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Accertamenti e norme tecniche per la certificazione di idoneità ...

Accertamenti e norme tecniche per la certificazione di idoneità statica delle costruzioni abusive (art. 35, quarto comma, della legge 28 febbraio 1985, n. 47).

dm 15/05/1985 [MOD]

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto Ministeriale 15 maggio 1985 (in Gazz. Uff., 10 giugno, n.
135). — Accertamenti e norme tecniche per la certificazione di
idoneità statica delle costruzioni abusive (art. 35, quarto comma,
della legge 28 febbraio 1985, n. 47).

Il Ministro dei lavori pubblici:
Vista la legge 28 febbraio 1985, n. 47, recante norme in materia di
controllo dell’attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e
sanatoria delle opere abusive; Visto l’art. 35, comma quarto, che
attribuisce al Ministro dei lavori pubblici il compito di determinare
gli accertamenti da eseguirsi anche in deroga alle leggi 5 novembre
1971, n. 1086, 2 febbraio 1974, n. 64 e 14 maggio 1981, n. 219, e
relative norme tecniche, al fine della certificazione circa
l’idoneità statica delle opere eseguite abusivamente; Visto il voto
espresso dal Consiglio superiore dei lavori pubblici in data 28 marzo
1985, n. 166;

Decreta:

Art. 1. Il certificato di idoneità statica deve essere allegato
alla domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria quando
le opere abusivamente eseguite abbiano un volume complessivo
superiore a 450 mc ovvero siano comprese in edifici aventi volumetria
complessiva superiore a quella ora indicata.

Art. 2. Gli accertamenti da eseguire ai fini della certificazione
di cui al precedente art. 1 sono quelli indicati nel presente
decreto.

A) Opere in cemento armato ed a struttura metallica.

A.1. Operazioni preliminari.
Il tecnico incaricato della certificazione di idoneità dovrà
preliminarmente acquisire:
gli elaborati di progetto e i calcoli di stabilità delle
strutture dell’intero edificio; ove non siano disponibili detti
documenti dovrà procedersi ad un’adeguata verifica statica sulla base
di rilevamenti;
la relazione sulle caratteristiche geotecniche ed idrogeologiche
del terreno di fondazione;
la relazione sulle caratteristiche dei materiali corredata da
eventuali certificazioni di prove eseguite.
Si dovrà procedere altresì ad una ricognizione generale dell’opera
per il rilevamento di eventuali segni di dissesto.

A.2. Controllo dei materiali.
Ove non siano disponibili certificati di prove sul calcestruzzo
impiegato, rilasciati dai laboratori di cui all’art. 20 della legge
n. 1086/1971, ovvero detti certificati siano in numero insufficiente
a valutare la resistenza del conglomerato in base alle vigenti norme,
potranno eseguirsi indagini complementari, in numero adeguato ad
ottenere sufficienti indicazioni sull’idoneità del conglomerato.
Ove siano disponibili certificati di prove sul calcestruzzo in
numero sufficiente, dovrà verificarsi che la resistenza del
calcestruzzo, valutata ai sensi delle vigenti norme, sia compatibile
con le sollecitazioni di calcolo.
Per quanto riguarda le armature metalliche delle strutture in
cemento armato, ove siano disponibili certificazioni di prove di
accettazione eseguite presso i laboratori di cui all’art. 20 della
legge 5 novembre 1971, n. 1086, ovvero l’attestazione dell’avvenuto
controllo nello stabilimento di produzione, il tecnico incaricato
valuterà la loro ammissibilità in rapporto alle sollecitazioni
previste nelle calcolazioni.
Ove non siano disponibili prove sugli acciai impiegati, dovrà
essere assunta quale tensione ammissibile nelle armature il valore:
1600 kg/cm² per gli acciai nervati e 1200 kg/cm² per i tondi lisci.
In alternativa potranno prelevarsi campioni di acciaio per
accertare, mediante prove da effettuarsi presso i laboratori sopra
indicati, che le tensioni di snervamento e di rottura siano adeguate
a quelle di esercizio.
Nel caso di strutture in carpenteria metallica, ove non sia
disponibile la documentazione di qualificazione di cui alle vigenti
norme tecniche emanate in forza dell’art. 21 della legge 5 novembre
1971, n. 1086, ovvero le certificazioni ufficiali dei controlli di
accettazione prescritti dalle norme medesime, dovrà procedersi al
prelievo di campioni da sottoporre a prove presso i laboratori sopra
indicati.
Il numero di detti prelievi sarà determinato dal tecnico in
rapporto all’importanza dell’opera e alle sollecitazioni effettive.
Le prove di cui al precedente capoverso potranno omettersi se la
tensione massima di esercizio non supera il valore di 1200 kg/cm².
Particolare attenzione dovrà essere posta al controllo delle unioni
dei profilati, acquisendo le certificazioni degli eventuali controlli
effettuati in corso d’opera.
Analogamente, particolare attenzione dovrà altresì essere posta a
possibili fenomeni di instabilità sia globali che locali.
A.3. Verifiche dimensionali.
Sulla scorta degli elaborati di cui al punto A.1 dovrà procedersi
al controllo discrezionale a campione delle dimensioni delle
strutture; per le opere in cemento armato il suddetto controllo dovrà
riguardare anche il numero, la posizione e il diametro delle armature
metalliche.

