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Linee programmatiche, ai sensi dell'art. 15 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, concernenti le aree di intervento prioritario per la realizzazione di iniziative volte alla valorizzazione e al recupero di beni culturali.

dm 27/03/1986

CULTURA E BENI CULTURALI
Decreto Ministeriale 27 marzo 1986 (in Gazz. Uff., 3 aprile, n. 77).
— Linee programmatiche, ai sensi dell’art. 15 della legge 28
febbraio 1986, n. 41, concernenti le aree di intervento prioritario
per la realizzazione di iniziative volte alla valorizzazione e al
recupero di beni culturali.

Il Ministro per i beni culturali e ambientali, d’intesa con il
Ministro del lavoro e della previdenza sociale:
Visto l’art. 15 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, contenente
norme per la realizzazione di iniziative volte alla valorizzazione di
beni culturali, anche collegate al loro recupero, attraverso
l’utilizzazione delle tecnologie più avanzate ed alla creazione di
occupazione aggiuntiva di giovani disoccupati di lungo periodo;
Considerata la necessità di definire il programma d’intervento e le
norme di attuazione correlate alla presentazione, valutazione,
approvazione e finanziamento dei progetti volti alla valorizzazione
dei beni culturali, nonchè al controllo della loro realizzazione;
Viste le proposte della commissione per la realizzazione delle
finalità di cui all’art. 15 della legge 28 febbraio 1986, n. 41,
istituita con decreto del 21 marzo 1986 dal Ministro per i beni
culturali e anbientali, di concerto con il Ministro del lavoro e
della previdenza sociale;

Decreta:

Art. 1.

Programma d’intervento.

é approvato il programma d’intervento in allegato 1, all’attuazione
del quale sono finalizzati i progetti di cui agli articoli
successivi.

Art. 2.

Ammissibilità dei progetti.

1. Sono ammissibili i progetti:
di cui sia previsto l’affidamento in concessione dell’esecuzione ad
imprese o consorzi di imprese;
volti alla valorizzazione di beni culturali nelle aree indicate dal
programma d’intervento di cui al precedente art. 1;
volti alla creazione di occupazione aggiuntiva, tramite assunzione,
con contratto a termine di diritto privato e con chiamata nominativa,
di giovani di età non superiore ai 29 anni che risultino inseriti
nelle liste di collocamento da oltre 12 mesi o che, comunque, non
abbiano avuto alcuna occupazione da oltre 12 mesi secondo quanto
attestato dal libretto di lavoro; è fatta salva la possibilità di
assumere, con le medesime modalità, i soggetti espressamente previsti
dalla seconda parte della lettera b) del sesto comma dell’art. 15
della legge 28 febbraio 1986, n. 41;
che specifichino i contenuti e le modalità delle attività formative
destinate, nell’ambito del contratto di lavoro, agli addetti assunti
di cui al punto precedente;
da realizzare attraverso l’utilizzazione delle tecnologie più
avanzate, intese come <<nuove>>, che tendano cioè a creare una leva
occupazionale specializzata nel mondo del lavoro, e di concezione e
progettazione innovativa con requisito di affidabilità;
che prevedano una durata minima dell’intervento di sei mesi e
massima di trentasei mesi ed un ammontare complessivo di spesa
ammissibile non inferiore a lire 3.000 milioni e non superiore a lire
50.000 milioni;
che siano di immediata eseguibilità e volti alla realizzazione di
opere utilizzabili subito dopo la relativa ultimazione;
che siano corredati delle informazioni di cui al successivo art. 3.

2. Non sono ammessi al finanziamento progetti:
per i quali sono stati concessi finanziamenti o incentivazioni
previsti da altre leggi a carico del bilancio dello Stato e comunque
di altri enti pubblici;
che prevedano la loro realizzazione, anche in parte, all’estero;
la cui parte ancora da realizzare, all’atto della presentazione della
domanda, sia inferiore all’80% del totale dei costi;
che riguardino la sola revisione prezzi di opere già finanziate.

3. Sono esclusi dal finanziamento:
i costi relativi ad acquisto di immobili e a quanto altro non
strettamente necessario per la realizzazione del progetto;
i costi comunque già sostenuti alla data di presentazione della
domanda, eccettuati quelli di progettazione;
i costi per cui siano richiesti finanziamenti o incentivazioni
previsti da altre leggi a carico del bilancio dello Stato e comunque
di altri enti pubblici.

Art. 3.

Domanda.

1. La domanda di finanziamento, redatta in bollo, con allegato il
relativo progetto, deve essere presentata, in duplice copia, entro e
non oltre il 31 maggio 1986, al Ministro per i beni culturali ed
ambientali ed al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, e
deve essere indirizzata, via raccomandata, all’Ufficio di gabinetto
del Ministro per i beni culturali ed ambientali – Via del Collegio
Romano n. 27 – Roma.

