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Disposizioni per l'acquisto da parte dei lavoratori dipendenti della prima casa di abitazione nelle aree ad alta tensione abitativa.

l 18/12/1986 n. 00000891

CREDITO EDILIZIO E FONDIARIO
Legge 18 dicembre 1986, n. 891 (in Gazz. Uff., 24 dicembre, n. 298).
— Disposizioni per l’acquisto da parte dei lavoratori dipendenti
della prima casa di abitazione nelle aree ad alta tensione abitativa.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:

Promulga la seguente legge:

Art. 1. 1. Per l’acquisto, nonchè per l’acquisto e il contestuale
recupero, di un alloggio ubicato nei comuni capoluoghi di provincia
nonchè nei comuni compresi nelle aree ad alta tensione abitativa,
così come individuate dal CIPE ai sensi dell’art. 5, comma 3, del
decreto-legge 7 febbraio 1985, n. 12, convertito in legge, con
modificazioni, dalla legge 5 aprile 1985, n. 118, da adibire ad
abitazione propria o del proprio nucleo familiare, i lavoratori
dipendenti in possesso dei requisiti di cui al comma 2 possono fruire
di mutui erogati a carico del fondo di cui al successivo art. 3,
secondo le disposizioni contenute nella presente legge.
2. I lavoratori dipendenti possono beneficiare dei mutui di cui
alla presente legge a condizione che:
a) non abbiano superato il quarantacinquesimo anno di età;
b) non abbiano fruito di agevolazioni, previste da leggi statali
o regionali o da provvedimenti di enti locali, dirette
all’acquisizione dell’abitazione, fatte salve quelle di natura
tributaria;
c) abbiano svolto continuativamente da almeno due anni attività
di lavoro dipendente;
d) non siano proprietari di altra abitazione adeguate alle
esigenze del nucleo familiare nei comuni di cui al comma 1, nel cui
ambito si intenda utilizzare il mutuo ai sensi della presente legge.
3. Ai fini della presente legge si intende per nucleo familiare
quello costituito dal coniuge e dai figli conviventi.
4. Ai fini della presente legge si intende non adeguata alle
esigenze del nucleo familiare l’abitazione che rientri nelle ipotesi
previste dalle lettere a) e b) del numero 1) e lettere a) e b) del
numero 4) dell’art. 7 del decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 1972, n. 1035.
5. I mutui possono essere richiesti, in nome e per conto di propri
associati, in possesso dei previsti requisiti, da società cooperative
anche per l’acquisto ed il contestuale recupero di immobili ad uso
residenziale.

Art. 2. 1. I mutui di cui al precedente art. 1 possono essere
concessi alle seguenti condizioni:
a) durata massima ventennale;
b) tasso di ammortamento minimo del 10 per cento annuo,
comprensivo del corrispettivo spettante agli istituti ed alle sezioni
di credito fondiario ed edilizio, salvo quanto stabilito dalla
successiva lettera c) e dal comma 3 del presente articolo;
c) rate di ammortamento costanti, comprensive di capitale ed
interessi, comunque non superiore al 20 per cento della retribuzione
annua cumulativamente percepita dai soggetti di cui al successivo
comma 2, lettera a), durante il precedente anno solare, quale risulta
dall’attestazione rilasciata, ai sensi dell’art. 3 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dai datori di
lavoro presso i quali l’attività lavorativa è stata prestata nello
stesso anno.
2. L’importo dei mutui di cui al comma 1 deve essere contenuto
entro il meno elevato dei seguenti limiti:
a) ammontare corrispondente a 2,5 volte la retribuzione annua,
riferita al totale dei redditi di lavoro dipendente, al lordo delle
imposte e dei contributi, percepiti dai componenti il nucleo
familiare durante il precedente anno solare;
b) 75 per cento del prezzo d’acquisto ovvero della parte del
prezzo di acquisto non assistita da finanziamenti concorrenti per lo
stesso immobile;
c) importo di lire 60 milioni.
3. Quando la rata di ammortamento determinata ai sensi della
lettera b) del comma 1 risulti superiore al limite previsto dalla
lettera c) dello stesso comma, la relativa perdita è posta
annualmente a carico del fondo di cui al successivo art. 3. Quando la
rata di ammortamento al tasso del 10 per cento risulti inferiore al
predetto limite, essa è rideterminata in aumento e dovuta fino a
concorrenza della rata annuale di un mutuo corrispondente ad un tasso
comunque non superiore al 13 per cento calcolato per eguale durata.
L’eventuale maggior provvigione dovuta agli istituti di credito
mutuanti in connessione con l’attività di recupero dell’alloggio è a
carico dei mutuatari.
4. Gli immobili acquistati con mutui di cui alla presente legge non
possono essere trasferiti prima del termine dell’ammortamento del
mutuo, salvo quanto previsto dal successivo art. 5.
5. Sono esclusi dai benefici previsti dalla presente legge gli
immobili acquistati da parenti ed affini entro il secondo grado.

