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Nuova regolamentazione delle servitù militari (1)....

Nuova regolamentazione delle servitù militari (1).

L 24/12/1976 n. 00000898 VIGENTE

FORZE ARMATE (GENERALITA’)
Legge 24 dicembre 1976, n. 898 (in Gazz. Uff., 11 gennaio 1977, n.
8). — Nuova regolamentazione delle servitù militari (1).

(1) In luogo di Ragioneria/e centrale/i, leggasi Ufficio/i
centrale/i di bilancio ex art. 7, d.lg. 5 dicembre 1997, n. 430.

(Omissis).

Art. 1.

In vicinanza delle opere ed installazioni permanenti e
semipermanenti di difesa, di segnalazione e riconoscimento costiero,
delle basi navali, degli aeroporti, degli impianti ed installazioni
radar e radio, degli stabilimenti nei quali sono fabbricati,
manipolati o depositati materiali bellici o sostanze pericolose, dei
campi di esperienze e dei poligoni di tiro il diritto di proprietà
può essere soggetto a limitazioni secondo le norme della presente
legge.
Tali limitazioni sono stabilite nella durata massima di cinque
anni, salvo quanto previsto dal successivo articolo 10, e debbono
essere imposte nella misura direttamente e strettamente necessaria
per il tipo di opere o di installazioni di difesa.

Art. 2.

Le limitazioni possono consistere:
a) nel divieto di: fare elevazioni di terra o di altro materiale;
costruire condotte o canali sopraelevati; impiantare condotte o
depositi di gas o liquidi infiammabili; scavare fossi o canali di
profondità superiore a 50 cm.; aprire o esercitare cave di qualunque
specie; installare macchinari o apparati elettrici e centri
trasmittenti; fare le piantagioni e le operazioni campestri che
saranno determinate con regolamento;
b) nel divieto di: aprire strade; fabbricare muri o edifici;
sopraelevare muri o edifici esistenti; adoperare nelle costruzioni
alcuni materiali.

Art. 3.

In ciascuna regione è costituito un comitato misto paritetico di
reciproca consultazione per l’esame, anche con proposte alternative
della regione e dell’autorità militare, dei problemi connessi
all’armonizzazione tra i piani di assetto territoriale e di sviluppo
economico e sociale della regione e delle aree subregionali ed i
programmi delle installazioni militari e delle conseguenti
limitazioni (1).
Nel Trentino-Alto Adige il comitato regionale è sostituito da due
comitati provinciali, rispettivamente per la provincia di Trento e
per quella di Bolzano. Conseguentemente l’indicazione della regione,
del consiglio regionale e del presidente della giunta regionale si
intende, per il Trentino-Alto Adige, riferita alla provincia, al
consiglio provinciale e al presidente della giunta provinciale.
Qualora esigenze di segreto militare non consentano un approfondito
esame, il presidente della giunta regionale può chiedere all’autorità
competente di autorizzare la comunicazione delle notizie necessarie.
Il comitato è altresì consultato semestralmente su tutti i
programmi delle esercitazioni a fuoco di reparto o di unità, per la
definizione delle località, degli spazi aerei e marittimi regionali,
del tempo e delle modalità di svolgimento, nonché sull’impiego dei
poligoni della regione. Qualora la maggioranza dei membri designati
dalla regione si esprima in senso contrario, sui programmi di
attività addestrative decide in via definitiva il Ministro della
difesa (1).
Ciascun comitato, sentiti gli enti locali e gli altri organismi
interessati, definisce le zone idonee alla concentrazione delle
esercitazioni di tiro a fuoco nella regione per la costituzione di
poligoni, utilizzando prioritariamente, ove possibile, aree demaniali
(1).
Una volta costituite tali aree militari, le esercitazioni di tiro a
fuoco dovranno di massima svolgersi entro le aree stesse. Per le aree
addestrative, terrestri, marittime ed aeree, sia provvisorie che
permanenti, si stipulano disciplinari d’uso fra l’autorità militare e
la regione interessata. In caso di mancato accordo il progetto di
disciplinare è rimesso al Ministro della difesa che decide sentiti il
presidente della giunta regionale e il presidente del comitato misto
paritetico competenti (2).
Il comitato è formato da cinque rappresentanti del Ministero della
difesa, da un rappresentante del Ministero del tesoro, da un
rappresentante del Ministero delle finanze, designati dai rispettivi
Ministri e da sette rappresentanti della regione nominati dal
presidente della giunta regionale, su designazione, con voto
limitato, del consiglio regionale (1).
Per ogni membro è nominato un supplente.
Il comitato si riunisce a richiesta del comandante militare
territoriale di regione o del comandante in capo di dipartimento
militare marittimo o del comandante di regione aerea o del presidente
della regione; presiede l’ufficiale generale o ammiraglio più elevato
in grado o più anziano; funge da segretario l’ufficiale meno elevato
in grado o meno anziano.
Delle riunioni del comitato è redatto verbale che conterrà le
eventuali proposte di membri discordanti sull’insieme della questione
trattata o su singoli punti di essa.
Le definitive decisioni sui programmi di installazioni militari e
relative limitazioni di cui al primo comma sono riservate al Ministro
per la difesa. La regione interessata può richiedere al Presidente
del Consiglio dei Ministri, entro quindici giorni dalla pubblicazione
o comunicazione della decisione ministeriale, che la questione sia
sottoposta a riesame da parte del Consiglio dei Ministri.
Il Presidente del Consiglio dei Ministri può, in casi particolari,
disporre che i provvedimenti di limitazione della proprietà siano
sospesi sino alla decisione del Consiglio dei Ministri. Il Consiglio
dei Ministri si pronuncia sulle richieste di riesame entro novanta
giorni.
Alla riunione del Consiglio dei Ministri è invitato il presidente
della giunta regionale interessata.

