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Norme sull'edilizia scolastica e piano finanziario d'intervento....

Norme sull'edilizia scolastica e piano finanziario d'intervento.

l 05/08/1975 n. 00000412

EDILIZIA E URBANISTICA
Legge 5 agosto 1975, n. 412 (in Gazz. Uff., 28 agosto, n. 229). —
Norme sull’edilizia scolastica e piano finanziario d’intervento.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art. 1.

Norme generali.

Le disposizioni di cui alla presente legge realizzano un intervento
per mezzo di due piani triennali dal 1975 al 1980 nel quadro della
programmazione scolastica nazionale.
I programmi di edilizia scolastica, debbono assicurare un
equilibrato sviluppo delle strutture educative nei vari tipi di
scuola.
I nuovi edifici scolastici, comprensivi di palestre e di impianti
sportivi, dovranno essere distribuiti sul territorio e progettati in
modo da realizzare un sistema a dimensioni e localizzazioni ottimali
il quale:
a) preveda ogni edificio scolastico come struttura inserita in un
contesto urbanistico e sociale che garantisca a tutti gli alunni di
formarsi nelle migliori condizioni ambientali ed educative e,
compatibilmente con la preminente attività didattica della scuola,
consenta la fruibilità dei servizi scolastici, educativi, culturali e
sportivi da parte della comunità, secondo il concetto dell’educazione
permanente e consenta anche la piena attuazione delle norme previste
dal decreto del Presidente della Repubblica 31 maggio 1974, n. 416;
b) favorisca l’integrazione tra più scuole di uno stesso
distretto scolastico, assicurando il coordinamento e la migliore
utilizzazione delle attrezzature scolastiche e dei servizi, nonchè
l’interrelazione tra le diverse esperienze educative;
c) consenta una facile accessibilità alla scuola per le varie età
scolari tenendo conto, in relazione ad essa, delle diverse
possibilità di trasporto e permetta la scelta tra i vari indirizzi di
studi indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali;
d) permetta la massima adattabilità degli edifici scolastici per
l’attuazione del tempo pieno e lo svolgimento delle attività
integrative in relazione al rinnovamento e aggiornamento delle
attività didattiche.

Art. 2.

Programmi di edilizia scolastica.

Per il periodo 1975-1980 gli interventi per la costruzione e
l’ampliamento, oltre l’acquisto e il riattamento compatibilmente con
la recettività del quartiere, di edifici destinati alle scuole
statali di ogni ordine e grado, comprese le scuole materne e gli
istituti secondari di istruzione artistica nonchè per il
completamento dei programmi precedenti di edilizia scolastica, la cui
validità sia riconosciuta ancora attuale, sono attuati mediante due
programmi triennali riferiti rispettivamente agli anni 1975-1976-1977
e 1978-1979-1980.
Tra gli oneri per la realizzazione dei programmi sono comprese le
spese relative all’acquisizione delle aree, nonchè, entro un limite
non superiore al 5 per cento del costo totale dell’opera elevabile al
10 per cento per le zone di cui alla legge 10 agosto 1950, n. 646, e
successive modificazioni ed integrazioni, quelle delle necessarie,
relative opere di urbanizzazione. Sono altresì comprese le spese per
la progettazione, la direzione dei lavori ed il collaudo delle opere.
Nei programmi sono anche compresi gli interventi volti alla
realizzazione di ogni infrastruttura necessaria per lo svolgimento
delle attività integrative della scuola e per la migliore attuazione
del diritto allo studio, ivi comprese le attrezzature per le palestre
e gli arredamenti sia didattici che amministrativi.

Art. 3.

Procedure per la programmazione.

Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge il Ministro per la pubblica istruzione, di concerto con il
Ministro per i lavori pubblici, sentita la commissione interregionale
di cui all’art. 13 della legge 16 maggio 1970, n. 281, indica la
somma a disposizione per le singole regioni e le disponibilità
annuali.
L’indicazione viene effettuata per il 50 per cento dello
stanziamento in relazione alla popolazione residente in età
scolastica fino ai 19 anni calcolata in base all’ultimo censimento
generale della popolazione e per il 50 per cento in base agli
incrementi di scolarità ed alle carenze pregresse tenendo conto in
particolare delle necessità delle zone di cui all’art. 1 del testo
unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523, e
all’art. 1 della legge 22 luglio 1966, n. 614, e successive
modificazioni.
Entro lo stesso termine il Ministro per la pubblica istruzione, in
base ai princìpi di cui all’art. 1, fissa i criteri per la formazione
del programma di cui al comma successivo e gli indirizzi rivolti ad
assicurare il coordinamento degli interventi ai fini della
programmazione scolastica nazionale.
La regione, entro sessanta giorni dalla comunicazione di cui al
primo comma, sulla base delle richieste degli enti obbligati e delle
indicazioni dei consigli scolastici distrettuali e provinciali,
accetta il fabbisogno complessivo e, definita d’intesa con il
Ministro per la pubblica istruzione l’entità degli interventi per i
diversi gradi e tipi di scuole, approva il programma triennale delle
opere di cui al precedente art. 2 e lo comunica al Ministero della
pubblica istruzione ed al Ministero dei lavori pubblici.
Entro venti giorni dalla data di comunicazione del programma il
Ministro per i lavori pubblici, di concerto con il Ministro per la
pubblica istruzione, provvede all’attribuzione dei relativi fondi,
articolati per anni finanziari.
Una quota dei finanziamenti, non inferiore al 15 per cento, dovrà
essere accantonata dalle regioni per far fronte alle eventuali
variazioni di programmi nonchè alle occorrenti integrazioni di
finanziamento, ivi comprese quelle conseguenti ad aggiudicazioni dei
lavori mediante gare con offerte in aumento, a revisione dei prezzi,
a maggiori compensi per riserve e a maggiori costi di aree.
Nel caso in cui la regione o gli enti locali obbligati intendano
effettuare interventi integrativi con propri finanziamenti, devono
darne comunicazione al Ministero della pubblica istruzione e al
Ministero dei lavori pubblici, precisando per ogni intervento la
localizzazione, la destinazione e la dimensione.
Per il successivo programma triennale il termine di cui al primo
comma del presente articolo decorre dal 1° gennaio dell’ultimo anno
del precedente triennio.

Art. 4.

Princìpi fondamentali per l’esecuzione
delle opere di edilizia scolastica.

Le regioni, comprese quelle a statuto speciale, emanano norme
legislative per l’affidamento e l’esecuzione delle opere di edilizia
scolastica, nei limiti dei princìpi fondamentali che seguono e di
quelli stabiliti nella legge sull’amministrazione del patrimonio e
della contabilità dello Stato, e successive modificazioni e
integrazioni, in materia di snellimento delle procedure per
l’esecuzione di opere pubbliche o di edilizia scolastica, comprese
quelle previste dagli articoli 2, 3 e 4 della legge 17 agosto 1974,
n. 413, in quanto compatibili:
dovrà essere previsto che per l’esecuzione delle opere gli enti
obbligati, provincie e comuni e consorzi costituiti tra tali enti,
operino anche mediante l’istituto della concessione, secondo le
disposizioni di cui all’articolo seguente, ove possibile con piani
organici di opere, per incentivare i processi di industrializzazione
edilizia;
dovranno essere previsti i tempi per l’acquisizione delle aree
occorrenti da parte degli enti competenti e dovrà essere garantita
l’osservanza delle norme tecniche di cui al successivo art. 9;
dovranno essere previsti i tempi per la progettazione,
approvazione ed esecuzione delle opere, nonchè le procedure
surrogatorie regionali per i casi di inadempienza;
le opere realizzate apparterranno al patrimonio indisponibile
degli enti competenti, con destinazione ad uso scolastico e con i
conseguenti oneri di manutenzione.
Fino a quando non interverrà la legislazione regionale di cui al
presente articolo valgono per gli enti obbligati le norme vigenti in
materia.

Art. 5.

Disciplina della concessione.

L’esecuzione delle opere finanziate con la presente legge può
essere affidata in concessione, mediante apposita convenzione, a
enti, a imprese od a consorzi di imprese, nonchè a cooperative o loro
consorzi.
L’affidamento in concessione deve avvenire con provvedimento
motivato sulla base di un confronto tecnico ed economico delle
offerte a tal fine presentate a seguito di bando.
Gli enti, le imprese o i consorzi di imprese, nonchè le cooperative
o loro consorzi che partecipano alla gara devono fornire la
dimostrazione della loro capacità tecnica ed economica.
La convenzione dovrà tra l’altro prevedere:
1) le procedure relative alla elaborazione da parte della
concessionaria del progetto generale e dei progetti esecutivi delle
singole opere, nonchè le procedure per l’approvazione dei progetti
medesimi;
2) la facoltà di utilizzare nella progettazione e nell’esecuzione
delle opere sistemi industrializzati;
3) le modalità di appalto dei lavori e delle forniture da parte
della concessionaria e quelle relative alla contabilizzazione delle
opere e delle forniture;
4) le modalità per le forni…

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