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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 ottobre 1969, n. 701, recante norme integrative e modificative della legge 28 luglio 1967, n. 641, sull'edilizia scolastica e universitaria.

l 22/12/1969 n. 00000952

EDILIZIA E URBANISTICA
Legge 22 dicembre 1969, n. 952 (in Gazz. Uff., 27 dicembre, n. 325).
— Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24
ottobre 1969, n. 701, recante norme integrative e modificative della
legge 28 luglio 1967, n. 641, sull’edilizia scolastica e
universitaria.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Articolo unico. — é convertito in legge il decreto-legge 24
ottobre 1969, n. 701, recante norme integrative e modificative della
legge 28 luglio 1967, n. 641, sull’edilizia scolastica e
universitaria, con le seguenti modificazioni:
L’art. 1 è sostituito con il seguente:

Art. 1.

(Delega per la progettazione ed esecuzione delle opere
di edilizia scolastica
ed acquisto delle aree occorrenti).

Il primo, secondo e terzo comma dell’art. 16 della legge 28 luglio
1967, n. 641, sono sostituiti dai seguenti:
<<Gli enti obbligati di cui al primo comma dell’art. 9 possono
avvalersi della delega da parte dello Stato per l’esecuzione delle
opere di cui al presente titolo. Ai fini della progettazione e della
costruzione la domanda redatta dal comune e dagli altri enti
obbligati ai sensi del primo comma dell’art. 9 equivale a richiesta
di delega. La delega è concessa all’atto dell’approvazione del piano
esecutivo annuale.
Qualora gli enti obbligati dichiarino, nella domanda presentata ai
sensi dell’art. 9 della presente legge, di non volersi avvalere della
delega o rinuncino alla delega loro accordata od incorrano nella
decadenza prevista dalle norme concernenti i termini per la
progettazione e per l’appalto concorso, il provveditore regionale
alle opere pubbliche competente per territorio, sentito il comitato
di cui all’art. 25 della presente legge, può delegare l’Istituto per
lo sviluppo dell’edilizia sociale od altri enti pubblici, a carattere
nazionale, specializzati nell’edilizia scolastica, ovvero può
disporre l’esecuzione diretta dell’opera>>.
Fermo restando il diritto previsto dal secondo comma dell’art. 13
della legge 28 luglio 1967, n. 641, nella delega accordata ai sensi
dei precedenti capoversi è compresa anche l’acquisizione delle aree
occorrenti giudicate idonee a norma dell’art. 2 della legge 26
gennaio 1962, n. 17. In tal caso la spesa è imputabile sui fondi
stanziati dallo Stato per l’edilizia scolastica, salvo rimborso in
venticinque annualità senza interessi.
La concessione dell’esonero del rimborso, prevista dal terzo comma
dell’art. 13 della legge 28 luglio 1967, n. 641, si applica, alle
stesse condizioni ivi stabilite, anche all’ipotesi di cui al
precedente comma.
Per la delega di cui al presente articolo si osservano, in quanto
applicabili, le norme previste dalla citata legge 28 luglio 1967, n.
641, per la concessione.
L’art. 2 è sostituito con il seguente:

Art. 2.

(Spese per l’acquisizione delle aree).

Le spese per l’acquisizione delle aree giudicate idonee ai sensi
dell’art. 2 della legge 26 gennaio 1962, n. 17, sono erogate, dopo il
perfezionamento dell’acquisto ed anche prima dell’inizio dei lavori,
mediante prelevamento dai fondi destinati al finanziamento delle
opere comprese nei programmi esecutivi.
Il valore venale che l’ufficio tecnico erariale deve prendere per
base nella determinazione dell’indennità di espropriazione, in
applicazione degli articoli 12 e 13 della legge 15 gennaio 1885, n.
2896, è quello della data di dichiarazione di idoneità rilasciata
dalla commissione provinciale prevista dall’art. 2 della legge 26
gennaio 1962, n. 17, senza tener conto degli incrementi di valore
successivamente a tale data determinatisi.
In aggiunta all’indennità così determinata è corrisposta al
proprietario espropriato, per ogni anno o frazione di anno calcolata
ad anno intero, compresi tra la data di dichiarazione di idoneità
dell’area e la data del decreto di esproprio, una somma pari al 2 per
cento degli indennizi.
L’art. 3 è sostituito con il seguente:

Art. 3.

(Termini per la progettazione e per l’appalto concorso).

I termini previsti dal secondo comma dell’art. 18 e dall’art. 22
della legge 28 luglio 1967, n. 641, decorrono dal ricevimento della
delega o del giudizio favorevole sull’idoneità dell’area allorchè
questo sia successivo.
Il provveditore regionale alle opere pubbliche, tenuto conto dello
stato degli adempimenti di ordine tecnico e amministrativo, può, su
motivata richiesta dell’ente interessato, concedere proroghe dei
termini stabiliti nei commi secondo e quarto dell’art. 18 della legge
28 luglio 1967, n. 641, per il tempo strettamente necessario e,
comunque, non superiore complessivamente a 90 giorni.
Qualora la proroga non sia concessa, si applica la disposizione
contenuta nel primo comma, secondo capoverso, dell’art. 1.
Dopo l’art. 4, è aggiunto il seguente:

Art. 4-bis.

