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Norme per l'utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insu...

Norme per l'utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate.

L 04/08/1978 n. 00000440 VIGENTE

AGRICOLTURA (GENERALITA’)
Legge 4 agosto 1978, n. 440 (in Gazz. Uff., 16 agosto 1978, n. 227).
— Norme per l’utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o
insufficientemente coltivate.

(Omissis).

Art. 1.

Le regioni, ferme restando le competenze delle province autonome di
Trento e Bolzano, provvedono ad emanare norme di attuazione secondo i
principi e i criteri stabiliti dalla presente legge per il recupero
produttivo delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente
coltivate, anche al fine della salvaguardia degli equilibri
idrogeologici e della protezione dell’ambiente.

Art. 2.

Ai fini della presente legge si considerano incolte o abbandonate
le terre, suscettibili di coltivazione, che non siano state destinate
ad utilizzazione agraria da almeno due annate agrarie.
Si considerano insufficientemente coltivate le terre le cui
produzioni ordinarie, unitarie medie, dell’ultimo triennio non abbia
raggiunto il 40 per cento di quelle ottenute, per le stesse colture,
nel medesimo periodo in terreni della zona censuaria, con le stesse
caratteristiche catastali, tenendo conto delle vocazioni colturali
della zona.
Nelle zone e nelle aziende dove esistono terreni serviti da
impianti d’irrigazione, la comparazione ai fini di cui al secondo
comma del presente articolo è effettuata con le produzioni unitarie
dei terreni irrigui.

Art. 3.

Gli elementi di comparazione di cui al precedente articolo sono
definiti a cura di commissioni provinciali composte:
dal capo dell’ispettorato agrario provinciale o da un suo
rappresentante, che presiede;
da due rappresentanti dei proprietari non coltivatori;
da due rappresentanti dei proprietari coltivatori diretti;
da due rappresentanti della cooperazione agricola;
da due rappresentanti dei lavoratori agricoli;
da quattro rappresentanti dei comuni o delle comunità montane su
designazione dell’Associazione nazionale dei comuni italiani e
dell’Unione nazionale dei comuni ed enti montani della regione
interessata.
I componenti la commissione di cui al comma precedente sono
nominati dal presidente della giunta regionale su designazione, per i
rappresentanti delle categorie dei proprietari nonché per i
rappresentanti della cooperazione agricola e dei lavoratori agricoli,
da parte delle rispettive organizzazioni sindacali, professionali e
cooperative a base nazionale maggiormente rappresentative tramite le
loro organizzazioni provinciali.
Per quanto riguarda la provincia autonoma di Bolzano, alla
designazione di cui al comma precedente concorrono anche le
organizzazioni sindacali su base provinciale.
Il presidente della giunta regionale provvede alla nomina, entro
tre mesi dalla data della entrata in vigore della presente legge,
delle commissioni provinciali.
La commissione dura in carica cinque anni. I suoi membri possono
essere sostituiti su proposta delle rispettive organizzazioni.

Art. 4.

Le regioni provvedono a determinare le singole zone del territorio
di loro competenza che risultino caratterizzate da estesi fenomeni di
abbandono di terre suscettibili di utilizzazione per i fini di cui
all’articolo 1 della presente legge.
Entro un congruo termine fissato con la stessa delibera di
determinazione delle zone di cui al precedente comma, non inferiore a
novanta giorni dalla sua pubblicazione, chiunque vi abbia interesse
può presentare osservazioni, su cui decide l’organo regionale
competente.
Per ognuna delle zone determinate ai sensi del primo comma, le
regioni provvedono, altresì, in coerenza con i programmi regionali e
comprensoriali o zonali di sviluppo agricolo, ove esistenti, a
definire i criteri per l’utilizzazione agraria o forestale, nonché i
criteri per la formazione dei relativi piani aziendali o
interaziendali, osservando in quanto applicabili i principi di cui
alla legge 8 maggio 1975, n. 153, ovvero, nelle zone di cui alla
legge 10 maggio 1976, n. 352, i principi previsti dalla legge stessa.
Le regioni provvedono altresì a determinare le norme e le procedure
per il censimento, la classificazione e i relativi aggiornamenti
annuali delle terre incolte e abbandonate, nonché le norme e le
procedure per la notifica ai proprietari e agli aventi diritto della
avvenuta classificazione.
Le regioni assegnano per la coltivazione le terre incolte,
abbandonate o insufficientemente coltivate, anche appartenenti ad
enti pubblici e morali, compresi i terreni demaniali, ai richiedenti
che si obbligano a coltivarli in forma singola o associata. La
domanda del richiedente viene notificata contemporaneamente, a cura
delle regioni, al proprietario e agli aventi diritto.
I proprietari e gli aventi diritto possono chiedere alla regione,
entro il termine stabilito e comunque non inferiore ai quarantacinque
giorni, di coltivare direttamente le terre di cui all’articolo 1
allegando alla richiesta un piano di sviluppo aziendale elaborato
secondo i criteri di cui al presente articolo e concordato con la
regione la quale ne accetta la esecuzione.

