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Misure intese alla protezione del patrimonio archeologico, artistico ...

Misure intese alla protezione del patrimonio archeologico, artistico e storico nazionale (1) (2) (3).

L 01/03/1975 n. 00000044 VIGENTE

MINISTERO BENI CULTURALI
MINISTERO AMBIENTE
Legge 1 marzo 1975, n. 44 (in Gazz. Uff., 13 marzo 1975, n. 71). —
Misure intese alla protezione del patrimonio archeologico, artistico
e storico nazionale (1) (2) (3).

(1) I limiti di spesa di cui al presente provvedimento sono stati
prima duplicati dall’art. 24, l. 7 agosto 1982, n. 526, poi
quintuplicati dall’art. 4, l. 29 dicembre 1990, n. 431.
(2) Allo scopo di agevolarne la lettura, nel presente provvedimento
la nomenclatura dei Ministri e dei Ministeri è stata aggiornata sulla
base degli accorpamenti e delle soppressioni intervenute negli ultimi
anni.
(3) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

TITOLO I
PROVVEDIMENTI URGENTI

Art. 1.

Dopo l’espletamento dei concorsi per titoli previsti dal primo e
secondo comma dell’art. 18, D.P.R. 31 marzo 1971, n. 283, fatta salva
la percentuale dei posti da riservare ai concorsi interni a norma
dell’art. 8, D.P.R. 28 dicembre 1970, n. 1077, i posti ancora
disponibili o che si renderanno disponibili entro il 31 dicembre 1976
nelle qualifiche iniziali dei ruoli del personale impiegatizio di cui
alle tabelle B e C, allegate al suindicato decreto n. 283 del 1971, e
successive integrazioni, sono conferiti agli idonei dei concorsi
banditi posteriormente al 1° gennaio 1961 e di quelli banditi alla
data di entrata in vigore della presente legge secondo il seguente
ordine:
1) idonei dei concorsi riservati per l’accesso ai ruoli, indetti
ai sensi della L. 7 dicembre 1961, n. 1264. La disposizione è
applicabile anche agli idonei attualmente appartenenti a qualifica e
carriera diversa da quella rivestita all’atto del concorso. Al
personale nominato sono riconosciuti i benefici previsti dalla L. 27
luglio 1967, n. 662;
2) idonei dei concorsi previsti dall’art. 8, D.P.R. 28 dicembre
1970, n. 1077, e dall’art. 23 del D.P.R. 31 marzo 1971, n. 283;
3) idonei di altri concorsi.
Qualora tra gli idonei di ciascun gruppo vi siano, per la medesima
qualifica, idonei di diversi concorsi, si compila una sola
graduatoria in base alla votazione conseguita da ciascun aspirante
ridotta in centesimi. Nel caso di aspiranti con più di una idoneità
si prende in considerazione quella con votazione più alta e si
aggiunge un punto per ciascun’altra idoneità. A parità di votazione
la preferenza è determinata a secondo dei criteri stabiliti dal
quarto comma dell’art. 5 del testo unico approvato con D.P.R. 10
gennaio 1957, n. 3.
Nel caso di concorsi banditi su base regionale o interregionale, a
norma della legge 4 agosto 1965, n. 1027, le graduatorie di cui al
precedente comma restano distinte secondo le modalità stabilite negli
originari bandi di concorso ai fini della ripartizione dei posti
conferibili, da effettuarsi sulla base del rapporto tra il numero
complessivo dei posti messi a suo tempo a concorso ed il numero dei
posti destinati ai singoli concorsi su base regionale o
interregionale. Per gli idonei in più di un concorso si applicano le
norme di cui al comma precedente.
Le nomine del suddetto personale avverranno a domanda da parte
degli interessati da presentarsi entro sessanta giorni dalla
pubblicazione della presente legge.
Gli idonei dei concorsi non ancora espletati alla data di entrata
in vigore della presente legge, ai fini della nomina in rublo ai
sensi dei commi precedenti, possono presentare domanda entro trenta
giorni dalla data nella quale hanno superato la prova orale (1).
Gli idonei di cui al comma precedente saranno inseriti nelle
rispettive graduatorie e concorreranno alla nomina per i posti che si
renderanno disponibili in date successive, fatto salvo il termine del
31 dicembre 1976 (1).

(1) Comma aggiunto dall’art. 5, l. 27 maggio 1975, n. 176.

Art. 2.

