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Regolamento per gli esami di Stato per l'abilitazione all'eserciz...

Regolamento per gli esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio della libera professione di geometra.

dm 15/03/1986

INGEGNERI, ARCHITETTI, GEOMETRI
Decreto Ministeriale 15 marzo 1986 (in Gazz. Uff., 22 maggio, n.
117). — Regolamento per gli esami di Stato per l’abilitazione
all’esercizio della libera professione di geometra.

Il Ministro della pubblica istruzione:
Vista la legge 7 marzo 1985, n. 75; Vista la legge 8 dicembre 1956,
n. 1378, e successive modificazioni; Sentito il Consiglio nazionale
della pubblica istruzione; Sentito il Consiglio nazionale dei
geometri; Considerata la necessità di dettare le norme che
disciplinino lo svolgimento degli esami di Stato per l’abilitazione
all’esercizio della libera professione di geometra;

Decreta:

Art. 1.

é approvato il regolamento sugli esami di Stato per l’abilitazione
all’esercizio della libera professione di geometra contenuto negli
articoli seguenti.

Art. 2.

Sessioni — Sedi di esame.

Gli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera
professione di geometra hanno luogo ogni anno in unica sessione
indetta con ordinanza del Ministro della pubblica istruzione
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.
Le prove di esame hanno inizio in tutte le sedi nello stesso giorno
previsto dall’ordinanza ministeriale e proseguono secondo il
calendario stabilito a norma degli articoli seguenti.
Salvo quanto previsto nel successivo art. 10, gli esami si svolgono
nella città sedi dei collegi dei geometri ed hanno luogo presso gli
istituti tecnici statali per geometri di volta in volta indicati
nell’ordinanza di cui ai precedenti comma.
I candidati hanno facoltà di sostenere gli esami nel comune sede di
residenza o di svolgimento del praticantato.
Il contributo di L. 3.000 e la tassa di L. 10.000 previsti
dall’art. 4 della legge 8 dicembre 1956, n. 1378, e successive
modificazioni, sono versati dai candidati in favore dell’istituto
tecnico prescelto come sede di esame.

Art. 3.

Requisiti di ammissione.

Agli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della libera
professione di geometra sono ammessi soltanto i candidati che siano
in possesso del relativo diploma conseguito presso un istituto
tecnico per geometri statale o legalmente riconosciuto e che abbiano
compiuto il periodo di praticantato nei modi e nei termini previsti
dal secondo comma dell’art. 2 della legge 7 marzo 1985, n. 75, in
conformità delle direttive impartite dal Consiglio nazionale dei
geometri.

Art. 4.

Domande di ammissione.

Le domande di ammissione agli esami, compilate secondo le modalità
stabilite dal successivo art. 5, devono essere indirizzate
all’istituto tecnico statale prescelto come sede di esame, redatte in
carta legale ed unitamente ai documenti di rito inviate mediante
raccomandata con avviso di ricevimento, entro il termine stabilito
dall’ordinanza ministeriale, al collegio dei geometri indicato nel
precedente art. 2.
Le domande si considerano prodotte in tempo utile purchè spedite a
mezzo raccomandata con avviso di ricevimento entro il termine
indicato dall’ordinanza ministeriale che indice la relativa sessione
di esame. A tal fine fa fede il timbro dell’ufficio postale
accettante.
Non sono ammessi agli esami i candidati che abbiano spedito le
domande con i documenti oltre il termine di scadenza stabilito quale
ne sia la causa, anche se non imputabile agli interessati, e coloro i
quali risultino sprovvisti dei requisiti prescritti dal precedente
art. 3.
L’esclusione può avere luogo in qualsiasi momento, quando ne siano
emersi i motivi, anche durante lo svolgimento degli esami.

Art. 5.

Modalità per la presentazione delle domande.

Le domande per l’ammissione agli esami debbono essere indirizzate
all’istituto tecnico statale della sede prescelta ed inviate al
collegio dei geometri, in conformità di quanto previsto nel
precedente art. 4.
Nella domanda, redatta su carta legale e corredata della
documentazione indicata nel successivo art. 6, i candidati debbono
indicare:
a) cognome e nome;
b) luogo e data di nascita;
c) l’istituto tecnico presso il quale è stato conseguito il
diploma di geometra e l’anno scolastico relativo;
d) il praticantato svolto;
e) la residenza anagrafica e l’indirizzo al quale desiderano che
vengano loro inviate le eventuali comunicazioni relative agli esami;
f) la dichiarazione sotto la propria responsabilità, pena la
esclusione in qualsiasi momento dagli esami, di non aver prodotto per
la stessa sessione altra domanda di ammissione ad una diversa sede di
esame;
g) data e firma.
La firma dei candidati apposta in calce alla domanda deve essere
legalizzata a norma delle vigenti disposizioni.

