Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Disciplina dell'agriturismo (1) (2)....

Disciplina dell'agriturismo (1) (2).

L 05/12/1985 n. 00000730 VIGENTE

TURISMO
Legge 5 dicembre 1985, n. 730 (in Gazz. Uff., 16 dicembre 1985, n.
295). — Disciplina dell’agriturismo (1) (2).

(1) Tutte le funzioni e i compiti svolti dal Ministro/Ministero
delle risorse agricole, alimentari e forestali, già sostitutivo
dell’abrogato Ministro/Ministero dell’agricoltura e delle foreste,
sono ora esercitati dalle Regioni, direttamente o mediante delega
agli enti locali, e dal Ministero per le politiche agricole (d.lg. 4
giugno 1997, n. 143).
(2) Con d.lg. 31 marzo 1998, n. 112, sono state trasferite alle
regioni ed agli enti locali, tra l’altro, le competenze in materia di
turismo, sport e spettacolo.

(Omissis).

Art. 1.

Finalità dell’intervento.

L’agricoltura, in armonia con gli indirizzi di politica agricola
della CEE e con il piano agricolo nazionale, con i piani agricoli
regionali e con i piani di sviluppo regionali, viene sostenuta anche
mediante la promozione di forme idonee di turismo nelle campagne,
volte a favorire lo sviluppo ed il riequilibrio del territorio
agricolo, ad agevolare la permanenza dei produttori agricoli nelle
zone rurali attraverso l’integrazione dei redditi aziendali ed il
miglioramento delle condizioni di vita, a meglio utilizzare il
patrimonio rurale naturale ed edilizio, a favorire la conservazione e
la tutela dell’ambiente, a valorizzare i prodotti tipici, a tutelare
e promuovere le tradizioni e le iniziative culturali del mondo
rurale, a sviluppare il turismo sociale e giovanile, a favorire i
rapporti tra la città e la campagna.

Art. 2.

Definizione di attività agrituristiche.

Per attività agrituristiche si intendono esclusivamente le attività
di ricezione ed ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli di
cui all’articolo 2135 del codice civile, singoli od associati, e da
loro familiari di cui all’articolo 230-bis del codice civile,
attraverso l’utilizzazione della propria azienda, in rapporto di
connessione e complementarità rispetto alle attività di coltivazione
del fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame, che devono
comunque rimanere principali.
Lo svolgimento di attività agrituristiche, nel rispetto delle norme
di cui alla presente legge, non costituisce distrazione della
destinazione agricola dei fondi e degli edifici interessati.
Rientrano fra tali attività:
a) dare stagionalmente ospitalità, anche in spazi aperti
destinati alla sosta di campeggiatori;
b) somministrare per la consumazione sul posto pasti e bevande
costituiti prevalentemente da prodotti propri, ivi compresi quelli a
carattere alcolico e superalcolico;
c) organizzare attività ricreative o culturali nell’ambito
dell’azienda. Sono considerati di propria produzione le bevande e i
cibi prodotti e lavorati nell’azienda agricola nonché quelli ricavati
da materie prime dell’azienda agricola anche attraverso lavorazioni
esterne.

Art. 3.

Utilizzazione di locali per attività agrituristiche.

Possono essere utilizzati per attività agrituristiche i locali siti
nell’abitazione dell’imprenditore agricolo ubicata nel fondo, nonché
gli edifici o parte di essi esistenti nel fondo e non più necessari
alla conduzione dello stesso.
Le regioni, nell’ambito del programma di cui al successivo articolo
10, individuano i comuni nei cui centri abitati possono essere
utilizzati per attività agrituristiche gli edifici destinati a
propria abitazione dall’imprenditore agricolo che svolga la propria
attività in un fondo privo di fabbricati sito nel medesimo comune o
in comune limitrofo.
Le leggi regionali disciplinano gli interventi per il recupero del
patrimonio edilizio esistente ad uso dell’imprenditore agricolo ai
fini dell’esercizio di attività agrituristiche.
Il restauro deve essere eseguito nel rispetto delle caratteristiche
tipologiche ed architettoniche degli edifici esistenti e nel rispetto
delle caratteristiche ambientali delle zone interessate.

Art. 4.

Determinazione di criteri e limiti dell’attività agrituristica.

Le regioni, tenuto conto delle caratteristiche dell’intero
territorio regionale o di parti di esso, dettano criteri, limiti ed
obblighi amministrativi per lo svolgimento dell’attività
agrituristica in funzione dell’azienda e del fondo interessati, nel
rispetto di quanto disposto dalla presente legge.
Le regioni disciplinano altresì la sospensione e la revoca delle
autorizzazioni di cui all’articolo 8.

Art. 5.

