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Legge-quadro per l'artigianato (1) (2)....

Legge-quadro per l'artigianato (1) (2).

L 08/08/1985 n. 00000443 VIGENTE

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
Legge 8 agosto 1985, n. 443 (in Gazz. Uff., 24 agosto 1985, n. 199).
— Legge-quadro per l’artigianato (1) (2).

(1) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112, sono state devolute alle
regioni e agli enti locali tutte le competenze amministrative
relative all’artigianato, fatta eccezione per quelle espressamente
conservate allo Stato.
(2) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 114 è stata approvata la riforma
della disciplina relativa al settore del commercio, ex art. 4, comma
4, l. 15 marzo 1997, n. 59.

(Omissis).

Art. 1.

Potestà delle regioni.

In conformità all’articolo 117 primo comma, della Costituzione, le
regioni emanano norme legislative in materia di artigianato
nell’ambito dei princìpi di cui alla presente legge, fatte salve le
specifiche competenze delle regioni a statuto speciale e delle
province autonome.
Ai sensi ed agli effetti del precedente comma, in armonia con gli
indirizzi della programmazione nazionale, spetta alle regioni
l’adozione di provvedimenti diretti alla tutela ed allo sviluppo
dell’artigianato ed alla valorizzazione delle produzioni artigiane
nelle loro diverse espressioni territoriali, artistiche e
tradizionali, con particolare riferimento alle agevolazioni di
accesso al credito, all’assistenza tecnica, alla ricerca applicata,
alla formazione professionale, all’associazionismo economico, alla
realizzazione di insediamenti artigiani, alle agevolazioni per
l’esportazione.
Le regioni esercitano le funzioni amministrative di loro competenza
delegandole, normalmente, agli enti locali.

Art. 2.

Imprenditore artigiano.

é imprenditore artigiano colui che esercita personalmente,
professionalmente e in qualità di titolare, l’impresa artigiana,
assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri ed i rischi
inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura
prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.
Sono escluse limitazioni alla libertà di accesso del singolo
imprenditore all’attività artigiana e di esercizio della sua
professione.
Sono fatte salve le norme previste dalle specifiche leggi statali.
L’imprenditore artigiano, nell’esercizio di particolari attività
che richiedono una peculiare preparazione ed implicano responsabilità
a tutela e garanzia degli utenti, deve essere in possesso dei
requisiti tecnico-professionali previsti dalle leggi statali.

Art. 3.

Definizione di impresa artigiana.

é artigiana l’impresa che, esercitata dall’imprenditore artigiano
nei limiti dimensionali di cui alla presente legge, abbia per scopo
prevalente lo svolgimento di un’attività di produzione di beni, anche
semilavorati, o di prestazioni di servizi, escluse le attività
agricole e le attività di prestazione di servizi commerciali, di
intermediazione nella circolazione dei beni o ausiliarie di queste
ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, salvo
il caso che siano solamente strumentali e accessorie all’esercizio
dell’impresa.
é artigiana l’impresa che, nei limiti dimensionali di cui alla
presente legge e con gli scopi di cui al precedente comma, è
costituita ed esercitata in forma di società, anche cooperativa,
escluse le società a responsabilità limitata e per azioni ed in
accomandita per azioni, a condizione che la maggioranza dei soci,
ovvero uno nel caso di due soci, svolga in prevalenza lavoro
personale, anche manuale, nel processo produttivo e che nell’impresa
il lavoro abbia funzione preminente sul capitale (1).
é altresì artigiana l’impresa che, nei limiti dimensionali di cui
alla presente legge e con gli scopi di cui al primo comma:
a) è costituita ed esercitata in forma di società a
responsabilità limitata con unico socio sempreché il socio unico sia
in possesso dei requisiti indicati dall’articolo 2 e non sia unico
socio di altra società a responsabilità limitata o socio di una
società in accomandita semplice;
b) è costituita ed esercitata in forma di società in accomandita
semplice sempreché ciascun socio accomandatario sia in possesso dei
requisiti indicati dall’articolo 2 e non sia unico socio di una
società a responsabilità limitata o socio di altra società in
accomandita semplice (2).
In caso di trasferimento per atto tra vivi della titolarità delle
società di cui al terzo comma, l’impresa mantiene la qualifica di
artigiana purché i soggetti subentranti siano in possesso dei
requisiti di cui al medesimo terzo comma (2).
L’impresa artigiana può svolgersi in luogo fisso, presso
l’abitazione dell’imprenditore o di uno dei soci o in appositi locali
o in altra sede designata dal committente oppure in forma ambulante o
di posteggio. In ogni caso, l’imprenditore artigiano può essere
titolare di una sola impresa artigiana.