Art. 6.

Documentazione.

Alla domanda di ammissione agli esami devono essere allegati i
seguenti documenti rilasciati con l’osservanza delle vigenti
disposizioni sul bollo:
1) diploma di geometra in originale o in copia autentica;
2) certificazione rilasciata dal presidente del competente
collegio dei geometri attestante l’iscrizione al registro dei
praticanti e l’avvenuto compimento del biennio di pratica o comunque
l’assolvimento delle condizioni stabilite dal secondo comma dell’art.
2 della legge 7 marzo 1985, n. 75;
3) un breve curriculum in carta semplice sottoscritto dal
candidato relativo all’attività professionale ed agli eventuali
ulteriori studi compiuti dopo il conseguimento del diploma di
geometra;
4) eventuali pubblicazioni di carattere professionale;
5) ricevute da cui risulti l’avvenuto versamento della tassa di
ammissione agli esami nella misura di L. 6.000 dovuta all’erario e
del contributo nella misura di L. 3.000 dovuto all’istituto tecnico
statale sede di esame, a norma della legge 8 dicembre 1956, n. 1378,
e successive modificazioni, e del precedente art. 2;
6) un elenco sottoscritto su carta semplice dei documenti,
numerati in ordine progressivo, prodotti a corredo della domanda.

Art. 7.

Adempimenti dei collegi dei geometri.

Subito dopo il termine di scadenza per la presentazione delle
domande stabilito dalla relativa ordinanza ministeriale, i collegi
dei geometri verificano la regolarità delle domande ricevute ed
utilmente prodotte e, compiuto ogni opportuno accertamento di
competenza, trasmettono al Ministro della pubblica istruzione gli
elenchi nominativi dei candidati in possesso dei requisiti, ai fini
della determinazione del numero delle commissioni esaminatrici da
nominare.
Le domande prodotte dai candidati con allegata la relativa
documentazione e gli elenchi di cui al comma precedente vengono
consegnati dagli stessi collegi dei geometri ai rispettivi istituti
tecnici statali sedi degli esami, prima dell’insediamento delle
commissioni esaminatrici e secondo le modalità stabilite
dall’ordinanza ministeriale che indice la relativa sessione di esame.

Art. 8.

Commissioni esaminatrici.

Le commissioni esaminatrici sono nominate con decreto del Ministro
della pubblica istruzione e sono composte dal presidente e da quattro
membri.
Il presidente viene scelto tra i professori universitari di ruolo,
fuori ruolo o a riposo.
Uno dei membri della commissione viene scelto tra i professori di
ruolo delle scuole secondarie superiori, docenti di costruzioni o
tecnologia delle costruzioni, di topografia o di economia ed estimo,
che abbiano effettivamente insegnato tali discipline per almeno dieci
anni negli istituti tecnici per geometri.
Gli altri tre componenti della commissione sono scelti tra geometri
liberi professionisti iscritti all’albo professionale da almeno
quindici anni, nell’ambito di terne di nominativi segnalate dal
Consiglio nazionale dei geometri in numero corrispondente ai
commissari da nominare.
Nelle sedi di cui l’ordinamento italiano riconosce il bilinguismo,
viene assicurata una composizione della commissione tale da
consentire ai candidati lo svolgimento degli esami nella lingua
materna.

Art. 9.

Sostituzioni.

Con lo stesso decreto di nomina di cui al precedente articolo il
Ministro della pubblica istruzione designa per ciascuna commissione
anche due membri supplenti, uno scelto dalla categoria dei docenti
delle scuole secondarie ed uno dalle terne designate dal Consiglio
nazionale dei geometri.
In caso di giustificata assenza all’atto dell’insediamento della
commissione o di successivo impedimento di qualcuno dei commissari,
il presidente della commissione dispone con proprio provvedimento la
relativa definitiva sostituzione nominando il membro supplente tra i
designati, dando la precedenza a quello appartenente alla stessa
categoria del membro assente.
Di tali provvedimenti i presidenti delle commissioni danno
tempestiva notizia al Ministero della pubblica istruzione ed al
Consiglio nazionale dei geometri, precisando i motivi delle avvenute
sostituzioni.
Alla eventuale sostituzione dei presidenti delle commissioni
esaminatrici provvede il Ministro della pubblica istruzione.
In caso di accertata urgenza e necessità ed al fine di assicurare
il regolare svolgimento degli esami, il Ministro della pubblica
istruzione può disporre, per le sostituzioni, deroghe dal possesso
dei …

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