Norme igienico-sanitarie.

I requisiti degli immobili e delle attrezzature da utilizzare per
attività agrituristiche sono stabiliti dalle regioni.
La produzione, la preparazione, il confezionamento e la
somministrazione di alimenti e bevande sono soggetti alle
disposizioni di cui alla legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive
modifiche e integrazioni.

Art. 6.

Elenco regionale.

Le regioni istituiscono l’elenco dei soggetti abilitati
all’esercizio delle attività agrituristiche ai sensi dell’articolo 2
della presente legge.
L’iscrizione è condizione necessaria per il rilascio della
autorizzazione comunale di cui all’articolo 8. L’elenco è tenuto da
una commissione nominata con decreto del presidente della giunta
regionale.
L’iscrizione nell’elenco è negata, a meno che abbiano ottenuto la
riabilitazione, a coloro:
a) che abbiano riportato, nel triennio, con sentenza passata in
giudicato, condanna, per uno dei delitti previsti dagli articoli 442,
444, 513, 515 e 517 del codice penale, o per uno dei delitti in
materia di igiene e sanità o di frode nella preparazione degli
alimenti previsti in leggi speciali;
b) che siano sottoposti a misure di prevenzione ai sensi della
legge 27 dicembre 1956, n. 1423, e successive modificazioni, o siano
stati dichiarati delinquenti abituali.
Per l’accertamento delle condizioni di cui al comma precedente si
applicano l’articolo 606 del codice di procedura penale e l’articolo
10 della legge 4 gennaio 1968, n. 15.
Fino all’entrata in vigore delle leggi regionali che regolino la
materia, gli interessati richiedono alla regione un certificato
provvisorio di idoneità ai fini del rilascio dell’autorizzazione
comunale, fermo restando quanto previsto nel precedente comma.

Art. 7.

Disciplina amministrativa.

I soggetti di cui al primo comma dell’articolo 2, che intendono
svolgere attività agrituristiche, devono presentare al comune, ove ha
sede l’immobile, apposita domanda contenente la descrizione
dettagliata delle attività proposte, con l’indicazione delle
caratteristiche dell’azienda, degli edifici e delle aree da adibire
ad uso agrituristico, della capacità ricettiva, dei periodi di
esercizio dell’attività e delle tariffe che intendono praticare
nell’anno in corso.
La regione stabilisce i documenti, pareri e autorizzazioni da
allegare alla domanda, fra i quali in ogni caso la documentazione dei
requisiti di cui agli articoli 11 e 92 del testo unico approvato con
regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e all’articolo 5 della legge 9
febbraio 1963, n. 59.
Fino a quando la regione non abbia disciplinato la materia, la
domanda deve essere corredata, oltreché dalla documentazione di cui
al precedente secondo comma, da:
a) copia del libretto sanitario rilasciato alla o alle persone
che eserciteranno l’attività;
b) parere favorevole dell’autorità sanitaria competente relativo
ai locali da adibire all’attività;
c) copia della concessione edilizia, ove necessaria, corredata
della relativa documentazione;
d) certificato di iscrizione nell’elenco di cui all’articolo 6.

Art. 8.

Autorizzazione comunale.

Il sindaco provvede sulle domande di cui al precedente articolo 7
entro novanta giorni dalla loro presentazione.
Trascorso tale termine senza pronuncia, la domanda si intende
accolta.
Il sindaco, entro trenta giorni dall’accoglimento della domanda o
dalla scadenza senza pronuncia del termine di cui al primo comma,
rilascia un’autorizzazione che abilita allo svolgimento delle
attività, nel rispetto dei limiti e delle modalità stabilite
nell’autorizzazione medesima.
L’autorizzazione è sostitutiva di ogni altro provvedimento
amministrativo.
Al provvedimento di autorizzazione si applica l’articolo 19, commi
quarto e quinto, del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616.
Non si applicano le disposizioni di cui alla legge 16 giugno 1939,
n. 1111.

Art. 8-bis.

Competenza in tema di rapporto.

1. Il rapporto relativo alle violazioni previste dagli articoli
17-bis e 221-bis del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,
approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, consistenti nello
svolgimento delle attività previste dall’art. 2 in difetto di
autorizzazione o con inosservanza delle prescrizioni imposte dalla
legge o impartite dall’autorità è trasmesso all’ufficio provinciale
dell’industria, del commercio e dell’artigianato che applica le
sanzioni amministrative.
2. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 17-ter e
17-quater del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza,
approvato con R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (1) (2).

(1) Articolo aggiunto dall’art. 12, d.lg. 13 luglio 1994, n. 480.
(2) La Corte costituzionale, con sentenza 7 aprile 1995, n. 115, ha…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info