(Esonero da pubblico concorso di progetti approvati
anteriormente alla legge 28 luglio 1967, n. 641).

Gli enti concessionari che dimostrino di avere deliberato, con
regolari atti formali. L’approvazione dei progetti esecutivi prima
dell’entrata im vigore della legge 28 luglio 1967, n. 641, sono
esonerati dall’obbligo del pubblico concorso di cui al terzo comma
dell’art. 18 della citata legge 28 luglio 1967, n. 641.
L’art. 5 è sostituito con il seguente:

Art. 5.

(Aree non coincidenti con le previsioni dei piani regolatori
e dei programmi di fabbricazione).

La indicazione di aree non coincidenti con le previsioni del piano
regolatore generale o del programma di fabbricazione disposta con
delibera del consiglio comunale, costituisce, in deroga alle norme
vigenti, adozione di variante del piano regolatore generale o del
programma di fabbricazione, a orma della legge 17 agosto 1942, n.
1150, e successive modificazioni.
La delibera di variante prevista dal comma precedente, previo
giudizio sull’idoneità delle aree rilasciato dalla commissione
provinciale di cui all’art. 2 della legge 26 gennaio 1962, n. 17,
viene approvato con decreto del provveditore regionale alle opere
pubbliche.
é fatta salva in ogni caso la facoltà di avocazione da parte del
Ministro per i lavori pubblici.
L’art. 6 e sostituito con il seguente:

Art. 6.

(Concessione in corso ed esecuzione diretta).

Le norme dei precedenti articoli si estendono, in quanto
applicabili, agli enti ai quali, all’atto dell’entrata in vigore del
presente decreto, siano state già affidate in concessione le opere ai
sensi dell’art. 16 della legge 28 luglio 1967, n. 641, nonchè
all’Amministrazione statale, nei casi di esecuzione diretta previsti
dall’art. 17 della legge citata.
L’art. 7 è sostituito con il seguente:

Art. 7.

(Modifica alla procedura degli interventi urgenti).

Il terzo comma dell’art. 26 della legge 28 luglio 1967, n. 641, è
sostituito dai seguenti commi:
<<Per i progetti che comportano una spesa anche superiore a 800
milioni di lire non è obbligatorio il pubblico concorso di
progettazione di cui ai precedenti articoli 18 e 19.
Ai contratti per i lavori e le forniture relative alle opere di cui
al presente articolo, si applica la disposizione del secondo comma
dell’art. 1 della legge 26 gennaio 1963, n. 47, per la parte relativa
alla stipulazione dei contratti, prescindendosi, nel caso di ricorso
all’impiego delle varie tecniche e metodi della prefabbricazione,
dalla procedura di cui all’art. 23 della presente legge>>.
Dopo l’art. 8, è aggiunto il seguente:

Art. 8-bis.

(Gara d’appalto in aumento e relativo finanziamento).

Dopo l’art. 20 della legge 28 luglio 1967, n. 641, è aggiunto il
seguente art. 20-bis:
<<Qualora la gara per l’appalto di un’opera di edilizia scolastica
vada deserta, nei casi di motivata necessità, può essere autorizzato
dal competente provveditore alle opere pubbliche un secondo
esperimento nel quale siano ammesse anche offerte in aumento sui
prezzi di capitolato>>.
Il penultimo capoverso del n. 5) dell’art. 9 della legge 28 luglio
1967, n. 641, è sostituito con il seguente:
<<La spesa dei programmi esecutivi annuali non può superare il 90
per cento del finanziamento previsto annualmente per ciascun
programma regionale. La restante aliquota è accantonata per le
variazioni previste dal n. 4) del primo comma dell’art. 7, nonchè per
integrazioni di finanziamento, ivi comprese quelle conseguenti ad
aggiudicazione di lavori mediante gare con offerte in aumento, a
revisioni di prezzi, a maggiori compensi per riserve e a maggiori
costi di aree. I fondi accantonati saranno comunque utilizzati per
opere di edilizia scolastica entro l’anno successivo al termine di
scadenza del programma nazionale .
All’art. 12 della legge 28 luglio 1967, n. 641, è aggiunto il
seguente comma:
<<Per le opere finanziate con il programma biennale per gli anni
1967 e 1968 le eventuali integrazioni di finanziamento, ivi comprese
quelle conseguenti ad aggiudicazione di lavori mediante gare con
offerta in aumento, a revisioni dei prezzi, a maggiori compensi per
riserve e a maggiori costi di aree, sono disposte sui fondi
accantonati, a norma del precedente art. 9, n. 5) per il periodo
1…

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