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Norme tecniche relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indi...

Norme tecniche relative all'edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di edilizia scolastica.

dm 21/03/1970

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto Ministeriale 21 marzo 1970 (in Suppl. ordinario alla Gazz.
Uff. n. 134, del 1 giugno). — Norme tecniche relative all’edilizia
scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica,
edilizia ed urbanistica, da osservarsi nella esecuzione di edilizia
scolastica.

Il Ministro per i lavori pubblici, di concerto con il Ministro per
la pubblica istruzione:
Visto l’art. 11 della legge 24 luglio 1962, n. 1073;
Visto l’art. 3 della legge 18 dicembre 1964, n. 1358;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 1° dicembre 1959,
n. 1688;
Visto l’art. 11, ultimo comma, della legge 28 luglio 1967, n. 641,
recante nuove norme per l’edilizia scolastica e piano dell’intervento
finanziario per il quinquennio 1967-1971, e tenuto conto dei
risultati degli studi, ricerche e sperimentazioni del centro studi
per l’edilizia scolastica;
Considerato che sullo schema delle norme tecniche per l’edilizia
scolastica il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso il
proprio parere favorevole nella adunanza generale del 19 dicembre
1968, con voto n. 1904;
Visto l’art. 60 della citata legge 28 luglio 1967, n. 641, che
abroga tutte le disposizioni incompatibili con la stessa legge;

Decreta:

Art. 1. Sono approvate le allegate norme tecniche relative
all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di
funzionalità didattica, edilizia ed urbanistica da osservarsi nella
esecuzione di opere di edilizia scolastica.

Art. 2. Le dette norme tecniche entreranno in vigore dodici mesi
dopo la data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta
Ufficiale.

Art. 3. Le norme di cui trattasi potranno essere aggiornate,
modificate ed integrate in modo da assicurare la piena rispondenza
all’evolversi della didattica e della tecnica sulla base degli studi,
ricerche e sperimentazioni del Centro studi per l’edilizia scolastica
di cui all’art. 11 della legge 28 luglio 1967, n. 641 e con le altre
modalità previste nell’ultimo comma del citato articolo.

Art. 4. Con circolare, da emanarsi dalla Direzione generale
dell’edilizia statale e sovvenzionata del Ministero dei lavori
pubblici d’intesa con la Direzione generale per l’edilizia scolastica
e per l’arredamento della scuola del Ministero della pubblica
istruzione, sarà regolata la possibilità della concessione di
derogare alle norme stesse.
Dalla data di entrata in vigore delle norme tecniche, resta
abrogata ogni disposizione incompatibile con le norme stesse.

N O R M E T E C N I C H E

1. CRITERI GENERALI

1.0. Introduzione.

1.0.1. In sede di formazione dei piani urbanistici dovrà procedersi
alla localizzazione e al dimensionamento delle scuole di ogni
ordine e grado, attenendosi ai criteri di cui ai seguenti
punti e tenendo conto di tutti gli elementi che confluiscono
nel problema, e cioè:
i) delle condizioni ecologiche ed urbanistiche;
ii) delle caratteristiche di sviluppo demografico ed econo-
mico del territorio esaminato, con riferimento al tipo
ed agli effettivi andamenti della popolazione residente;
iii) della conseguente entità degli effettivi da scolarizza-
re, nonchè dei tipi e della quantità delle scuole;
iv) del livello delle attrezzature culturali;
v) della quantità e dello stato degli edifici esistenti;
vi) dei piani finanziari per attuare il programma, ai vari
livelli;
vii) dei tempi di attuazione.
Qualora le previsioni del piano urbanistico generale debba-
no essere attuate mediante la successiva precisazione dell’a-
rea, i criteri suddetti dovranno essere verificati in sede di
formazione dei piani di esecuzione (piani particolareggiati),
lottizzazioni convenzionate, ecc.
Le previsioni dei piani regolatori vigenti o adottate do-
vranno essere adeguate alle presenti norme e pertanto dovrà
procedersi alle relative verifiche.
La stessa verifica dovrà essere effettuata per i programmi
di fabbricazione.
Per le opere da realizzare in comuni sprovvisti di piani
urbanistici l’ubicazione degli edifici sarà determinata te-
nendo conto delle presenti norme.

