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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 agosto ...

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 agosto 1976, n. 544, concernente proroga dei termini di cui agli articoli 15, 17 e 18 della legge 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall'inquinamento.

l 08/10/1976 n. 00000690

INQUINAMENTO
Legge 8 ottobre 1976, n. 690 (in Gazz. Uff., 9 ottobre, n. 270). –
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 10 agosto
1976, n. 544, concernente proroga dei termini di cui agli articoli
15, 17 e 18 della legge 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la
tutela delle acque dall’inquinamento.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

Articolo unico. – Il decreto-legge 10 agosto 1976, n. 544,
concernente proroga dei termini di cui agli articoli 15, 17 e 18
della legge 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle
acque dall’inquinamento, è convertito in legge con le seguenti
modificazioni:
Nell’art. 1, le parole: <<sono prorogati di centoventi giorni>>,
sono sostituitecon le seguenti: <<sono prorogati di centottanta
giorni>>.
Dopo l’art. 1 sono inseriti i seguenti:
Art. 1-bis. Il termine di sei mesi di cui all’ultimo comma
dell’art. 2 della legge 10 maggio 1976, n. 319, è prorogato di due
mesi.
Art. 1-ter. Nell’art. 26 della legge 10 maggio 1976, n. 319, dopo
il primo, sono inseriti i seguenti commi:
<<Restano in vigore le disposizioni di cui alla legge 16 aprile
1973, numero 171, concernente interventi per la salvaguardia di
Venezia, nonché al decreto del Presidente della Repubblica 20
settembre 1973, n. 962, recante tutela della città di Venezia e del
suo territorio dagli inquinamenti delle acque.
Il termine di cui al secondo comma dell’art. 9 della legge 16
aprile 1973, n. 171, è prorogato di tre anni>>.
Gli ultimi due commi dell’art. 9 della legge 16 aprile 1973, n.
171, sono sostituiti dai seguenti:
<<In deroga a quanto previsto dall’art. 26 della legge 5 marzo
1963, numero 366, chiunque apra, mantenga o comunque effettui nella
laguna uno scarico senza aver richiesto la prescritta autorizzazione
ovvero continui ad effettuare o mantenere lo scarico dopo che
l’autorizzazione sia stata negata o revocata, è punito con l’arresto
da due mesi a due anni o con l’ammenda da lire 500 mila a lire 10
milioni. In caso di recidiva specifica, è consentita l’emissione del
mandato di cattura. Se lo scarico supera i limiti di accettabilità di
cui alla tabella allegata al decreto del Presidente della Repubblica
20 settembre 1973, n. 962, si applica sempre la pena dell’arresto.
Chiunque effettua o mantiene uno scarico senza osservare le
prescrizioni indicate nel provvedimento di autorizzazione è punito
con l’arresto fino a due anni o con l’ammenda fino a lire 10
milioni>>.
Art. 1-quater. – Ai sensi e per gli effetti della legge 10 maggio
1976, numero 319, si intende:
a) per <<insediamento o complesso produttivo>>, uno o più edifici
od installazioni collegati tra di loro in un’area determinata dalla
quale abbiano origine uno o più scarichi terminali e nella quale si
svolgano prevalentemente, con carattere di stabilità e permanenza,
attività di produzione di beni;
b) per <<insediamento civile>>, uno o più edifici o
installazioni, collegati tra di loro in un’area determinata dalla
quale abbiano origine uno o più scarichi terminali, ed adibiti ad
abitazione o allo svolgimento di attività alberghiera, turistica,
sportiva, ricreativa, scolastica, sanitaria, a prestazione di servizi
ovvero ad ogni altra attività, anche compresa tra quelle di cui alla
precedente lettera a), che dia origine esclusivamente a scarichi
terminali assimilabili a quelli provenienti da insediamenti
abitativi.
Le imprese agricole di cui all’art. 2135 del codice civile sono
considerate insediamenti civili.
Art. 1-quinquies. – In deroga a quanto stabilito dal primo comma
dell’art. 18 della legge 10 maggio 1976, n. 319, l’obbligo del
versamento della somma ivi prevista decorre dalla data della
deliberazione del Comitato dei Ministri di cui allo stesso articolo.

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