A.4. Prove di carico.
Le prove di carico, ove ritenute necessarie dal tecnico incaricato
della certificazione, dovranno essere eseguite con le modalità
previste dalle vigenti norme tecniche di cui all’art. 21 della legge
5 novembre 1971, n. 1086.

A.5. Sopraelevazioni e interventi localizzati.
Nel caso di sopraelevazione e di interventi localizzati, gli
accertamenti vanno estesi a tutte le parti dell’edificio interessate
sotto il profilo della statica.

A.6. Costruzioni in zona sismica.
A.6.1. Costruzioni eseguite prima della classificazione sismica.
La certificazione di idoneità statica non dovrà tener conto della
classificazione sismica successiva all’esecuzione della costruzione.
Ove sia necessario il progetto di adeguamento di cui al quinto
comma dell’art. 35 della legge n. 47/1985, questo potrà essere
redatto sulla base delle prescrizioni di cui al decreto ministeriale
2 luglio 1981 (Gazzetta Ufficiale, supplemento al n. 198 del 21
luglio 1981).
A.6.2. Costruzioni eseguite dopo la classificazione sismica.
Per le costruzioni eseguite dopo l’entrata in vigore del decreto di
classificazione sismica, fermo restando quanto stabilito al
precedente punto A.1, dovrà verificarsi il rispetto delle
prescrizioni contenute nel decreto ministeriale 19 giugno 1984 e nel
decreto ministeriale 29 gennaio 1985 (Gazzetta Ufficiale n. 208 del
30 luglio 1984 e Gazzetta Ufficiale n. 26 del 31 gennaio 1985).
Nel caso di sopraelevazioni di edifici esistenti, dovrà verificarsi
anche l’osservanza di quanto stabilito all’art. 14 della legge 2
febbraio 1974, n. 64.

B) Costruzioni in muratura.

B.1. Operazioni preliminari.
Il tecnico incaricato della certificazione di idoneità dovrà
preliminarmente acquisire:
gli elaborati di progetto dell’intero edificio nel quale dovranno
essere illustrate, tra l’altro, le dimensioni e la disposizione delle
strutture murarie portanti e di controventamento, nonchè le
caratteristiche dei materiali impiegati;
il calcolo delle strutture murarie, ove necessario, e di quelle
in cemento armato o in acciaio eventualmente esistenti, con
particolare riferimento ai solai, scale, balconi, ecc.;
una relazione sulle caratteristiche del terreno di fondazione.

B.2. Controllo dei materiali.
Per gli eventuali elementi strutturali in cemento armato o in
acciaio rientranti nella sfera di applicazione della legge 5 novembre
1971, n. 1086, dovrà adempiersi a quanto stabilito nel precedente
punto A.2.
Ove il tecnico incaricato della certificazione non abbia potuto
formarsi il convincimento dell’idoneità della muratura in rapporto
alle caratteristiche di sollecitazione, dovranno eseguirsi indagini
al fine di acquisire indicazioni sulla resistenza della muratura da
confrontare con le sollecitazioni negli elementi murari derivanti dal
calcolo.
Ai fini delle verifiche mediante le tensioni ammissibili, dovrà
assumersi un coefficiente di sicurezza riferito alla rottura pari a n
= 8.
B.3. Particolari costruttivi.
Ai fini del rilascio della certificazione di cui alla lettera b)
dell’art. 35 della legge n. 47 del 28 febbraio 1985, dovrà accertarsi
che:
le murature che svolgono funzione statica non siano realizzate
con ciottolame;
le murature realizzate con pietrame non avente piani di posa
regolari, siano interrotte da ricorsi in mattoni pieni o in
calcestruzzo, dello spessore di almeno cm 12, posti ad interasse non
superiore a m 1,60;
le murature portanti e di controventamento siano fra loro rese
solidali mediante opportune ammorsature;
in corrispondenza dei solai di piano e della copertura, a tetto o
a terrazzo, sia presente un cordolo in cemento armato di altezza
almeno pari a quella del solaio o del solaio di maggior altezza, nel
caso di solai contigui;
le travi dei solai in ferro siano inserite sui muri per almeno
due terzi dello spessore dei muri stessi. Nel caso di solai contigui,
le travi inserite nel muro comune dovranno essere efficacemente
collegate tra loro almeno ogni m 2,50;
i solai in cemento armato, normale e precompresso, e quelli di
tipo misto, anche quando prefabbricati, siano incastrati nei cordoli.
Qualora non risulti accertato il rispetto di una o più condizioni
sopra dette, dovrà redigersi un progetto di adeguamento ai sensi del
quinto comma dell’art. 35 della legge n. 47/1985.

B.4. Sopraelevazioni e interventi localizzati.
Nel caso di sopraelevazioni o di interventi localizzati, dovrà
accertarsi che:
le strutture di fondazione siano idonee a sopportare i maggiori
carichi;
il complesso dell’edificio, compresa la sopraelevazione, risponda
alle prescrizioni di cui ai punti precedenti.

B.5. Costruzioni i…

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