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Norme tecniche relative alle costruzioni sismiche....

Norme tecniche relative alle costruzioni sismiche.

dm 24/01/1986 [ABR] [MOD]

EDILIZIA E URBANISTICA
Decreto Ministeriale 24 gennaio 1986 (in Gazz. Uff., 12 maggio, n.
108). — Norme tecniche relative alle costruzioni sismiche.

Il Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro
dell’interno:
Vista la legge 2 febbraio 1974, n. 64, concernente provvedimenti
per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche;
Visto il decreto ministeriale 19 giugno 1984 di approvazione delle
norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche; Visto il decreto
ministeriale 29 gennaio 1985 di rettifica del precedente; Ritenuto
che in forza dell’art. 3, primo comma, della citata legge n. 64/1974
le norme tecniche per le costruzioni in zone sismiche possono essere
aggiornate ogni qualvolta occorra in relazione al progredire delle
conoscenze; Considerato che occorre aggiornare alcune parti della
normativa tecnica emanata con il citato decreto 19 giugno 1984; Visti
i voti n. 180 del 14 giugno 1985 e n. 557 del 20 dicembre 1985, con i
quali il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso parere a
che le predette norme tecniche siano modificate ed integrate secondo
il testo riportato in allegato al presente decreto;

Decreta:

Art. 1. Sono approvate le allegate norme tecniche per le
costruzioni in zone sismiche, ad integrale sostituzione di quelle di
cui ai precedenti decreti 19 giugno 1984 e 29 gennaio 1985.

Art. 2. In via transitoria per tre mesi dalla data di pubblicazione
del presente decreto, possono ancora applicarsi le norme di cui ai
citati precedenti decreti 19 giugno 1984 e 29 gennaio 1985.

NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI IN ZONE SISMICHE

A. Disposizioni generali

A.1. Oggetto delle norme — Classificazione delle zone sismiche.

Le presenti norme tecniche disciplinano tutte le costruzioni la cui
sicurezza possa comunque interessare la pubblica incolumità, da
realizzarsi in zone dichiarate sismiche ai sensi del secondo comma
dell’art. 3 della legge 2 febbraio 1974, n. 64, ferma restando
l’applicazione delle norme di cui all’art. 1 della legge stessa.
Il grado di sismicità delle diverse zone da assumere per la
determinazione delle azioni sismiche, e di quant’altro specificato
nelle presenti norme tecniche, risulta dall’apposito decreto
interministeriale.
Per tutte le costruzioni di cui all’art. 3 della legge 2 febbraio
1974, n. 64, valgono i criteri generali di progettazione riportati
nella sezione B. Per gli edifici e per le opere di sostegno dei
terreni valgono le disposizioni particolari riportate rispettivamente
nelle sezioni C e D.

A.2. Terreni di fondazione e relative prescrizioni generali.

I fattori influenzanti il comportamento delle fondazioni dovranno
essere individuati e valutati in conformità di quanto stabilito dalle
disposizioni vigenti e in particolare dal decreto ministeriale 21
gennaio 1981.
In particolare per le costruzioni su pendii devono essere eseguite
le opportune indagini convenientemente estese al di fuori dell’area
edificatoria per rilevare tutti i fattori occorrenti alla valutazione
delle condizioni di stabilità dei pendii medesimi.
Dovranno inoltre essere eseguite indagini specifiche per tener
conto in modo adeguato alle esigenze costruttive nella eventualità
che possano verificarsi nel sottosuolo dell’opera od in zone ad essa
adiacenti fenomeni di liquefazione.
I risultati di tali accertamenti dovranno essere illustrati nella
relazione sulle fondazioni di cui al quarto comma dell’art. 17 della
legge 2 febbraio 1974, n. 64.

B. Criteri generali di progettazione

B.1. Disposizioni preliminari.
Le sollecitazioni provocate dalle azioni sismiche orizzontali o
verticali devono essere valutate convenzionalmente mediante una
analisi statica ovvero mediante una analisi dinamica, seguendo i
criteri generali contenuti nella presente sezione B.
Si potranno, in alternativa, eseguire analisi più approfondite
fondate su un’opportuna e motivata scelta di un <<terremoto di
progetto>> e su procedimenti di calcolo basati su ipotesi e su
risultati sperimentali chiaramente comprovati.

B.2. Direzione delle componenti orizzontali delle accelerazioni del
terreno durante il sisma.

Si assumerà che il moto del terreno possa avvenire non
contemporaneamente, in due qualsiasi direzioni orizzontali ortogonali
prefissate dal progettista.

B.3. Masse strutturali.

Le masse delle strutture sottoposte al moto impresso dal sisma sono
quelle del peso proprio e dei sovraccarichi permanenti nonchè di
un’aliquota dei sovraccarichi accidentali.
Per i casi non contemplati nelle sezioni C e D, i sovraccarichi
accidentali devono considerarsi presenti, in occasione del sisma, per
un’aliquota del valore massimo ad essi assegnato nel calcolo statico
di esercizio da valutare attraverso considerazioni statistiche.
Per i serbatoi, i contenitori, e le costruzioni o elementi di
costruzione ad essi assimilabili, il peso del contenuto deve essere
considerato totalmente presente.

