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Norme tecniche per la progettazione e la costruzione delle dighe di sb...

Norme tecniche per la progettazione e la costruzione delle dighe di sbarramento.

dm 24/03/1982

ACQUE PUBBLICHE
Decreto Ministeriale 24 marzo 1982 (in Suppl. ordinario alla Gazz.
Uff. n. 212, del 4 agosto). — Norme tecniche per la progettazione e
la costruzione delle dighe di sbarramento.

Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro
dell’interno:
Vista la legge 2 febbraio 1974, n. 64, recante provvedimenti per le
costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche;
Ritenuto che, in forza dell’art. 1 della stessa legge devono essere
emanate norme tecniche per la disciplina delle costruzioni;
Vista la normativa contenuta nel <<Regolamento per la compilazione
dei progetti, la costruzione e l’esercizio degli sbarramenti di
ritenuta (dighe e traverse)>> approvato con decreto del Presidente
della Repubblica 1° novembre 1959, n. 1363;
Visto il parere favorevole del Consiglio superiore dei lavori
pubblici sulla nuova normativa tecnica relativa alla progettazione e
costruzione delle dighe di sbarramento, espresso con voto n. 616/79
del 17 luglio 1981;
Decreta:

Art. 1. é approvato il testo delle norme tecniche riguardanti la
progettazione e la costruzione delle dighe di sbarramento.

Art. 2. Ai sensi dell’art. 32 della legge 2 febbraio 1974, n. 64,
dette norme entreranno in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione
del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.

Art. 3. La nuova normativa sostituisce il testo delle <<Norme per
il calcolo e la costruzione dei diversi tipi di sbarramento>> di cui
alla seconda parte del <<Regolamento per la compilazione dei
progetti, la costruzione e l’esercizio degli sbarramenti di ritenuta
(dighe e traverse)>> approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 1° novembre 1959, n. 1363.

CARATTERISTICHE GENERALI STRUTTURALI E COSTRUTTIVE
VERIFICHE DI SICUREZZA

A. Classificazione e definizioni.
A. 1. – Classificazione.
Agli effetti delle norme che seguono, gli sbarramenti sono
classificati nei tipi seguenti:
A) Dighe murarie;
a) a gravità;
1) ordinarie;
2) a speroni, a vani interni;
b) a volta;
1) ad arco;
2) ad arco – gravità;
3) a cupola;
c) a volte o solette, sostenute da contrafforti;
B) Dighe di materiali sciolti;
a) di terra omogenee;
b) di terra e/o pietrame, zonate, con nucleo di terra per la
tenuta;
c) di terra permeabile o pietrame, con manto o diaframma di
tenuta di materiali artificiali;
C) Sbarramenti di tipo vario;
D) Traverse fluviali.
A. 2. – Definizioni.
Altezza della diga: è il dislivello tra la quota del piano di
coronamento (esclusi parapetti ed eventuali muri frangionde) e quella
del punto più basso della superficie di fondazione (escluse eventuali
sottostrutture di tenuta).
Quota di massimo invaso: è la quota massima a cui può giungere il
livello dell’acqua dell’invaso ove si verifichi il più gravoso evento
di piena previsto, escluso la sopraelevazione da moto ondoso.
Quota massima di regolazione: è la quota del livello d’acqua al
quale ha inizio, automaticamente, lo sfioro dagli appositi
dispositivi.
Altezza di massima ritenuta: è il dislivello tra la quota di
massimo invaso e quella del punto più depresso dell’alveo naturale in
corrispondenza del parametro di monte.
Franco: è il dislivello tra la quota del piano di coronamento e
quella di massimo invaso.
Franco netto: è il dislivello tra la quota del piano di coronamento
e quella di massimo invaso aggiunta a questa la semiampiezza della
massima onda prevedibile nel serbatoio.
Volume totale di invaso: è la capacità del serbatoio compresa tra
la quota di massimo invaso e la quota minima di fondazione; per le
traverse fluviali è il volume compreso tra il profilo di rigurgito
più elevato indotto dalla traversa ed il profilo di magra del corso
d’acqua sbarrato.
Volume utile di regolazione: è il volume compreso fra la quota
massima di regolazione e la quota minima del livello d’acqua alla
quale può essere derivata, per la utilizzazione prevista, l’acqua
invasata.
Volume di laminazione: è il volume compreso tra la quota di massimo
invaso e la quota massima di regolazione, ovvero, per i serbatoi
specifici per laminazione delle piene, tra la quota di massimo invaso
e la quota della soglia inferiore dei dispositivi di scarico.
B) Norme generali.
B. 1. – Ampiezza massima delle onde nel serbatoio.
Al fine della determinazione del franco netto in cui in A. 2.
possono essere assunti in mancanza di più precise indagini, i valori
seguenti delle ampiezze massime delle onde nel serbatoio, in m,
inteso con F la lunghezza massima del fetch, in km, a fronte della
diga e con V la massima delle velocità medie del vento, in km per
ora.

