Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Direttive per il contenimento del consumo di energia relativo a...

Direttive per il contenimento del consumo di energia relativo alla termoventilazione ed alla climatizzazione di edifici industriali ed artigianali.

dm 23/11/1982

RISCALDAMENTO
Decreto Ministeriale 23 novembre 1982 (in Gazz. Uff., 1° dicembre, n.
330). — Direttive per il contenimento del consumo di energia
relativo alla termoventilazione ed alla climatizzazione di edifici
industriali ed artigianali.

Il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato:
Considerata la necessità di emanare direttive per contenimento del
consumo di energia relativo alla termoventilazione ed alla
climatizzazione di edifici industriali ed artigianali;
Visto l’art. 3 della legge 29 maggio 1982, n. 308;
Decreta:

Art. 1.

Al fine di contenere il consumo energetico negli edifici adibiti ad
attività industriale ed artigianale, il presente decreto ministeriale
regola le caratteristiche di consumo termico e di ventilazione.
Nel caso di edificio costituito da parti adibite ad usi diversi,
cioè destinate ad attività industriali od artigianali e ad altre
attività, la presente legge si applica alla parte adibita ad attività
industriale od artigianale con le modalità indicate di seguito.
Gli edifici in cui è preponderante il volume della parte adibita ad
attività che rientrano fra quelle definite all’art. 3 del regolamento
di esecuzione della legge n. 373 (decreto del Presidente della
Repubblica 28 giugno 1977, n. 1052) ed in cui non sono scorporabili
le parti adibite ad attività industriale ed artigianale ai fini
dell’isolamento termico, si applica la normativa contenuta nella
legge n. 373, salvo quando si verifica caso di cui al quinto comma.
Le norme del presente decreto si applicano alla parte destinata ad
uso industriale ed artigianale nei casi in cui il volume della parte
adibita ad attività industriali ed artigianali sia superiore a 5000
m3 o alle imprese aventi più di 20 addetti.
Per la ristrutturazione di un edificio, ai fini della presente
legge, si intendono quegli interventi di modifiche o di rifacimento
che riguardino uno o più dei seguenti elementi:
i sistemi di coibentazione;
i sistemi di impermeabilizzazione della copertura;
i sistemi trasparenti, in caso di aumento (finestrature e
affini);
i sistemi di termoregolazione;
i sistemi di produzione calore rivolti alla climatizzazione
ambientale.

Art. 2.

Temperature di progetto e di esercizio.

La temperatura di progetto dell’aria esterna da adottare per il
calcolo della potenza termica dell’impianto deve essere quella
indicata dall’allegato 1 al decreto del Presidente della Repubblica
28 giugno 1977, n. 1052, e successivi aggiornamenti.
Gli impianti per il riscaldamento devono essere progettati per
mantenere una temperatura interna dell’aria non superiore a 18°C.
Sono concesse deroghe per quegli edifici nei quali le esigenze
tecnologiche o di lavorazione richiedano temperature superiori. In
tal caso, nella relazione tecnica da presentare alle autorità
comunali, la temperatura prescelta dell’aria deve essere giustificata
con elementi tecnici di carattere oggettivo.
Prima dell’inizio dei lavori, le autorità comunali dovranno fornire
il benestare per l’adozione di tale temperatura.
La temperatura interna di esercizio non potrà eccedere quella
interna di progetto di oltre 2°C, salvo quei casi in cui l’eventuale
sovratemperatura non comporti un maggior consumo combustibile e quei
casi in cui la maggior disponibilità di calore in un ambiente non sia
convenientemente utilizzabile altrove.
Per gli impianti di riscaldamento alimentati con energie
rinnovabili, l’esercizio deve essere condotto in modo da ottenere il
massimo risparmio di energia convenzionale (cioè la regolazione deve
essere effettuata modulando la fonte convenzionale).
Il mantenimento della temperatura di esercizio entro i limiti
stabiliti deve essere ottenuto con sistemi che non comportino spreco
di energia.
La temperatura dell’aria, all’interno dei singoli ambienti, va
misurata secondo la normativa vigente.

Art. 3.

Tassi di ventilazione degli ambienti.

I tassi di ventilazione degli ambienti sono calcolati sulla base di
quanto precisato al successivo art. 7.
Sono concesse deroghe per quegli edifici nei quali le esigenze
tecnologiche richiedano maggiori ricambi orari d’aria. In tal caso,
nella relazione tecnica da presentare alle autorità comunali, i
ricambi orari prescelti devono essere giustificati con elementi
tecnici di carattere oggettivo.
Le autorità comunali dovranno fornire il benestare per l’adozione
di tali ricambi d’aria; qualora il consenso non pervenisse dopo due
mesi la presentazione della domanda, questo si intende accordato.
La tolleranza ammessa nel corso dell’esercizio sui volumi d’aria di
ventilazione è di 15% per i fabbricati con canalizzazione di
introduzione o di estrazione e di 30% per gli altri fabbricati.

