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Norme in materia di edilizia abitativa sovvenzionata....

Norme in materia di edilizia abitativa sovvenzionata.

L 28/03/1968 n. 00000422 VIGENTE

EDILIZIA RESIDENZIALE
Legge 28 marzo 1968, n. 422 (in Gazz. Uff., 19 aprile 1968, n. 100).
— Norme in materia di edilizia abitativa sovvenzionata.

(Omissis).

Art. 1.

Stanziamenti per l’edilizia sovvenzionata.

Per provvedere alla concessione di contributi in annualità per la
costruzione di alloggi popolari a cura degli istituti autonomi per le
case popolari, dell’Istituto nazionale per le case degli impiegati
dello Stato, dell’Istituto per lo sviluppo dell’edilizia sociale, e
di società cooperative edilizie a proprietà indivisa, è autorizzato
il limite di impegno, ai sensi della legge 2 luglio 1949, n. 408, e
successive modificazioni, nella misura di lire 5 miliardi per l’anno
finanziario 1967.

Art. 2.

Stanziamenti per i contributi alle società cooperative edilizie a
proprietà individuale.

Per provvedere alla concessione di contributi in annualità per la
costruzione di alloggi popolari a cura di società cooperative
edilizie a proprietà individuale, è autorizzato il limite di impegno,
ai sensi della legge 2 luglio 1949, n. 408 e successive
modificazioni, nella misura di lire 1 miliardo per l’anno finanziario
1967.

Art. 3.

Formazione del programma delle costruzioni.

Con decreto del Ministro per i lavori pubblici, entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sarà
predisposto il programma delle costruzioni di cui agli artt. 1 e 2
della presente legge. La ripartizione territoriale dei contributi per
regione dovrà essere effettuata tenendo conto fino ad un massimo del
60 per cento dell’indice di incremento della popolazione, naturale e
migratoria, con particolare riferimento alla situazione della città
capoluogo, e per un minimo del 40 per cento dell’indice di
affollamento, in misura differenziata ai fini di attenuare gli
squilibri esistenti fra diverse località.

Art. 4.

Stanziamento per i contributi relativi ad opere di urbanizzazione.

Per provvedere alla concessione dei contributi previsti dal
successivo art. 5 nella spesa per le opere di urbanizzazione primaria
eseguite dagli enti realizzatori di programmi di opere di edilizia
abitativa, è autorizzato, per l’anno finanziario 1967, il limite di
impegno di lire 1 miliardo.
La quota non utilizzata per la concessione del contributo sui mutui
accesi per tali opere può essere utilizzata per la concessione di
contributi per la costruzione di alloggi popolari.

Art. 5.

Opere di urbanizzazione – Mutui e contributi per le opere di
urbanizzazione.

Gli enti che realizzano le opere di edilizia popolare ai sensi
della presente legge possono contrarre mutui per la esecuzione delle
opere di urbanizzazione primaria interessanti le aree occorrenti per
l’attuazione dei relativi programmi per una spesa non superiore al 20
per cento dell’importo del programma stesso.
I mutui sono assistiti per 35 anni dal contributo annuo costante in
misura pari a quella occorrente per l’ammortamento e il pagamento
degli interessi da corrispondere agli istituti mutuanti.
Sono opere di urbanizzazione primaria quelle indicate nell’art. 4
della legge 29 settembre 1964, n. 847.
Per ottenere i contributi previsti dai precedenti commi, gli enti
costruttori – previo consenso delle amministrazioni comunali
interessate, con le quali concorderanno anche gli elementi di
carattere tecnico, con la osservanza delle prescrizioni dei piani di
zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167 o dei piani regolatori,
o dei programmi di fabbricazione – devono presentare apposita domanda
al Ministero dei lavori pubblici entro tre mesi dalla data della
promessa del contributo per la costruzione delle opere di edilizia
popolare.
Le opere di urbanizzazione, dono l’approvazione del relativo
collaudo, passano in proprietà del comune.

Art. 6.

Opere di urbanizzazione. Rimborso allo Stato della spesa.

