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Regime fiscale dei beni di rilevante interesse culturale....

Regime fiscale dei beni di rilevante interesse culturale.

l 02/08/1982 n. 00000512

CULTURA E BENI CULTURALI
Legge 2 agosto 1982, n. 512 (in Gazz. Uff., 7 agosto, n. 216). —
Regime fiscale dei beni di rilevante interesse culturale.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

REDDITI (IMPOSTE SUI)

Art. 1.

Esenzioni da imposta dirette per gli immobili
con destinazione ad usi culturali.

Dopo l’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni, è aggiunto il
seguente:
<<Art. 5-bis. – Immobili con destinazione ad usi culturali. — Non
concorrono alla formazione del reddito delle persone fisiche, del
reddito delle persone giuridiche e dei redditi assoggettati alla
imposta locale sui redditi, ai fini delle relative imposte, i redditi
catastali degli immobili totalmente adibiti a sedi, aperte al
pubblico, di musei, biblioteche, archivi, cineteche, emeroteche
statali, di privati, di enti pubblici, di istituzioni e fondazioni,
quando al possessore non derivi alcun reddito dalla utilizzazione
dell’immobile. Non concorrono altresì alla formazione dei redditi
anzidetti, ai fini delle relative imposte, i redditi catastali dei
terreni, parchi e giardini che siano aperti al pubblico o la cui
conservazione sia riconosciuta dal Ministero per i beni culturali e
ambientali di pubblico interesse. Per fruire del beneficio, gli
interessati devono denunciare la mancanza di reddito nei termini e
con le modalità di cui all’art. 38, secondo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 597.
Il mutamento di destinazione degli immobili indicati nel comma
precedente, senza la preventiva autorizzazione dell’Amministrazione
per i beni culturali e ambientali, il mancato assolvimento degli
obblighi di legge per consentire l’esercizio del diritto di
prelazione dello Stato sui beni immobili vincolati determinano la
decadenza dalle agevolazioni tributarie. Resta ferma ogni altra
sanzione.
L’Amministrazione per i beni culturali e ambientali dà immediata
comunicazione agli uffici tributari delle violazioni che comportano
la decadenza dalle agevolazioni>>.

CATASTO E REGISTRI IMMOBILIARI

Art. 2.

Aggiornamento dei redditi catastali degli immobili vincolati.

All’art. 88 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 597, e successive modificazioni, sono aggiunti, in
fine, i seguenti commi:
<<L’aggiornamento dei redditi degli immobili riconosciuti di
interesse storico o artistico, ai sensi della legge 1° giugno 1939,
n. 1089, e successive modificazioni ed integrazioni, è effettuato
mediante l’applicazione del minore tra i coefficienti previsti per i
fabbricati. Qualora i predetti immobili risultino allibrati al
catasto terreni, il relativo reddito catastale aggiornato è ridotto a
metà ai fini dell’applicazione delle imposte sul reddito.
Il mutamento di destinazione degli immobili di cui al precedente
comma senza la preventiva autorizzazione dell’Amministrazione per i
beni culturali e ambientali, il mancato assolvimento degli obblighi
di legge per consentire l’esercizio del diritto di prelazione dello
Stato sui beni immobili vincolati determinano la decadenza dalle
agevolazioni tributarie. Resta ferma ogni altra sanzione.
L’Amministrazione per i beni culturali e ambientali dà immediata
comunicazione agli uffici tributari delle violazioni che comportano
la decadenza dalle agevolazioni>>.

Art. 3.

Oneri deducibili dal reddito delle persone fisiche e giuridiche.

