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Norme per accelerare i programmi di edilizia residenziale (1)....

Norme per accelerare i programmi di edilizia residenziale (1).

DL 02/05/1974 n. 00000115 VIGENTE

EDILIZIA RESIDENZIALE
Decreto-legge 2 maggio 1974, n. 115 (in Gazz. Uff., 2 maggio 1974, n.
113), conv. in l. 27 giugno 1974, n. 247 (in Gazz. Uff., 1 luglio
1974, n. 170). — Norme per accelerare i programmi di edilizia
residenziale (1).

(1) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.

(Omissis).
Art. 1.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce l’art. 38, l. 22 ottobre 1971, n. 865. Vedi, anche,
art. 51, l. 5 agosto 1978, n. 457.

Art. 2.

Qualora entro sei mesi dall’entrata in vigore delle presenti norme
ovvero dall’approvazione del piano di zona il comune o il consorzio
dei comuni non provveda agli adempimenti di cui al precedente art. 1,
la regione è tenuta ad adottare i provvedimenti necessari per la
nomina di un commissario cui spetta procedere agli stessi adempimenti
ed al quale, nello svolgimento di queste funzioni, competono tutti i
poteri degli organi dell’ente. I provvedimenti adottati dal
commissario sono esecutivi soggetti al solo controllo di legittimità.

Art. 3.

Gli interventi di edilizia residenziale a totale carico dello Stato
o della regione o comunque fruenti di contributo statale o regionale
possono essere localizzati anche nell’ambito del piano di zona
adottato e non ancora approvato con le modalità di cui all’art. 51
della L. 22 ottobre 1971, n. 865. Sulle aree così individuate viene
concesso il diritto di superficie.
I provvedimenti comunali e regionali con cui vengono effettuate la
scelta delle aree, la definizione degli elementi di cui al secondo
comma dell’art. 51 e dove occorra, l’indicazione della spesa per le
opere di urbanizzazione, sono corredate da una planimetria in scala
non inferiore a 1: 2000, disegnata sulla mappa catastale, e dagli
elenchi catastali delle proprietà interessate; e comportano
l’applicazione delle norme in vigore per i piani di zona e per la
loro attuazione, anche per quanto attiene alla concessione dei mutui
e contributi per la realizzazione delle opere di urbanizzazione.
L’indicazione delle aree effettuate ai sensi dell’art. 51 della L.
22 ottobre 1971, n. 865, comporta la dichiarazione di pubblica
utilità di tutte le opere che sulle stesse devono essere eseguite e
d’urgenza e indifferibilità dei relativi lavori.

Art. 4.

Le disposizioni contenute nel titolo II della L. 22 ottobre 1971,
n. 865, relative alla determinazione dell’indennità di
espropriazione, si applicano a tutte le espropriazioni comunque
preordinate alla realizzazione di opere o di interventi da parte
dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni o di altri
enti pubblici o di diritto pubblico anche non territoriali.
In carenza di apposite norme regionali, il presidente della giunta
della regione pronuncia i decreti di espropriazione e di occupazione
d’urgenza e compie gli atti dei relativi procedimenti di competenza
della regione (1).

(1) Vedi anche art. unico, l. 26 aprile 1976, n. 222.

Art. 5.

La pubblicazione della deliberazione del programma pluriennale
d’attuazione di cui all’art. 38 della L. 22 ottobre 1971, n. 865, da
parte del consiglio comunale e la notifica della stessa ai
proprietari nel luogo risultante dagli atti catastali producono gli
effetti della notifica agli espropriandi e della notifica al pubblico
previsti dall’art. 10 della L. 22 ottobre 1971, n. 865.

Art. 6.

(Omissis) (1).

(1) Sostituisce il primo comma dell’art. 12, l. 22 ottobre 1971, n.
865.

Art. 7.

La sospensione prevista dal quarto comma dell’art. 13 della L. 22
ottobre 1971, n. 865, non ha luogo quando il procedimento sia
disposto nei confronti dei proprietari risultanti dagli atti
catastali (1).

(1) La Corte costituzionale, con sentenza 17 luglio 1975, n. 227,
ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente articolo.

Art. 8.

Con delibera del consiglio comunale o dell’assemblea del consorzio
dei comuni nel cui territorio è prevista la realizzazione di
interventi di edilizia residenziale a totale carico dello Stato o
della regione o comunque fruenti di contributo statale o regionale
sono indicate ai soggetti incaricati dell’attuazione dell’intervento,
entro sessanta giorni dalla richiesta, le aree comprese nei piani di
zona di cui alla L. 18 aprile 1962, n. 167, sulle quali va
localizzato l’intervento medesimo.
Decorso il termine di cui al precedente comma il presidente della
giunta regionale provvede, entro i successivi sessanta giorni ad
indicare le aree ovvero a promuovere la localizzazione
dell’intervento in altro comune.
(Omissis) (1).
I provvedimenti con i quali vengono indicate le aree legittimano i
soggetti di cui al primo comma a richiedere il decreto di accesso per
dar corso agli adempimenti preliminari per la procedura espropriativa
e la progettazione delle opere.