I comuni, nei quali vengono realizzate a cura degli enti
costruttori di abitazioni popolari ed economiche le opere di
urbanizzazione di cui all’articolo precedente, debbono rimborsare
allo Stato la spesa sostenuta dall’ente quale risulta dal certificato
di collaudo dei lavori eseguiti.
Il recupero di detta spesa sarà effettuato in 30 rate annuali
costanti senza interessi decorrenti dal terzo anno successivo a
quello in cui è stato redatto il verbale di collaudo.

Art. 7.

Enti mutuanti.

Per la realizzazione del programma costruttivo di alloggi fruenti
del contributo di cui ai precedenti artt. 1 e 2 ed al successivo art.
4, il Ministro per il tesoro, di concerto con quello per i lavori
pubblici, designa gli istituti di credito e gli enti dai quali i
beneficiari possono ottenere i mutui necessari per la realizzazione
delle opere (1).

(1) Vedi i Dd.Mm. 12 febbraio 1969.

Art. 8.

Destinazione delle abitazioni – Casi di cessione in proprietà.

Le abitazioni realizzate con il contributo di cui all’art. 1 della
presente legge sono destinate alla locazione semplice.
Per accertati mutamenti intervenuti nella situazione alloggiativa
di determinate zone, il Ministro per i lavori pubblici può
consentire, con decreto da adottare di concerto con il Ministro per
il tesoro e per il bilancio e la programmazione economica, la
cessione in proprietà delle abitazioni costruite nella zona con il
contributo dello Stato.
La cessione può essere disposta per una quota di abitazioni non
superiore al 10 per cento del programma realizzato nelle zone
interessate e può avere luogo a favore di coloro che abbiano occupato
legittimamente le abitazioni ininterrottamente per almeno 15 anni.
Essa è effettuata con le modalità, i limiti e le condizioni stabilite
dal decreto del Presidente della Repubblica 17 gennaio 1959, n. 2, e
successive modificazioni ed integrazioni.
Analogamente, con decreto del Ministro per i lavori pubblici, può
essere consentito – trascorso del pari un periodo non inferiore ai 15
anni – la trasformazione delle cooperative edilizie dal tipo a
proprietà indivisa al tipo a proprietà individuale.

Art. 9.

Requisito della residenza per i lavoratori emigrati.

Il requisito della residenza di cui all’art. 95, lettera b) del
testo unico delle disposizioni sull’edilizia popolare ed economica,
approvato con regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165, e successive
modificazioni, non è richiesto per i lavoratori emigrati.

Art. 10.

Autorizzazione per la concessione del contributo ai sensi del titolo
II della legge 1° novembre 1965, n. 1179.

Per provvedere alla concessione dei contributi venticinquennali
previsti dall’art. 6 del decreto-legge 6 settembre 1965, n. 1022,
convertito in legge 1° novembre 1965, n. 1179, relativi ai mutui
richiesti dalle persone ed enti di cui alle lettere a) e b) dell’art.
9 della legge stessa è autorizzato per l’anno finanziario 1967
l’ulteriore limite di impegno di lire 2 miliardi.
Le domande per la concessione dei mutui debbono essere presentate
agli istituti di credito autorizzati entro il 30 giugno 1968.

Art. 11.

Modifiche all’art. 11 della legge 1° novembre 1965, n. 1179.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 11, l. 1 novembre 1965, n. 1179, di
conversione del d.l. 6 settembre 1965, n. 1022.

Art. 12.

Stanziamento per la concessione dei contributi.

Le annualità occorrenti per il pagamento dei contributi previsti
dalla presente legge sono stanziate nello stato di previsione della
spesa del Ministero dei lavori pubblici a partire dall’anno
finanziario 1967 e fino al 2001 per i contributi di cui agli artt. 1,
2 e 4, e fino al 1991 per quelli di cui all’art. 10.
All’onere derivante dall’applicazione della presente legge di lire
9 miliardi per ognuno degli anni finanziari 1967 e 1968, si provvede
mediante corrispondente riduzione del capitolo 5381 dello stato di
previsione della spesa del Ministero del tesoro per gli stessi anni
finanziari, concernente il finanziamento di provvedimenti legislativi
in corso.
Il Ministro per il tesoro è autorizzato a disporre, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

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