre 1963, n. 1481, la facoltà dell’Amministrazione di
concedere, sia in corso di esecuzione che a lavori ultimati, acconti
sulle somme che prevedibilmente possono spettare agli appaltatori o
concessionari in dipendenza della revisione è regolata dalle norme
seguenti.
Salvo conguaglio finale l’importo revisionale è determinato sulla
base delle variazioni del costo della manodopera da rapportarsi alla
relativa quota di incidenza sul costo dell’opera stessa.
Il Ministro per i lavori pubblici stabilisce con proprio decreto la
composizione di una squadra-tipo da prendere a base per
l’accertamento delle variazioni predette e le percentuali di
incidenza della manodopera, distintamente per le principali categorie
di lavori. Per i lavori relativi alle linee e agli impianti
telegrafici e telefonici la composizione della squadra-tipo è
determinata con decreto del Ministro delle comunicazioni. Gli acconti
sono corrisposti nella misura del 70 per cento delle somme come sopra
determinate e su un ammontare complessivo di lavori che non superi
l’80 per cento dell’importo dell’opera (1).
La misura dell’acconto è ridotta della percentuale delle variazioni
in diminuzione dei prezzi correnti di mercato dei materiali, dei
trasporti e dei noli.
La riduzione è stabilita dal Ministro per i lavori pubblici con
proprio decreto ed ha effetto solamente per la parte dei lavori
eseguiti dopo il verificarsi delle diminuzioni dei prezzi (2).
La misura degli acconti può essere elevata all’85 per cento
dell’importo, qualora questo sia stato esattamente determinato in
base all’effettiva variazione dei prezzi con il sistema analitico,
ovvero in base a percentuali di variazioni ricavate con tale sistema
per un precedente periodo contrattuale e risulti che nei periodi
successivi i prezzi correnti di mercato non siano diminuiti.

(1) Per quanto concerne la composizione della squadra-tipo vedi
d.m. 21 luglio 1964.
(2) Vedi anche art. 3, d.m. 21 luglio 1964.

Art. 4.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce il primo comma dell’art. 2, l. 23 ottobre 1963, n.
1481 e ne abroga l’ultimo.

Art. 5.

Per le opere degli Enti locali e di ogni altro Ente pubblico non
assistite da contributo dello Stato, nelle ipotesi previste dal primo
comma dell’art. 2 della legge 23 ottobre 1963, n. 1481, le istanze di
revisione devono essere presentate, a pena di decadenza,
rispettivamente entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge per le ipotesi previste sotto le lettere a) e b) ed
entro sei mesi dall’ultimazione dei lavori nella ipotesi prevista
sotto la lettera c).

Art. 6.

Fino al 31 luglio 1966 è data facoltà alle Amministrazioni e alle
Aziende dello Stato anche con ordinamento autonomo, agli Enti locali
o ad altri Enti pubblici di disporre, dopo constatata con il relativo
verbale l’ultimazione delle opere appaltate, concesse o affidate e
prima del collaudo, su conforme parere dell’ingegnere capo del Genio
civile o dell’Ufficio tecnico competente, la restituzione totale o
parziale delle ritenute prescritte dall’art. 48 del regio decreto 23
maggio 1924, n. 827, o di altre ritenute consimili destinate a scopo
di garanzia suppletiva.
La restituzione può essere subordinata alla prestazione di
fidejussione rilasciata da Istituto di credito o da enti all’uopo
autorizzati dalle vigenti disposizioni.

Art. 7.

Le norme della presente legge non si applicano ai lavori di
competenza dell’Azienda autonoma delle ferrovie dello Stato.

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