(1) Comma soppresso dalla legge di conversione.

Art. 8-bis.

Le aree assegnate dal comune o dal consorzio di comuni a
cooperative edilizie prima dell’entrata in vigore della L. 22 ottobre
1971, n. 865, e cedute dal comune o dal consorzio entro il 31
dicembre 1973 vengono mantenute nel regime in cui sono state
assegnate e per l’utilizzazione delle stesse viene stipulata una
convenzione ai sensi dell’art. 35 della L. 22 ottobre 1971, n. 865.
In tal caso la delibera di cui al settimo comma del citato articolo
35, che il comune o il consorzio è tenuto ad adottare entro sei mesi
dall’entrata in vigore delle presenti norme, abilita la cooperativa
che si impegni ad accettare il contenuto della convenzione ad
iniziare i lavori prima della stipulazione della convenzione stessa.

Art. 9.

Gli istituti autonomi per le case popolari, i quali ai sensi
dell’articolo 60 della L. 22 ottobre 1971, n. 865, intendono
procedere direttamente all’acquisizione mediante esproprio delle aree
loro indicate, ne fanno richiesta al comune o al consorzio dei
comuni. Ove entro sessanta giorni dalla comunicazione il comune o il
consorzio non abbia comunicato un motivato rifiuto, la richiesta si
intende accolta.
(Omissis) (1).

(1) Comma soppresso dalla legge di conversione.

Art. 10.

Nei casi in cui concessionario del diritto di superficie è un ente
pubblico, la delibera di cui al settimo comma dell’art 35 della L. 22
ottobre 1971, n. 865, abilita l’ente che si impegna ad accettare il
contenuto della convenzione ad occupare le aree ed a iniziare i
lavori, prima della stipulazione della convenzione stessa. Tale
disposizione trova applicazione anche nel caso in cui l’ente pubblico
proceda all’acquisizione delle aree ai sensi del precedente art. 9.

Art. 11.

Per gli interventi di edilizia residenziale a totale carico dello
Stato o della regione o comunque fruenti di contributo statale o
regionale, il sindaco trasmette la domanda di licenza edilizia entro
quindici giorni dalla presentazione della stessa alla commissione
edilizia, al competenti sovrintendenti ai monumenti ed alle
antichità, nei casi in cui le norme vigenti prescrivono i loro
pareri, e al competente comandante dei vigili del fuoco. La
commissione edilizia, integrata dai competenti sovrintendenti ai
monumenti ed alle antichità o da loro rappresentanti, nei casi in cui
le norme vigenti prescrivano il loro parere, nonché dal competente
comandante dei vigili del fuoco o da un suo rappresentante, esprime
il proprio parere entro trenta giorni dalla trasmissione della
domanda. Il sindaco decide sulla domanda nei quindici giorni
successivi. Il provvedimento con cui viene negato il rilascio della
licenza; specifica i motivi del diniego.
Il parere della commissione di cui al comma precedente sostituisce
tutti i pareri ed i nulla osta richiesti dalle vigenti disposizioni
di legge ai fini del rilascio della licenza edilizia.
Qualora i sovrintendenti ai monumenti ed alle antichità od i loro
rappresentanti in seno alla commissione edilizia non diano parere
favorevole al rilascio della licenza edilizia, il termine per
provvedere sulla domanda di licenza è sospeso per quarantacinque
giorni. Trascorso tale termine senza che il Consiglio superiore delle
antichità e belle arti abbia espresso motivato parere negativo, il
sindaco provvede.

Art. 12.

La percentuale di spesa fissata dall’art. 3 della L. 29 settembre
1964, n. 847, e successive modificazioni, è elevata al 50 per cento
della spesa totale prevista nella relazione finanziaria dei piani di
zona approvati entro la data di entrata in vigore delle presenti
norme.
La stessa percentuale si applica, per la determinazione
dell’ammontare dei mutui concedibili, alle previsioni di spesa
indicate nei provvedimenti adottati ai sensi dell’art. 51 della L. 22
ottobre 1971, n. 865, entro il termine di cui al primo comma.

Art. 13.

I mutui agevolati concessi ai sensi della L. 1° novembre 1965, n.
1179, e successive modifiche ed integrazioni, destinati al
finanziamento di programmi costruttivi nell’ambito dei programmi di
zona di cui alla L. 18 aprile 1962, n. 167 e nelle zone di cui
all’articolo 51 della L. 22 ottobre 1971, n. 865, …

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