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Istituzione dei tribunali amministrativi regionali (1)....

Istituzione dei tribunali amministrativi regionali (1).

L 06/12/1971 n. 00001034 VIGENTE

ORDINAMENTO GIUDIZIARIO (ORGANI E UFFICI)
Legge 6 dicembre 1971, n. 1034 (in Gazz. Uff., 13 dicembre 1971, n.
314). — Istituzione dei tribunali amministrativi regionali (1).

(1) In luogo di Ministro/Ministero del tesoro e di
Ministro/Ministero del bilancio e della programmazione economica,
leggasi Ministro/Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, ex art. 7, l. 3 aprile 1997, n. 94.

(Omissis).

TITOLO I
ISTITUZIONE E COMPETENZE DEI TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI

Art. 1.

Sono istituiti tribunali amministrativi regionali, quali organi di
giustizia amministrativa di primo grado.
Le loro circoscrizioni sono regionali e comprendono le province
facenti parte delle singole regioni. Essi hanno sede nei capoluoghi
di regione.
Nelle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzi, Campania,
Puglia, Calabria, Sicilia sono istituite sezioni staccate, le cui
sedi e le cui circoscrizioni saranno stabilite nelle norme di
attuazione della presente legge previste nell’articolo 52.
Una sezione staccata con ordinamento speciale è pure istituita
nella regione Trentino-Alto Adige. Essa ha sede a Bolzano e alla sua
disciplina si provvede con altra legge.
Il tribunale amministrativo regionale del Lazio, oltre una sezione
staccata, ha tre sezioni con sede a Roma.

Art. 2.

Il tribunale amministrativo regionale decide:
a) sui ricorsi già attribuiti dagli articoli 1 e 4 del testo
unico approvato con regio decreto 26 giugno 1924, n. 1058, e
successive modificazioni, alla giunta provinciale amministrativa in
sede giurisdizionale;
b) sui ricorsi per incompetenza, per eccesso di potere per
violazione di legge contro atti e provvedimenti emessi:
1) dagli organi periferici dello Stato e degli enti pubblici a
carattere ultraregionale, aventi sede nella circoscrizione del
tribunale amministrativo regionale;
2) dagli enti pubblici non territoriali aventi sede nella
circoscrizione del tribunale amministrativo regionale e che
esclusivamente nei limiti della medesima esercitano la loro attività;
3) dagli enti pubblici territoriali compresi nella
circoscrizione del tribunale amministrativo regionale.

Art. 3.

Sono devoluti alla competenza dei tribunali amministrativi
regionali i ricorsi per incompetenza, eccesso di potere o violazione
di legge contro atti e provvedimenti emessi dagli organi centrali
dello Stato e degli enti pubblici a carattere ultraregionale.
Per gli atti emessi da organi centrali dello Stato o di enti
pubblici a carattere ultraregionale, la cui efficacia è limitata
territorialmente alla circoscrizione del tribunale amministrativo
regionale, e per quelli relativi a pubblici dipendenti in servizio,
alla data di emissione dell’atto, presso uffici aventi sede nella
circoscrizione del tribunale amministrativo regionale la competenza è
del tribunale amministrativo regionale medesimo.
Negli altri casi, la competenza, per gli atti statali, è del
tribunale amministrativo regionale con sede a Roma; per gli atti
degli enti pubblici a carattere ultraregionale è del tribunale
amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede l’ente.

Art. 4.

Nelle materie indicate negli articoli 2 e 3 la competenza spetta ai
tribunali amministrativi regionali per i ricorsi aventi ad oggetto
diritti ed interessi di persone fisiche o giuridiche, la cui tutela
non sia attribuita all’autorità giudiziaria ordinaria, o ad altri
organi di giurisdizione.
Art. 5.

Sono devoluti alla competenza dei tribunali amministrativi
regionali i ricorsi contro atti e provvedimenti relativi a rapporti
di concessione di beni pubblici. Si applicano, ai fini
dell’individuazione del tribunale competente, il secondo e il terzo
comma dell’articolo 3 (1).
Resta salva la giurisdizione dell’autorità giudiziaria ordinaria
per le controversie concernenti indennità, canoni ed altri
corrispettivi e quelle dei tribunali delle acque pubbliche e del
tribunale superiore delle acque pubbliche, nelle materie indicate
negli articoli 140-144 del testo unico 11 dicembre 1933, n. 1775.

(1) Comma così modificato dall’art. 33, d.lg. 31 marzo 1998, n. 80.

Art. 6.

