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Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qua...

Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la qualificazione dell'offerta turistica (1) (2).

L 17/05/1983 n. 00000217 VIGENTE

TURISMO
Legge 17 maggio 1983, n. 217 (in Gazz. Uff., 25 maggio 1983, n. 141).
— Legge quadro per il turismo e interventi per il potenziamento e la
qualificazione dell’offerta turistica (1) (2).

(1) Vedi la disciplina di riordino in materia di turismo, sport e
spettacolo di cui al d.l. 29 marzo 1995, n. 97, conv. in l. 30 maggio
1995, n. 203.
(2) La competenza a ricevere la dichiarazione relativa
all’esercizio dell’industria di affittacamere o appartamenti
mobiliati, appartiene al Comune, ex art. 163, d.lg. 31 marzo 1998, n.
112. Peraltro con lo stesso d.lg. 112/1998 sono state trasferite alle
regioni ed agli enti locali, tra l’altro, le competenze in materia di
turismo, sport e spettacolo.

(Omissis).

TITOLO I

Art. 1.

Finalità della legge.

La presente legge, emanata in attuazione dell’articolo 117 della
Costituzione, definisce i principi fondamentali in materia di turismo
ed industria alberghiera, ferme restando le competenze previste dal
decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
Tali principi devono garantire l’equilibrato sviluppo delle
attività turistiche e di quelle connesse, considerata la rilevanza
delle stesse sia sotto il profilo sociale che sotto quello economico.
Sono fatte salve le attribuzioni in detta materia delle regioni a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano
previste nei rispettivi statuti e norme di attuazione.
Per il raggiungimento degli obiettivi della programmazione
economica nazionale e settoriale, il Governo esercita le funzioni di
indirizzo e coordinamento avvalendosi degli organismi di cui agli
articoli 2 e 3 della presente legge.

Art. 2.

Comitato di coordinamento per la programmazione turistica.

Il Comitato di coordinamento per la programmazione turistica,
nominato con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri, è composto dal Presidente del
Consiglio dei Ministri o dal Ministro competente da lui delegato che
lo presiede, dai presidenti delle giunte regionali e delle giunte
provinciali di Trento e Bolzano o dai componenti delle giunte
medesime a tal fine delegati.
Possono essere invitati a partecipare alle riunioni del Comitato di
coordinamento i Ministri interessati alla trattazione degli argomenti
posti all’ordine del giorno.
Il Comitato di coordinamento per la programmazione turistica indica
le finalità prioritarie in relazione alle quali le regioni
stabiliscono criteri e modalità di utilizzo dei finanziamenti di cui
all’articolo 13 della presente legge.
Il medesimo organismo decide la convocazione della Conferenza
nazionale del turismo, di norma a scadenza triennale, per compiere
verifiche della situazione e dei problemi del settore e suggerire i
provvedimenti relativi (1).

(1) Vedi, ora, l’art. 3, d.lg. 16 dicembre 1989, n. 418.

Art. 3.

Comitato consultivo.

Il Comitato consultivo nazionale, nominato con decreto del Ministro
del turismo e dello spettacolo, che lo presiede, è composto da 20
rappresentanti designati dalle organizzazioni maggiormente
rappresentative degli imprenditori turistici e dei sindacati dei
lavoratori dalle organizzazioni cooperative e dalle associazioni del
tempo libero e da 10 esperti scelti fra rappresentanti di enti ed
organismi pubblici e privati operanti nel settore del turismo e fra
docenti universitari e studiosi delle discipline afferenti il
turismo. Tale Comitato esprime pareri e proposte al Comitato di cui
all’articolo 2 della presente legge.

Art. 4.

Organizzazione turistica regionale.

Per l’espletamento delle attività di promozione e propaganda delle
risorse turistiche locali, di informazione e di accoglienza, le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano provvedono alla
costituzione di <<aziende di promozione turistica>> (APT), quali
organismi tecnico-operativi e strumentali muniti di autonomia
amministrativa e di gestione.
Le leggi regionali individuano gli ambiti territoriali
turisticamente rilevanti in cui operano le aziende, nonché gli
strumenti e le modalità attraverso le quali si attua il loro
collegamento funzionale con gli enti locali territoriali.
Le leggi regionali disciplinano compiti, funzioni e forme di
coordinamento delle attività delle aziende, assicurando la presenza
in senso a tali organismi di esperti e di rappresentanti degli enti
locali territoriali, di rappresentanti delle associazioni degli
operatori turistici e delle organizzazioni sindacali, delle
organizzazioni cooperative, delle associazioni del tempo libero,
nonché di un rappresentante designato dalle associazioni pro-loco
operanti nel territorio.
Le aziende provvedono, previo nulla-osta della regione, ad
istituire uffici di informazione e di accoglienza turistica
denominati IAT.
L’uso della stessa denominazione (IAT) può essere consentito anche
agli uffici di informazione promossi dalle <<pro-loco>> sulla base
delle disposizioni emanate con legge regionale.
Con lo scioglimento degli enti provinciali per il turismo e delle
aziende autonome di cura, soggiorno e turismo il relativo personale
confluisce nel ruolo unico regionale.
Le entrate anche di natura tributaria riconosciute dalla vigente
legislazione agli enti disciolti ed il personale da essi proveniente
debbono essere destinati con legge regionale agli organismi ai quali
sono state attribuite o delegate le relative funzioni.