Il secondo comma dell’art. 10 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 597, e successive modificazioni, è
sostituito dai seguenti:
<<Sono inoltre deducibili:
1) le spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione,
protezione o restauro delle cose vincolate ai sensi della legge 1°
giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni e integrazioni, e
del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, nella misura effettivamente rimasta a carico.
La necessità delle spese, quando non siano obbligatorie per legge,
deve risultare da apposita certificazione rilasciata dalla competente
soprintendenza, previo accertamento della loro congruità effettuato
d’intesa con l’ufficio tecnico erariale competente per territorio;
2) le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, di enti
o istituzioni pubbliche, di fondazioni, di associazioni legalmente
riconosciute che senza scopo di lucro svolgono o promuovono attività
di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore
culturale e artistico, effettuate per l’acquisto, la manutenzione, la
protezione o il restauro delle cose indicate nell’art. 1 della legge
1° giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni e integrazioni, e
nel decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, ivi comprese le erogazioni effettuate per l’organizzazione di
mostre e di esposizioni, che siano di rilevante interesse scientifico
culturale, delle cose anzidette, e per gli studi e le ricerche
eventualmente a tal fine necessari. Le mostre e le esposizioni, gli
studi e le ricerche devono essere autorizzati, previo parere del
competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali, dal Ministero per i beni culturali e
ambientali che dovrà approvare la previsione di spesa ed il conto
consuntivo.
Il Ministero per i beni culturali e ambientali stabilisce i tempi
necessari affinchè le erogazioni fatte a favore delle associazioni
legalmente riconosciute, delle istituzioni e delle fondazioni siano
utilizzate per gli scopi preindicati, e controlla l’impiego delle
erogazioni stesse.
Detti termini possono, per causa non imputabile al donatario,
essere prorogati una sola volta.
Le erogazioni liberali, non integralmente utilizzate nei termini
assegnati ovvero inutilizzate non in conformità alla destinazione,
affluiscono, nella loro totalità, all’entrata dello Stato.
Il mutamento di destinazione dei beni indicati al n. 1) senza la
preventiva autorizzazione dell’Amministrazione per i beni culturali e
ambientali, il mancato assolvimento degli obblighi di legge per
consentire l’esercizio del diritto di prelazione dello Stato sui beni
immobili e mobili vincolati, la tentata esportazione non autorizzata
di questi ultimi determinano la indeducibilità delle spese dal
reddito. L’Amministrazione per i beni culturali e ambientali dà
immediata comunicazione ai competenti uffici tributari delle
violazioni che comportano la decadenza dalle agevolazioni; dalla data
di ricevimento della comunicazione iniziano a decorrere i termini per
il pagamento dell’imposta e dei relativi accessori>>.
Il secondo comma dell’art. 6 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 598, e successive modificazioni, è
sostituito dai seguenti:
<<Sono tuttavia deducibili:
1) le spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione,
protezione o restauro delle cose vincolate ai sensi della legge 1°
giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni e integrazioni, e
del decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, nella misura effettivamente rimasta a carico. La necessità
delle spese, quando non siano obbligatorie per legge, deve risultare
da apposita certificazione rilasciata dalla competente soprintendenza
previo accertamento della loro congruità effettuato d’intesa con
l’ufficio tecnico erariale competente per territorio;
2) le erogazioni liberali in denaro a favore dello Stato, di enti
o istituzioni pubbliche, di fondazioni, di associazioni legalmente
riconosciute che senza scopo di lucro svolgono o promuovono attività
di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore
culturale e artistico, effettuate per l’acquisto, la manutenzione, la
protezione o il restauro delle cose indicate nell’art. 1 della legge
1° giugno 1939, n. 1089, e successive modificazioni e integrazioni, e
nel decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n.
1409, ivi comprese le erogazioni effettuate per l’organizzazione di
mostre e di esposizioni, che siano di rilevante interesse scientifico
culturale, delle cose anzidette, e per gli studi e le ricerche
eventualmente a tal fine necessari. Le mostre e le esposizioni, gli
studi e le ricerche devono essere autorizzati, previo parere del
competente comitato di settore del Consiglio nazionale per i beni
culturali e ambientali, dal Ministero per i beni culturali e
ambientali che dovrà approvare la previsione di spesa ed il conto
consuntivo.
Il Ministero per i beni culturali e ambientali stabilisce i tempi
necessari affinchè le erogazioni fatte a favore delle associazioni
legalmente riconosciute, delle istituzioni e delle fondazioni siano
utilizzate per gli scopi preindicati, e controlla l’impiego delle
erogazioni stesse.
Detti termini possono, per causa non imputabile al donatario,
essere prorogati una sola volta.
Le erogazioni liberali non integralmente utilizzate nei termini
assegnati ovvero utilizzate non in conformità alla destinazione
affluiscono, nella loro totalità, alla entrata dello Stato.
Il mutamento di destinazione dei beni indicati al n. 1) senza la
preventiva autorizzazione dell’Amministrazione per i beni culturali e
ambientali, il mancato assolvimento degli obblighi di legge per
consentire l’esercizio del diritto di prelazione dello …

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