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Piano quinquennale per l'istituzione di asili-nido comumali con il con...

Piano quinquennale per l'istituzione di asili-nido comumali con il concorso dello Stato.

l 06/12/1971 n. 00001044

ISTRUZIONE (ELEMENTARE E MATERNA)
Legge 6 dicembre 1971, n. 1044 (in Gazz. Uff., 15 dicembre, n. 316).
— Piano quinquennale per l’istituzione di asili-nido comumali con il
concorso dello Stato.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

Art. 1. L’assistenza negli asili-nido ai bambini di età fino a tre
anni nel quadro di una politica per la famiglia, costituisce un
servizio sociale di interesse pubblico.
Gli asili-nido hanno lo scopo di provvedere alla temporanea
custodia dei bambini, per assicurare una adeguata assistenza alla
famiglia e anche per facilitare l’accesso della donna al lavoro nel
quadro di un completo sistema di sicurezza sociale.
Al fine di realizzare, nel quinquennio 1972-76, la costruzione e la
gestione di almeno 3.800 asili-nido, lo Stato assegna alle regioni
fondi speciali per la concessione di contributi in denaro ai comuni.
I contributi sono di due tipi. Il primo, pari ad una cifra fissa
una tantum di lire 40 milioni, viene erogato quale concorso alle
spese relative alla costruzione, l’impianto e l’arredamento
dell’asilo-nido. Il secondo, pari ad una cifra fissa annuale di lire
20 milioni, viene erogato quale concorso alle spese di gestione,
funzionamento e manutenzione dell’asilo-nido medesimo. Questo ultimo
contributo viene erogato con preferenza a quegli asili-nido per i
quali è stato erogato il primo contributo, nonchè per quelli gestiti
da enti locali.
Tali contributi, possono essere integrati dalle regioni
direttamente o attraverso altre forme di finanziamento da esse
stabilite.

Art. 2. Ai fini di cui alla presente legge è istituito uno speciale
fondo per gli asili-nido, iscritto in apposito capitolo dello stato
di previsione della spesa del Ministero della sanità.
Il fondo viene ripartito dal Ministro per la sanità tra le regioni
entro il mese di febbraio di ogni anno, sulla base dei criteri
previsti dall’art. 8 della legge 16 maggio 1970, n. 281, relativa ai
provvedimenti finanziari per l’attuazione delle regioni a statuto
ordinario. Le somme non impegnate in un esercizio possono esserlo
negli anni successivi.

Art. 3. Il Ministero della sanità verifica lo stato di attuazione
dei piani annuali degli asili-nido.

Art. 4. Per la costruzione e la gestione di asili-nido i comuni o
consorzi di comuni possono richiedere l’erogazione dei contributi di
cui alla presente legge inoltrando domanda alla regione entro il 30
aprile di ogni anno, secondo le norme stabilite dalla regione stessa.

Art. 5. Le regioni sulla base delle richieste avanzate dai comuni e
dai consorzi di comuni elaborano il piano annuale degli asili-nido
fissando le priorità di intervento e le norme e i tempi di
attuazione.
Il piano regionale è trasmesso al Ministero della sanità entro il
31 ottobre di ogni anno.

Art. 6. La regione, con proprie norme legislative, fissa i criteri
generali per la costruzione, la gestione e il controllo degli
asili-nido, tenendo presente che essi devono:
1) essere realizzati in modo da rispondere, sia per
localizzazione sia per modalità di funzionamento, alle esigenze delle
famiglie;
2) essere gestiti con la partecipazione delle famiglie e delle
rappresentanze delle formazioni sociali organizzate nel territorio;
3) essere dotati di personale qualificato sufficiente ed idoneo a
garantire l’assistenza sanitaria e psico-pedagogica del bambino;
4) possedere requisiti tecnici, edilizi ed organizzativi tali da
garantire l’armonico sviluppo del bambino.

Art. 7. La vigilanza igienica e sanitaria è affidata alle unità
sanitarie locali ed in via transitoria, fino all’istituzione di
queste ultime, all’ufficiale sanitario del comune dove ha sede
l’asilo-nido.

Art. 8. A decorrere dal periodo di paga successivo a quello in
corso alla data del 31 dicembre 1971 sono elevati dello 0,10 per
cento l’aliquota contributiva dovuta dai datori di lavoro al fondo
adeguamento pensioni della assicurazione generale obbligatoria
invalidità e vecchiaia gestita dall’I.N.P.S. o da altri enti
previdenziali, nonchè il contributo dovuto dai datori di lavoro ai
fondi speciali di previdenza gestiti dall’I.N.P.S. e sostitutivi
della predetta assicurazione generale obbligatoria invalidità e
vecchiaia.
L’Istituto nazionale della previdenza sociale avrà cura di tenere
separata contabilità dell’ammontare dei contributi riscossi a norma
del comma precedente.

Art. 9. Lo speciale fondo per gli asili-nido di cui all’art. 2
viene alimentato per il quinquennio 1972-76:
a) dai contributi di cui al precedente art. 8 che l’I.N.P.S.
verserà semestralmente al bilancio dello Stato con imputazione ad
apposito capitolo dello stato di previsione dell’entrata;
b) da un contributo a carico dello Stato per complessivi 70
miliardi, in ragione di lire 10 miliardi per l’anno 1972, 12 miliardi
per l’anno 1973, 14 miliardi per l’anno 1974, 16 miliardi per l’anno
1975 e 18 miliardi per l’anno 1976.

Art. 10. All’onere derivante dall’applicazione della presente legge
per l’anno finanziario 1972 si provvede:
a) con le somme che affluiscono allo stato di previsione
dell’entrata ai sensi della lettera a) del precedente art. 9;
b) quanto a lire 10 miliardi con riduzione per corrispondente
importo del fondo di cui al capitolo 3523 dello stato di previsione
della spesa del Ministero del tesoro per l’anno medesimo.
Il Ministro per il tesoro è autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 11. L’art. 11 della legge 26 agosto 1950, n. 860, è abrogato.

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