Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Disposizioni concernenti le distanze legali dalla sede ferroviaria e ...

Disposizioni concernenti le distanze legali dalla sede ferroviaria e modifiche ad alcuni articoli della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F, e del testo unico approvato con regio decreto 9 maggio 1912, n. 1447.

l 12/11/1968 n. 00001202

STRADE
Legge 12 novembre 1968, n. 1202 (in Gazz. Uff., 6 dicembre, n. 310).
– Disposizioni concernenti le distanze legali dalla sede ferroviaria
e modifiche ad alcuni articoli della legge 20 marzo 1865, n. 2248,
allegato F, e del testo unico approvato con regio decreto 9 maggio
1912, n. 1447.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

Art. 1. Ferme restando le norme relative alle distanze risultanti
dal codice e dai regolamenti locali, le proprietà laterali alle
strade ferrate pubbliche sono soggette a tutti i pesi e servitù di
cui agli articoli da 55 a 79 della legge sulle opere pubbliche 20
marzo 1865, n. 2248, allegato F, ed alle altre maggiori servitù di
cui al titolo V della legge stessa, con le modificazioni di cui agli
articoli seguenti.

Art. 2. L’art. 68 della legge sulle opere pubbliche 20 marzo 1865,
n. 2248, allegato F, è modificato come segue:
<<Per i canali, per i fossi e per qualunque escavazione venga
effettuata nei terreni laterali, la distanza deve essere uguale
almeno alla loro profondità, partendo dal ciglio più esterno del
fosso stradale o dalla cunetta, ove questi esistano, oppure dal
ciglio degli sterri se la strada è in trincea, oppure, dal piede
della scarpa, se la strada è in rilevato.
Una tale distanza non potrà mai essere minore di tre metri, anche
se l’escavazione del terreno sia meno profonda>>.

Art. 3. Gli articoli 234 e 236 della legge 20 marzo 1865, n. 2248,
allegato F, e gli articoli 66 e 68 del testo unico per le ferrovie
concesse, approvato con il regio decreto 9 maggio 1912, n. 1447, sono
abrogati.

Art. 4. L’art. 235 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F,
e l’art. 67 del testo unico, approvato con regio decreto 9 maggio
1912, n. 1447, sono modificati come segue:
<<É proibito a chiunque costruire muri, case, capanne, tettoie ed
altro qualsiasi edificio e di far crescere piante a distanza minore
di metri sei dalla linea della più vicina rotaia di una strada
ferrata, la quale misura dovrà, occorrendo, essere aumentata in modo
che le anzidette costruzioni non si trovino mai a minore distanza di
metri due dal ciglio degli sterri o dal piede dei rilevati.
Tali distanze potranno essere diminuite di un metro per le siepi,
muriccioli di cinta e steccati di altezza non maggiore di metri 1,50.
A richiesta di chi costruisce od esercita la strada ferrata, le
dette distanze debbono essere accresciute in misura conveniente per
rendere libera la visuale alla portata necessaria per la sicurezza
della circolazione al lato convesso dei tratti curvilinei.
Non sono applicabili ai tratti di ferrovie su strade ordinarie le
limitazioni vigenti circa la distanza delle costruzioni di case,
capanne o tettoie>>.

Art. 5. L’art. 239 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F,
e l’art. 71 del testo unico approvato con regio decreto 9 maggio
1912, n. 1447, modificato dal regio decreto 19 novembre 1921, n. 1684
e dall’art. 4 del decreto del Presidente della Repubblica 28 giugno
1955, n. 771, sono modificati come segue:
<<Quando la sicurezza pubblica, la conservazione delle ferrovie e
le particolari circostanze locali lo consentano, possono essere
autorizzate, dagli organi competenti dell’Azienda autonoma delle
ferrovie dello Stato, per le ferrovie statali, e dalla competente
Direzione compartimentale od ufficio distaccato della motorizzazione
civile e dei trasporti in concessione, per le ferrovie concesse,
riduzioni alle distanze prescritte dagli articoli precedenti.
La Direzione compartimentale o l’ufficio distaccato della
motorizzazione civile e dei trasporti in concessione, prima di
autorizzare le richieste riduzioni delle distanze legali prescritte,
dà, mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento,
comunicazione ai concessionari interessati delle richieste pervenute,
assegnando loro un termine perentorio di giorni trenta per la
presentazione di eventuali osservazioni.
Trascorso tale termine, i predetti uffici possono autorizzare le
riduzioni richieste>>.

Architetto.info