Art. 4.

Consumo termico degli edifici – Prescrizioni generali.

Le prescrizioni relative al consumo termico degli edifici
interessano gli edifici di nuova costruzione o da ristrutturare nei
quali sia previsto l’utilizzo diretto o indiretto di combustibili
fossili o di energia elettrica per il condizionamento degli ambienti.
é proibito l’uso dell’energia elettrica per il riscaldamento degli
ambienti qualora impiegata con resistori.
Nel caso di ristrutturazione di edifici già dotati o da dotare di
impianto di riscaldamento degli ambienti e nel caso di inserimento di
un impianto di riscaldamento in un edificio che ne era sprovvisto,
anche in seguito a cambio di attività nell’ambito dello stesso
edificio, il Sindaco, sentita la commissione edilizia e fatto
eseguire un progetto tecnico-economico da un esperto, può deliberare,
in accordo con tale progetto, sull’obbligo di attuazione globale o
parziale dei seguenti provvedimenti:
isolamento termico delle coperture e dei solai su spazi aperti
(perticato);
isolamento termico delle pareti (superfici opache e superfici
trasparenti);
isolamento dell’impianto di riscaldamento;
miglioramento della tenuta dei serramenti.
Ai fini del calcolo del fabbisogno termico dell’edificio per
riscaldamento ambienti, sono da considerarsi il calore proveniente da
apposito impianto di riscaldamento e il calore residuo del processo
industriale o dell’attività artigianale che si svolge all’interno
dell’edificio. Il dimensionamento dell’impianto di riscaldamento
dovrà pertanto tener conto del reale grado di isolamento
dell’edificio conseguente all’applicazione dei provvedimenti di cui
al precedente comma e del calore residuo del processo industriale o
artigianale già disponibile all’interno dell’edificio.
Nel caso che la differenza di temperatura tra ambienti interni agli
edifici nel periodo in cui è in funzione l’impianto di riscaldamento
superi i 10°C, le pareti di separazione fra gli ambienti tra i quali
esiste tale salto di temperatura, devono presentare un coefficiente
medio di trasmissione non superiore a 1 kcal/hm2°C, ovvero 1,4
W/m2°C.

Art. 5.

Modalità di deposito e costituzione della documentazione
tecnica relativa all’isolamento termico.

Dopo l’entrata in vigore del presente decreto ministeriale, il
sindaco può rilasciare la concessione edilizia per la costruzione di
nuovi edifici o per varianti a progetti già approvati, solo se il
progetto è corredato in particolare del calcolo sommario del Cg, di
cui al successivo art. 7, da rispettare e dall’impegno di presentare
prima dell’inizio dei lavori una documentazione tecnica idonea a
dimostrare la rispondenza delle caratteristiche di consumo termico a
quanto previsto dal decreto ministeriale stesso.
La documentazione tecnica della quale il progetto deve essere
corredato in base a quanto disposto dal terzo comma dell’art. 4 deve:
essere firmato dal committente e dal progettista;
essere depositato dal committente in duplice copia presso il
competente ufficio comunale.
Il comune, dopo il ricevimento delle due copie della
documentazione, rilascia attestazione dell’avvenuto deposito
convalidando una copia della documentazione stessa che restituisce al
committente con la documentazione relativa alla concessione di
eventuali deroghe accordate ai sensi degli articoli 2 e 3 della
presente legge.
Il committente è tenuto ad esibire tale copia convalidata in sede
di collaudo o di controllo.
Nel caso di modifiche apportate al progetto originale, il
committente deve depositare presso lo stesso ufficio comunale, una
documentazione relativa alla variante, completa di tutte le
indicazioni atte a dimostrare che, anche con l’introduzione delle
modifiche, sono state rispettate le prescrizioni di legge. Il
deposito della documentazione deve avvenire contestualmente alla
presentazione del progetto di variante.
La documentazione di cui sopra, deve essere costituita da:
piante, sezioni e prospetti del progetto esecutivo, con le
indicazioni di tutte le caratteristiche dimensionali superfici e
spessori termiche e di stabilità nel tempo dei materiali isolanti
impiegati nella costruzione, necessarie per individuare il grado di
isolamento dell’edificio (coefficiente Cd) definito all’art. 7;
certificati emessi da laboratori riconosciuti dallo Stato che
attestino che i componenti da impiegare nella costruzione che
contengono materiali isolanti ovvero i materiali isolanti da
impiegare in vista, presentano un comportamento al fuoco idoneo in
relazione al loro inserimento nelle strutture ed al tipo e
de…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info