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Disposizioni integrative della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, ...

Disposizioni integrative della legge 3 dicembre 1971, n. 1102, recante nuove norme per lo sviluppo della montagna.

L 23/03/1981 n. 00000093 VIGENTE

ENTI LOCALI
Legge 23 marzo 1981, n. 93 (in Gazz. Uff., 28 marzo 1981, n. 87). —
Disposizioni integrative della legge 3 dicembre 1971, n. 1102,
recante nuove norme per lo sviluppo della montagna.

(Omissis).

Art. 1.

Finanziamenti delle comunità montane.

I fondi destinati al perseguimento delle finalità di cui agli
articoli 1, 2 e 5, L. 3 dicembre 1971, n. 1102, sono previsti nella
legge finanziaria di cui all’art. 11, L. 5 agosto 1978, n. 468, e
costituiscono, con riferimento alla quota prevista per le singole
regioni dalla tabella A allegata alla presente legge, contributo
speciale ai sensi dell’articolo 119, terzo comma, della Costituzione
e dell’art. 12, L. 16 maggio 1970, n. 281.
Le quote percentuali della tabella A sono fissate sulla base di due
parametri: popolazione censita e superficie dei territori
classificati montani, tenendo conto per le province autonome di
Trento e Bolzano dell’articolo, 68-ter dello statuto speciale
approvato con legge costituzionale 10 novembre 1971, n. 1, e per il
Mezzogiorno dell’art. 4, L. 6 ottobre 1971, n. 853.
La tabella A si intende automaticamente aggiornata allorché i
parametri citati subiscono variazioni, secondo i dati pubblicati
dall’UNCEM (Unione nazionale comuni, comunità ed enti della montagna)
e riferiti al 31 dicembre del penultimo anno precedente (1).
Il Ministro del bilancio provvede annualmente entro trenta giorni
dall’approvazione del bilancio dello Stato alla erogazione dei fondi
di cui al primo comma alle regioni e alle province autonome di Trento
e Bolzano.
(Omissis) (2).

(1) Comma così sostituito dall’art. 21, d.l. 2 marzo 1989, n. 66,
conv. in l. 24 aprile 1989, n. 144.
(2) Abroga il comma 6 dell’art. 5, l. 3 dicembre 1971, n. 1102.

Art. 2.

Ripartizione di fondi tra le comunità montane.

Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, in
attuazione del disposto di cui all’ottavo comma dell’art. 5, L. 3
dicembre 1971, n. 1102, provvedono a determinare nei propri bilanci
pluriennali le autorizzazioni di spesa da impegnare nei rispettivi
territori montani integrando e coordinando i finanziamenti, di cui
alla presente legge, con quelli determinati ad altro titolo da leggi
statali e regionali.

Art. 3.

Espropri.

Gli espropri di cui al secondo comma dell’art. 9, L. 3 dicembre
1971, n. 1102, e quelli resi necessari per l’attuazione del piano di
sviluppo di cui al primo comma dell’articolo 8 della predetta legge,
sono effettuati con le modalità e le procedure stabilite dalla L. 22
ottobre 1971, n. 865, e successive modificazioni ed integrazioni.

Art. 4.

Delega di funzioni alle comunità montane.

I comuni possono delegare alle comunità montane funzioni proprie o
ad essi delegate e possono disporre che la delega di funzioni proprie
si estenda anche alle parti di territorio non classificate montane
dei comuni che compongono le comunità stesse, sempre che tali comuni
non abbiano popolazione censita superiore a 50 mila abitanti.
In ogni caso gli interventi finanziari della comunità montana ed
ogni altro intervento finanziario pubblico destinato alla montagna,
sono impiegati esclusivamente nei territori classificati montani.

Art. 5.

Trasferimento di proprietà. Servizi.

Ai trasferimenti di proprietà a qualsiasi titolo in favore delle
comunità montane, si applicano le disposizioni fiscali in vigore per
i comuni.
Si applicano altresì alle comunità montane le procedure e le
tariffe per l’installazione e l’uso degli impianti per energia
elettrica e telefonici in vigore per i comuni.
Nel piano di sviluppo e nel programma-stralcio annuale di
interventi redatti ai sensi dell’art. 5, L. 3 dicembre 1971, n. 1102,
la comunità montana deve prevedere, tra gli incentivi di cui al
secondo comma del suddetto articolo 5, innanzitutto la concessione, a
determinate categorie di utenti, di contributi sulle spese per la
installazione di impianti elettrici, telefonici e di altri servizi
primari fuori dal perimetro dei centri abitati, da commisurare in
base ai livelli di reddito in modo da ottenere che, per gli utenti
residenti nelle suddette zone, il costo di installazione non superi
quello gravante sugli utenti residenti nei centri abitati. La
comunità montana potrà al riguardo formulare programmi di intervento
per gli allacciamenti elettrici, e telefonici di nuclei abitati e di
case sparse, la cui realizzazione avrà luogo a norma delle
disposizioni vigenti per l’Ente nazionale per l’energia elettrica,
per l’Azienda di Stato per i servizi telefonici e per la Società
italiana per l’esercizio telefonico.

