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Programmi e coordinamento dell'edilizia residenziale pubblica; no...

Programmi e coordinamento dell'edilizia residenziale pubblica; norme sulla espropriazione per pubblica utilità; modifiche ed integrazioni alle leggi 17 agosto 1942, n. 1150; 18 aprile 1962, n. 167; 29 settembre 1964, n. 847; ed autorizzazione di spesa per interventi straordinari nel settore dell'edilizia residenziale, agevolata e convenzionata.

L 22/10/1971 n. 00000865 VIGENTE

EDILIZIA RESIDENZIALE
Legge 22 ottobre 1971, n. 865 (in Gazz. Uff., 30 ottobre 1971, n.
276). — Programmi e coordinamento dell’edilizia residenziale
pubblica; norme sulla espropriazione per pubblica utilità; modifiche
ed integrazioni alle leggi 17 agosto 1942, n. 1150; 18 aprile 1962,
n. 167; 29 settembre 1964, n. 847; ed autorizzazione di spesa per
interventi straordinari nel settore dell’edilizia residenziale,
agevolata e convenzionata.

(Omissis).

TITOLO I
PROGRAMMI E COORDINAMENTO DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

Art. 1.

Per la realizzazione di programmi di interventi di edilizia
abitativa e degli altri fini indicati nella presente legge, tutti i
fondi stanziati a qualsiasi titolo dallo Stato, dalle aziende statali
e dagli enti pubblici edilizi a carattere nazionale, destinati agli
stessi scopi, anche se derivanti dalla stipulazione di mutui,
dall’emissione di obbligazioni e dal versamento di contributi da
parte di enti e di privati, sono impiegati unitariamente dallo Stato
secondo le norme della presente legge.
Sono esclusi dalla previsione di cui al precedente comma i fondi
destinati alla costruzione degli alloggi la cui concessione sia
essenzialmente condizionata alla prestazione in loco di un
determinato servizio presso pubbliche amministrazioni nonché di
quelli che si trovano negli stessi immobili nei quali hanno sede
uffici, comandi, reparti o servizi delle amministrazioni predette.

Art. 2.

é istituito, presso il Ministero dei lavori pubblici, il Comitato
per l’edilizia residenziale (CER).
Esso è presieduto dal Ministro per il lavori pubblici o da un
Sottosegretario all’uopo delegato ed è composto:
1) da un rappresentante del Ministro per i lavori pubblici;
2) da un rappresentante del Ministro per il lavoro e la
previdenza sociale;
3) da un rappresentante del Ministro per il tesoro;
4) da un rappresentante del Ministro per il bilancio e la
programmazione economica;
5) da due esperti nominati dal Ministro per i lavori pubblici
anche fra persone estranee alla Amministrazione.
Il Comitato è costituito con decreto del Ministro per i lavori
pubblici e dura in carica tre anni.
Le mansioni di segretario sono svolte da un funzionario della
carriera direttiva dell’amministrazione centrale del Ministero dei
lavori pubblici (1).

(1) Vedi, ora, l’art. 5, l. 5 agosto 1978, n. 457.

Art. 3.

Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le amministrazioni dello Stato, le aziende statali e gli enti
pubblici previsti dal precedente articolo 1 danno comunicazione al
CER dell’ammontare dei fondi disponibili per interventi di edilizia
economica e popolare comprendendovi quelli previsti dall’articolo 67
lettera a) della presente legge, con l’indicazione dei programmi già
deliberati e del loro stato di attuazione, nonché delle proposte di
ripartizione dei fondi disponibili.
In sede di ulteriore applicazione della presente legge, la
comunicazione prevista dal precedente comma viene data entro il 30
settembre di ogni anno.
Entro gli stessi termini previsti dai precedenti commi, le Regioni
trasmettono al CER le indicazioni delle esigenze prioritarie in
materia di edilizia economica e popolare.
Entro venti giorni dalla scadenza dei termini previsti dai
precedenti commi, il CER formula il progetto del piano di
attribuzione alle Regioni dei fondi indicati nel precedente articolo
1, recependo, in sede di prima applicazione, i programmi già
deliberati dalle amministrazioni dello Stato, delle aziende statali e
dagli enti pubblici prima dell’11 marzo 1971, ed escludendo i fondi
che risultino già impegnati per l’acquisto di aree, per l’esecuzione
di appalti stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore
della presente legge e per l’esecuzione di programmi dei quali si
prevede l’appalto entro il 31 dicembre 1972; il predetto progetto,
riservata comunque a disposizione del Ministero dei lavori pubblici
una quota non superiore al 5 per cento per interventi straordinari
per pubbliche calamità ed una quota non superiore allo 0,5 per cento
per attività di ricerca, studio e sperimentazione, è sottoposto dal
Ministro per i lavori pubblici al Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE).
Il CIPE, previo esame in seduta comune con la commissione
consultiva interregionale prevista dall’articolo 9 della legge 27
febbraio 1967, n. 48, e sentite le confederazioni sindacali dei
lavoratori maggiormente rappresentative a livello nazionale, approva
il piano con eventuali modificazioni e lo comunica alle Regioni entro
trenta giorni dalla scadenza del termine previsto dal precedente
comma.
Le Regioni, entro i sessanta giorni successivi al ricevimento del
piano di attribuzione regionale previsto dal precedente comma,
approvano i programmi di localizzazione, acquisendo quelli deliberati
dalle pubbliche amministrazioni e dagli enti pubblici di cui
all’articolo 1 della presente legge prima dell’11 marzo 1971 e ne
danno comunicazione al CER.
Le Regioni, nel predisporre i programmi di cui al precedente comma,
si conformano alle finalità stabilite dalle leggi vigenti per
l’utilizzazione dei fondi ad esse attribuiti.
Il CER, entro i limiti dell’attribuzione dei fondi assegnati a
ciascuna Regione, quale risulta dal piano approvato dal CIPE, tenendo
conto dei prevedibili tempi di esecuzione dei programmi formulati
dalle Regioni stesse e del decreto del Ministro per il tesoro
previsto dall’ultimo comma del successivo articolo 5, predispone il
programma triennale di utilizzazione dei fondi disponibili; verifica
ogni anno lo stato di attuazione dei programmi già deliberati al fine
del coordinamento con quelli da adottare successivamente.