B.4. Coefficiente di risposta e di protezione sismica.

B.4.1. Coefficiente di risposta.
Si assume come coefficiente di risposta R della struttura una
funzione del periodo fondamentale T¿0 della stessa, per oscillazioni
nella direzione considerata:

per T¿0 > 0,8 secondi R = 0,862/T¿0^2/3
per T¿0 = 2);
R = il coefficiente di risposta relativo alla direzione
considerata;
I = il coefficiente di protezione sismica;
W = il peso complessivo delle masse strutturali.
Qualora la costruzione non rientri nei casi contemplati nelle
sezioni C e D, la forza complessiva F¿h, deve considerarsi
distribuita sulla struttura proporzionalmente alle singole masse
presenti;
b) un sistema di forze verticali, distribuite sulla struttura
proporzionalmente alle masse presenti, la cui risultante sarà:

F¿v = m * C * I * W

nella quale è, in genere m = 2, salvo quanto precisato nelle norme
tecniche proprie di opere particolari.
Indicando con Ó¿h e eta¿h rispettivamente le sollecitazioni
(momento flettente, forza assiale, forza di taglio e momento
torcente) e gli spostamenti prodotti dal sisma di forze orizzontali,
e con Ó¿v, e eta¿h le sollecitazioni e gli spostamenti prodotti dal
sisma di forze verticali la singola componente di sollecitazione Ó e
la singola componente di spostamento eta risultano:

Ó = ¹(Ó¿h² + Ó¿v²) eta = ¹(eta¿h² = eta¿v²)

L’analisi statica degli effetti sismici si può adottare per le
costruzioni la cui struttura portante abbia uno schema statico
semplice nei riguardi del suo comportamento sotto l’azione sismica, e
che non presenti elementi spingenti o di luce notevole.

B.6. Analisi dinamica.

Gli effetti sismici possono essere valutati mediante una analisi
dinamica della struttura considerata in campo elastico lineare.
Questa può essere eseguita con il metodo dell’analisi modale
adottando per lo spettro di risposta, in termini di accelerazione,
l’espressione

a/g = C * I * R

dove:

a è l’accelerazione spettrale;
g è l’accelerazione di gravità;
I è il coefficiente di protezione sismica;
R è la funzione del periodo di vibrazione definito così come al
punto B.4: per le accelerazioni orizzontali, mentre è R = 1 per le
accelerazioni verticali.

L’analisi modale deve tener conto almeno dei primi tre modi di
vibrazione. Se la struttura presenta gruppi di modi indipendenti, il
numero di modi considerati deve essere adeguatamente aumentato di
conseguenza.
Per ciascuna eccitazione (orizzontale oppure verticale), indicando
con Ó, e eta, rispettivamente le sollecitazioni e gli spostamenti
relativi al modo iesimo, le sollecitazioni e gli spostamenti
complessivi si calcolano con le espressioni:
{Bl Ó = ¹(õÓ¿i²)
eta = ¹(õeta¿i²)

La sovrapposizione degli effetti dovuti alle diverse eccitazioni si
esegue con le (1).

B.7. Verifiche.

Tutte le costruzioni in zone dichiarate sismiche, oltre ad essere
verificate secondo le prescrizioni contenute nelle norme vigenti per
le zone non sismiche, devono soddisfare le verifiche sismiche, che
consistono nel controllo delle tensioni secondo il metodo delle
tensioni ammissibili e, se necessario, dell’entità degli spostamenti.
Tali verifiche si devono eseguire secondo quanto indicato nei
successivi punti B.8, B.9, B.10.

B.8. Tensioni.

Siano Ó le sollecitazioni dovute al sisma ed Ó¿p quelle dovute alle
altre azioni agenti contemporaneamente, escluso il vento.
Le tensioni dovute alle sollecitazioni Ó¿p ± Ó devono rimanere
entro i limiti prescritti dalle norme vigenti per i materiali
impiegati, facendo riferimento, quando siano previste in dette norme,
a condizioni di carico eccezionale.

B.9. Spostamenti.

Le deformazioni di una struttura soggetta alle azioni del sisma più
gravoso cui essa deve resistere, sono in realtà notevolmente
superiori a quelle elastiche corrispondenti alle sollecitazioni Ó¿p ±
Ó che derivano dal calcolo convenzionale statico o dinamico sopra
prescritto, cosicchè la struttura esce, in generale, dal campo
elastico lineare.
Quando non si eseguano analisi più accurate, basate su un’opportuna
e motivata scelta di un <<terremoto di progetto>> e sul comportamento
non lineare della struttura, la previsione degli spostamenti può
essere fatta convenzionalmente nel modo seguente. Siano eta gli
spostamenti elastici dovuti al sisma valutati come indicato al punto
B.5. oppure al punto B.6.; siano eta¿p gli spostamenti elastici
dovuti alle altre azioni, escluso il vento.
Gli spostamenti reali eta¿r si definiscono:

eta¿r = eta¿p ± Ýeta

dove Ý = 6 se gli eta sono calcolati come in B.5. mentre Ý = 4 se g…

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