Art. 6.

Amministratori di comunità montane. Permessi ed indennità.

Le norme stabilite dalla L. 12 dicembre 1966, n. 1078, e dagli
articoli 31 e 32, L. 20 maggio 1970, n. 300,, le successive
disposizioni legislative, regolamentari, amministrative in materia,
nonché le norme delle leggi 26 aprile 1974, n. 169, e 18 dicembre
1979, n. 632, e successive modifiche, si applicano anche ai
presidenti, assessori e consiglieri delle comunità montane, facendo a
tal fine riferimento ai comuni con popolazione pari a quella delle
comunità montane.
Le norme dell’articolo 1 e dell’art. 3, L. 12 dicembre 1966, n.
1078, si applicano, in ogni caso, ai presidenti delle comunità
montane che hanno assunto le funzioni di unità sanitaria locale (USL)
in base all’articolo 15, terzo comma, punto c), della L. 23 dicembre
1978, n. 833.

Art. 7.

Ufficio di piano e personale.

Ai fini della istituzione degli uffici di piano e di ogni altro
servizio di assistenza e di coordinamento delle loro attività, le
comunità montane che non abbiano la disponibilità di personale
comandato a norma dell’art. 4, ultimo comma, della L. 3 dicembre
1971, n. 1102, sono autorizzate a provvedere, entro il termine del 31
dicembre 1981, anche in deroga ai limiti di spesa indicati dall’art.
2, L. 11 marzo 1975, n. 72, all’assunzione per pubblico concorso del
segretario e di personale tecnico e amministrativo per l’ufficio
tecnico urbanistico nei seguenti limiti:
comunità montane fino a 10 comuni e/o fino a 20.000 abitanti: 4
unità;
comunità montane da 11 a 20 comuni e/o da 20.001 a 50.000
abitanti: 7 unità;
comunità montane con oltre 20 comuni e/o 50.000 abitanti: 9
unità.
Il trattamento giuridico ed economico del personale tecnico ed
amministrativo assunto dalle comunità montane viene determinato a
norma dei commi diciottesimo e seguenti dell’art. 6 del decreto-legge
29 dicembre 1977, n. 946, come modificato dalla legge di conversione
27 febbraio 1978, n. 43. é escluso il personale delle comunità
montane cui si applichino già norme diverse previste da accordi
contrattuali a base nazionale.
La comunità montana stabilisce nel regolamento organico la tabella
di inquadramento del personale previsto nella propria pianta
organica. A tal fine alle trattative sindacali partecipano anche i
rappresentanti dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani
(UNCEM).

Art. 8.

Segretari delle comunità montane.

Sono abilitati a rogare, nell’esclusivo interesse delle comunità
montane, gli atti e i contratti di cui all’articolo 87 del testo
unico della legge comunale e provinciale, approvato con regio decreto
3 marzo 1934, n. 383, e successive modificazioni e integrazioni, i
segretari delle comunità montane che siano in possesso dei requisiti
richiesti per la partecipazione al concorso di segretario comunale.
(Omissis) (1).
Per il rogito degli atti e contratti di cui ai precedenti commi,
alle comunità montane e ai consorzi di comuni spettano i diritti di
segreteria nella misura del 90 per cento, mentre il rimanente 10 per
cento viene versato in apposito fondo da costruire presso il
Ministero dell’interno. Ai segretari roganti è attribuito il 75 per
cento della quota spettante alla comunità montana e al consorzio di
comuni, fino ad un massimo di un terzo della base presa in
considerazione per i segretari comunali (2).
Circa le misure dei diritti di segreteria, le modalità di
riscossione, le finalità del fondo e quant’altro riguardi la
disciplina della materia si applicano, in quanto compatibili, gli
artt. 40, 41, 42 e la relativa tabella D della L. 8 giugno 1962, n.
604, e successive modificazioni ed integrazioni (2).

(1) Aggiunge un periodo all’art. 15, comma 9, l. 23 dicembre 1978,
n. 833.
(2) Comma aggiunto dall’art. 7, d.l. 31 agosto 1987, n. 359, conv.
in l. 29 ottobre 1987, n. 440.

Art. 9.

Partecipazione dei rappresentanti dell’UNCEM.

Alla stipulazione dell’accordo nazionale unico di cui all’articolo
47 e delle convenzioni di cui all’art. 48, L. 23 dicembre 1978, n.
833, partecipano anche due rappresentanti designati dall’UNCEM in
rappresentanza delle comunità montane che hanno assunto funzioni di
unità sanitaria locale ai sensi dell’articolo 15, terzo comma, punto
c), della predetta legge.

Art. 10.

Rappresentanza della minoranza nel consiglio della comunità montana.

(Omissis) (1).

(1) Aggiunge un periodo all’art. 4, l. 3 dicembre 1971, n. 1102.

Art. 11.

La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua…

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