Art. 5.

Le regioni, indipendentemente dalla determinazione delle zone, dal
censimento e dalla classificazione di cui al precedente articolo 4,
assegnano per la coltivazione le terre incolte, abbandonate o
insufficientemente coltivate, anche appartenenti ad enti pubblici e
morali, compresi i terreni demaniali, ai richiedenti che si obbligano
a coltivarle in forma singola o associata.
La domanda del richiedente viene notificata a cura delle regioni
contemporaneamente al proprietario e agli aventi diritto, ferme
restando le facoltà di cui all’articolo precedente.
Per i soggetti di cui all’articolo 8 i termini previsti dal
precedente comma sono raddoppiati.
Qualora i proprietari o gli aventi diritto non realizzino il piano
di sviluppo aziendale entro i termini stabiliti dalla regione, i
terreni potranno essere assegnati ai soggetti richiedenti e il
proprietario non potrà più inoltrare la richiesta di coltivarli
direttamente sino alla scadenza dell’assegnazione.
Nell’assegnazione è data la precedenza alle aziende coltivatrici
singole o associate ai fini dell’ampliamento aziendale, alle
cooperative, alle società semplici costituite fra imprese familiari
coltivatrici per l’esercizio delle attività agricole, ai giovani e
alle cooperative costituite ai sensi della legge 1° giugno 1977, n.
285.
I rapporti tra proprietari ed usufruttuari delle terre e
assegnatari sono regolati dalla legge 11 febbraio 1971, n. 11, e
successive modificazioni. Agli assegnatari spetta il diritto di
recesso, previo preavviso di un anno da notificarsi alla regione
nonché al proprietario o agli aventi diritto.
Qualora l’assegnatario non provveda, entro due annate agrarie, alla
utilizzazione delle terre assegnate, le commissioni di cui
all’articolo 3, su istanza dei proprietari, verificate le condizioni
di mancata utilizzazione, propongono alla regione la revoca della
assegnazione.

Art. 6.

Le domande intese ad ottenere l’assegnazione delle terre
abbandonate, incolte o insufficientemente coltivate sono sottoposte
al parere delle commissioni previste dall’articolo 3 per
l’accertamento delle condizioni stabilite dalla presente legge. Il
parere deve essere emesso entro trenta giorni dalla scadenza del
termine di cui all’ultimo comma dell’articolo 4 nel rispetto del
principio del contraddittorio.
Sulla domanda di assegnazione provvede con decreto, entro quindici
giorni, il presidente della regione, in conformità al parere delle
commissioni predette.
Il provvedimento di assegnazione importa la risoluzione, senza
diritto ad indennità, di qualunque precedente contratto di affitto o
di natura associativa, salvo il rimborso eventualmente dovuto
dall’assegnatario per lavori in corso o per qualsiasi altro titolo
legittimo da liquidarsi nello stesso decreto di assegnazione, previo
parere delle apposite commissioni di cui all’articolo 3.
Al tribunale amministrativo regionale, limitatamente ai
provvedimenti riguardanti le terre insufficientemente coltivate,
ferma restando la giurisdizione di legittimità, sono estesi in
materia di contenzioso ed ai fini decisionali i poteri di cognizione
e di istruzione.

Art. 7.

Sono esclusi dalla applicazione della presente legge:
a) le terre la cui messa a coltura agraria pregiudichi la
stabilità del suolo o la regimazione delle acque o comprometta la
conservazione dell’ambiente:
b) le dipendenze e pertinenze di case effettivamente adibite ad
abitazione rurale o civile, ivi compresi i giardini e i parchi
boscati;
c) i boschi, nonché i terreni destinati a rimboschimento da
piani, programmi e progetti di intervento già approvati dagli enti ed
organi pubblici competenti;
d) le cave;
e) i terreni necessari per attività industriali, commerciali,
turistiche e ricreative, i terreni adibiti a specifiche comprovate
destinazioni economicamente rilevanti e le aree considerate
fabbricabili o destinate a servizi di pubblica utilità da piani
urbanistici vigenti o adottati. L’esclusione dei terreni di cui alla
presente lettera e) opera a far tempo dalla loro effettiva
utilizzazione ai fini predetti. In caso di terreni già assegnati, il
rilascio da parte dell’assegnatario avrà luogo entro il termine
massimo di sei…

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