F = 1 2 4 6 8 10 15

V = 100 1,09 1,51 2,09 2,52 2,89 3,21 3,88
V = 80 0,86 1,19 1,65 1,99 2,28 2,53 3,07
V = 60 (o minore) 0,63 0,88 1,21 1,47 1,68 1,87 2,26
Per i valori di F e V intermedi fra i precedenti le ampiezze
predette sono determinabili per interpolazione.
B. 2. – Terreni di fondazione.
In sede di progetto esecutivo saranno individuati i dettagli
litostratigrafici e strutturali delle formazioni presenti nel corpo
di fondazione; ove la zona di imposta interessi più di una unità
litostratigrafica, le indagini riguarderanno tutte le unità
litostratigrafiche interessate ed il tipo di contatto tra esse.
Saranno inoltre determinate le proprietà meccaniche, con
particolare riguardo alla resistenza e deformabilità, e la
permeabilità dei terreni, sia sciolti che lapidei, almeno fino alla
profondità a cui potrà risultare apprezzabile l’influenza dei carichi
esercitati dallo sbarramento e delle azioni esercitate dall’acqua del
serbatoio; saranno inoltre determinate le caratteristiche della
circolazione idrica sotterranea.
L’area oggetto delle suddette indagini verrà estesa
convenientemente a monte, a valle e, nei riguardi della stabilità dei
versanti, al disopra delle imposte della diga e relative opere
ausiliarie.
Le caratteristiche di cui sopra sono da determinare con analisi,
prove, accertamenti di laboratorio ed in sito. In ogni caso le
indagini in sito e quelle di laboratorio dovranno opportunamente
integrarsi ed i loro risultati, riassunti ed analizzati in apposita
relazione, dovranno essere correlati tra loro.
La documentazione delle indagini geognostiche in sito (risultati
dei sondaggi, cunicoli, trincee, pozzi e dispositivi di osservazione)
dovrà essere completa in ogni sua parte e firmata dall’estensore
della relazione stessa.
Nel caso in cui siano previsti trattamenti o interventi particolari
per sopperire a difetti locali ovvero per migliorare le
caratteristiche generali dei terreni e, in particolare, per ridurne
le permeabilità, dovranno essere svolte prove in sito allo scopo di
verificare la possibilità di esecuzione dei trattamenti stessi e la
loro efficacia.
Durante gli scavi che precedono la costruzione della diga verrà
eseguito l’accertamento continuo relativamente alla rispondenza delle
caratteristiche della roccia alle previsioni del progetto esecutivo.
Per le opere da costruire in aree che non appartengono alle zone
comprese negli elenchi di cui all’art. 3, secondo comma, punti a) e
c) della legge 2 febbraio 1974, n. 64, dovrà essere condotto uno
studio geotettonico e macrosismico ai fini dell’eventuale
equiparazione a zone classificate e quindi all’applicazione delle
norme relative.
Nelle zone da ritenere soggette a sismi, è da escludere la
costruzione di dighe murarie se la fondazione non ha caratteristiche
meccaniche notevolmente uniformi e se le discontinuità strutturali
hanno origine da faglie in presumibile stato di attività.
é ancora da escludere, nelle zone predette, la eseguibilità di
opere anche di materiali sciolti se nelle fondazioni sono presenti
sabbie fluidificabili o argille sensibili. La presenza di terreni
altamente costipabili richiede la valutazione degli effetti, in caso
di sisma, sulla struttura.
é in ogni caso da escludere l’eseguibilità di dighe di qualsiasi
tipo se sulle spalle della sezione di sbarramento, anche al disopra
del livello massimo di invaso, esistono condizioni di prevedibile
pericolo di frane in condizioni normali o in conseguenza di sismi.
B. 3. – Verifiche di sicurezza.
Le verifiche di sicurezza dovranno essere eseguite in ordine alle
azioni di peso proprio della struttura e di spinta dell’acqua per
livello del serbatoio alla quota di massimo invaso, nonché di
sottopressioni, di coazioni termiche e da ritiro quali in seguito
specificate per le diverse specie di strutture.
Le verifiche stesse sono da estendere di norma alla fondazione,
tenuto conto dei provvedimenti eventualmente previsti per migliorarne
le caratteristiche meccaniche e di tenuta.
B. 4. – Azioni sismiche.
Nelle verifiche di sicurezza delle dighe da costruire nelle zone
dichiarate sismiche ai sensi del secondo comma dell’art. 3 della
legge 2 febbraio 1974, n. 64, ed in quelle ad esse assimilate a norma
dell’ottavo comma dell’art. B – 2 delle presenti norme, le azioni
inerziali della massa strutturale e dell’acqua verranno assunte con
le regole seguenti salvo quant’altro specificato ai punti C-4 b) e
H-6.
a) Azioni inerziali della massa strutturale.
Le azioni inerziali della massa strutturale sono costituite
convenzionalmente dalle seguenti forze unitarie di volume:
1) orizzontali, parallele al piano della sezione maestra dell…

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