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Provvedimenti urgenti e di primo intervento per la progettazione ed esecuzione di opere nei porti.

l 06/08/1974 n. 00000366 [MOD]

PORTI, FARI, SPIAGGE, PILOTAGGIO
Legge 6 agosto 1974, n. 366 (in Gazz. Uff., 23 agosto, n. 220). —
Provvedimenti urgenti e di primo intervento per la progettazione ed
esecuzione di opere nei porti.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art. 1.

(Autorizzazione di spesa).

Per la progettazione e l’esecuzione di opere portuali o per il
completamento di quelle iniziate, per l’effettuazione di accertamenti
e saggi di carattere geologico e geognostico relativi a dette opere,
per gli studi necessari alla predisposizione del piano di cui al
secondo comma del presente articolo, per interventi specifici ai fini
della sicurezza e contro l’inquinamento, nonchè per la fornitura dei
mezzi fissi e mobili necessari alle operazioni portuali, è
autorizzata la spesa di lire 160 miliardi.
La spesa, di cui al precedente comma, costituisce un’anticipazione
di un piano organico pluriennale di investimenti portuali, il quale
sarà presentato dal Governo entro un anno dall’entrata in vigore
della presente legge. Tale piano dovrà anche prevedere la
riorganizzazione e il potenziamento dei mezzi del servizio
escavazione porti.
La somma di 160 miliardi di lire sarà iscritta nello stato di
previsione della spesa del Ministero dei lavori pubblici in ragione
di lire 10 miliardi nell’anno finanziario 1974, di lire 25 miliardi
nell’anno finanziario 1975, di lire 50 miliardi nell’anno finanziario
1976, di lire 50 miliardi nell’anno finanziario 1977 e di lire 25
miliardi nell’anno finanziario 1978.

Art. 2.

(Integrazioni con legge di bilancio).

Con le leggi di approvazione del bilancio dello Stato per gli anni
finanziari dal 1975 al 1978, in relazione al prevedibile andamento
dei tributi erariali e alle possibilità del mercato finanziario,
potranno essere autorizzate, sulla base del programma nazionale di
sviluppo economico, maggiori spese per gli interventi di cui al
precedente articolo in aggiunta a quelle previste dalla presente
legge.

Art. 3.

(Procedure circa gli impegni di spesa e relativi pagamenti).

Il Ministero dei lavori pubblici è autorizzato ad assumere impegni
di spesa in ciascun esercizio per importi non superiori allo
stanziamento dell’esercizio medesimo e dei due successivi, purchè i
relativi pagamenti si effettuino entro i limiti dei rispettivi
stanziamenti.
Gli impegni possono riguardare anche incarichi di progettazione
conferiti per opere da appaltarsi in esercizi finanziari successivi.
Potranno altresì essere stipulati contratti aventi per oggetto
opere o complessi di lavori, la cui consegna ed esecuzione siano
ripartite in più esercizi finanziari.

Art. 4.

(Criteri di impiego delle somme stanziate).

Gli stanziamenti autorizzati con la presente legge devono essere
destinati, per non meno del 90 per cento, alle necessità dei porti di
seconda categoria, prima classe, il cui traffico commerciale, con
esclusione degli oli minerali, abbia superato nel 1972 un milione di
tonnellate. La parte restante degli stanziamenti deve essere
destinata alle necessità degli altri porti di competenza dello Stato.

Art. 5.

(Assegnazione di fondi agli enti portuali).

A carico degli stanziamenti autorizzati con la presente legge sono
disposte assegnazioni di fondi a favore degli enti portuali,
istituiti con legge, ed abilitati a norma del loro statuto. Possono
inoltre essere disposte assegnazioni di fondi a favore degli altri
enti portuali, istituiti con legge, qualora a giudizio del Ministero
dei lavori pubblici siano ritenuti idonei a provvedere per la
progettazione e l’esecuzione degli interventi di cui al precedente
articolo 1.
Le somme di cui al precedente comma saranno accreditate ai singoli
enti portuali su di una contabilità speciale, istituita a nome degli
stessi presso le competenti sezioni di tesoreria. I prelievi saranno
effettuati in base a stati di avanzamento vistati dal revisore
tecnico, delegato dal Ministro dei lavori pubblici presso gli enti
stessi, ovvero, per gli enti per i quali non sia previsto detto
organo, dal competente ingegnere capo dell’ufficio del genio civile
per le opere marittime.
Gli enti medesimi presenteranno al Ministero dei lavori pubblici i
rendiconti a discarico delle somme prelevate.
Agli enti portuali, destinatari delle assegnazioni di fondi di cui
al presente articolo, sono applicabili le norme di cui agli articoli
7, 8, 9, 10, 11 e 12 della presente legge.

