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Norme per l'edilizia residenziale (1) (2)....

Norme per l'edilizia residenziale (1) (2).

L 05/08/1978 n. 00000457 VIGENTE

EDILIZIA RESIDENZIALE
Legge 5 agosto 1978, n. 457 (in Gazz. Uff., 19 agosto 1978, n. 231).
— Norme per l’edilizia residenziale (1) (2).

(1) In luogo di Ministro/Ministero delle poste e delle
telecomunicazioni, leggasi Ministro/Ministero delle comunicazioni, ex
art. 1, l. 31 luglio 1997, n. 249.
(2) In luogo di dirigente/i generale/i leggasi dirigente/i di
ufficio/i dirigenziale/i generale/i (art. 45, comma 2, d.lg. 31 marzo
1998, n. 80).

(Omissis).

TITOLO I
PIANO DECENNALE PER L’EDILIZIA RESIDENZIALE. ORGANI E FUNZIONI

Art. 1.

Contenuti del piano.

A partire dall’anno 1978 è attuato un piano decennale di edilizia
residenziale riguardante:
a) gli interventi di edilizia sovvenzionata diretti alla
costruzione di abitazioni e al recupero del patrimonio edilizio degli
enti pubblici;
b) gli interventi di edilizia convenzionata e agevolata diretti
alla costruzione di abitazioni e al recupero del patrimonio edilizio
esistente;
c) l’acquisizione e l’urbanizzazione di aree destinate agli
insediamenti residenziali.
I finanziamenti per l’edilizia residenziale agevolata e
sovvenzionata possono essere destinati ad interventi di edilizia
residenziale pubblica o ad opere ad essi funzionali, da realizzare su
aree o immobili demaniali concessi a comuni o ad altri enti ai sensi
della normativa vigente. Tali aree o immobili devono comunque essere
ricompresi in piani di recupero ovvero in programmi integrati di
intervento, di riqualificazione urbana o di recupero urbano (1).
Il piano indica e quantifica le risorse finanziarie e creditizie da
destinare all’edilizia residenziale pubblica e determina i criteri
per la loro gestione coordinata, tenuto conto delle linee generali di
intervento nel settore dell’edilizia residenziale indicate dal
C.I.P.E.
Il piano decennale definisce il programma operativo per il primo
quadriennio ed è soggetto a revisione ogni quattro anni.
Sulla base del piano nazionale le regioni formulano propri
programmi quadriennali e progetti biennali di intervento.
Alla relazione previsionale e programmatica ed alla relazione
generale sulla situazione economica dei Paese, è allegata una
relazione sull’andamento del settore edilizio e sullo stato di
realizzazione dei programmi di edilizia residenziale.

(1) Comma aggiunto dall’art. 2, l. 30 aprile 1999, n. 136.

Art. 2.

Competenze del C.I.P.E.

Il C.I.P.E., previo parere della commissione consultiva
interregionale per la programmazione economica, indica gli indirizzi
programmatici per l’edilizia residenziale e in particolare:
a) determina le linee d’intervento nel settore dell’edilizia
residenziale, secondo gli obiettivi della programmazione economica
nazionale, con particolare riguardo al soddisfacimento dei fabbisogni
abitativi prioritari, alla riduzione dei costi di costruzione e di
gestione e all’esigenza dell’industrializzazione del settore;
b) indica e quantifica le risorse finanziarie da destinare
all’edilizia residenziale;
c) determina la quota minima degli incrementi delle riserve
tecniche degli istituti di previdenza e delle imprese di
assicurazione da destinare al finanziamento dell’edilizia
convenzionata ed agevolata, anche attraverso la sottoscrizione di
titoli emessi dalla Cassa depositi e prestiti nonché da altri
istituti autorizzati ad esercitare il credito fondiario sul
territorio della Repubblica;
d) determina i criteri generali per la ripartizione delle risorse
finanziarie tra i vari settori d’intervento;
e) indica i criteri per la ripartizione delle risorse finanziarie
tra le regioni, ivi comprese quelle destinate all’edilizia rurale, e
stabilisce la quota minima degli interventi che non può, comunque,
essere inferiore al 40 per cento del complesso di essi da destinare
ai territori di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1967, n. 1523, che approva il testo unico delle
norme sugli interventi straordinari nel Mezzogiorno;
f) determina le quote, per un importo non superiore all’1 per
cento dei finanziamenti di edilizia sovvenzionata ed al tre per cento
dei finanziamenti di edilizia agevolata da destinare all’anagrafe
degli assegnatari di abitazioni di edilizia residenziale comunque
fruenti di contributi dello Stato e ad iniziative di ricerca, studi e
sperimentazione nel settore dell’edilizia residenziale (1).
Il C.I.P.E. approva, su proposta del Comitato per l’edilizia
residenziale, il piano decennale, i programmi quadriennali e le loro
revisioni biennali. Inoltre, previo parere della commissione
consultiva interregionale per la programmazione economica:
1) delibera, su proposta del Comitato per l’edilizia
residenziale, la misura dei tassi e gli aggiornamenti di cui alla
lettera o) dell’articolo 3 della presente legge;
2) determina, su proposta del Comitato per l’edilizia
residenziale i criteri generali per le assegnazioni e per la
fissazione dei canoni delle abitazioni di edilizia residenziale
pubblica.
Per il biennio 1978-79 si provvede alla formulazione ed attuazione
del programma secondo quanto previsto dal successivo articolo 41.

