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Regolamento di polizia mortuaria....

Regolamento di polizia mortuaria.

dpr 21/10/1975 n. 00000803 [MOD] [ABR]

SEPOLTURE
Decreto del Presidente della Repubblica 21 ottobre 1975, n. 803 (in
Suppl. ordinario n. 1 alla Gazz. Uff. n. 22, del 26
gennaio).Regolamento di polizia mortuaria.

REGOLAMENTO DI POLIZIA MORTUARIA

Titolo 1
Denuncia della causa di morte e accertamento dei decessi.

Articolo 1.

Ferme restando le disposizioni sulla dichiarazione e sull’avviso di
morte da parte dei familiari o di chi per essi, contenute nel titolo
VII del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello
stato civile, i medici, a norma dell’art. 103 sub a) del testo unico
delle leggi sanitarie, regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265,
debbono, per ogni caso di morte di persona da loro assistita,
denunciare al sindaco la malattia che, a loro giudizio, ne sarebbe
stata la causa.
Nel caso di morte di persona cui siano stati somministrati nuclidi
radioattivi la denuncia della causa di morte deve contenere le
indicazioni previste dall’art. 100 del decreto del Presidente della
Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185.
Nel caso di decesso senza assistenza medica la denuncia della
presunta causa di morte è fatta dal medico necroscopo.
L’obbligo della denuncia della causa di morte è fatto anche ai
medici incaricati di eseguire autopsie disposte dall’autorità
giudiziaria o per riscontro diagnostico.
La denuncia della causa di morte di cui ai commi precedenti, deve
essere fatta entro ventiquattro ore dall’accertamento del decesso su
apposita scheda di morte stabilita dal Ministero della sanità,
d’intesa con l’Istituto centrale di statistica.
La scheda di morte ha finalità esclusivamente
sanitario-statistiche.
A cura del comune presso l’ufficio di igiene dovrà essere
conservato e tenuto aggiornato un registro con l’elenco dei deceduti
nell’anno e relativa causa di morte.

Articolo 2.

Per la denuncia della causa di morte nei casi previsti dal quarto
comma dell’articolo precedente, si devono osservare, a seconda che si
tratti di autopsia a scopo di riscontro diagnostico o di autopsia
giudiziaria, le disposizioni contenute negli articoli 38 e 44.

Articolo 3.

Fermo restando per i sanitari l’obbligo di cui all’art. 365 del
codice penale, ove dalla scheda di morte risulti o sorga comunque il
sospetto che la morte sia dovuta a reato, il sindaco deve darne
immediata comunicazione all’autorità giudiziaria e a quella di
pubblica sicurezza.

Articolo 4.

Le funzioni di medico necroscopo di cui all’art. 141 del regio
decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello stato civile,
sono esercitate dal medico condotto o da altro sanitario nominato dal
sindaco.
Negli ospedali la funzione di medico necroscopo è svolta dal
direttore sanitario o da un medico da lui delegato.
I medici necroscopi dipendono per tale attività dall’ufficiale
sanitario ed a questi riferiscono sull’espletamento del servizio
anche in relazione a quanto previsto dall’art. 365 del codice penale.
Il medico necroscopo ha il compito di accertare la morte, redigendo
l’apposito certificato previsto dal citato art. 141.
La visita del medico necroscopo deve sempre essere effettuata non
prima di 15 ore dal decesso, salvo i casi previsti dagli articoli 8,
9 e 10.

Articolo 5.

Nel caso di rinvenimento di parti di cadavere o anche di resti
mortali o di ossa umane, chi ne fa la scoperta deve informarne
immediatamente il sindaco il quale ne dà subito comunicazione
all’autorità giudiziaria e a quella di pubblica sicurezza.
Il sindaco incarica dell’esame del materiale rinvenuto il medico
necroscopo e comunica i risultati degli accertamenti eseguiti
all’autorità giudiziaria perché questa rilasci il nulla osta per la
sepoltura.

Articolo 6.

L’autorizzazione per la sepoltura nel cimitero è rilasciata, a
norma dell’art. 141 del regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238,
sull’ordinamento dello stato civile, dall’ufficiale dello stato
civile.
La medesima autorizzazione è necessaria per la sepoltura nel
cimitero di parti di cadavere od ossa umane contemplate dall’art. 5.

Articolo 7.