Art. 5.

Imprese turistiche.

Sono imprese turistiche quelle che svolgono attività di gestione di
strutture ricettive ed annessi servizi turistici.
I titolari o gestori di tali imprese sono tenuti ad iscriversi in
una sezione speciale del registro istituito ai sensi della legge 11
giugno 1971, n. 426.
Per ottenere l’iscrizione nel registro deve essere presentata
domanda alla camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura rispettivamente nella provincia ove le imprese hanno sede
legale.
Il richiedente deve:
a) aver raggiunto la maggiore età, ad eccezione del minore
emancipato autorizzato a norma di legge all’esercizio di attività
commerciale;
b) aver assolto agli obblighi scolastici riferiti al periodo di
frequenza del richiedente (1);
c) non essere nelle condizioni previste dall’articolo 11 del
testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni;
d) aver superato un esame di idoneità all’esercizio dell’attività
di impresa.
I soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge
esercitano le attività di cui al primo comma, hanno diritto ad
ottenere l’iscrizione su loro domanda.

(1) Lettera così sostituita dall’art. 3-ter, d.l. 26 gennaio 1987,
n. 9, conv. in l. 27 marzo 1987, n. 121.

Art. 6.

Strutture ricettive.

Sono strutture ricettive gli alberghi, i motels, i
villaggi-albergo, le residenze turistico-alberghiere, i campeggi, i
villaggi turistici, gli alloggi agro-turistici, gli esercizi di
affittacamere, le case e gli appartamenti per vacanze, le case per
ferie, gli ostelli per la gioventù, i rifugi alpini.
Gli alberghi sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a gestione
unitaria, che forniscono alloggio, eventualmente vitto ed altri
servizi accessori, in camere ubicate in uno o più stabili o in parti
di stabile.
I motels sono alberghi particolarmente attrezzati per la sosta e
l’assistenza delle autovetture o delle imbarcazioni, che assicurano
alle stesse servizi di riparazione e di rifornimento carburanti.
I villaggi-albergo sono alberghi che, in una unica area, forniscono
agli utenti di unità abitative dislocate in più stabili servizi
centralizzati.
Le residenze turistico-alberghiere sono esercizi ricettivi aperti
al pubblico, a gestione unitaria, che forniscono alloggio e servizi
accessori in unità abitative arredate costituite da uno o più locali,
dotate di servizio autonomo di cucina.
I campeggi sono esercizi ricettivi, aperti al pubblico, a gestione
unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta ed il soggiorno
di turisti provvisti, di norma, di tende o di altri mezzi autonomi di
pernottamento.
I villaggi turistici sono esercizi ricettivi aperti al pubblico, a
gestione unitaria, attrezzati su aree recintate per la sosta ed il
soggiorno in allestimenti minimi, di turisti sprovvisti, di norma, di
mezzi autonomi di pernottamento.
Sono alloggi agro-turistici i locali, siti in fabbricati rurali,
nei quali viene dato alloggio a turisti da imprenditori agricoli.
Sono esercizi di affittacamere le strutture composte da non più di
sei camere ubicate in non più di due appartamenti ammobiliati in uno
stesso stabile nei quali sono forniti alloggio e, eventualmente,
servizi complementari.
Sono case e appartamenti per vacanze gli immobili arredati gestiti
in forma imprenditoriale per l’affitto ai turisti, senza offerta di
servizi centralizzati, nel corso di una o più stagioni, con contratti
aventi validità non superiore ai tre mesi consecutivi.
Sono case per ferie le strutture ricettive attrezzate per il
soggiorno di persone o gruppi e gestite, al di fuori di normali
canali commerciali, da enti pubblici, associazioni o enti religiosi
operanti senza fine di lucro per il conseguimento …

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