1.0.2. Allo scopo di garantire, per qualunque tipo di scuola, indi-
pendentemente dalla localizzazione e dimensione, un massimo
di relazioni che permettano a tutti gli allievi, senza di-
stinzione di provenienza e di ceto, di istruirsi nelle mi-
gliori condizioni ambientali ed educative, ogni edificio sco-
lastico va considerato parte di un continuum educativo, inse-
rito in un contesto urbanistico e sociale, e non come entità
autonoma.
Pertanto, gli edifici scolastici debbono essere previsti in
stretta relazione tra di loro e con altri centri di servizio,
con essi integrabili sia spazialmente che nell’uso, quali:
servizi sportivi, ricreativi, culturali, amministrativi, ecc.
Per quanto concerne l’interrelazione tra più scuole di uno
stesso ambito territoriale, si deve favorire lo stretto coor-
dinamento tra i servizi, le attività scolastiche e parascola-
stiche delle singole scuole.

—————-

1.1. Localizzazione della scuola.

1.1.1. Le destinazioni di zona e le localizzazioni relative alla e-
dilizia scolastica debbono discendere da uno studio morfolo-
gico preliminare dell’ambiente (preesistenze urbane, stori-
che, naturali, risanamento e completamento di centri urbani,
nuove progettazioni urbane, ecc), che valuti le conseguenze
determinate dalla scuola nel contesto in cui viene inserita.
Nello stesso studio, dovrà essere precisato in quali modi
la scuola favorisce lo scambio di relazioni sociali, assumen-
do, insieme con le altre componenti della struttura urbana,
il carattere di strumento correttivo o incentivo della piani-
ficazione urbanistica.
Si dovrà, inoltre, tener conto:
i) del tipo di scuola, dell’età e del numero degli alunni
destinati a frequentarla;
ii) del tempo massimo e del modo di percorrenza (a piedi,
con veicoli, motoveicoli, autoveicoli pubblici e priva-
ti, servizi di trasporto scolastico, ecc.) tra la resi-
denza degli alunni e la scuola e viceversa;
iii) delle condizioni ambientali.

1.1.2. Per quanto riguarda i tempi e modi di percorrenza in relazio-
ne al tipo di scuola e all’età degli alunni, va considerato
quanto segue:
i) la scuola materna è strettamente collegata alla morfolo-
gia residenziale e gli alunni non sono autonomi nella
percorrenza dalla residenza alla scuola e viceversa;
ii) la svuola elementare si riferisce ad un ambito residen-
ziale, che, nella normalità dei casi, consente di rag-
giungerla a piedi; per gli insediamenti sparsi, ove non
sussistano condizioni di eccezionalità (mancanza di
strade adeguate, insufficienza di mezzi di trasporto,
condizioni climatiche stagionali avverse per lunghi pe-
riodi di tempo, ecc,) gli alunni, per raggiungere la
scuola, possono usufruire di mezzi di trasporto scola-
stico o di mezzi pubblici o privati;
iii) la scuola secondaria di primo grado (media), sia che si
riferisca allo stesso ambito residenziale della scuola
elementare o, come talora avviene, a zona più vasta, è
frequentata da alunni più autonomi nel percorrere la di-
stanza residenza-scuola, e maggiormente adatti ad usu-
fruire di mezzi di trasporto;
iv) la scuola secondaria di secondo grado può essere rag-
giunta con mezzi di trasporto scolastici o autonomi,
pubblici o privati, e, appartenendo ad un ambito terri-
toriale, deve essere localizzata in modo da permettere
agli alunni, indipendentemente dalle loro condizioni
economiche e sociali, la più ampia scelta tra i vari ti-
pi che la differenziano; a tale scopo possono essere
riunite in un unico centro scolastico scuole di diverso
tipo, con servizi ed attrezzature comuni, e, nei casi ,
espressamente previsti con annessa residenza per allievi
e professori.
Quando la scuola è raggiungibile a piedi, il percorso casa-
scuola deve essere agevole ed effettuabile nelle condizioni
di massima sicurezza e, possibilmente senza attraversamenti
di linee di traffico (stradale, tranviario, ferroviario,
ecc.); quando gli alunni provengono da un più vasto ambito
territoriale, l’ubicazione deve essere tale da garantire,
nelle condizioni di massima sicurezza, un rapido collegamento
tra la scuola e il territorio servito: si deve, pertanto, te-
ner conto della vicinanza e della agevole raggiungibilità di
nodi di traffico (stazioni ferroviarie, di metropolitana, di
autobus, svincoli autostradali, ecc.) e di linee di comunica-
zione.

1.1.3. Le distanze ed i tempi di percorrenza massimi, in relazione
ai modi di percorrenza ed ai tipi di scuola, sono prescritti
nella tabella n. 1.

1.1.4. Per quanto riguarda le condizioni ambientali, la scuola dovrà
essere ubicata:
i) in località aperta, possibilmente alberata e ricca di
verde, che consenta il massimo soleggiamento o che sia,
comunque…

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