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Distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi nel...

Distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi nella edificazione fuori del perimetro dei centri abitati, di cui all'art. 19 della legge 6 agosto 1967, n. 765.

dm 01/04/1968

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto Ministeriale 1 aprile 1968 (in Gazz. Uff., 13 aprile, n. 96).
– Distanze minime a protezione del nastro stradale da osservarsi
nella edificazione fuori del perimetro dei centri abitati, di cui
all’art. 19 della legge 6 agosto 1967, n. 765.

Il Ministro per i lavori pubblici, di concerto con il Ministro per
i trasporti e con il Ministro per l’interno:
Vista la legge 27 agosto 1942, n. 1150;
Visto l’art. 19 della legge 6 agosto 1967, n. 765;
Ritenuto che è necessario stabilire distanze minime a protezione
del nastro stradale, misurate a partire dal ciglio della strada, da
osservarsi nella edificazione, fuori del perimetro dei centri
abitati;
Visto il voto n. 382 espresso dal Consiglio superiore dei lavori
pubblici nella seduta del 27 febbraio 1968;
Decreta:

Art. 1.

Campo di applicazione delle presenti disposizioni.

Le disposizioni che seguono, relative alle distanze minime a
protezione del nastro stradale, vanno osservate nella edificazione
fuori del perimetro dei centri abitati e degli insediamenti previsti
dai piani regolatori generali e dai programmi di fabbricazione.

Art. 2.

Definizione del ciglio della strada.

Si definisce ciglio della strada la linea di limite della sede o
piattaforma stradale comprendente tutte le sedi viabili, sia
veicolari che pedonali, ivi incluse le banchine od altre strutture
laterali alle predette sedi quando queste siano transitabili, nonchè
le strutture di delimitazione non transitabili (parapetti, arginelle
e simili).

Art. 3.

Distinzione delle strade.

Le strade, in rapporto alla loro natura ed alle loro
caratteristiche, vengono così distinte agli effetti dell’applicazione
delle disposizioni di cui ai successivi articoli:
A) Autostrade: autostrade di qualunque tipo (legge 7 febbraio
1961, n. 59, art. 4); raccordi autostradali riconosciuti quali
autostrade ed aste di accesso fra le autostrade e la rete viaria
della zona (legge 19 ottobre 1965, n. 1197 e legge 24 luglio 1961, n.
729, art. 9);
B) Strade di grande comunicazione o di traffico elevato: strade
statali comprendenti itinerari internazionali (legge 16 marzo 1956,
n. 371, allegato 1); strade statali di grande comunicazione (legge 24
luglio 1961, numero 729, art. 14); raccordi autostradali non
riconosciuti; strade a scorrimento veloce (in applicazione della
legge 26 giugno 1965, n. 717, art. 7);
C) Strade di media importanza: strade statali non comprese tra
quelle della categoria precedente; strade provinciali aventi
larghezza della sede superiore o eguale a m. 10,50; strade comunali
aventi larghezza della sede superiore o eguale a m. 10,50;
D) Strade di interesse locale: strade provinciali e comunali non
comprese tra quelle della categoria precedente.

Art. 4.

Norme per le distanze.

Le distanze da osservarsi nella edificazione a partire dal ciglio
della strada e da misurarsi in proiezione orizzontale, sono così da
stabilire:
strade di tipo A) – m. 60,00;
strade di tipo B) – m. 40,00;
strade di tipo C) – m. 30,00;
strade di tipo D) – m. 20,00.
A tali distanze minime va aggiunta la larghezza dovuta alla
proiezione di eventuali scarpate o fossi e di fasce di espropriazione
risultanti da progetti approvati.

Art. 5.

Distanze in corrispondenza di incroci.

In corrispondenza di incroci e biforcazioni le fasce di rispetto
determinate dalle distanze minime sopraindicate sono incrementate
dall’area determinata dal triangolo avente due lati sugli
allineamenti di distacco, la cui lunghezza, a partire dal punto di
intersezione degli allineamenti stessi sia eguale al doppio delle
distanze stabilite nel primo comma del precedente art. 4), afferenti
alle rispettive strade, e il terzo lato costituito dalla retta
congiungente i due punti estremi.
Resta fermo quanto prescritto per gli incroci relativi alle strade
costituenti itinerari internazionali (legge 16 marzo 1956, n. 371,
allegato 2).
Art. 6.

Pubblicazione del presente decreto.

Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

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