2. Ogni pagina della domanda deve essere firmata dal responsabile
del progetto e da un rappresentante autorizzato del soggetto
proponente.

3. La domanda deve contenere la richiesta di finanziamento, una
dichiarazione di conformità con la documentazione progettuale ad essa
allegata e, secondo lo schema di cui all’allegato 2, le seguenti
indicazioni:
a) il soggetto proponente e l’impresa o il consorzio di imprese
cui sarà affidata la realizzazione in concessione;
b) il bene culturale oggetto dell’intervento;
c) l’area geografica in cui si deve svolgere l’intervento;
d) la durata, le modalità dell’intervento, gli obiettivi che si
intendono raggiungere e le eventuali connessioni con altri interventi
realizzati o in corso di realizzazione;
e) la descrizione tecnica dell’intervento, con indicazione delle
tecnologie che verranno utilizzate;
f) il numero, le ore di lavoro complessive, la qualificazione
professionale ed il tipo di contratto di lavoro del personale addetto
all’attuazione dell’iniziativa, con specificazione per gli assunti ai
sensi della lettera b) del sesto comma dell’art. 15 della legge 28
febbraio 1986, n. 41;
g) i contenuti, le modalità ed il numero di ore previsti per le
attività formative destinate, nell’ambito del contratto di lavoro,
agli addetti assunti ai sensi della lettera b) del sesto comma
dell’art. 15 della legge 28 febbraio 1986, n. 41;
h) il costo previsto per la realizzazione del progetto, in lire
correnti, articolato in:
materiali e consumi;
servizi e progettazione;
manodopera, secondo quanto specificato ai punti f) e g);
spese generali;
varie ed imprevisti;
eventuale revisione dei prezzi ai sensi dell’art. 33 della
legge 28 febbraio 1986, n. 41;
i) i costi eventualmente già sostenuti alla data di presentazione
della domanda, eccettuati quelli di progettazione;
l) i costi per cui siano richiesti finanziamenti o incentivazioni
previsti da altre leggi a carico del bilancio dello Stato e comunque
di altri enti pubblici;
m) i costi complessivamente attribuibili alle singole tecnologie
di cui al punto e);
n) le istituzioni competenti per materia e territorio
eventualmente coinvolte;
o) l’amministrazione competente sulla gestione del bene
rinveniente dall’attuazione del progetto ed il costo medio annuo a
prezzi 1986 della gestione ordinaria del bene medesimo, calcolato per
un quinquennio, con indicazione delle voci ad esso concorrenti;
p) l’utilizzabilità del bene di cui al precedente punto o)
corredata da una ipotesi quantificata della sua gestione economica.
Le voci di cui ai precedenti punti f), g), h), i) ed l) andranno
disaggregate per anno solare o frazione di esso.
Le voci di cui ai punti f), g) ed h) andranno disaggregate per le
località (regione, provincia e comune) ove saranno effettivamente
svolte le attività.
4. Inoltre dovranno allegarsi, ove possibile, i bilanci relativi ai
due anni precedenti la data di presentazione della domanda, il
certificato d’iscrizione alla C.C.I.A.A., ed ogni altra indicazione
ritenuta utile ai fini dell’individuazione giuridico-economica del
soggetto proponente e di quello titolare della concessione, per il
quale ultimo dovrà essere indicato il capitale netto.

Art. 4.

Modalità istruttorie.

1. La commissione per la realizzazione delle finalità di cui
all’art. 15 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, istituita con
decreto 21 marzo 1986 dal Ministro per i beni culturali ed
ambientali, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, accerta l’esistenza delle condizioni di ammissibilità di cui
al precedente art. 2 ed esamina l’iniziativa agli effetti della
valorizzazione del patrimonio culturale, della riduzione della
disoccupazione giovanile con formazione di manodopera qualificata,
dell’impiego delle tecnologie più avanzate, del contributo allo
sviluppo economico.

A tale scopo verranno utilizzati i seguenti parametri:

culturale, che terrà conto di:
validità culturale dell’iniziativa in relazione alle linee
indicate nel programma di valorizzazione allegato 1;

occupazionale, che terrà conto di:
ntensità di occupazione del progetto;
capacità di creare occupazione aggiuntiva;
incidenza e qualità della formazione prevista;

tecnologico, che terrà conto di:
innovatività delle tecnologie impiegate nella realizzazione del
progetto;

economico, che terrà conto di:
produttività del progetto;
intensità dei costi di gestione del bene;

di qualità ed affidabilità, che terrà conto di:
qualità della descrizione tecnica;
qualità della descrizione economica;
natura ed entità di eventuali rischi;
adeguatezza tecnica e capacità realizzativa del soggetto
titolare della concessione;

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