Il tribunale amministrativo regionale è competente a decidere sui
ricorsi concernenti controversie in materia di operazioni per le
elezioni dei consigli comunali, provinciali e regionali.
Con la decisione dei ricorsi il tribunale amministrativo regionale
esercita i poteri e adotta i provvedimenti di cui all’articolo 84 del
testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16
maggio 1960, n. 570, modificato dalla legge 23 dicembre 1966, n.
1147.
Rimangono salve, per le azioni popolari e le impugnative consentite
agli elettori, le norme dell’articolo 7 della legge 23 dicembre 1966,
n. 1147, e dell’articolo 19 della legge 17 febbraio 1968, n. 108.

Art. 7.

Il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione di
merito nei casi preveduti dall’articolo 27 del testo unico 26 giugno
1924, n. 1054, ed in quelli previsti dall’articolo 1 del testo unico
26 giugno 1924, n. 1058 (1).
Il tribunale amministrativo regionale esercita giurisdizione
esclusiva nei casi previsti dall’articolo 29 del testo unico 26
giugno 1924, n. 1054, e in quelli previsti dall’articolo 4 del testo
unico 26 giugno 1924, n. 1058, e successive modificazioni, nonché
nelle materie di cui all’articolo 5, primo comma, della presente
legge.
Il tribunale amministrativo regionale, nelle materie deferite alla
sua giurisdizione esclusiva, conosce anche di tutte le questioni
relative a diritti. Restano riservate all’autorità giudiziaria
ordinaria le questioni pregiudiziali concernenti lo stato e la
capacità dei privati individui, salvo che si tratti della capacità di
stare in giudizio, e la risoluzione dell’incidente di falso (2).
Il tribunale amministrativo regionale giudica anche in merito nei
casi previsti dall’articolo 29, numeri 2), 3), 4), 5) e 8) del testo
unico 26 giugno 1924, n. 1054.

(1La) Corte cost., con sent. 10 aprile 1987, n. 146, ha dichiarato
l’illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in
cui, nelle controversie di impiego di dipendenti dello Stato e di
enti, riservate alla giurisdizione esclusiva amministrativa, non
consente l’esperimento dei mezzi istruttori previsti negli artt. 421,
commi 2-4, 422, 424 e 425, del c.p.c. novellati in virtù della l. 11
agosto 1973, n. 533.
(2) Comma così modificato dall’art. 35, d.lg. 31 marzo 1998, n. 80.

Art. 8.

Il tribunale amministrativo regionale, nelle materie in cui non ha
competenza esclusiva, decide con efficacia limitata di tutte le
questioni pregiudiziali o incidentali relative a diritti, la cui
risoluzione sia necessaria per pronunciare sulla questione
principale.
La risoluzione dell’incidente di falso e le questioni concernenti
lo stato e la capacità dei privati individui restano di esclusiva
competenza dell’autorità giudiziaria ordinaria, salvo che si tratti
della capacità di stare in giudizio.

TITOLO II
COMPOSIZIONE DEI TRIBUNALI AMMINISTRATIVI REGIONALI

Art. 9.

Con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il Consiglio di
Presidenza dei tribunali amministrativi regionali, è nominato per
ciascun tribunale amministrativo regionale, all’inizio di ogni anno,
il presidente, da scegliere tra i presidenti di sezione del Consiglio
di Stato o tra i consiglieri di Stato.
Con lo stesso decreto e con le medesime modalità sono nominati
presso ciascun tribunale amministrativo regionale non meno di cinque
magistrati amministrativi regionali appartenenti al ruolo previsto
dall’articolo 12.
Per i tribunali amministrativi regionali formati di più sezioni,
nonché per le sezioni istituite nel tribunale amministrativo
regionale del Lazio deve essere sempre nominato un presidente di
sezione del Consiglio di Stato.

Art. 10.

Il tribunale amministrativo regionale decide con l’intervento del
presidente e di due magistrati amministrativi regionali.
In mancanza del presidente, il collegio è presieduto dal magistrato
amministrativo più anziano.

Art. 11.

I presidenti di sezione del Consiglio di Stato sono destinati alla
presidenza dei tribunali amministrativi regionali con il loro
consenso, ovvero all’atto del conseguimento della nomina.
I presidenti di sezione del Consiglio di Stato destinati a
presiedere i tribunali amministrativi regionali cessano, a domanda,
da tale destinazione, secondo l’ordine di anzianità, e riassumono le
loro funzioni in seno al Consiglio di Stato, quando presso il
Consiglio stesso si verificano vacanze nei posti di presidente di
sezione. Per la relativa sostituzione si procede nei modi previsti
dal comma precedente.
I consiglieri di Stato possono essere destinati alla presidenza dei
tribunali amministrativi regionali solo se abbiano almeno due anni di
anzianità e col loro consenso. Per le sedi che rimangono scoperte la
destinazione potrà avvenire d’ufficio, seguendo il criterio della
minore anzianità di qualifica, tra i consiglieri che abbiano almeno
due anni di anzianità.
I consiglieri …

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