Il Ministro per i beni e le attività culturali, in deroga alle
vigenti disposizioni ed in particolare a quelle contenute nel D.P.R.
28 dicembre 1970, n. 1077, è autorizzato a bandire pubblici concorsi,
con termini abbreviati da stabilirsi nei relativi bandi, per
l’assunzione del personale in relazione alle vacanze esistenti nei
ruoli organici dell’Amministrazione delle antichità e belle arti di
cui alla tabella B del decreto del D.P.R. 31 marzo 1971, n. 283, dopo
l’applicazione dell’art. 1 della presente legge.
Entro otto mesi dalla data di pubblicazione del decreto che approva
la graduatoria, l’amministrazione è tenuta ad assumere, oltre ai
vincitori, gli idonei nell’ordine della graduatoria ed entro il
limite dei posti disponibili.
L’amministrazione è autorizzata a procedere all’espletamento dei
concorsi se entro quindici giorni dall’inoltro dei relativi bandi
agli organi di controllo non sia stato rifiutato il visto della Corte
dei conti.
Gli impiegati nominati in prova vengono assunti in servizio, anche
prima della registrazione da parte della Corte dei conti del relativo
decreto di nomina.

Art. 3.

I concorsi per la nomina del personale dell’Amministrazione delle
antichità e belle arti non appartenente alla carriera direttiva sono
banditi su base regionale.
Ai soli fini della formazione del ruolo nazionale, le singole
graduatorie verranno a costituire una graduatoria, unica, ferme
restando, nei riguardi delle singole graduatorie locali le riserve di
posti e le preferenze previste dalle norme vigenti.

Art. 4.

Il personale appartenente ai ruoli di cui alla tabella B ed alla
tabella C allegate al D.P.R. 31 marzo 1971, n. 283, con gli aumenti
previsti dall’articolo 8 del D.P.R. 20 settembre 1973, n. 1186, che
di fatto presta servizio alla data di entrata in vigore della
presente legge presso gli uffici centrali del Ministero per i beni e
le attività culturali e del Ministero della pubblica istruzione è
collocato, a domanda, in ruoli ad esaurimento corrispondenti alle
carriere e ai ruoli di provenienza, presso le predette
amministrazioni.
Il personale iscritto nei ruoli ad esaurimento continua nella
progressione delle carriere di appartenenza; i posti disponibili per
le promozioni alle qualifiche superiori saranno calcolati rispettando
le attuali proporzioni determinate dalla consistenza numerica
dell’organico di ciascuna carriera e di ciascun ruolo.
Il personale che non presenti la domanda di passaggio viene
restituito agli istituti di provenienza.
Il collocamento nei ruoli di cui al primo comma si attua con
provvedimento dell’amministrazione ove il personale presta servizio,
di concerto con i Ministeri per i beni e le attività culturali e del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica.

Art. 5.

Nei casi di particolare urgenza le soprintendenze alle antichità e
belle arti e gli istituti a ordinamento speciale provvedono, in
economia o a trattativa privata, alla realizzazione di opere per la
prevenzione antifurto e antincendio dei musei statali e degli
istituti predetti, previo parere dei comandi provinciali dei vigili
del fuoco competenti per territorio.
I fondi necessari per le opere di cui al primo comma, da attuare in
economia, sono forniti alle soprintendenze e agli istituti a
ordinamento speciale mediante apertura di credito, a norma delle
vigenti disposizioni per l’amministrazione del patrimonio e per la
contabilità generale dello Stato.

Art. 6.

I soprintendenti sono autorizzati ad adottare, in luogo del
Ministro per i beni e le attività culturali, nei casi di comprovata
urgenza, i provvedimenti previsti dagli articoli 14 e 15 della legge
1° giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni.

Art. 7.

Il Ministro per i beni e le attività culturali può provvedere
direttamente in economia o a trattativa privata, qualora sia
accertata la convenienza di omettere le formalità del pubblico
incanto o della licitazione privata:
a) all’esecuzione di lavori di conservazione, manutenzione,
restauro, ripristino e sistemazione di cose mobili ed immobili, di
interesse archeologico, storico o artistico;
b) all’esecuzione di scavi archeologici, nonché al trasporto del
materiale archeologico rinvenuto ai luoghi di destinazione e
all’affitto a breve termine di locali per il temporaneo deposito di
tale materiale e degli strumenti necessari per i lavori di scavo;
c) all’esecuzione di ufficio di lavori a carico dei
contravventori alle leggi di tutela artistica e paesistica;
d) all’esecuzione e all’acquisto di carte geografiche o
topografiche, di rilievi aerofotografici e aerofotogrammetrici, di
riprese fotografiche e cinematografiche anche aeree e sottomarine, di
piante, rilievi, disegni ed altro materiale illustrativo, riguardante
beni soggetti alle leggi di tutela artistica e paesistica.
Inoltre, quando siano accertate l’urgenza e la convenienza di
omettere le for…

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