Art. 6.

(Programma generale degli interventi e relativi
programmi esecutivi).

Il programma generale degli interventi da finanziare con le somme
di cui al precedente art. 1, è approvato, sulla base delle direttive
del CIPE e sentite le Regioni direttamente interessate,
congiuntamente dai Ministri per i lavori pubblici e per la marina
mercantile, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge.
é fatto salvo il disposto di cui all’art. 5 della legge 26 giugno
1965, numero 717.
I programmi esecutivi del programma generale sono disposti dal
Ministro per i lavori pubblici d’intesa con quello per la marina
mercantile.
Entro il 31 marzo di ogni anno a partire dal 1975, il Ministro per
i lavori pubblici presenterà al Parlamento, in allegato alla
relazione sulla situazione economica del paese, una relazione sui
programmi esecutivi realizzati negli anni precedenti.

Art. 7.

(Organi consultivi).

Per gli interventi di cui alla presente legge il parere del
Consiglio superiore dei lavori pubblici sostituisce quello di ogni
altro organo consultivo, singolo o collegiale, salvo il disposto del
comma seguente.
Per i contratti di importo superiore a un miliardo di lire e per
quelli di importo superiore a lire 200 milioni se stipulati a seguito
di trattativa privata, è richiesto altresì il parere della
commissione di cui all’art. 19, secondo comma, del decreto-legge 15
marzo 1965, n. 124, convertito con modificazioni nella legge 13
maggio 1965, n. 431.
Il parere della commissione, di cui al precedente comma, è inoltre
richiesto per i casi previsti ai successivi articoli 9 e 12, secondo
comma.

Art. 8.

(Appalto-concorso).

Quando l’amministrazione dei lavori pubblici intende avvalersi
dell’appalto-concorso, si applicano le norme di cui all’art. 2 del
regio decreto-legge 28 agosto 1924, n. 1396, convertito nella legge
27 maggio 1926, n. 1013. Il parere della commissione, di cui allo
stesso articolo, è sostitutivo di ogni altro parere.

Art. 9.

(Appalto e trattativa privata).

I contratti possono essere conclusi a trattativa privata, in deroga
al disposto dell’art. 6 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440,
e dell’art. 41 del regolamento approvato con regio decreto 23 maggio
1924, numero 827, anche quando ricorrano comprovati motivi di
economicità o di congrua riduzione dei tempi di esecuzione.

Art. 10.

(Capitolato generale d’appalto).

In deroga a quanto disposto dal capitolato generale d’appalto,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 16 luglio 1962,
n. 1063, alle imprese appaltatrici non spetteranno interessi o
compensi in dipendenza del pagamento dei corrispettivi in più anni
finanziari. Negli atti precontrattuali e contrattuali sarà iscritta
un’espressa clausola e sarà precisata la ripartizione dei
corrispettivi nei vari anni finanziari.

Art. 11.

(Consegna dei lavori).

In deroga al disposto dell’art. 337, primo comma, della legge 20
marzo 1865, n. 2248, allegato F, il Ministero dei lavori pubblici può
autorizzare la consegna dei lavori contemporaneamente
all’approvazione dell’aggiudicazione.
Per le opere che si eseguono in economia, la consegna dei lavori
può essere autorizzata contemporaneamente all’approvazione dei
decreti dei relativi progetti o perizie.
Qualora il contratto non fosse approvato si applica il secondo
comma dell’art. 337 della legge 20 marzo 1865, n. 2248, allegato F.

Art. 12.

(Lavori in economia).

Può essere disposta l’esecuzione in economia dei lavori, dei
servizi e delle forniture, il cui importo non sia superiore a cento
milioni di lire.
Nei casi d’urgenza, può essere disposta l’esecuzione in economia
dei lavori, dei servizi e forniture di importo superiore a lire cento
milioni, anche al di fuori delle ipotesi previste dall’art. 66 del
regio decreto 25 maggio 1895, n. 350, e successive modificazioni.

Art. 13.

(Controllo di legittimità).

Per gli atti inerenti all’esecuzione degli interventi di cui alla
presente legge, il controllo di legittimità è esercitato in via
successiva.

Art. 14.

(Copertura finanziaria).

All’onere di lire 10 miliardi, derivante dall’applicazione della
presente legge per l’anno finanziario 1974, si farà fronte mediante
corrispondente riduzione del capitolo 5381 dello stato di previsione
della spesa del Ministero del tesoro per l’anno finanziario medesimo.

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