Art. 3. 1. Per la concessione dei mutui disciplinati dalla presente
legge è costituito presso la Cassa depositi e prestiti un fondo
speciale con gestione autonoma e dotazione di lire 1.000 miliardi.
2. La Cassa depositi e prestiti è autorizzata ad effettuare, con le
proprie disponibilità e alle condizioni e modalità stabilite con
decreto del Ministro del tesoro, anticipazioni al fondo speciale di
cui al comma 1 fino alla concorrenza dell’importo di lire 1.000
miliardi.
3. Il fondo speciale di cui al comma 1 imputa annualmente alla
Cassa depositi e prestiti i rimborsi in conto delle anticipazioni
concesse, al netto delle spese di amministrazione e degli oneri
derivanti dalle convenzioni di cui al comma 2 del successivo art. 4.
4. I criteri per il funzionamento del fondo speciale e per
l’erogazione dei flussi finanziari sono stabiliti con decreti del
Ministro del tesoro.
5. Con decreti del Ministro del tesoro sono stabiliti i limiti
degli importi annuali dei mutui erogabili a valere sul fondo speciale
ai sensi della presente legge ed aggiornati i tassi dei mutui
previsti dall’art. 2, in dipendenza delle variazioni delle condizioni
del mercato finanziario.
6. Con decreti del Ministro del tesoro, d’intesa con il Ministro
dei lavori pubblici, è aggiornato l’importo massimo concedibile ai
sensi della lettera c) del comma 2 dell’art. 2, in dipendenza delle
disponibilità del fondo speciale, nonchè, quando occorra, sono
stabilite le modalità di carattere generale per la destinazione dei
finanziamenti.
7. é attribuita, fino al 25 per cento delle disponibilità, priorità
di concessione ai mutui per l’acquisto di alloggi ultimati
successivamente al 31 dicembre 1985.

Art. 4. 1. Gli istituti e le sezioni di credito edilizio sono
abilitati ad effettuare anche operazioni di credito fondiario.
2. Gli istituti e le sezioni di credito fondiario ed edilizio,
avvalendosi delle disponibilità del fondo di cui al precedente art.
3, concedono mutui fondiari per l’acquisto di alloggi da adibire ad
abitazioni, sulla base di apposite convenzioni stipulate con la Cassa
depositi e prestiti e conformi allo schema generale approvato con
decreto del Ministro del tesoro, sentito il Ministro dei lavori
pubblici. Della avvenuta stipula delle singole convenzioni è data
notizia nella Gazzetta Ufficiale. Le domande di mutuo possono essere
presentate dopo la predetta pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale e,
qualora presentate prima di tale termine, non hanno effetto. L’esito
dell’istruttoria, condotta in ordine rigorosamente cronologico di
presentazione, è comunicato agli interessati entro 60 giorni dal
ricevimento della domanda.
3. I mutui sono garantiti da ipoteca di primo grado sull’immobile.
La garanzia può essere costituita anche da ipoteca di grado
ulteriore, quando il valore dell’immobile assicuri il soddisfacimento
del mutuo concesso nei limiti di cui al comma 2 dell’art. 2.
4. Quando il mutuo è concesso con riferimento ai redditi di lavoro
dipendente di più appartenenti al nucleo familiare, l’immobile deve
essere acquistato in comunione tra essi, indipendentemente dal regime
patrimoniale familiare vigente tra le stesse persone, purchè i
requisiti previsti dalla presente legge siano posseduti da tutti i
componenti.
5. Nel caso previsto dal precedente comma 4, il mutuo è concesso
nei confronti di tutti gli appartenenti al nucleo familiare.
6. In caso di mancato o di ritardato versamento da parte del
mutuatario si applica l’interesse di mora pari a quello previsto per
le operazioni di mutuo fondiario-edilizio.

Art. 5. 1. In caso di definitiva cessazione del rapporto di lavoro
o di decesso dei beneficiari, i mutuatari e gli eredi hanno facoltà
di optare per:
a) l’estinzione anticipata del residuo debito ad un tasso
attualizzato del 13 per cento;
b) la continuazione del pagamento delle rate residue al tasso
costante del 13 per cento;
c) la cessione dell’immobile, entro sei mesi dal decesso del
dante causa, a soggetti aventi i requisiti prescritti dalla presente
legge, che subentrano nel contratto di mutuo fino alla scadenza da
questo prevista;
d) in caso di decesso del beneficiario, qualora esistano eredi
con diritto a pensione di reversibilità, potrà essere richiesta la
sospensione del pagamento delle rate per un anno. Il relativo
importo, aumentato degli interessi vigenti alla data del decesso,
verrà corrisposto congiuntamente alle rate ordinarie dell’anno
successivo.
2. Quando la rata prevista dalla lettera b) del comma 1 non trovi
capienza nel trattamento pensionistico del mutuatario, ovvero in caso
di impossibilità di adempiere alle residue obbligazioni derivanti dal
mutuo, il mutuatario è tenuto ad alienare l’immobile o la quota di
sua proprietà alla Direzione generale degli istit…

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