Per i nati morti, ferme restando le disposizioni dell’art. 74 del
regio decreto 9 luglio 1939, n. 1238, sull’ordinamento dello stato
civile, si seguono le disposizioni stabilite negli articoli
precedenti.
Per la sepoltura dei prodotti abortivi di presunta età di
gestazione dalle 20 alle 28 settimane complete e dei feti che abbiano
presumibilmente compiuto 28 settimane di età intrauterina e che
all’ufficiale di stato civile non siano stati dichiarati come nati
morti, i permessi di trasporto e di seppellimento sono rilasciati
dall’ufficiale sanitario.
A richiesta dei genitori nel cimitero potranno essere raccolti con
la stessa procedura anche prodotti del concepimento di presunta età
inferiore alle 20 settimane.
Nei casi previsti dai due commi precedenti, i parenti o chi per
essi sono tenuti a presentare, entro 24 ore dall’espulsione od
estrazione del feto, domanda di seppellimento all’ufficiale
sanitario, accompagnata da certificato medico che indichi la presunta
età di gestazione ed il peso del feto.

Titolo 2
Periodo di osservazione dei cadaveri.

Articolo 8.

Nessun cadavere può essere chiuso in cassa, né essere sottoposto ad
autopsia, a trattamenti conservativi, a conservazione in celle
frigorifere, né essere inumato, tumulato, cremato, prima che siano
trascorse 24 ore dal momento del decesso, salvo i casi di
decapitazione o di maciullamento e salvo quelli nei quali il medico
necroscopo avrà accertato la morte anche mediante l’ausilio di
apparecchi o strumenti.

Articolo 9.

Nei casi di morte improvvisa ed in quelli in cui si abbiano dubbi
di morte apparente, l’osservazione deve essere protratta fino a 48
ore, salvo che il medico necroscopo non accerti la morte nei modi
previsti dall’articolo precedente.

Articolo 10.

Nei casi in cui la morte sia dovuta a malattia infettiva-diffusiva
o il cadavere presenti segni di iniziata putrefazione, o quando altre
ragioni speciali lo richiedano, su proposta dell’ufficiale sanitario,
il sindaco può ridurre il periodo di osservazione a meno di 24 ore.

Articolo 11.

Durante il periodo di osservazione il corpo deve essere posto in
condizioni tali che non ostacolino eventuali manifestazioni di vita.
Nel caso di deceduti per malattia infettiva-diffusiva devono essere
adottate speciali misure cautelative prescritte dall’ufficiale
sanitario.
Titolo 3
Depositi di osservazione.

Articolo 12.

I comuni debbono avere nell’ambito del cimitero, un locale distinto
dalla camera mortuaria, per ricevere e tenere in osservazione, per il
periodo prescritto le salme di persone:
a) morte in abitazioni inadatte e nelle quali sia pericoloso
mantenerle per il prescritto periodo di osservazione;
b) morte in seguito a qualsiasi accidente della pubblica via o in
luogo pubblico;
c) ignote, di cui debba farsi esposizione al pubblico per il
riconoscimento.
Il deposito di osservazione e gli obitori possono essere istituiti
dal comune anche presso ospedali od altri istituti sanitari ovvero in
particolare edificio ben rispondente allo scopo per ubicazione e
requisiti igienici.
Il mantenimento in osservazione di salme di persone cui sono stati
somministrati nuclidi radioattivi deve aver luogo in modo che sia
evitata la contaminazione ambientale, osservando le prescrizioni
disposte caso per caso dall’ufficiale sanitario, in relazione agli
elementi risultanti nel certificato di morte di cui all’art. 100 del
decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 1964, n. 185.

Articolo 13.

I depositi di osservazione e gli obitori devono essere idonei ad
assicurare la sorveglianza da parte del custode, anche ai fini del
rilevamento di eventuali manifestazioni di vita.

Titolo 4
Trasporto dei cadaveri.

Articolo 14.

Il trasporto delle salme, salvo speciali disposizioni dei
regolamenti comunali di igiene, è:
a) a pagamento, secondo una tariffa stabilita dall’autorità
comunale, quando la famiglia richieda servizi o trattamenti speciali;
b) a carico del comune in ogni altro caso. Il trasporto deve
essere comunque effettuato in una forma che garantisca il decoro del
servizio.
L’ufficiale sanitario vigila e controlla il servizio di trasporto
delle salme, e propone al sindaco o al presidente del consorzio di
vigilanza igienica i provvedimenti necessari ad assicurare la
regolarità del servizio.

Articolo 15.

Il trasporto dei cadaveri prima che sia trascorso il periodo di
osservazione prescritto dalle disposizioni del titolo 2, deve essere
eseguito in condizioni tali da non ostacolare eventuali
manifestazioni di vita.

Articolo 16.

Quando la morte è dovuta ad una delle malattie infettive-diffusive
comprese nell’apposito elenco pubblicato dal Ministero della sanità,
il cadavere trascorso il periodo di osservazione, deve essere deposto
nella cassa con gli indumenti di cui è rivestito ed avvolto in un
lenzuolo imbev…

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