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Approvazione delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche....

Approvazione delle norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche.

dm 03/03/1975 [MOD]

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto Ministeriale 3 marzo 1975 (in Suppl. ordinario alla Gazz.
Uff., 8 aprile, n. 93). — Approvazione delle norme tecniche per le
costruzioni in zone sismiche.

Il Ministro per i lavori pubblici, di concerto con il Ministro per
l’interno:
Vista la legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante provvedimenti per le
costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche;
Ritenuto che, in forza dell’art. 3, primo comma, della citata legge
n. 64/1974, devono essere emanate specifiche norme tecniche per la
disciplina di tutte le costruzioni da realizzarsi in zone sismiche;
Visto il voto n. 688 dell’11 ottobre 1974, con il quale il
Consiglio superiore dei lavori pubblici (assemblea generale) ha
espresso, tra l’altro, il parere che la normativa tecnica così come
elaborata sia meritevole di approvazione;

Decreta:

Art. 1. Sono approvate le norme tecniche per le costruzioni in zone
sismiche, formanti oggetto del voto n. 688 dell’11 ottobre 1974 del
Consiglio superiore dei lavori pubblici e che risultano riportate in
allegato al presente decreto, formandone parte integrante.

Art. 2. Ai sensi dell’art. 32 della ripetuta legge 2 febbraio 1974,
n. 64, dette norme entrano in vigore trenta giorni dopo la
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI IN ZONE SISMICHE

A. Disposizioni generali.

A.1. Oggetto delle norme — Classificazione delle zone sismiche.

Le presenti norme tecniche disciplinano tutte le costruzioni la cui
sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità, da
realizzarsi in zone dichiarate sismiche ai sensi del secondo comma
dell’art. 3 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, ferma restando
l’applicazione delle norme di cui all’art. 1 della legge stessa.
Il grado di sismicità delle diverse zone da assumere per la
determinazione delle azioni sismiche, e di quant’altro specificato
nelle presenti norme tecniche, risulta dall’apposito decreto
interministeriale.
Per tutte le costruzioni di cui all’art. 3 della legge 2 febbraio
1974, n. 64, valgono i criteri generali di progettazione riportati
nella sezione B. Per gli edifici e per le opere di sostegno dei
terreni valgono le disposizioni particolari riportate rispettivamente
nelle sezioni C e D.

A.2. Terreni di fondazione e relative prescrizioni generali.

I fattori influenzanti il comportamento delle fondazioni dovranno
essere individuati e valutati in conformità di quanto stabilito dalle
disposizioni vigenti ed in particolare dalla circolare del Ministero
dei lavori pubblici 6 novembre 1967, n. 3797, e che si intende
integralmente richiamata.
In particolare per le costruzioni su pendii devono essere eseguite
le opportune indagini convenientemente estese al di fuori dell’area
edificatoria per rilevare tutti i fattori occorrenti alla valutazione
delle condizioni di stabilità dei pendii medesimi.
Dovranno inoltre essere eseguite indagini specifiche per tener
conto in modo adeguato alle esigenze costruttive dell’eventualità che
possano verificarsi nel sottosuolo dell’opera od in zone ad esse
adiacenti fenomeni di liquefazione.
I risultati di tali accertamenti dovranno essere illustrati nella
relazione sulle fondazioni di cui al quarto comma dell’art. 17 della
legge 2 febbraio 1974, n. 64.
B. Criteri generali di progettazione.

B.1. Disposizioni preliminari.

Le sollecitazioni provocate dalle azioni sismiche orizzontali o
verticali devono essere valutate convenientemente mediante un’analisi
statica ovvero mediante un’analisi dinamica, seguendo i criteri
generali contenuti nella presente sezione B.
Si potranno, in alternativa, eseguire analisi più approfondite
fondate su un’opportuna e motivata scelta di un <<terremoto di
progetto>> e su procedimenti di calcolo basati su ipotesi e su
risultati sperimentali chiaramente comprovati.

B.2. Direzione delle componenti orizzontali delle accelerazioni del
terreno durante il sisma.

Si assumerà che il moto del terreno possa avvenire non
contemporaneamente, in due qualsiasi direzioni orizzontali ortogonali
prefissate dal progettista.

B.3. Masse strutturali.

Le masse delle strutture sottoposte al moto impresso dal sisma sono
quelle del peso proprio e dei sovraccarichi permanenti nonchè di
un’aliquota dei sovraccarichi accidentali.
Per i casi non contemplati nelle sezioni C e D, i sovraccarichi
accidentali devono considerarsi presenti, in occasione del sisma, per
un’aliquota del valore massimo ad essi assegnato nel calcolo statico
di esercizio da valutare attraverso considerazioni statistiche.
Per i serbatoi, i contenitori, e le costruzioni o elementi di
costruzioni ad essi assimilabili, il peso del contenuto deve essere
considerato totalmente presente.

B.4. Coefficiente di risposta.