(1) Lettera così sostituita dall’art. 4, d.l. 23 gennaio 1982, n.
9, conv. in l. 25 marzo 1982, n. 94.

Art. 3.

Competenze del Comitato per l’edilizia residenziale.

Il Comitato per l’edilizia residenziale, sulla base degli indirizzi
programmatici indicati dal C.I.P.E.:
a) predispone il piano decennale, i programmi quadriennali e le
eventuali revisioni;
b) provvede alla ripartizione dei fondi tra le regioni;
c) indica i criteri generali per la scelta delle categorie degli
operatori, in modo da garantire una equilibrata distribuzione dei
contributi fra le diverse categorie interessate e programmi
articolati in relazione alle varie forme di intervento;
d) adotta le opportune determinazioni in ordine alle modalità di
erogazione dei flussi finanziari;
e) effettua periodiche verifiche sulla attuazione dei programmi,
con particolare riguardo alla utilizzazione dei finanziamenti e al
rispetto dei costi di costruzione consentiti;
f) effettua la raccolta e la elaborazione dei dati relativi
all’edilizia residenziale con particolare riguardo alle
determinazioni del fabbisogno abitativo;
g) propone al C.I.P.E. i criteri per l’assegnazione e per la
fissazione dei canoni delle abitazioni di edilizia residenziale
pubblica;
h) promuove e coordina, a livello nazionale, la formazione e la
gestione dell’anagrafe degli assegnatari di abitazione di edilizia
residenziale comunque fruenti del contributo dello Stato;
i) determina le linee generali per gli indirizzi tecnici;
l) determina le modalità per il finanziamento, l’affidamento e la
realizzazione, da effettuarsi anche direttamente da parte delle
regioni, dei programmi di cui al precedente articolo 2, lettera f);
m) determina le modalità per l’espletamento di concorsi, da
effettuarsi anche direttamente da parte delle regioni, per
l’abilitazione preventiva, sulla base dei requisiti di qualità e di
costo predeterminati, di prodotti e materiali da porre a disposizione
dei soggetti che attuano i programmi;
n) stabilisce periodicamente i limiti massimi, che le regioni
devono osservare nella determinazione dei costi ammissibili per gli
interventi;
o) propone al C.I.P.E. la revisione, ai sensi del secondo comma
dell’articolo 19 e del secondo comma dell’articolo 20, della misura
dei tassi e dei limiti di reddito per gli interventi di edilizia
residenziale assistita dal contributo dello Stato, sulla base
dell’andamento dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed
impiegati, quale risulta dalle determinazioni dell’I.S.T.A.T., nonché
la misura dell’aggiornamento previsto dal secondo comma dell’articolo
16;
p) redige una relazione annuale, anche ai sensi e per gli effetti
dell’articolo 1 della legge 20 luglio 1977, n. 407, sullo stato di
attuazione dei programmi di edilizia residenziale e sulle previsioni
di intervento;
q) riserva il due per cento dei finanziamenti complessivi per
sopperire con interventi straordinari nel settore dell’edilizia
residenziale alle esigenze più urgenti, anche in relazione a
pubbliche calamità;
r) propone al Comitato interministeriale per il credito e
risparmio i criteri e le direttive cui gli istituti di credito
fondiario e la Cassa depositi e prestiti dovranno attenersi nella
concessione dei finanziamenti da destinare ai programmi di cui alla
lettera c) dell’articolo 2 (1);
r-bis) dispone una riserva di finanziamenti complessivi per la
concessione di contributi in conto capitale a comuni, Istituti
autonomi case popolari, comunque denominati e trasformati, imprese,
cooperative o loro consorzi per la realizzazione con tipologia idonea
o per l’adattamento di alloggi di edilizia sovvenzionata e agevolata
alle esigenze di assegnatari o acquirenti handicappati ovvero ai
nuclei familiari assegnatari di abitazioni assistiti da contributo
pubblico tra i cui componenti figurano persone handicappate in
situazione di gravità o con ridotte o impedite capacità motorie (2).
Il Comitato per l’edilizia residenziale determina i criteri e le
modalità di impiego, anche in deroga alle vigenti norme sulla
contabilità generale dello Stato e sulle opere di conto dello Stato,
dei finanziamenti previsti dalla l…

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