(1) Comma così modificato dall’art. 1, l. 20 maggio 1997, n. 133.
(2) Comma aggiunto dall’art. 1, l. 20 maggio 1997, n. 133.

Art. 4.

Limiti dimensionali.

L’impresa artigiana può essere svolta anche con la prestazione
d’opera di personale dipendente diretto personalmente
dall’imprenditore artigiano o dai soci, sempre che non superi i
seguenti limiti:
a) per l’impresa che non lavora in serie: un massimo di 18
dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 9; il
numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 22 a
condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti;
b) per l’impresa che lavora in serie, purché con lavorazione non
del tutto automatizzata: un massimo di 9 dipendenti, compresi gli
apprendisti in numero non superiore a 5; il numero massimo dei
dipendenti può essere elevato fino a 12 a condizione che le unità
aggiuntive siano apprendisti;
c) per l’impresa che svolge la propria attività nei settori delle
lavorazioni artistiche, tradizionali e dell’abbigliamento su misura:
un massimo di 32 dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non
superiore a 16; il numero massimo dei dipendenti può essere elevato
fino a 40 a condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti. I
settori delle lavorazioni artistiche e tradizionali e
dell’abbigliamento su misura saranno individuati con decreto del
presidente della Repubblica, sentite le regioni ed il Consiglio
nazionale dell’artigianato;
d) per l’impresa di trasporto: un massimo di 8 dipendenti;
e) per le imprese di costruzioni edili: un massimo di 10
dipendenti, compresi gli apprendisti in numero non superiore a 5; il
numero massimo dei dipendenti può essere elevato fino a 14 a
condizione che le unità aggiuntive siano apprendisti.
Ai fini del calcolo dei limiti di cui al precedente comma:
1) non sono computati per un periodo di due anni gli apprendisti
passati in qualifica ai sensi della legge 19 gennaio 1955, n. 25, e
mantenuti in servizio dalla stessa impresa artigiana;
2) non sono computati i lavoratori a domicilio di cui alla legge
18 dicembre 1973, n. 877, sempre che non superino un terzo dei
dipendenti non apprendisti occupati presso l’impresa artigiana;
3) sono computati i familiari dell’imprenditore, ancorché
partecipanti all’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del
codice civile, che svolgano la loro attività di lavoro
prevalentemente e professionalmente nell’ambito dell’impresa
artigiana;
4) sono computati, tranne uno, i soci che svolgono il prevalente
lavoro personale nell’impresa artigiana;
5) non sono computati i portatori di handicaps, fisici, psichici
o sensoriali;
6) sono computati i dipendenti qualunque sia la mansione svolta.

Art. 5.

Albo delle imprese artigiane.

é istituito l’albo provinciale delle imprese artigiane, al quale
sono tenute ad iscriversi tutte le imprese aventi i requisiti di cui
agli articoli 2, 3 e 4 secondo le formalità previste per il registro
delle ditte dagli articoli 47 e seguenti del regio decreto 20
settembre 1934, n. 2011.
La domanda di iscrizione al predetto albo e le successive denunce
di modifica e di cessazione esimono dagli obblighi di cui ai citati
articoli del regio decreto 20 settembre 1934, n. 2011, e sono
annotate nel registro delle ditte entro quindici giorni dalla
presentazione.
In caso di invalidità, di morte o d’intervenuta sentenza che
dichiari l’interdizione o l’inabilitazione dell’imprenditore
artigiano, la relativa impresa può conservare, su richiesta,
l’iscrizione all’albo di cui al primo comma, anche in mancanza di uno
dei requisiti previsti all’articolo 2, per un periodo massimo di
cinque anni o fino al compimento della maggiore età dei figli
minorenni, sempre che l’esercizio dell’impresa venga assunto dal
coniuge, dai figli maggiorenni o minori emancipati o dal tutore dei
figli minorenni dell’imprenditore invalido, deceduto, interdetto o
inabilitato.
L’iscrizione all’albo è costitutiva e condizione per la concessione
delle agevolazioni a favore delle imprese artigiane.
Le imprese artigiane, che abbiano superato, fino ad un massimo del
20 per cento e per un periodo non superiore a tre mesi nell’anno, i
limiti di cui al primo comma dell’articolo 4, mantengono l’iscrizione
all’albo di cui al primo comma del presente articolo.
Per la vendita nei locali di produzione, o ad essi contigui, dei
beni di produzio…

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