Art. 4.

Fino alla data di entrata in vigore del decreto delegato previsto
dal successivo articolo 8, le Regioni sono delegate all’attuazione
dei programmi da esse approvati a norma del precedente articolo 3.
A tal fine, esse si avvalgono degli Istituti autonomi per le case
popolari e loro consorzi regionali e di cooperative edilizie e loro
consorzi.
Per l’impiego dei fondi eventualmente eccedenti la capacità di
spesa degli enti di cui al precedente comma, le Regioni possono
avvalersi di imprese a partecipazione statale attraverso apposite
convenzioni.
Il CIPE, su proposta del CER che accerta l’eventuale mancata
attuazione dei programmi deliberati, autorizza l’esercizio da parte
del Ministro per i lavori pubblici del potere di cui ai precedenti
secondo e terzo comma.

Art. 5.

A partire dal mese successivo a quello di entrata in vigore della
presente legge sono depositati su appositi conti correnti presso la
Cassa depositi e prestiti:
a) i contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori e le somme
dovute dallo Stato, ai sensi delle vigenti disposizioni, alla
Gestione case per lavoratori (GESCAL), nonché i fondi che gli IACP
devono versare alla Gescal in relazione agli alloggi ex INA-Casa e
GESCAL assegnati in locazione o a riscatto e le somme di cui al
successivo articolo 61;
b) le somme dovute dallo Stato, ai sensi delle vigenti
disposizioni, al Comitato di attuazione del piano di costruzione di
abitazioni per i lavoratori agricoli dipendenti, di cui all’articolo
1 della legge 30 dicembre 1960, n. 1676, e successive integrazioni;
c) i fondi di pertinenza di altri enti di cui all’articolo 1
della presente legge destinati alla attuazione di programmi di
edilizia abitativa ed eccedenti gli impegni relativi a realizzazioni
in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. Con
decreto del Ministro per i lavori pubblici, di concerto con quello
per il tesoro, si provvede, entro il termine di sessanta giorni
dall’entrata in vigore della presente legge, alla individuazione
degli enti tenuti al deposito.
Il Ministro per il tesoro, sentito il Comitato interministeriale
per il credito ed il risparmio, stabilisce i tempi e gli importi dei
trasferimenti ai conti di cui al precedente comma dei fondi di
pertinenza della GESCAL, del Comitato di attuazione del piano di
costruzione di abitazioni per i lavoratori agricoli dipendenti e
degli altri enti, in modo da garantire che tali trasferimenti siano
completati non oltre il 31 dicembre 1972.
Il Ministro per il tesoro fissa con proprio decreto il tasso di
interesse da corrispondere sulle somme depositate sui conti di cui al
primo comma.
Nei limiti dell’attribuzione dei fondi assegnati a ciascuna
Regione, il Ministro per i lavori pubblici, sentito il CER, con
proprio decreto, autorizza periodicamente i prelevamenti dai conti di
cui al primo comma, in relazione allo svolgimento dei programmi
costruttivi deliberati.
Ai fini della predisposizione del programma triennale di cui
all’ultimo comma dell’articolo 3, il Ministro per il tesoro, sentito
il Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio, indica
entro 150 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge
e, successivamente, entro il 30 settembre di ciascun anno, con
proprio decreto, gli istituti di credito e gli enti dai quali i
beneficiari possono ottenere mutui per la realizzazione dei programmi
di edilizia abitativa previsti dalla presente legge e comunica al
Ministro per il lavori pubblici, quale presidente del Comitato per
l’edilizia residenziale, l’ammontare del…

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