Si assume come coefficiente di risposta R della struttura una
funzione del periodo fondamentale T 0 della stessa, per oscillazioni
nella direzione considerata:
per T¿0 > 0,8 secondi R = 0,862/T 0 2/3
per T¿0 2);
R il coefficiente di risposta relativo alla direzione
considerata;
W il peso complessivo delle masse strutturali.
Qualora la costruzione non rientri nei casi contemplati nelle
sezioni C e D, la forza complessiva F h deve considerarsi distribuita
sulla struttura proporzionalmente alle singole masse presenti;
b) un sistema di forze verticali, distribuite sulla struttura
proporzionalmente alle masse presenti, la cui risultante sarà:

F v = m * C * W

nella quale è, in genere, m=2, salvo quanto precisato nelle norme
tecniche proprie di opere particolari.
Indicando con alfa h e eta h rispettivamente le sollecitazioni
(momento flettente, forza assiale, forza di taglio e momento
torcente) e gli spostamenti prodotti dal sisma di forze orizzontali,
e con alfa v e eta v le sollecitazioni e gli spostamenti prodotti dal
sisma di forze verticali la singola componente di sollecitazione alfa
e la singola componente di spostamento eta risultano:

alfa = RDQ [alfa h 2 + alfa v 2]

eta = RDQ [eta h 2 + eta v 2]

L’analisi statica degli effetti sismici si può adottare per le
costruzioni la cui struttura portante abbia uno schema statico
semplice nei riguardi del suo comportamento sotto l’azione sismica, e
che non presenti elementi spingenti o di luce notevole.

B.6. Analisi dinamica.

Gli effetti sismici possono essere valutati mediante un’analisi
dinamica della struttura considerata in campo elastico lineare.
Questa può essere eseguita con il metodo dell’analisi modale
adottando per lo spettro di risposta, in termini d’accelerazione,
l’espressione:

a/g = C * R

dove a è l’accelerazione spettrale;
g è l’accelerazione di gravità;
R è la funzione del periodo di vibrazione definito così come al
punto B.4. per le accelerazioni orizzontali, mentre è R 1 per le
accelerazioni verticali.
L’analisi modale deve tenere conto almeno dei primi tre modi di
vibrazione. Se la struttura presenta gruppi di modi indipendenti, il
numero di modi considerati deve essere adeguatamente aumentato di
conseguenza.
Per ciascuna eccitazione (orizzontale oppure verticale), indicando
con alfa i e eta i rispettivamente le sollecitazioni e gli
spostamenti relativi al modo iesimo, le sollecitazioni e gli
spostamenti complessivi si calcolano con le espressioni:

alfa = RDQ [SMM [alfa i 2]] eta = RDQ [SMM [eta i 2]]

La sovrapposizione degli effetti dovuti alle diverse eccitazioni si
esegue con le (1).

B.7. Verifiche.

Tutte le costruzioni in zone dichiarate sismiche, oltre ad essere
verificate secondo le prescrizioni contenute nelle norme vigenti per
le zone non sismiche, devono soddisfare le verifiche sismiche, che
consistono nel controllo delle tensioni secondo il metodo delle
tensioni ammissibili e, se necessario, dell’entità degli spostamenti.
Tali verifiche si devono eseguire secondo quanto indicato nei
successivi punti B.8., B.9., B.10.
B.8. Tensioni.

Siano alfa le sollecitazioni dovute al sisma ed alfa p quelle
dovute alle altre azioni agenti contemporaneamente, escluso il vento.
Le tensioni dovute alle sollecitazioni alfa p +- alfa devono
rimanere entro i limiti prescritti dalle norme vigenti per i
materiali impiegati, facendo riferimento, quando siano previste in
dette norme, a condizioni di carico eccezionale.

B.9. Spostamenti.

Le deformazioni di una struttura soggetta alle azioni del sisma più
gravoso cui essa deve resistere, sono in realtà notevolmente
superiori a quelle elastiche corrispondenti alle sollecitazioni alfa
p +- alfa che derivano dal calcolo convenzionale statico o dinamico
sopra prescritto, cosicchè la struttura esce, in generale, dal campo
elastico lineare.
Quando non si eseguano analisi più accurate, basate su un’opportuna
e motivata scelta di un <<terremoto di progetto>> e sul comportamento
non lineare della struttura, la previsione degli spostamenti può
essere fatta convenzionalmente nel modo seguente. Siano eta gli
spostamenti elastici dovuti al sisma, valutati come indicato al punto
B.5. oppure al punto B.6.; siano eta p gli spostamenti elastici
dovuti alle altre azioni, escluso il vento.
Gli spostamenti reali eta r si definiscono:

eta r = eta p +- C eta

dove C=6 se gli eta sono calcolati come in B.5.
mentre C=4 se gli eta sono calcolati con analisi dinamica.
Gli spostamenti così valutati non devono compromettere il
mantenimento delle connessioni nè dare luogo a martellamenti fra
strutture indipendenti adiacenti.
Qualora una connessione sia affidata all’attrito, essa dovrà essere
o…

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