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Finanziamento dei programmi di opere di edilizia scolastica di cui all'art. 12 della legge 28 luglio 1967, n. 641, nonchè dei programmi di edilizia scolastica per le scuole materne statali di cui all'art. 32, ultimo comma, della legge 28 luglio 1967, n. 641, e all'art. 34 della legge 18 marzo 1968, n. 444.

l 17/08/1974 n. 00000413

EDILIZIA E URBANISTICA
Legge 17 agosto 1974, n. 413 (in Gazz. Uff., 12 settembre, n. 238).
— Finanziamento dei programmi di opere di edilizia scolastica di cui
all’art. 12 della legge 28 luglio 1967, n. 641, nonchè dei programmi
di edilizia scolastica per le scuole materne statali di cui all’art.
32, ultimo comma, della legge 28 luglio 1967, n. 641, e all’art. 34
della legge 18 marzo 1968, n. 444.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art. 1. Per provvedere ai maggiori oneri connessi alla esecuzione
delle opere comprese nei programmi di edilizia scolastica di cui
all’art. 12 della legge 28 luglio 1967 n. 641, nonchè dei programmi
di edilizia scolastica per le scuole materne statali di cui all’art.
32 ultimo comma della legge 28 luglio, 1967, n. 641 e all’art. 34
della legge 18 marzo 1968, n. 444, che siano già iniziate o che si
trovino in fase di appalto o siano state appaltate, o per le quali
sia stato emesso il decreto di approvazione alla data di entrata in
vigore della presente legge, il Ministro per i lavori pubblici è
autorizzato ad assumere impegni di spesa sin dal primo anno
finanziario per l’importo complessivo di L. 250 miliardi alla
condizione che i relativi pagamenti non superino, in ciascun anno
finanziario, l’importo di lire:
30 miliardi per l’anno finanziario 1974;
120 miliardi per l’anno finanziario 1975;
100 miliardi per l’anno finanziario 1976.
I finanziamenti relativi alle opere programmate per le quali alla
data di entrata in vigore della presente legge non sia stato emesso
il decreto di approvazione del progetto possono essere utilizzati di
concerto dal Ministro per i lavori pubblici e dal Ministro per la
pubblica istruzione per eventuali integrazioni degli interventi di
cui al precedente comma.

Art. 2. é data facoltà agli organi decentrati del Ministero dei
lavori pubblici di accreditare ai capi dei competenti uffici
periferici od agli enti interessati, per i pagamenti ai destinatari,
i fondi relativi alle opere che si eseguono.
L’accreditamento può essere disposto in sede di autorizzazione di
ciascuna opera oppure con separato provvedimento.
Effettuati i pagamenti delle rate di acconto e delle eventuali
somme per espropriazioni od acquisti delle aree e spese generali, i
capi degli uffici periferici e gli enti interessati, entro il termine
di sei mesi dall’ultimo pagamento effettuato, daranno rendiconto,
esclusivamente contabile, delle somme erogate sugli accreditamenti
ricevuti.

Art. 3. In deroga alle vigenti norme legislative e regolamentari è
demandato esclusivamente all’ingegnere capo dell’ufficio del genio
civile, competente per territorio, di autorizzare, su proposta del
direttore dei lavori o dell’ente interessato, senza necessità di
preventivi pareri di organi consultivi nè di formale approvazione
superiore nè di riscontro da parte degli organi d controllo, lavori
di variante e suppletivi a progetti approvati, nonchè le relative
eventuali maggiori spese, nel limite dell’impegno totale assunto per
l’esecuzione dell’opera, con l’utilizzazione eventuale delle somme
per imprevisti e di economie di ribasso d’asta, sempre che l’importo
maggiorato dell’appalto non superi i sei quinti dell’originario e
sempre che i diversi e maggiori lavori non alterino la natura e la
destinazione dell’opera.
Sono altresì demandati esclusivamente all’ingegnere capo del genio
civile tutti gli atti di gestione di carattere tecnico amministrativo
riguardanti la conduzione delle opere fino al momento del collaudo.

Art. 4. L’appalto può essere aggiudicato sin dalla prima gara alla
migliore offerta, anche se unica ed anche se in aumento. L’aumento
dovrà comunque essere mantenuto entro un limite massimo, fissato
preventivamente con scheda segreta.
Il risultato della gara non è soggetto ad alcuna approvazione e i
lavori possono avere immediato inizio. Il provveditore alle opere
pubbliche competente per territorio emette il relativo provvedimento
di finanziamento suppletivo fino alla concorrenza dei fondi
disponibili ai sensi del precedente art. 1.

Art. 5. Le disposizioni di cui ai precedenti articoli 2, 3 e 4 si
applicano limitatamente alla realizzazione delle opere di edilizia
scolastica di cui alla presente legge.

Art. 6. Per quanto non in contrasto con le disposizioni della
presente legge, valgono le norme della legge 28 luglio 1967, n. 641 e
successive modificazioni ed integrazioni.

Art. 7. Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge
si provvede con il ricavo netto derivante da operazioni finanziarie
che il Ministero del tesoro è autorizzato ad effettuare, in ciascun
anno, mediante la contrazione di mutui con il Consorzio di credito
per le opere pubbliche o con emissioni di buoni poliennali del tesoro
e di speciali certificati di credito, ovvero mediante emissioni di un
prestito redimibile, in ragione di L. 30 miliardi nell’anno
finanziario 1974, di L. 120 miliardi nell’anno finanziario 1975, di
L. 100 miliardi nell’anno finanziario 1976.
Le somme previste dalla presente legge non impegnate nel corso
dell’esercizio finanziario possono essere utilizzate negli esercizi
successivi.
I mutui con i Consorzi di credito per le opere pubbliche, da
ammortizzare in un periodo non superiore ai 20 anni, saranno
contratti nelle forme, alle condizioni e con le modalità che verranno
stabilite con apposite convenzioni da stipularsi tra il Ministro per
il tesoro e il Consorzio di credito per le opere pubbliche e da
approvarsi con decreto del Ministro per il tesoro.
Il servizio dei mutui sarà assunto dal Ministero del tesoro.
Le rate di ammortamento saranno iscritte negli stati di previsione
della spesa del Ministero medesimo e specificatamente vincolate a
favore del Consorzio di credito per le opere pubbliche.
Per l’emissione dei buoni poliennali del tesoro a scadenza non
superiore a 9 anni si osservano le disposizioni di cui alla legge 27
dicembre 1953, n. 941.
Per l’emissione dei certificati di credito si osservano le
condizioni e le modalità di cui all’art. 20 del decreto-legge 30
agosto 1968, n. 918, convertito con modificazioni nella legge 25
ottobre 1968, n. 1089.
Per l’emissione del prestito redimibile si osservano le
disposizioni e le modalità stabilite per il <<Prestito per l’edilizia
scolastica>> di cui agli articoli dal 52 al 57 del titolo III della
legge 28 luglio 1967, n. 641.
All’onere relativo alle operazioni finanziarie di cui al presente
articolo per l’anno finanziario 1974 sarà fatto fronte mediante
riduzione dei fondi speciali, di cui ai capitoli 3523 e 6036 dello
stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro per l’anno
medesimo.
Il Ministro per il tesoro è autorizzato a provvedere, con propri
decreti, alle occorrenti variazioni di bilancio per gli esercizi dal
1974 al 1976.

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