(1) Comma così sostituito dall’art. 1, l. 2 maggio 1990, n. 104. La
Corte cost., con sent. 12-19 dicembre 1990, n. 545, ha dichiarato
l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, sesto comma, l. 2 maggio
1990, n. 104, nella parte in cui non prevede che i rappresentanti
delle due Province in seno al Comitato misto paritetico previsto dal
presente comma, come sostituito dallo stesso art. 1, secondo comma,
della citata legge n. 104 del 1990, siano nominati dalla Giunta
provinciale rispettiva.
(2) Gli ultimi due periodi sono stati aggiunti dall’art. 1, l. 2
maggio 1990, n. 104.

Art. 4.

Il comandante militare territoriale di regione o il comandante in
capo di dipartimento militare marittimo o il comandante di regione
aerea, a seconda che l’opera sia, rispettivamente, dell’Esercito o
interforze, della Marina o dell’Aeronautica, predispone il progetto
di imposizione delle limitazioni, in attuazione e nell’ambito dei
programmi di cui al precedente articolo 3, corredandolo di un
preventivo di spesa relativo agli indennizzi.
Nelle norme che seguono, l’espressione <<il comandante
territoriale>> si intende riferita al comandante militare
territoriale di regione, al comandante in capo di dipartimento
militare marittimo o al comandante di regione aerea, a seconda che
l’opera sia, rispettivamente, dell’Esercito o interforze, della
Marina o dell’Aeronautica.
Il progetto, con l’allegato preventivo di spesa, è trasmesso alla
ragioneria centrale del Ministero della difesa, ai sensi e per gli
effetti dell’articolo 50, quarto comma, del regio decreto 18 novembre
1923, n. 2440, recante nuove disposizioni sull’amministrazione del
patrimonio e sulla contabilità generale dello Stato.
Ad avvenuta prenotazione dell’impegno provvisorio, il provvedimento
impositivo è adottato dal comandante territoriale con decreto nel
quale devono essere indicati gli estremi di registrazione
dell’impegno provvisorio di spesa.
Le zone soggette a limitazioni e le limitazioni stesse sono
indicate su mappe catastali da allegare al decreto impositivo, nelle
quali devono risultare individuate le singole proprietà assoggettate.

Art. 5.

Il decreto, corredato di mappe, è pubblicato mediante deposito, per
sessanta giorni consecutivi, nell’ufficio di ciascun comune, nel
quale sono situati i fondi assoggettati alle limitazioni.
Dell’avvenuto deposito è data notizia, entro i primi quindici
giorni, mediante avviso inserito nel Foglio annunzi legali della
provincia e mediante manifesti del comando militare territoriale
affissi, in numero congruo, a cura del sindaco, nel territorio del
predetto comune. Di tale deposito è effettuata contestuale notifica,
tramite i comuni interessati, ai proprietari degli immobili
assoggettati alle limitazioni (1).
Successivamente il decreto, corredato di un certificato del
segretario comunale attestante l’avvenuto deposito per sessanta
giorni consecutivi e l’avvenuta affissione dei manifesti nonché di un
esemplare del Foglio annunzi legali della provincia contenente il
predetto avviso, è custodito nell’archivio dello stesso comune.
Chiunque può prendere visione del decreto e dei suoi allegati
durante il deposito e successivamente, fino a che l’imposizione ha
effetto.
Il decreto diviene esecutivo decorso il novantesimo giorno dalla
data di deposito nell’ufficio comunale.
Chiunque vi abbia interesse può proporre ricorso gerarchico al
Ministro per la difesa avverso il decreto del comandante
territoriale, entro i termini e secondo le modalità previsti
dall’articolo 2 del decreto del Presidente della Repubblica 24
novembre 1971, n. 1199.
Di tale diritto e del termine entro il quale può esercitarsi dev…

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